Silenziosa azione del cuore

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In questo articolo comparso sull’Osservatore Romano lo scorso 12 Giugno il Card. Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, con un testo bellissimo e profondo ci aiuta a capire meglio cosa intenda il Concilio Vaticano II per partecipazione attiva alla Santa Messa. Papa Francesco ha scelto il Card. Sarah invitandolo a continuare l’attuazione del Concilio, seguendo la strada aperta da Papa Benedetto XVI.

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Cinquant’anni dopo la sua promulgazione da parte di Papa Paolo VI, si leggerà, infine, la costituzione del concilio Vaticano II sulla sacra liturgia? La Sacrosanctum concilium non è di fatto un semplice catalogo di “ricette” di riforme, ma una vera e propria magna charta di ogni azione liturgica.

Il concilio ecumenico ci dà in essa una magistrale lezione di metodo. In effetti, lungi dall’accontentarsi di un approccio disciplinare ed esteriore alla liturgia, il concilio vuole farci contemplare ciò che è nella sua essenza. La pratica della Chiesa deriva sempre da quello che riceve e contempla nella rivelazione. Continua a leggere

Il Papa dialoga con i giovani Francescani dell’Immacolata

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L’incontro, durato un’ora e mezza, è avvenuto martedì 10 giugno nella cappella di Santa Marta. Sul Concilio Francesco ha detto che la giusta ermeneutica è quella proposta da Benedetto XVI.

di Andrea Tornielli

L’incontro si è svolto la mattina di martedì 10 giugno nella cappella della Casa Santa Marta in Vaticano, nonostante l’indisposizione del Papa che aveva provocato la cancellazione di alcuni appuntamenti il giorno precedente. Francesco si è intrattenuto per un’ora e mezza con una sessantina di frati Francescani dell’Immacolata, l’ordine fondato da padre Stefano Manelli che la Santa Sede l’anno scorso ha commissariato per risolvere dissidi interni legati al governo, all’amministrazione, al rapporto con il ramo femminile e all’uso divenuto ormai quasi esclusivo del messale antico e all’interpretazione dell’ultimo Concilio. Erano presenti circa una quarantina di seminaristi, novizi o studenti di teologia e filosofia, insieme ai loro formatori e al commissario pontificio, padre Fidenzio Volpi. Continua a leggere

“Il desiderio di Dio”

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di Massimo Introvigne

Alla vigilia della conclusione dell’Anno della fede, nel corso del quale – una per una – tutte le categorie della Chiesa sono convenute a Roma, sabato 23 novembre in separati incontri Papa Francesco ha rivolto la sua parola ai dirigenti sportivi dei Comitati Olimpici, agli operatori sanitari e ai catecumeni, cioè agli adulti che si apprestano a ricevere il Battesimo. A tutti ha ricordato l’esigenza di una fede fondata sul «desiderio di Dio», un desiderio che fa ardere il nostro cuore. Se la fede non è così, se diventa «abitudinaria», è una fede che non cambia la vita e a poco a poco si spegne. Ma perché il fuoco della fede arda in noi è necessario che sia continuamente alimentato dall’ascolto della Parola di Dio e dell’insegnamento della Chiesa, dall’apostolato e dalla pratica della carità. A questo dovrebbe essere servito l’Anno della fede: a farci comprendere che una fede non alimentata – e che non ci spinge a portare il Signore anche agli altri – è una fede fragile, che a poco a poco muore. Continua a leggere

La dottrina politica del Cristo Re

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di Stefano Fontana
 
L’anno liturgico si conclude con la Festa di Cristo Re, che quest’anno cade domenica 24 novembre 2013. In questa occasione la Festa di Cristo Re si carica di ulteriori significati, in quanto segna anche la conclusione dell’Anno della Fede, iniziato per volontà di Benedetto XVI l’11 ottobre 2012 e che si concluderà, appunto, domenica 24 novembre 2013. Sembra importante, allora, chiedersi cosa sia questa Festa.
 
