Pena di morte: la Chiesa e i Papi, il Vangelo e il cinema

di Giovanni Marcotullio

(da Aleteia)
 
In un discorso tenuto ieri, papa Francesco ha chiesto che il n. 2267 del Catechismo sulla pena di morte venga modificato ancora una volta. Vediamo come e perché…
 

“Il giorno sette agosto 1797 fu uno de’ segnalati nella mia vita e lunga carriera. Ebbi l’onore di eseguire le mie funzioni per la prima volta in Roma, a piazza del Popolo, al cospetto de’ più eccelsi magistrati ecclesiastici, di insigni personaggi della Corte Pontificia, di ambasciatori, ministri, patrizi e dame del più alto lignaggio, impiccando Giacomo Dell’Ascensione. Era costui un pericolosissimo scalatore di botteghe, che dedicandosi a tal pericoloso mestiere, aveva saputo sottrarsi sempre alle indagini della punitiva giustizia e menar vita allegra, gioconda, lietissima. Ma dàlli e dàlli finì col cadere in una trappola tesagli con arte sottilissima. Colto quasi in flagrante, tentò sulle prime di far resistenza, ma poi mise senno, si lasciò arrestare e condurre alle carceri, ove confessò tutti i suoi delitti. Condannato, non voleva saperne di subir la pena. Diceva che i suoi delitti non erano passibili di morte, che la sentenza era un abominio. E ci volle del bello e del buono per metterlo legato sulla carretta. Mentre stavo per farlo salire sulla scala, mi diede un così terribile spintone che per poco non vacillai. Ma questo tratto villano mi inasprì e senza ulteriori complimenti, passatagli la porta al collo, lo mandai all’altro mondo, dove avrà portate le sue lagnanze contro la giustizia di Roma”.

Giovanni Battista Bugatti, Le memorie di Mastro Titta

 
Certo, il libro che va sotto il nome di “Memorie di un carnefice scritte da lui stesso” si gioverebbe non poco di un’edizione critica: a naso si scorgono almeno due o tre mani intervenute sul testo – un diario, probabilmente scarno, del boia; un redattore anticlericale intervenuto diffusamente a caricare il chiaroscuro delle contraddizioni insite nel soggetto; Continua a leggere

Marie Heurtin – Dal buio alla luce

Titolo Originale: Marie Heurtin
Paese: FRANCIA
Anno: 2014
Regia: Jean-Pierre Améris
Sceneggiatura: Philippe Blasband, Jean-Pierre Améris
Produzione: ESCAZAL FILMS, IN CO-PRODUZIONE CON FRANCE 3 CINÉMA, RHÔNE-ALPES
Durata: 95
Interpreti: Isabelle Carré, Ariana Rivoire
 

Marie Heurtin è vissuta realmente, a cavallo fra l’800 e il ‘900,in un piccolo paese del Poitier. Sordomuta e cieca, viveva come una selvaggia nella casa dei suoi genitori. Il padre, modesto artigiano, in cerca di una soluzione, si reca presso l’Istituto di Larnay, per affidare la cura di Marie a delle suore. Suor Margherita ha il coraggio di tentare l’impossibile: dedicarsi all’educazione di quella ragazza, che vede come un’anima chiusa dentro un corpo che non le consente di comunicare…. Continua a leggere

Bud Spencer, quel “gigante buono” con la fede nel Padreterno

Morto a 86 anni Carlo Perdersoli, in arte Bud Spencer. Aspettava la morte e il giudizio di Dio “con dignità” e senza paura, perché “la nostra anima resta viva anche dopo aver lasciato la terra”
 
“La vita non è nelle nostre mani. Prima o poi ci presenteremo di fronte al Padreterno, che sia quello cristiano o quello islamico. Non si può sfuggire. Da quando siamo nati, siamo in viaggio verso la morte”. Il suo di viaggio, è finito ieri sera. Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, è spirato in un ospedale di Roma. Al capezzale i familiari, dai quali si è congedato – ha riferito il figlio alla stampa – con un “grazie”.

Una parola che condensa le emozioni che questo “gigante buono” del cinema italiano, protagonista assoluto del filone spaghetti western e icona divertente in coppia con Terence Hill, ha provato nella sua intensa vita.

