«Papa Francesco proclamerà santi i coniugi Martin durante il Sinodo sulla famiglia»

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Il secondo miracolo dei genitori di santa Teresa di Lisieux potrebbe essere riconosciuto entro Pasqua. La canonizzazione della prima coppia di sposi aiuterà la Chiesa a comunicare al mondo «la bellezza e la verità della vocazione matrimoniale»
 
Secondo il Catholic News Service (Cns), papa Francesco proclamerà presto santi i coniugi Louis e Zélie Martin, genitori di santa Teresa di Lisieux, e la canonizzazione potrebbe avvenire proprio durante il Sinodo sulla famiglia, nel prossimo mese di ottobre. A confermare la notizia sarebbero state per il Cns le parole pronunciate pubblicamente venerdì 27 febbraio dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, intervenendo a una conferenza: «Grazie a Dio – ha detto il porporato – a ottobre due sposi, i genitori di santa Teresa di Lisieux, saranno canonizzati». Continua a leggere

La fede e la famiglia

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Un estratto dall’Enciclica “Lumen Fidei” di Papa Francesco:
 
“Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell’amore di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cfr Gen 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore. Fondati su quest’amore, uomo e donna possono promettersi l’amore mutuo con un gesto che coinvolge tutta la vita e che ricorda tanti tratti della fede. Continua a leggere

«Lumen fidei». Senza la verità, la fede è solo una «bella fiaba»

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«Lumen fidei», ecco l’enciclica. Un’ampia sintesi e commento di Massimo Introvigne.
 
Il 5 luglio 2013 è stata presentata la prima enciclica di Papa Francesco, Lumen fidei[1], dedicata alla fede, formalmente datata 29 giugno 2013. Il 13 giugno il Pontefice l’aveva presentata ai membri del Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi come un’«enciclica a quattro mani»[2], preparata insieme a Benedetto XVI come segno speciale della continuità tra i due pontificati. Nel testo, Francesco ricorda che il suo predecessore «aveva quasi completato» (7) l’enciclica sulla fede, aggiungendo: «Assumo il suo prezioso lavoro, aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi» (ibid.). Continua a leggere