La dottrina di Cristo Re nel Catechismo

È utile innanzitutto precisare che la signoria o regalità di Cristo è un insegnamento della Chiesa contenuto nel Catechismo. Si tratta di una verità della dottrina della fede, come scrisse Pio XI, il Papa che istituì la festa: «è dogma di fede che Gesù Cristo è stato dato agli uomini quale Redentore in cui debbono riporre la loro fiducia, ed allo stesso tempo come legislatore a cui debbono obbedire» (enciclica Quas Primas). Continua a leggere

Mons. Marchetto e la Scuola di Bologna

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[dal sito Comunità Ambrosiana]

Scritto da Marco Invernizzi

«Una volta Le ho detto, caro Mons. Marchetto, e oggi desidero ripeterlo, che La considero il migliore ermeneuta del Concilio Vaticano II. So che è un dono di Dio, ma so anche che Ella lo ha fatto fruttificare».

Queste parole diranno probabilmente poco a molti lettori, ma sono parole di papa Francesco, indirizzate il 7 ottobre all’arcivescovo Agostino Marchetto, autore di diversi importanti studi di storiografia sul Concilio Vaticano II (1962-1965). Ma perché sono importanti queste parole? Perché alcuni giornalisti molto attenti alle vicende della Chiesa come Sandro Magister o portali come Vatican insider se ne sono occupati? Continua a leggere

Scalfari travisa il Papa “La coscienza non è un’opinione”

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di Antonio Socci

(Da “Libero”, 19 novembre 2013)

Eugenio Scalfari non deve aver digerito la cancellazione dal sito del Vaticano della sua “intervista” al Papa. E nella sua interminabile omelia domenicale ha ribadito che “Francesco ha teorizzato in varie occasioni la libertà di coscienza dei cristiani come di tutti gli altri uomini e la loro libera scelta tra quello che ciascuno di loro ritiene sia il Bene e quello che ritiene sia il Male. E portando avanti il Vaticano II (Francesco) ha deciso di dialogare con la cultura moderna”.
 
I DUE EQUIVOCI

La sommarietà di queste frasi mostra che Scalfari non ha le idee chiare. Ma con l’espressione “in varie occasioni” cerca di dire che anche nella lettera scritta dal Papa il 4 settembre, in risposta a un suo articolo del 7 agosto, Francesco diceva sulla coscienza la stessa cosa che lui gli ha attribuito nell’intervista del 1° ottobre (quella cancellata dal sito vaticano). Continua a leggere

Il 27 aprile la canonizzazione di Papa Wojtyla e Roncalli. Socci: ecco cosa li unisce

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Questa mattina, alle ore 10, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, durante la celebrazione dell’Ora Terza, Papa Francesco ha tenuto il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Nel corso del Concistoro, il Pontefice ha decretato che Papa Roncalli e Papa Wojtyla siano iscritti nell’Albo dei Santi il 27 aprile 2014, Domenica II di Pasqua, della Divina Misericordia. (Radio Vaticana, 30.09.13)
 
Pubblico di seguito l’articolo di Antonio Socci su Libero di domenica 29 settembre 2013:
 
Il miracolo che lunedì 30 settembre farà proclamare santo Giovanni Paolo II colpisce per l’enormità di quella guarigione improvvisa (a quella signora non era stata data alcuna speranza). Continua a leggere

La questione del bene e del male

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di Tommaso Scandroglio
13-09-2013

Avete mai provato ad usare il traduttore automatico di Google? Se inserite una frase in inglese di media complessità il risultato in italiano che ne viene fuori a volte sfiora il comico tanto è errato. Ecco Scalfari è diventato il traduttore automatico del pensiero di Papa Bergoglio e di tutta la Chiesa da lui guidata.

Ne ha dato prova ieri (12 settembre) sulle pagine di Repubblica rispondendo alla lettera che un paio di giorni fa Papa Francesco gli aveva indirizzato. Molti sarebbero i passaggi interessanti da mettere sotto la lente di ingrandimento, me ne selezioniamo solo uno per motivi di brevità. Continua a leggere

La pace non è la semplice assenza della guerra

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Una meditazione del Concilio Vaticano II per il Vangelo di oggi.

