Le due cose più importanti che ho imparato dai social

di G. Rancilio

(Avvenire, 23.03.18)
 
Insegnanti ed educatori lo sanno da tempo: certe domande dei ragazzi non fanno sconti; vanno subito al punto. Il ragazzo davanti a me avrà 15-16 anni. Mi ha ascoltato parlare di Internet e social network per un’ora e mezza. Ora tocca a lui. Alle domande. Alla domanda. «Qual è la cosa più importante che ha imparato gestendo i social di un quotidiano come Avvenire?».
I miei pensieri corrono veloci. E cominciano a scartare alcune delle cose che ho imparato in questi anni. Cose importanti ma non «la più importante». No, non è importante spiegargli come si usano gli strumenti per gestire e analizzare un social network. E nemmeno raccontargli come ci si rapporta con una comunità complessa e variegata. Scarto anche le «furbizie» tecniche e pratiche imparate. Scarto i corsi ai quali ho partecipato e i tanti libri letti. Finalmente non ho più dubbi. Sono due le cose più importanti che ho imparato. Ed entrambe, a dire la verità, le avevo già imparate da bambino.
La prima cosa che ho imparato – rispondo – è a non avere paura di chiedere scusa. Meglio: quanto sia bello chiedere scusa. Il ragazzo mi guarda un po’ stralunato. Provo a spiegarmi. Quando sbagliamo, soprattutto da ragazzi e a volte ancor più da adulti, siamo tentati di nascondere i nostri errori; di mettere sotto il tappeto la polvere. Di nascondere i cocci del vaso rotto con una pallonata. Perché sbagliare ci mette a disagio. E perché il giudizio degli altri ci mette a disagio. Ci fa paura. Pensiamo: oddio, cosa diranno adesso? Cosa penseranno ora di me? Per di più crescendo ci siamo convinti che chiedere scusa ci faccia apparire deboli e meno professionali. Continua a leggere

Il Papa: “La piazza digitale sia luogo di incontro, non di linciaggio morale”

PIX_Smartphone-740x493

Il cristiano deve quindi esprimersi con parole che facciano “crescere la comunione” e, anche quando deve “condannare con fermezza il male”, è tenuto a cercare di “non spezzare mai la relazione e la comunicazione”.
 

La comunicazione è in primo luogo un segno d’amore, quindi di misericordia. Poiché la Chiesa è chiamata a vivere “la misericordia quale tratto distintivo di tutto il suo essere e il suo agire”, ogni parola o gesto “dovrebbe poter esprimere la compassione, la tenerezza e il perdono di Dio per tutti”.

In questi termini si apre il messaggio di papa Francesco per la 50° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Sulla scia del Giubileo, il tema scelto quest’anno dal Santo Padre è: Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo. Continua a leggere

«Radio Maria ha successo perché parla chiaro»

radiomaria375x250

Il 29 ottobre Papa Francesco ha ricevuto in udienza nella Sala Clementina la famiglia di Radio Maria. Ha affermato che il successo «non comune» di questa radio mostra che si possono conquistare trenta milioni di ascoltatori nel mondo proponendo giudizi «a partire da una chiara appartenenza cristiana», senza necessità di diluire il messaggio.

Il saluto del Papa è andato non solo ai presenti ma anche agli «ascoltatori che, in misura crescente, apprezzano e seguono i programmi radiofonici di Radio Maria e la sostengono con il volontariato e le offerte». Francesco ha voluto ricordare per che cosa è nata l’emittente. «Radio Maria, fin dalla sua nascita, si è proposta l’obiettivo di aiutare la Chiesa nell’opera di evangelizzazione; e di farlo nel modo suo proprio, cioè con la vicinanza alle preoccupazioni e ai drammi della gente, con parole di conforto e di speranza, frutto della fede e dell’impegno di solidarietà». Si trattava di un «obiettivo chiaro e alto». Ed è stato «perseguito con determinazione e costanza, che ha saputo guadagnarsi attenzione e seguito non comuni». Continua a leggere

Kierkegaard e la fenomenologia del “mi piace”

ok

di Claudia Mancini

Nel 1846 Kierkegaard pubblica la Postilla conclusiva non scientifica alle Briciole di filosofia, con lo pseudonimo di Joannes Climacus. Con la consueta ironia, degna di un cesellatore di paradossi, egli chiama “postilla” quello che propriamente è un «saggio esistenziale», un denso testo filosofico di circa settecento pagine. Nella Prefazione, enfatizzando il tono ironico, Climacus scrive di essere pienamente soddisfatto perché il precedente saggio – Briciole di filosofia (1844) non ha avuto successo, anzi, «non ha prodotto nessuna sensazione, nessunissima» [1].