Attore sì, ma anche atleta dal fisico granitico. Nato a Napoli 86 anni fa, Pedersoli mostrò sin da giovane una predisposizione per il nuoto. Lo praticò ad alti livelli, partecipando anche alle Olimpiadi di Roma del 1960. Continua a leggere

L’essere umano è fatto per alte mete e grandi ideali

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GOD’s NOT DEAD
 
dal 25 Febbraio nei migliori cinema!
 
Ispirato ad una storia vera, GOD’S NOT DEAD, racconta di una matricola universitaria che sfida un prestigioso professore di filosofia, rischiando ben più del proprio futuro accademico, semplicemente per difendere ciò in cui crede: l’esistenza di Dio.

…e noi quanto siamo disposti a rischiare per difendere quello in cui crediamo? Continua a leggere

Andiamo al cinema? Ecco come “Scegliere un film”

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In uno scenario in cui vi è sovrabbondanza di recensioni sui film in uscita nelle sale, diventa sempre più difficile orientarsi e fare una scelta consapevole, puntando lo sguardo soprattutto sui quei titoli che siano in grado di divertire e arricchire l’animo sia dal punto di vista umano che culturale. È per questo che anche quest’anno è stato pubblicato Scegliere un film, un volume ormai storico, curato nel corso di oltre dieci anni da  in collaborazione prima con Luisa Cotta Ramosino, e negli ultimi due anni con Raffaele Chiarulli. Proprio come le precedenti edizioni, Scegliere un film 2015 si presenta come una guida utile per gli spettatori appassionati di cinema, per i docenti, i cultori della materia, i critici in cerca di informazioni sui film della stagione cinematografica passata. Selezionati attraverso una duplice prospettiva in grado di sottolineare il valore della narrazione senza tralasciare l’importanza di un punto di vista radicato nell’antropologia cristiana, i film scelti sono preziosa occasione di divertimento, dialogo, dibattito e riflessione. Abbiamo chiesto al Professor Armando Fumagalli di parlarci di questo libro, della sua nascita, del suo valore e degli obiettivi e desideri che hanno motivato un progetto così importante. Continua a leggere

Dove andiamo al cinema? Guide per sapere e scegliere

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Tagliato il traguardo delle dieci pubblicazioni, Scegliere un film 2014 (Edizione Ares) si presenta, ancora una volta come un volume completo, intuitivo e di immediata lettura. Curato da esperti del settore cinematografico – story editor, sceneggiatori, studiosi del campo – insieme con Armando Fumagalli e Raffaele Chiarulli, il libro è uno strumento prezioso che invita gli appassionati di cinema a una scelta consapevole e ragionata di film da utilizzare all’interno di progetti scolastici, cineforum o semplicemente da guardare in famiglia.

La scelta delle pellicole inserite nel volume, selezionate tra quelle arrivate in sala da settembre a maggio dello scorso anno, si regge soprattutto su due criteri fondamentali. In primo luogo la storia del film, il ruolo del personaggio all’interno di un universo precostituito e i valori che sottendono l’intero impianto narrativo cui si aggiunge un secondo aspetto fondamentale, direttamente legato al primo. Ciascuna analisi del film viene fatta attraverso un punto di vista che è «radicato in un‘antropologia cristiana», linea condivisa da tutti gli esperti che firmano le recensioni contenute nel libro. Continua a leggere

Un bel film da vedere: “Terra di Maria”

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Ieri sera ho finalmente visto il film “Terra di Maria” del regista Juan Manuel Cotelo (già noto per il film “L’ultima cima”).
E’ bellissimo! Da vedere e far vedere!!

***

Un’indagine sulla fede in un mondo dove guerre, sofferenze, violenze di ogni tipo non cessano di esistere. In questa parte di universo però c’è ancora gente che chiama Dio Padre e si affida a Gesù e Maria.