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La pace non è la semplice assenza della guerra, né può ridursi unicamente a rendere stabile l’equilibrio delle forze avverse; essa non è effetto di una dispotica dominazione, ma viene con tutta esattezza definita a opera della giustizia » (Is 32,7). È il frutto dell’ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini che aspirano ardentemente ad una giustizia sempre più perfetta… Continua a leggere

Il Diavolo agisce, ma il Signore è più forte

L'udienza generale del Mercoledì di Papa Francesco

di Massimo Introvigne
 
All’udienza generale del 12 giugno Papa Francesco ha proseguito la sua catechesi sulla Chiesa, meditando sull’espressione «popolo di Dio» usata dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Come fa spesso, ha diviso la sua meditazione in cinque semplici domande, da cui emerge il messaggio secondo cui «il Diavolo agisce» e ostacola la Chiesa, ma non dobbiamo scoraggiarci né avere paura perché il Signore ha già vinto ed è più forte del Diavolo.
Prima domanda: «Che cosa vuol dire essere “Popolo di Dio”?». È anzitutto importante notare, ha detto il Papa, che «Dio non appartiene in modo proprio ad alcun popolo; perché è Lui che ci chiama». Dio e noi non siamo sullo stesso piano, come potrebbero suggerire certe interpretazioni un po’ buoniste dell’espressione «popolo di Dio». Continua a leggere

Giovanni XXIII, la realtà è altro dal mito

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di Massimo Introvigne
 
A cinquant’anni dalla morte, avvenuta il 3 giugno 1963, del beato Giovanni XXIII (1881-1963), Papa Francesco – al temine di una Messa celebrata in San Pietro dal vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi per un folto gruppo di pellegrini venuti dalla città lombarda – ne ha ricordato brevemente la figura. Il Pontefice è sembrato tenere conto dei rischi di una certa «vulgata» che presenta erroneamente Papa Roncalli, il «Papa buono» come un uomo dimentico della dottrina e della tradizione. Continua a leggere

Il Concilio, vittima di opposte fazioni

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di Benedetta Cortese

Riscoprire il Concilio vedendolo dentro la tradizione della Chiesa. Questa l’intenzione di Stefano Fontana, autore di un’indagine sul Vaticano II dal titolo “Il Concilio restituito alla Chiesa” (La Fontana di Siloe, Torino 2013). La Nuova Bussola Quotidiana lo ha intervistato.

Dottor Fontana, siamo nel pieno dell’Anno del Concilio Vaticano II, voluto da Benedetto XVI come complemento dell’Anno della Fede. Come stanno andando le cose secondo lei?

Non mi sembra che questo Anno del Concilio stia aiutando molto a capire il Concilio. Molte pubblicazioni hanno spesso riproposto le note posizioni, senza nessun passo in avanti. Continua a leggere

Progressismo e conservatorismo

“Nel periodo post-conciliare siamo testimoni di un grande lavoro della Chiesa per far sì che questo «novum» costituito dal Vaticano II penetri in modo giusto nella coscienza e nella vita delle singole comunità del Popolo di Dio. Tuttavia, accanto a questo sforzo si sono fatte vive delle tendenze, che sulla via della realizzazione del Concilio creano una certa difficoltà. Una di queste tendenze è caratterizzata dal desiderio di cambiamenti che non sempre sono in sintonia con l’insegnamento e con lo spirito del Vaticano II, anche se cercano di fare riferimento al Concilio. Continua a leggere

La nuova evangelizzazione in una “società liquida”

Qui di seguito riporto la Newsletter di ottobre del sito “Comunità Ambrosiana” (di Alleanza Cattolica).

Care amiche, cari amici, la sensazione di vivere in un mondo che si sta sfaldando penso sia comune a tutti voi. Ogni giorno i mezzi di comunicazione enfatizzano episodi di corruzione e soprusi che ci colpiscono, al punto che non sappiamo più distinguere le cose importanti da quelle frutto della debolezza umana, seppure deplorevoli. Continua a leggere

«Aggiornamento» non significa rottura con la tradizione, ma ne esprime la continua vitalità

Il 12 ottobre, ricevendo un gruppo di padri conciliari del Vaticano II ancora viventi, Benedetto XVI ha definito una «grazia» la loro partecipazione, cinquant’anni fa, al Concilio. Il Papa ha colto l’occasione di questa udienza per ritornare ancora su una parola che, «quasi in modo programmatico, ritornava continuamente nei lavori conciliari: la parola “aggiornamento”». Continua a leggere