In un’epoca irrequieta, prodiga nell’elargire consenso o dissenso, sempre affaccendata a schierasi di qua e di là, per il suo saggio non c’è stata alcuna effusione di sangue né di inchiostro: «il volume è passato inavvertito, senza recensioni e senza essere nominato in nessuna parte» [2]. Continua a leggere

Quante volte lo dovremo ripetere che la dote scuola non è un privilegio concesso alle “private”?

scuola-sh-113357455

La dote scuola non rappresenta “fondi alle private” bensì un contributo assegnato alle famiglie che esercitano il più naturale dei diritti: la libertà di scelta educativa
 
di Anna Monia Alfieri
 
Con DELIBERAZIONE N° X / 3143 la Regione Lombardia nella Seduta del 18/02/2015 ha deliberato la Dote Scuola per gli allievi che frequentano la scuola pubblica paritaria in Regione Lombardia. Ed ecco puntuali le polemiche incòlte e ideologiche che non mollano la presa sul tentativo di spostare l’intelligenza dalla garanzia di un diritto già ampiamente riconosciuto alla concessione di un privilegio alle cosiddette scuole private. Continua a leggere

 Il Papa: «la prima comunicazione è nella famiglia»

La prima comunicazione è in famiglia

Il 23 gennaio 2015 Papa Francesco ha reso pubblico il messaggio per la 49a Giornata delle Comunicazioni sociali. Mentre negli anni passati i Pontefici – da san Giovanni Paolo II a Francesco, passando per Benedetto XVI – avevano dedicato in gran parte i loro messaggi sulla comunicazione ai temi di Internet e dei social network, un po’ a sorpresa il messaggio del 2015 tratta di come comunicare non sulla Rete ma in famiglia. «La famiglia», scrive Francesco, «è del resto il primo luogo dove impariamo a comunicare. Tornare a questo momento originario ci può aiutare sia a rendere la comunicazione più autentica e umana, sia a guardare la famiglia da un nuovo punto di vista».

Il Papa parte dalla visita di Maria a Elisabetta descritta nel Vangelo di Luca: «Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”». Da qui impariamo anzitutto che la comunicazione è «un dialogo che si intreccia con il linguaggio del corpo». Continua a leggere

“Risvegliate le parole ed aprite alla cultura dell’incontro”

safe_image

Ricevendo in udienza i dirigenti e i dipendenti di TV2000, papa Francesco mette in guardia dai rischi dei “luoghi comuni”, della “disinformazione” e dell'”allarmismo catastrofico”.
 
Citta’ del Vaticano, 15 Dicembre 2014 (Zenit.org) Luca Marcolivio
 
Un discorso forte in cui il Santo Padre ha spezzato una lancia in favore della buona informazione, quella che non calunnia e che non diffama ma che, piuttosto, promuove la “cultura dell’incontro”.

Ricevendo stamattina in udienza i dirigenti, i dipendenti e gli operatori di TV2000, papa Francesco ha esordito con espressioni di scherzoso affetto, scusandosi per il ritardo: “un’udienza, si dice, mezz’oretta, ma poi sono 40 minuti, l’altra lo stesso, e così il conto lo pagate voi…”. Continua a leggere

Responsabili dell’educazione dei nostri figli: per inviare alla Scuola una “richiesta di consenso informato” via PEC

“… da oggi e per l’intera settimana tutte le scuole d’Italia ospiteranno eventi “educativi” riguardanti la “Settimana nazionale contro la violenza e la discriminazione”. Il problema di queste “manifestazioni formative” è che… nessuno sa di cosa si tratti!”
Da leggere…

il blog di Costanza Miriano

accordo

L’Avvocato Edoardo Panunzio ha raccolto l’iniziativa del Comitato Articolo 26 e della Manif pour tous Italia circa la “Settimana nazionale contro la violenza e la discriminazione” (vedi l’articolo di Costanza Signorelli): nel suo duplice ruolo di avvocato e di genitore di figli in età scolare, Panunzio ha voluto rivedere un modello di “consenso informato” mettendolo a disposizione di quanti volessero farne uso, offrendosi in più anche per il servizio (gratuito) di comunicazione dei modelli alle Scuole tramite la sua PEC professionale. Di seguito riportiamo la sua lettera.