La pellicola è un viaggio di ricerca che attraversa diverse nazioni; ognuno degli intervistati dall’avvocato del diavolo (geniale la figura ripescata e interpretata dallo stesso regista) ha la sua storia da raccontare, ha la sua esperienza diretta col Signore da condividere avvenuta grazie all’azione mediatrice della Vergine Maria. E’ lei che prende per mano i suoi figli e li conduce al cuore di Gesù. Maria, madre instancabile, non si rassegna alla caduta degli uomini sempre più sprofondati nel niente delle illusioni. Li sostiene, li risolleva, li aiuta a capire che ricchezza, fama, oro e argento non appagano, non riempiono il loro vuoto. Continua a leggere

Torna l’«altra Hollywood». Ecco «The Song», un nuovo bel film tutto cristiano. Ispirato al Re Salomone

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Un altro, un nuovo, enensimo film dell’ “altra Hollywood”: quella bella, coraggiosa, ovvero l’universo della cinematografia indipendente, cristiana senza vergognarsene, professionale, di grande respiro.

The Song, diretto da Richard Ramsey, è al cinema, purtroppo per ora solo negli Stati Uniti. Noi lo vedremo mai dalel nostre parti? È una grande storia d’amore sincero che si svolge tutta al suono di musica buona e bella, e che un giorno deve fare i conti con la dura realtà tentatrice: o il successo, o la famiglia. un’allegoria per l’oggi, una grande occasione per riflettere sull’unicità e sulla bellezza del matrimonio, in specie se cristiano. Una storia ispirata al Cantico dei cantici del re biblico Salomone che farebbe bene a tutti. Continua a leggere

Il Paradiso per davvero

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(fonte: Cavalieri della Luce)
 
Vi segnalo un film che credo meriti davvero di essere visto. E’ una storia vera. E’ possibile anche ascoltare i testimoni della vicenda. Più che parlarvene preferisco lasciare che vi emozioni questo trailer davvero ben fatto.
 


 
Qui potete ascoltare i diretti testimoni…

E’ possibile anche vedere la puntata di Sulla Via di Damasco in parte dedicata a questo tema insieme ad Antonio Socci in studio: CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA (sarà visibile cercando in archivio la puntata del 05/07/14)
 
(fonte: Cavalieri della Luce)

 
 
LA STORIA DEL BAMBINO CHE E’ STATO IN BRACCIO A GESU’

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di Antonio Socci
 
Il racconto clamoroso: ”Non preoccuparti, mamma, la sorellina sta bene… L’ha adottata Dio”
E’ il 2003. Il 4 luglio – festa nazionale negli Stati Uniti – una normale famiglia americana che vive nel Nebraska, a Imperial, paesino agricolo che ha appena “duemila anime e neanche un semaforo”, sta stipando di bagagli una Ford Expedition blu.
I Burpo partono verso Nord per andare a trovare lo zio Steve,
che vive con la famiglia a Sioux Falls, nel South Dakota (hanno appena avuto un bambino e vogliono farlo vedere ai parenti).
L’auto blu imbocca la Highway 61. Alla guida c’è il capofamiglia Todd Burpo, accanto a lui la moglie Sonja e nel sedile posteriore il figlio Colton, di quattro anni, con la sorellina Cassie.
Fanno rifornimento a una stazione di servizio nel paese dove nacque il celebre Buffalo Bill prima di affrontare immense distese di campi di granoturco.
E’ la prima volta, in quattro mesi, che i Burpo si concedono qualche giorno di ferie dopo lo scioccante vicenda che hanno vissuto il 3 marzo di quell’anno.
Il piccolo Colton quel giorno aveva cominciato ad avere un forte mal di pancia. Poi il vomito. Stava sempre peggio finché i medici fecero la loro diagnosi: appendice perforata.
Fu operato d’urgenza a Greeley, in Colorado. Durante l’operazione la situazione sembrò precipitare: “lo stiamo perdendo! Lo stiamo perdendo!”.
Il bambino era messo molto male e passò qualche minuto assai critico. Poi però si era ripreso. Per il babbo e la mamma era stata un’esperienza terribile. Lacrime e preghiere in gran quantità come sanno tutti coloro che son passati da questi drammi.
 