Il Papa apre l’Anno della Fede

“…Per questo ho più volte insistito sulla necessità di ritornare, per così dire, alla «lettera» del Concilio – cioè ai suoi testi – per trovarne l’autentico spirito, e ho ripetuto che la vera eredità del Vaticano II si trova in essi. Il riferimento ai documenti mette al riparo dagli estremi di nostalgie anacronistiche e di corse in avanti, e consente di cogliere la novità nella continuità. Il Concilio non ha escogitato nulla di nuovo come materia di fede, né ha voluto sostituire quanto è antico. Piuttosto si è preoccupato di far sì che la medesima fede continui ad essere vissuta nell’oggi, continui ad essere una fede viva in un mondo in cambiamento”. Continua a leggere

«Fu una giornata splendida»

La premessa di Joseph Ratzinger ai suoi scritti conciliari: “Fu una giornata splendida quando, l’11 ottobre 1962…”

Cinquant’anni fa, l’11 ottobre 1962, Papa Giovanni XXIII apriva nella basilica di San Pietro il concilio ecumenico Vaticano II

Fu una giornata splendida quando, l’11 ottobre 1962, con l’ingresso solenne di oltre duemila Padri conciliari nella Basilica di San Pietro a Roma, si aprì il Concilio Vaticano II. Nel 1931 Pio XI aveva dedicato questo giorno alla festa della Divina Maternità di Maria, in memoria del fatto che millecinquecento anni prima, nel 431, il concilio di Efeso aveva solennemente riconosciuto a Maria tale titolo, per esprimere così l’unione indissolubile di Dio e dell’uomo in Cristo. Continua a leggere

Concilio Vaticano II. Ermeneutica della continuità

In questi giorni si susseguono programmi televisivi, convegni, articoli, prime pagine di giornali e riviste dedicati al 50° anniversario del Concilio Vaticano II che ricorrerà domani, 11 ottobre 2012.
Come sappiamo, il Santo Padre ha indetto un Anno della Fede, che si aprirà ufficialmente domani ricordando anche l’anniversario dell’apertura dell’assise conciliare.

Oggi, all’udienza generale, Benedetto XVI ha ricordato come il Concilio Vaticano II sia stato un grande evento di Chiesa, un “grande affresco”, un “momento di grazia” di cui “continuiamo anche oggi a cogliere la straordinaria ricchezza”. Continua a leggere

Il Papa: Il Concilio fu un evento di luce, ma il suo vero messaggio è stato spesso nascosto

di  Massimo Introvigne

L’udienza generale del 10 ottobre 2012 è caduta proprio alla vigilia del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, giorno che segnerà anche l’inizio dell’Anno della fede. Benedetto XVI ne ha tratto occasione per iniziare un ciclo di catechesi inteso a rievocare il Concilio, di cui fu «testimone diretto», a sottolinearne «la straordinaria ricchezza, a riscoprirne particolari passaggi, frammenti, tasselli». Continua a leggere

Benedetto XVI a Loreto. Per capire il Concilio, ricordiamo che fu affidato alla Madonna

Il viaggio a Loreto. Il Papa rievoca un evento essenziale e dimenticato: l’atto di affidamento del Vaticano II alla Madonna

Benedetto XVI ha voluto iniziare le celebrazioni del cinquantenario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II ricordando un avvenimento, oggi ampiamente dimenticato ma a suo avviso essenziale, che a quell’apertura fu preliminare. Il 4 ottobre del 1962, il beato Giovanni XXIII (1881-1963) si recò in pellegrinaggio al santuario della Santa Casa di Loreto per affidare alla Madonna il Concilio, una settimana prima della sua inaugurazione. Continua a leggere

A Milano si parla di ermeneutica della continuità

Apprendiamo con molto piacere che l’Associazione Alessandro Maggiolini (come non ricordare con venerazione quel pastore fedele che ha concluso il suo pellegrinaggio terreno alcuni anni fa?) e Alleanza Cattolica (impegnata, tra le altre cose, nella divulgazione del Magistero ecclesiale cum et sub Petro) hanno organizzato un ciclo di conferenze dedicato al tema della continuità dell’insegnamento magisteriale sia prima che dopo il Concilio Vaticano II. Continua a leggere

“De te fabula narratur”

Il convegno Vent’anni dopo. Il Catechismo della Chiesa Cattolica per la nuova evangelizzazione organizzato da Alleanza Cattolica è anzitutto un atto di gratitudine e di amore. Gratitudine per la Chiesa, che ci ha dato il Catechismo. Gratitudine, anche, per un prezioso strumento d’interpretazione dei documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II. Continua a leggere…