Carissimi,

View original post 629 altre parole

Papà, assicurami che valeva la pena venire al mondo

foto

(dal blog di Costanza Miriano)
 
Continuano le anteprime de La Croce – Quotidiano che sarà in edicola e online dal 13 gennaio 2015. QUI tutte le informazioni per abbonarsi
 

di Franco Nembrini  per La Croce
 
“ai miei genitori, Dario e Clementina
che mi hanno dato la vita, e con essa il sentimento
della sua grandezza e positività
a Clementina Mazzoleni, mia professoressa di italiano
cui devo la passione
per la letteratura e per l’insegnamento
a don Luigi Giussani,
che a quel sentimento e a quella passione
ha dato la stabilità e la certezza della fede”. Continua a leggere

Perché questo silenzio sul caso dell’infermiera che fa obiezione di coscienza?

pillola-aborto

 Accade la discriminazione ai danni di una giovane donna perché rispetta la deontologia sanitaria che impone di agire per la vita e non per la morte, e non ne parla nessuno
 
di Alfredo Mantovano
 
Voghera, una sera di inizio ottobre. Due fidanzati si presentano allo sportello del pronto soccorso. Incontrano Margherita, 31 anni, da quattro anni infermiera di ruolo, vincitrice di concorso. Le chiedono come fare per avere il Norlevo, la “pillola del giorno dopo”; è un prodotto comunemente qualificato “contraccettivo post-coitale”, se ne raccomanda l’assunzione entro 72 ore dal rapporto “non protetto” e – così è scritto nella descrizione data – ha la funzione, fra l’altro, «di impedire e rendere più difficoltoso l’annidamento dell’embrione». Se è avvenuta la fecondazione dell’ovulo e si sta formando l’embrione, impedirne l’annidamento significa abortire; dunque, può definirsi un prodotto eventualmente abortivo. Continua a leggere

La bellezza di una vita che assapora gli attimi

download

Roma, 04 Luglio 2014 (Zenit.org) Carlo Climati

Capita sempre più spesso di vedere film in cui gli esseri umani si riducono al livello delle bestie. Una classica scena è quella di due persone che si incontrano e vanno a cena insieme. Al termine della serata, lui accompagna lei a casa. Lei lo invita a salire, con la scusa di bere qualcosa. Da quel momento in poi, scatta la disumanizzazione. Pochi secondi dopo, i due personaggi hanno già perso il lume della ragione. Non parlano più. Si tolgono i vestiti in modo frenetico e “fanno sesso”, come sentiamo dire spesso in televisione.

L’espressione “fare sesso” è la più pura e spoetizzante manifestazione del vuoto di certe immagini, in cui gli esseri umani si comportano come animali. Si sono conosciuti poche ore prima, ma non possono fare a meno di bruciare la loro vita in pochi secondi. Continua a leggere

Il Papa incontra Frei Betto e “riabilita” Giordano Bruno. Ma è tutta una bufala…

safe_image

Secondo i media, Francesco ha ricevuto ieri il teologo domenicano a Santa Marta. Ma padre Lombardi: “È stato solo un saluto a fine udienza. Il Papa non è entrato nel merito della vicenda di Bruno”

Citta’ del Vaticano, 11 Aprile 2014 (Zenit.org) – di Salvatore Cernuzio

Hanno fatto a gara, ieri, gli organi d’informazione di tutto il mondo nel proferire della udienza privata di Papa Francesco al teologo della liberazione domenicano Frei Betto. Secondo le indiscrezioni, Betto avrebbe chiesto al Pontefice di “riabilitare” Giordano Bruno, condannato al rogo dall’Inquisizione, nel 1600, per le sue posizioni ritenute incompatibili con la fede cattolica. La notizia, apparsa su diversi media, era quindi il placet di Francesco a far uscire il frate domenicano dall’oblìo degli eretici. Continua a leggere

Da oggi anche il Vaticano approva il «divorzio breve». Tranquilli: è solo una bufala de “Il Giornale”