IN CIELO
Dunque, quattro mesi dopo, il 4 luglio, la macchina arriva a un incrocio. Il padre Todd si ricorda che girando a sinistra, a quel semaforo, si arriva al Great Plains Regional Medical Center, il luogo dove avevano vissuto la scioccante esperienza.
Come per esorcizzare un brutto ricordo passato il padre dice scherzosamente al figlio: “Ehi, Colton, se svoltiamo qui possiamo tornare all’ospedale. Che ne dici, ci facciamo un salto?”.
Il bambino fa capire che ne fa volentieri a meno. La madre sorridendo gli dice: “Te lo ricordi l’ospedale?”.
Risposta pronta di Colton: “Certo, mamma, che me lo ricordo. È dove ho sentito cantare gli angeli”.
Gli angeli? I genitori si guardano interdetti. Dopo un po’ indagano.
Il bimbo racconta con naturalezza i particolari: “Papà, Gesù ha detto agli angeli di cantare per me perché avevo tanta paura. Mi hanno fatto stare meglio”.
“Quindi”, domanda il padre all’uscita del fast food, “c’era anche Gesù?”. Il bimbo fece di sì con la testa “come se stesse confermando la cosa più banale del mondo, tipo una coccinella in cortile. ‘Sì, c’era Gesù'”.
“E dov’era di preciso?”, domandò ancora il signor Burpo. Il figlio lo guardò dritto negli occhi e rispose: “Mi teneva in braccio”.
I due genitori allibiti pensano che abbia fatto un sogno nel periodo di incoscienza. Ma poi vacillano quando Colton aggiunge: “Sì. Quando ero con Gesù tu stavi pregando e la mamma era al telefono”.
Alla richiesta di capire come fa lui, che in quei minuti era in sala operatoria in stato di incoscienza, a sapere cosa stavano facendo i genitori, il bambino risponde tranquillamente: “Perché vi vedevo. Sono salito su in alto, fuori dal mio corpo, poi ho guardato giù e ho visto il dottore che mi stava aggiustando. E ho visto te e la mamma. Tu stavi in una stanzetta da solo e pregavi; la mamma era da un’altra parte, stava pregando e parlava al telefono”.
Era tutto vero. Così come era vero che la mamma di Colton aveva perduto una figlia durante una gravidanza precedente.
Colton, che era nato dopo, non l’aveva mai saputo, ma quella sorellina lui l’aveva incontrata in cielo e lei gli aveva spiegato tutto. Sconvolgendo i genitori: “Non preoccuparti, mamma. La sorellina sta bene. L’ha adottata Dio”. Di lei il ragazzo dice: “non la finiva più di abbracciarmi”.
 
STUPORE E CLAMORE
Comincia così, con la tipica semplicità dei bambini che raccontano cose eccezionali come fossero normali, una storia formidabile che poi il padre ha raccontato in un libro scritto con Lynn Vincent, “Heaven is for Real” (tradotto dalla Rizzoli col titolo “Il Paradiso per davvero”).
E’ da questo libro – che negli Stati Uniti è stato un best-seller – che vengono queste notizie. All’uscita, nel 2010, conquistò la prima posizione nella top ten del “New York Times” e subito dopo dalla storia di Colton è stato tratto un film che è appena arrivato in Italia (dal 10 luglio), sempre col titolo “Il Paradiso per davvero”.
Il film, col marchio Tristar, è diretto da Randall Wallace (lo sceneggiatore di Braveheart) e negli Stati Uniti ha avuto un grande successo.
Può anche essere che da noi sia un flop perché gli americani hanno una sensibilità religiosa molto più profonda di quella europea (il caso americano smentisce il paradigma della sociologia moderna secondo cui la religiosità declinerebbe quanto più aumenta la modernizzazione).
La storia (vera) del piccolo Colton peraltro è una tipica esperienza di pre-morte, cioè un fenomeno che l’editoria e la cinematografia americana in questi anni hanno scoperto e raccontato molto. Anche perché i maggiori istituti di sondaggio Usa hanno scoperto che si tratta di un’esperienza estremamente diffusa.
 
