Scienza e fede, Bergoglio: l’armonia porta alla conoscenza e alla sapienza

Con i partecipanti alla summer school di astrofisica della Specola vaticana papa Francesco cita Dante e augura che il loro lavoro sia «mosso» dall’amore per la verità e per l’universo

C’è la scienza, che mira a «conoscere l’universo», c’è «un altro sguardo, quello metafisico, che riconosce la Causa Prima di tutto, nascosta agli strumenti di misurazione», e «un altro sguardo ancora, quello della fede, che accoglie la Rivelazione». Piani diversi ma niente affatto incompatibili, per papa Francesco, che con i partecipanti alla summer school di astrofisica della Specola vaticana ha sottolineato che «l’armonia di questi diversi piani di conoscenza ci conduce alla comprensione, e la comprensione – speriamo – ci apre alla Sapienza».

La scuola estiva, dedicata quest’anno alle «stelle variabili nell’era dei grandi dati», si svolge dal 4 al 29 giugno a Castelgandolfo, la sede storica dell’Osservatorio astronomico della Santa Sede gestito dai Gesuiti (il direttore, oggi, è fratel Guy Consolmagno) fin da quando, negli anni Trenta, l’aumento delle luci elettriche aveva reso il cielo di Roma così luminoso da rendere impossibile l’osservazione delle stelle più deboli. Come è noto, peraltro, a causa del dilatarsi continuo della città di Roma e dei suoi dintorni, anche il cielo della cittadina laziale che affaccia sul lago Albano si è fatto così luminoso da costringere gli astronomi del Papa a fondare a Tucson, nel deserto statunitense dell’Arizona, il Vatican Observatory Research Group.

«Provenite da tanti Paesi e da culture diverse, e avete specializzazioni differenti», ha detto il Papa a professori e studenti della summer school. «Questo ci ricorda come la diversità possa unire per un obiettivo comune di studio, e come il successo del lavoro dipenda anche da tale diversità, perché è proprio dalla collaborazione tra persone di diversi retroterra che può venire una comprensione comune del nostro universo». Anche quanto al tema scelto quest’anno, le «stelle variabili», si tratta, ha notato Francesco, di studi che «provengono dallo sforzo collaborativo di molte nazioni e dal lavoro comune di molti scienziati» ed «è solo lavorando insieme, in squadra, che potete dare un senso a tutte queste nuove informazioni. L’universo è immenso e, man mano che cresce la nostra comprensione di esso, aumenta anche la necessità di imparare a gestire il flusso di informazioni che ci giungono da tante fonti. Forse – ha detto il Papa – il modo in cui gestite una tale quantità di dati può dare speranza anche a coloro che nel mondo si sentono travolti dalla rivoluzione informatica di Internet e dei social media». Continua a leggere

“Conoscenza”

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Notiamo di sfuggita che, in tutta la Bibbia, il verbo “conoscere” è affetto da un’analoga ambiguità, poiché esso significa specialmente «l’uso del letto». La sua prima occorrenza si trova nella Genesi: «Adamo conobbe Eva, sua moglie» (Gn 4, 1). Ma ritorna curiosamente nella vocazione di Mosè, quando il Signore dice: «Conoscerete che Io sono Yahve, vostro Dio» (Es 6, 7). Povertà del vocabolario ebraico? Profondità dell’ironia divina. Ciò che ci deve affascinare senza fine è che l’incontro con Dio possa venir designato dalle stesse lettere che esprimono l’unione sessuale… Continua a leggere

Conoscenza della verità e amore

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Un estratto dall’Enciclica “Lumen Fidei” di Papa Francesco:
 
In questa situazione, può la fede cristiana offrire un servizio al bene comune circa il modo giusto di intendere la verità? Per rispondere è necessario riflettere sul tipo di conoscenza proprio della fede. Può aiutarci un’espressione di san Paolo, quando afferma: « Con il cuore si crede » (Rm 10,10). Il cuore, nella Bibbia, è il centro dell’uomo, dove s’intrecciano tutte le sue dimensioni: il corpo e lo spirito; l’interiorità della persona e la sua apertura al mondo e agli altri; l’intelletto, il volere, l’affettività. Ebbene, se il cuore è capace di tenere insieme queste dimensioni, è perché esso è il luogo dove ci apriamo alla verità e all’amore e lasciamo che ci tocchino e ci trasformino nel profondo. La fede trasforma la persona intera, appunto in quanto essa si apre all’amore. Continua a leggere

«Lumen fidei». Senza la verità, la fede è solo una «bella fiaba»

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«Lumen fidei», ecco l’enciclica. Un’ampia sintesi e commento di Massimo Introvigne.
 
Il 5 luglio 2013 è stata presentata la prima enciclica di Papa Francesco, Lumen fidei[1], dedicata alla fede, formalmente datata 29 giugno 2013. Il 13 giugno il Pontefice l’aveva presentata ai membri del Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi come un’«enciclica a quattro mani»[2], preparata insieme a Benedetto XVI come segno speciale della continuità tra i due pontificati. Nel testo, Francesco ricorda che il suo predecessore «aveva quasi completato» (7) l’enciclica sulla fede, aggiungendo: «Assumo il suo prezioso lavoro, aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi» (ibid.). Continua a leggere