309x309

Ieri, lunedì 24 marzo, in prima pagina, di spalla, a firma di Serena Sartini, il Giornale titolava «Divorzio» breve: in Vaticano diventa legge, ma già dalla seconda riga il lettore capiva che si trattava di tutt’altro. Che in Vaticano, cioè, mica ci si è messi a sdoganare divorzio, bensì che si parla ancora e sempre solo dell’«annullamento del matrimonio religioso» e delle sue casistiche, vale a dire una fattispecie ben diversa, anzi persino opposta. Passavano però solo poche righe e su quella prima pagina de il Giornale la giornalista tornava sul luogo del misfatto, scrivendo esplicitamente «divorzio breve» come se l’annullamento religioso e il divorzio fossero sinonimi. Continua a leggere

La rete digitale non è fatta solo di “fili” ma di “persone umane”

1_0_766524

Nel Messaggio per la 48° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, papa Francesco indica il buon samaritano come “icona” dell’evangelizzazione su internet.

Citta’ del Vaticano, 23 Gennaio 2014 (Zenit.org) Luca Marcolivio

I media devono abbattere i muri dell’indifferenza, diventare strumenti di solidarietà tra gli uomini e aiutarli a combattere la povertà e l’emarginazione.

Questo lo spirito del Messaggio di papa Francesco per la 48° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà il prossimo 1 giugno sul tema Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro. Continua a leggere

Il cardinale Scola contro l’ateismo anonimo

images-1

Illuminante e stimolante la lettera pastorale presentata ieri dal cardinale Angelo Scolae intitolata: Il campo è il mondo. Vie da percorrere incontro all’umano. Si legge tutta d’un fiato e già in premessa si ricollega alla recente enciclica di Papa Bergoglio, laddove si parla di Dio che «prepara la città per gli uomini». Si parte dalle preziose conferme attinenti alla vita ecclesiale e alla vita civile e ricavate dalla visita a Milano di Benedetto XVI l’anno scorso, in occasione del settimo incontro mondiale delle famiglie, dall’anno costantiniano, ancora in corso e, in generale, dall’energica azione pastorale della Chiesa nel capoluogo lombardo.

C’è una focalizzazione indubbia, nel documento, sulla diocesi di Milano, che vive con attesa e speranza la preparazione di Expo 2015, considerato straordinario avvenimento anche da Scola e potenziale occasione «perché la Milano del futuro trovi la sua anima». Continua a leggere

Che succede in Francia?

4

Il parlamento francese ha approvato ieri dopo 136 ore di dibattito, con 331 voti a favore e 225 contrari, la legge che consente in Francia il matrimonio e le adozioni omosessuali. Ma ciò che lascia sgomenti oltre alla portata e alle conseguenze del provvedimento è il comportamento del governo francese e delle forze dell’ordine di fronte ad ogni tipo di dissenso. Continua a leggere

Politici decenti, non impeccabili

beingthere6

di Costanza Miriano

Credo che l’ossessione di tante persone e di tanti mezzi di comunicazione per la pulizia morale dei politici – ma cos’è, esattamente, la pulizia? – venga dall’equivoco di immaginare che possa esserci un uomo davvero totalmente pulito, impeccabile, irreprensibile. Una questione a cui un cattolico non può appassionarsi. Noi cristiani sappiamo di avere bisogno di essere redenti, perché non siamo meglio di nessuno, e sappiamo che nessuno sarà mai senza peccato.

Andando a scavare, suvvia, vuoi che non si trovi una macchia, una pecca, uno scheletruccio, rovistando in qualche remoto armadio, magari anche dello zio di secondo grado (ma magari prima)? Continua a leggere

A lui affida la Sua Sposa

The statue of the Christ is seen in front of the dome of Saint Peter's Basilica at the Vatican

di Costanza Miriano

In questo periodo, si sa, i giornali pullulano di interventi alla “even the pig” (l’inglese dà quel tocco di eleganza), perché purtroppo in questi giorni tutti, anche il maiale appunto, si sentono in dovere di esprimere imperdibili opinioni sul conclave, sulla Chiesa, sul futuro Papa. Quando sento certe perle mi viene da rispondere come Troisi: “aspetta che mo’ me lo segno”. La fiera dell’ignoranza o della mala fede, non so, a volte di tutte e due. Io personalmente se mi chiamassero in tv a esprimere un’opinione sul nuovo Dalai Lama o su un rabbino capo, o sulla guida spirituale dell’Islam mi darei malata, staccherei il telefono o parlerei con voce nasale dicendo “mi spiace, ha sbagliato numero”. Insomma mi terrei rispettosamente a distanza. Continua a leggere