UN FENOMENO ENORME
Ne ho parlato nel mio ultimo libro, “Tornati dall’Aldilà”, perché negli ultimi quindici anni la stessa medicina ha studiato approfonditamente questi fenomeni scoprendo che non sono affatto da considerarsi allucinazioni, ma sono esperienze reali, vissute da persone in stato di morte clinica.
Gli studiosi (io ho citato specialmente i risultati di un’équipe olandese) si sono trovati a dover constatare che la coscienza (anzi una coscienza allargata, più capace di capire) continua a vivere fuori dal corpo anche dopo che le funzioni vitali del corpo e del cervello sono cessate.
E’ quella che – con linguaggio giornalistico – ho chiamato “la prova scientifica dell’esistenza dell’anima”. Questi stessi studiosi, con le loro analisi scientifiche, concludono che non si possono spiegare queste esperienze se non ricorrendo alla trascendenza.
Mi sono imbattuto personalmente in questo mistero con la vicenda di mia figlia e mi sono reso conto, dopo aver pubblicato il mio libro, che tanto grande è l’interesse popolare, della gente comune, quanto impossibile è in Italia una discussione sui giornali (o in altre sedi) fra intellettuali e studiosi, su questi fenomeni.
C’è letteralmente paura di guardare la realtà. La nostra è la cultura dello struzzo, quello che mette la testa dentro la sabbia per non vedere qualcosa che non vuole vedere.
C’è come una censura sull’Aldilà e – in fondo – sul nostro destino eterno: “Tutto cospira a tacere di noi/ un po’ come si tace un’onta/ forse un po’ come si tace/ una speranza ineffabile” (Rilke).
Ma paradossalmente la censura sull’Aldilà (e specialmente sull’Inferno) c’è anche in un certo mondo cattolico che ha adottato “la sociologia come criterio principale e determinante del pensiero teologico e dell’azione pastorale” (Paolo VI).
Così accade che, paradossalmente, la scienza è arrivata a constatare il soprannaturale, in questi fenomeni, prima del mondo ecclesiastico e teologico.
Eppure la Vita oltre la vita sarebbe l’unica cosa davvero importante. La sola degna di meditazione. E’ il grande conforto nel dolore della vita. E’ stata la grande meta dei santi.
Forse bisogna aver assaporato proprio il dolore della vita e della morte per capire. Per avere questo sguardo e questa saggezza. Per lasciarsi consolare dalla Realtà di quell’abbraccio di felicità.
Eric Clapton, alla tragica morte del suo bimbo, scrisse una canzone struggente, “Tears in Heaven”, dove fra l’altro diceva: “Oltre la porta c’è pace ne sono sicuro/ E lo so non ci saranno più lacrime in Paradiso”.
 
Fonte: Libero, 13 luglio 2014
 

QUI -> IL VIDEO CON IL FILM COMPLETO

 

La bellezza di una vita che assapora gli attimi

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Roma, 04 Luglio 2014 (Zenit.org) Carlo Climati

Capita sempre più spesso di vedere film in cui gli esseri umani si riducono al livello delle bestie. Una classica scena è quella di due persone che si incontrano e vanno a cena insieme. Al termine della serata, lui accompagna lei a casa. Lei lo invita a salire, con la scusa di bere qualcosa. Da quel momento in poi, scatta la disumanizzazione. Pochi secondi dopo, i due personaggi hanno già perso il lume della ragione. Non parlano più. Si tolgono i vestiti in modo frenetico e “fanno sesso”, come sentiamo dire spesso in televisione.

L’espressione “fare sesso” è la più pura e spoetizzante manifestazione del vuoto di certe immagini, in cui gli esseri umani si comportano come animali. Si sono conosciuti poche ore prima, ma non possono fare a meno di bruciare la loro vita in pochi secondi. Continua a leggere

“Il tempo di vincere”. Una delle più belle pagine della storia del football americano. La racconta Jim Caviezel

Celebrities gear up to watch the US Open Men's Finals Match

Abbiamo parlato poco tempo fa del ruolo della Chiesa cattolica nella storia del basket americano e di quello assai minore nella storia del football. Tuttavia c’è una pagina, una delle più belle dello sport con la palla ovale versione Usa, che le va ascritta.

