Progetto di lettura nelle scuole materne. A tema gender, fecondazione, divorzio

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Addio ai termini “papà” e ”mamma” dalla modulistica del Comune di Venezia per le scuole e spazio a “genitore”. Camilla Seibezzi, consigliera delegata ai diritti civili e politiche contro le discriminazioni, alla fine l’ha sputata, ottenendo che venisse sdoganato quello che lei definisce «un termine più generale e inclusivo». Non paga, ha già pronta un’altra delle sue ideologiche battaglie e ha aperto un nuovo fronte di polemica su una quarantina di libri dati alle materne e agli asili.

Nel mirino dell’iperattiva Seibezzi sono finiti i libri illustrati: il suo progetto di lettura nelle scuole materne e negli asili comunali è contro ogni tipo di discriminazione, dice lei. «Leggere senza stereotipi» si articola nella distribuzione di 36 libri illustrati nelle materne e 10 negli asili per «combattere – spiega la consigliera – ogni tipo di discriminazione: sia essa religiosa, fisica, sociale o di orientamento sessuale». Continua a leggere

“Padre” e “madre” vanno in archivio

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I classici “madre” e “padre” vanno in soffitta. Arrivano al loro posto i più generici genitore e tutore. Una rivoluzione che il Comune di Milano meditava da tempo, e che si inserisce nell’ambito del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto avviato un anno e mezzo fa con l’istituzione del registro delle unioni civili. La novità è scattata qualche settimana fa con le iscrizioni alle materne e ai nidi comunali. I moduli per le conferme per il prossimo anno scolastico infatti, che normalmente richiedevano la compilazione di due settori “separati” relativi alla mamma e al papà adesso prevedono che sia solo un generico genitore (o il alternativa il tutore) a fornire i propri dati al momento dell’iscrizione. Stessa dicitura ovviamente, anche nei moduli per le nuove iscrizioni, che partiranno il 14 febbraio. Continua a leggere

Paola Bonzi: una vita per la Vita

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Scritto da Francesco Peserico

[dal sito Comunità Ambrosiana]
 
Paola Bonzi ha permesso di salvare 16.000 bimbi con il “suo” C.A.V. della Clinica Mangiagalli (di Milano). Eppure, durante un consiglio di Zona 5, la mozione di Giovanna Invernizzi, che chiedeva di proporla per l’Ambrogino d’oro, viene bocciata.
Abbiamo intervistato Paola e Giovanna cercando di capire cosa sia successo.

-> QUI IL VIDEO DELL’INTERVISTA
 
Leggi anche:

Incontro con Paola Bonzi, fondatrice del CAV (Cuore d’Europa)
 

Ambrogino d’Oro a Paola Bonzi: 16mila vite salvate dall’aborto

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Qualcuno che ti aiuti a riflettere in un momento di grande sfiducia, un luogo dove tu possa sentirti accolto quando la lucidità della tua psiche vacilla, una dimensione calda e umana che ti conforta e ti ricorda la prospettiva della vita quando il tuo unico pensiero protende alla morte. Il Centro aiuto alla Vita della clinica Mangiagalli di Milano tenta, quotidianamente, di essere tutto questo.

Di aiutare giovani donne a superare maternità difficili, orientate a quella che sembra essere l’unica soluzione possibile, l’aborto. In tante, tantissime, coloro che entrate in questo Centro per uno sfogo in cui sembravano pronte a spegnere quel respiro che già pulsava in grembo, oggi benedicono quel figlio, divenuto motivo di una esistenza. E tutte oggi dicono grazie a Paola Bonzi, direttrice del Cav della clinica Mangiagalli. Sono circa 16 mila i bambini nati dalle quasi 18 mila donne conosciute nella piccola sala della clinica. Continua a leggere

Mangiagalli: abbiamo salvato 18mila bambini dall’aborto, ora non potremo più farlo

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Il Centro di Aiuto alla Vita dell’Ospedale Mangiagalli di Milano da giugno rischia di chiudere. Complice la mancanza di fondi, con il Comune che non versa un solo euro per sostenere le mamme che vorrebbero mettere al mondo un bambino. Sei donne su dieci abortiscono per motivi economici, anche perché spesso non trovano nessuno disposto a dare loro una mano. Presto neanche il primo Cav nato a Milano nel 1984 sarà più in grado di aiutarle. Ilsussidiario.net ha intervistato Paola Bonzi, colei che lo ha fondato aiutando 1 8.77 0 donne a non abortire. Continua a leggere

Mangiagalli, quando la politica non sa fare i conti

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«Aiutateci ad aiutare»: questo è l’appello che Paola Bonzi lancia a tutti, ma in particolar modo ai milanesi, d’origine o d’adozione, che sono i primi beneficiari dell’opera del Centro Aiuto alla Vita Mangiagalli, fondato nel 1984 proprio dalla signora Bonzi. Infatti in questo momento, complice la crisi e finanziamenti pubblici vacillanti, il consultorio familiare, con sede in uno dei più prestigiosi ospedali specializzati in ostetricia e ginecologia, rischia di non riuscire più a fronteggiare le richieste d’aiuto di mamme che, grazie al CAV, scelgono di non abortire e portare avanti la gravidanza. Continua a leggere