Quinto: Non uccidere

criminiemisfatti1

Brava Costanza, che sa dire sempre, con disarmante semplicità e schiettezza, verità ineludibili e sacrosante come queste! Ci sarebbe tanto da riflettere…

****

di Costanza Miriano

Vorrei provare a fare una piccola riflessione sul delicato tema del femminicidio (che brutto neologismo), senza alcuna pretesa di essere risolutiva; magari, ecco, provare a spostare un po’ lo sguardo, a vedere se dietro c’è qualcosa su cui ragionare. Continua a leggere

Un venerdì a Milano

parodi11-e1355702211955

di Costanza Miriano

Venerdì scorso è stata una giornata molto istruttiva, per me. Innanzitutto ho imparato che alle sette di mattina il mondo già esiste: sono andata a correre a quell’ora indecente in cui di solito sono sprofondata in coma vigile, e ho scoperto che i fondali della città sono già srotolati, i marciapiedi disposti al loro posto, e la gente addirittura già in movimento. Chi l’avrebbe mai detto. Poi ho preso un treno, e sono andata a Milano, attraversando mezza Italia coperta dalla neve, che bello. Ero invitata a Nova Milanese, la sera, e così avevo incastrato altri due impegni, prima. Nel primo pomeriggio sono andata a La7, ospite di Parodi Live (fornita di vestito di seta e scarpe col tacco, l’ideale sulla neve), nel tardo in una parrocchia (anfibio e giacchina di lana cotta). Continua a leggere

I bambini ci guardano

di Costanza Miriano

Dunque, fatemi capire se ho capito bene.

Secondo la vulgata, i bambini devono essere lasciati liberi, ma come diciamo noi. Quindi per cominciare i loro sentimenti vanno anestetizzati. Che siano liberi da comandi repressivi, però, per cortesia, che non siano molesti, non conoscano dunque né il vuoto né la noia (e per questo tra tempo pieno a scuola e impegni pomeridiani le loro vite sono ferocemente organizzate). Devono esprimersi liberamente, ma sempre sotto il controllo di un adulto. Continua a leggere

Da che pulpito

di Costanza Miriano

Se non me lo avessero impedito il mio primo libro lo avrei intitolato Da che pulpito, tanto sono consapevole del fatto che non è necessario essere irreprensibili per dire come la si pensa sul mondo. Siamo tutti poveri peccatori in cammino, è chiaro.

Ma che sia il Corrierone della Sera a fare prediche sulla famiglia, be’ questo mi suona davvero strano. Mettere in discussione la famiglia tradizionale sembra ormai parte del core business anche dell’ammiraglia dei quotidiani, e allora quando sabato 6 ottobre ho letto il paginone “I grandi siamo noi (dimenticarlo costa caro)” veramente il “da che pulpito” mi è sgorgato dal cuore. Continua a leggere

L’Aborto del giorno dopo

di Costanza Miriano

Quando la bugia da far passare è molto grossa è bene attrezzarsi subito, sin dalla scelta del nome. E così si chiama dipartimento all’educazione la struttura che ha deciso di distribuire gratuitamente nelle scuole superiori di New York la pillola del giorno dopo alle ragazze che ne facciano richiesta. Poi non ci sarà neanche più bisogno del consenso dei genitori, se hanno preventivamente aderito al programma di contraccezione preventiva, e qui è la bugia più grossa di tutte. Continua a leggere

Mass media e famiglia

di Costanza Miriano.

Qualche tempo fa la mamma di un amichetto dei miei figli mi ha incautamente detto della sua decisione di separarsi. Non sapeva che non sono capace di farmi i fatti miei, e che le missioni impossibili mi conquistano immediatamente alla loro causa. Non sapeva che da allora in poi avrei cominciato a tormentarla. Continua a leggere

Vera e falsa destra

img.3

Un vecchio articolo di Massimo Introvigne, precisamente del 17 novembre 2010, che ho trovato molto interessante.

****

Il giornalista Massimo Gramellini non è certo un uomo di destra. Ma è difficile dargli torto quando, sulla prima pagina de La Stampa del 17 novembre, scrive che quelli proposti da Gianfranco Fini come elenchi dei valori della destra «non erano elenchi, ma frasi fatte». La questione può apparire priva di senso in un’epoca di «dittatura del relativismo» – l’espressione, com’è noto, ricorre spesso nel Magistero di Benedetto XVI – in cui ognuno dà alle parole il significato che più gli aggrada. Continua a leggere