Gli Spartans sono la squadra di football del De La Salle High School di Concord, in California, “liceo” dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Dal 1965, anno di fondazione, per oltre dieci anni fu un team anonimo, non vinse praticamente nulla. Fino a che Bob Ladouceur, insegnante di religione al De La Salle e appassionato di football, fu coinvolto nella sua gestione e nel 1979, a 25 anni, con pochissima esperienza alle spalle, ne divenne l’allenatore. Profondamente cattolico e grande motivatore, Ladouceur nel giro di pochissimo tempo trasformò un gruppo scalcinato in una delle squadre più forti di tutto il panorama nazionale. Continua a leggere

Per avere risposte è necessario porre domande. A proposito de “La grande bellezza”

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di Andrea Arnaldi

“È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura… Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile”. Questa è la frase che mi sembra racchiuda il messaggio che Jep Gambardella, il personaggio di Toni Servillo ne “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, consegna agli spettatori del film, candidato italiano agli Oscar 2014.

Il film offre squarci di fallimenti umani, personali e professionali, di vuoto interiore, di miserie umane travestite da effimeri ed illusori successi da rotocalco, alternati ad immagini di una Roma straordinariamente bella e suggestiva. Continua a leggere

La nostra società gaia e vuota e quella inappagabile sete di “Grande bellezza”

Toni Servillo Sabrina Ferilli Giorgio Pasotti

Marina Corradi recensisce il film di Paolo Sorrentino vincitore dell’Oscar come miglior pellicola straniera.

Ne ho sentito parlare male. L’ho visto, e l’ho voluto rivedere la sera dopo. La Roma del film somiglia a quella che io, milanese, ho scoperto da bambina quando mio padre mi portò al Palatino e al Colosseo a Villa Borghese per la prima volta: un sogno, o un miracolo, l’essere rimaste in vita quelle pietre dopo millenni, e il loro starsene ancora sotto al sole, impregnate della sua luce d’oro. La Roma de La grande bellezza è quella che meraviglia un ragazzo la prima volta che la vede, e ancora più, immagino, se viene dal Nuovo Mondo: allora l’impatto deve essere travolgente, e forse anche questo spiega il successo americano del film. Certo, non è la Roma di Ignazio Marino, sull’orlo del default. È invece una metafora dell’Occidente più privilegiato e, all’apparenza, spensierato. Continua a leggere

October Baby: Un inno alla vita in un film che “parte” dall’aborto

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Gianna Jessen è viva, e lo sa. Più di noi lo sa. Infatti, Gianna sa che la sua vita dipende da un fatto, un fatto che è successo oltre qualsiasi progetto umano, anzi, nel suo caso più di altri, “nonostante” un progetto umano. Il progetto era un aborto. Gianna è quello che in gergo tecnico chiamiamo un “failed abortion”: un aborto fallito. Cioè, è il frutto di un tentativo di aborto tardivo (24 settimane) che, eseguito evidentemente in maniera un po’ maldestra, le ha permesso di nascere viva. October baby è un film sulla sua storia, o perlomeno è ispirato alla sua storia perché le divergenze con la sua storia vera sono parecchie.

Ci sono diversi elementi raccontati nel film che non coincidono con quanto realmente accaduto, alcuni di essi hanno anche il sapore del colpo di scena cinematografico e me ne guardo bene dal raccontarli, e ce ne sono altri meno importanti che “sviano” le indagini. Primo fra tutti la stessa data di nascita, che per la vera Gianna non è in “october”, ma il 6 aprile del 1977 . Ma, bando alle divergenze, il “succo” c’è tutto. Continua a leggere

Morto il regista Gabriel Axel, che con “Il pranzo di Babette” ci insegnò che la Grazia è gusto

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Il critico culinario Paolo Massobrio commenta per tempi.it il film che regalò l’Oscar al regista danese: «È l’esemplificazione della liberazione, della vita che ricomincia, che spacca schemi e pregiudizi».

