Preghiere per le anime del Purgatorio

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Che cosa sanno di noi le anime del Purgatorio?

Le anime sanno di noi e di quello che ci capita molto più di quello che noi crediamo. Sanno, per esempio, chi prende parte alla loro sepoltu­ra, se si prega o se si va semplicemente per fare atto di presenza, senza dire una preghiera, cosa che succede sovente. Esse sanno se si va via dopo l’offertorio, senza assistere alla Messa che sarebbe di gran profitto per loro. Se si assistesse con devozione alla funzione, invece di accompagnare solamente il corpo al cimitero, si aiuterebbero maggiormente i defun­ti, poiché, altrimenti, si va solo per essere visti, ciò che è di minimo profitto per loro. Le anime sanno anche tutto ciò che si dice di loro, ciò che si fa per loro; esse sono molto più vicine a noi di quello che crediamo, esse sono vicinissime. Continua a leggere

Papa Francesco: “la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana”

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Nella Solennità dei defunti, Francesco sottolinea che “la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio”. Maria, Porta del Cielo, “ci sostenga nel quotidiano pellegrinaggio sulla terra e ci aiuti a non perdere mai di vista la meta ultima della vita che è il Paradiso”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Nel giorno in cui la Chiesa e tutto il mondo cristiano commemorano i fedeli defunti, i cattolici sono chiamati in maniera particolare a ricordare quei morti “che nessuno ricorda. Ricordiamo le vittime delle guerre e delle violenze; tanti “piccoli” del mondo schiacciati dalla fame e della miseria. Ricordiamo i fratelli e le sorelle uccisi perché cristiani; e quanti hanno sacrificato la vita per servire gli altri”. Lo ha detto papa Francesco nel corso dell’Angelus, recitato in occasione della Solennità dei defunti.

Dopo aver celebrato tutti i Santi, ricorda Francesco, è il momento dei morti: “Queste due ricorrenze sono intimamente legate fra di loro, così come la gioia e le lacrime trovano in Gesù Cristo una sintesi che è fondamento della nostra fede e della nostra speranza. Continua a leggere

Chiunque vede il Figlio e crede in lui avrà la vita eterna

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In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno». (Giovanni, 6,37-40)
 

*Anastasis, Risurrezione, Icona russa.
(fonte: News.va – pagina facebook)

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

La pietas verso i morti risale agli albori dell’umanità. In epoca cristiana, fin dall’epoca delle catacombe l’arte funeraria nutriva la speranza dei fedeli. A Roma, con toccante semplicità, i cristiani erano soliti rappresentare sulla parete del loculo in cui era deposto un loro congiunto la figura di Lazzaro. Quasi a significare: Come Gesù ha pianto per l’amico Lazzaro e lo ha fatto ritornare in vita, così farà anche per questo suo discepolo! La commemorazione liturgica di tutti i fedeli defunti, invece, prende forma nel IX secolo in ambiente monastico. La speranza cristiana trova fondamento nella Bibbia, nella invincibile bontà e misericordia di Dio. «Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!», esclama Giobbe nel mezzo della sua tormentata vicenda. Continua a leggere

Morti tra i morti o vivi tra i risorti: uno sguardo realista

Un aiuto a scoprire le prossime festività dei defunti, guardando alla bellezza.
 
Tra la morte pagana e la vita cristiana

Per molti, moltissimi, ormai, inizia la settimana del lungo ponte di Halloween. In realtà sarà la settimana della festa dei Santi e della commemorazione dei defunti, ma la festa neo pagana e consumistica del carnevale della morte e l’opportunità di un lungo week end di vacanza è in cima al pensiero di tutti, ben oltre la tradizione cattolica del nostro paese. C’è da giurare che il primo di novembre saranno in pochi a recarsi in chiesa per onorare i Santi, mentre moltissimi staranno a letto a smaltire la sbronza di una notte passata con streghe e demoni. Continua a leggere