Il 9 febbraio è morto a 95 anni Gabriel Axel, regista danese che con Il pranzo di Babette vinse l’oscar nel 1987 per il miglior film straniero. Fu il suo unico successo internazionale. Cosa abbia affascinato la giuria di Hollywood, e non solo, della pellicola incentrata sull’irruzione di una cuoca francese e della sua cucina in una setta di morigerati puritani, prova a dirlo a tempi.it il critico culinario e giornalista Paolo Massobrio, secondo cui il film «è l’esemplificazione della liberazione, della vita che ricomincia, spaccando gli schemi, i pregiudizi». Continua a leggere

“Terra di Maria”, un film controcorrente

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Dio Padre, “un padre buono che, se perde i suoi figli, cerca di riconquistarli”; satana, “da principe della luce a avversario che lavora per la distruzione dell’umanità; Gesù Cristo, “vero Dio e vero uomo che ora dicono sia vivo”; ed infine Maria, “giovane contadina scelta come madre di Dio”. Finzione o realtà? “Se qualcuno dice di parlare con Michael Jackson, o di ricevere messaggi da Marylin Monroe, sospettiamo che menta o che necessiti uno psichiatra. Milioni di persone dicono di parlare ogni giorno con Gesù Cristo o di ricevere messaggi dalla Vergine Maria… mentono? Sono pazzi? O dicono la verità?”.

Un agente segreto, nei panni di avvocato del diavolo, viene mandato in missione per scoprire se tutta questa storia sia solo una favoletta per bambini (“C’era una volta Dio, e vissero tutti felici e contenti”) o se invece sia tutto vero: “Usi i suoi neuroni e lasci il cuore a casa. Si infiltri tra loro.” Continua a leggere

L’Ultima Cima in DVD (sottotitolato in italiano)

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Ricevo e volentieri condivido:

Care amiche e cari amici! Finalmente la notizia che molti attendevano: è possibile acquistare la propria copia dell’Ultima Cima sottotitolata in italiano andando a questo indirizzo: http://www.laultimacima.it/?page_id=430.
E’ necessario compilare una scheda di registrazione in spagnolo (si capisce abbastanza), e il più è fatto. Il disco arriverà all’indirizzo che segnerete in fase di compilazione non prima del 15 dicembre. Vi ricordiamo che il DVD che acquisterete può essere utilizzato esclusivamente per uso domestico e per proiezioni private. Per le proiezioni pubbliche (in parrocchie, presso comunità religiose, oratori, conventi, scuole, case per ferie, ostelli, ecc.) è necessario rivolgersi al circuito ACEC (fax 06.4402280 – e-mail acec@acec.it – tel. 06.4402273) alla quale Infinito Mas Uno ha affidato la distribuzione dei Diritti Theatrical. Confidiamo nella vostra buona fede! Un cordiale saluto dallo Staff di Infinito+Uno!
 

Gennaro Nunziante: il momento più bello è la sera quando prego Dio

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Dietro al successo di “Sole a Catinelle”, record di incassi con Checco Zalone, c’è un uomo di fede, padre di famiglia
 
La commedia “Sole a Catinelle” oltre a coronare ancora una volta Checco Zalone come mattatore della risata ha sbancato al botteghino divenendo il film italiano che ha più incassato nella storia del cinema. Dietro a questo successo c’è anche la firma del regista e sceneggiatore barese Gennaro Nunziante che intervistato dalla rivista “A Sua Immagine” ha raccontato: “Sono nato in una famiglia cattolica, ho frequentato l’oratorio. Poi durante l’adolescenza ho perso la fede: si ricorda la parabola del ricco che va da Gesù e si sente dire ‘Lascia tutto e seguimi?’. Eco, io all’epoca non lasciavo niente: volevo tutto, anche la fede. Ma non era possibile. Poi in età avanzata ho rivisto le mie priorità, ho avuto un figlio e tutte queste cose mi hanno portato a ritrovare la fede”. Continua a leggere

L’amore inatteso

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Ieri ho avuto occasione di guardare questo film: “L’amore inatteso”, titolo originale: “Qui a envie d’être aimé?”.
Ispirandosi alla storia vera della conversione del marito Thierry Bizot (raccontata in Francia da un bestseller: “cattolico anonimo”), la regista francese Anne Giafferi (che invece credente non è) descrive la storia di un incontro a sorpresa, quello di Antoine – un uomo apparentemente realizzato e senza dubbi – con Gesù Cristo.
Pur con i limiti evidenziati dalla recensione qui di seguito, risulta a mio avviso nel complesso un buon film, sicuramente da vedere.
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There be dragons

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Il film sul fondatore dell’Opus Dei (che non vedremo in Italia)

Una storia avvincente nel contesto della guerra di Spagna (disponibile in dvd con sottotitoli in italiano)
 
La storia è avvincente. Nel contesto della guerra civile spagnola il giovane Josemaría Escrivá, si forma, cresce e fonda l’Opus Dei. Il regista e gli attori sono di grande qualità e professionalità. Costumi e sceneggiatura eccellenti, ma in Italia il film non verrà distribuito nelle sale. […]
Robert è un giornalista incaricato dalla sua testata di scrivere un articolo su Josemaría Escrivá la cui beatificazione è prossima. Arrivato a Madrid, cerca di contattare suo padre Manolo che non vede da anni. Questi, prima riluttante, decide di raccontare al figlio la sua storia, che fu strettamente connessa con quella di S. Escrivá: trascorsero una serena giovinezza assieme, ma poi la guerra civile separò i loro destini… Continua a leggere

Film: Bernadette (1987)

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ANNO: 1987
PAESE: Francia
REGIA: Jean Delannoy
ATTORI: Sydney Penny, Roland Lessaffre, Michele Simonnet, Bernard Dheran
 

Nel Febbraio 1858, in una grotta, una povera ragazza vede in una visione una bellissima Signora avvolta dalla luce, iniziando così un lungo dialogo durato mesi…

Portare sullo schermo la vita dei santi è sempre un esercizio a rischio. Questo film non ebbe il successo che avrebbe meritato perchè mostra una Bernadette semplice, in grado di confondere i suoi giudici con l’umiltà e il buon senso, nella splendida ambientazione dei pirenei. Continua a leggere

“L’ULTIMA CIMA”. Dove inizia il cielo?

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di Emanuele Ranzani

Don Pablo è stato «semplicemente un buon prete». Ma un regista spagnolo ha scelto di ricostruirne la vita in un film, che sarà proiettato a Milano. «Investigare su un sacerdote è rischioso. Perché finisci col chiederti cosa c’entri Dio in tutto…»

«Mi sono messo in un bel pasticcio». Così Juan Manuel Cotelo, regista spagnolo, parla di ciò che è accaduto dopo il suo incontro con don Pablo Domínguez, teologo e filosofo della Facoltà di Teologia di San Dámaso. È il febbraio 2009. Cotelo sente parlare il giovane sacerdote ad una conferenza. I due si ripromettono di incontrarsi, ma pochi giorni dopo il sacerdote, grande amante della montagna, muore durante un’escursione sulle cime del Moncayo. Aveva quarantadue anni. «Quando ho saputo della morte di Pablo, avrei potuto dimenticarmi di lui. Invece mi sono incuriosito», racconta Cotelo.  Continua a leggere

Gli Hobbit: testimoni di virtù umane e cristiane

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Paolo Gulisano guida ai segreti de “La Mappa dello Hobbit”

di Antonio Gaspari

ROMA, mercoledì, 5 dicembre 2012 (ZENIT.org) – Mancano pochi giorni all’attesissima uscita del film Lo Hobbit, diretto da Peter Jackson, tratto dal capolavoro di John Ronald Reuel Tolkien.

Paolo Gulisano, saggista autorevole ed esperto di Letteratura fantastica, autore di volumi su Tolkien, C.S. Lewis, G.K. Chesterton, J.H. Newman, ha appena pubblicato per l’editrice Ancora La Mappa dello Hobbit, una agile ma completa guida al mondo di Tolkien, corredata di una carta della Terra di Mezzo realizzata dall’artista Elena Vanin che farà la gioia dei tantissimi appassionati del genere fantasy. Continua a leggere

San Josemaria Escrivá (2008)

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IL RAGAZZO CHE FONDO’ L’OPUS DEI

Il cartone animato ripercorre la vita del santo dalla nascita alla vocazione sacerdotale

In occasione dell’entrata nell’80 anno dalla fondazione dell’Opus Dei, è uscito un lungometraggio animato sull’infanzia del fondatore, San Josemaría Escrivà. Attraverso alcuni episodi significativi, il cartone fa un ritratto del Santo da bambino, in cui emergono quei tratti caratteristici che lo porteranno, da adulto, a dedicare la sua vita al messaggio della santificazione dell’ordinario. Continua a leggere