«La misericordia ci salva dal potere totalitario»

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All’udienza generale del 24 febbraio 2016, papa Francesco ha proseguito il suo ciclo sulla misericordia, affrontando il problema del rapporto tra misericordia e potere. Il potere non è di per sé un male, ma quando diventa assoluto e totalitario si trasforma in oppressione. La parola profetica della Scrittura denuncia i potenti malvagi, ma mostra pure che Dio non vuole la loro perdizione: li raggiunge con la sua misericordia e li invita a convertirsi.

La Bibbia, ha ricordato il Papa, parla spesso dei ricchi e dei potenti, «e anche della loro arroganza e dei loro soprusi». Questo significa che ricchezza e potere sono necessariamente realtà diaboliche? No, ha spiegato il Pontefice. «La ricchezza e il potere sono realtà che possono essere buone e utili al bene comune, se messe al servizio dei poveri e di tutti, con giustizia e carità». Il problema sorge «quando, come troppo spesso avviene, vengono vissute come privilegio, con egoismo e prepotenza»: allora «si trasformano in strumenti di corruzione e morte». Un esempio è offerto dall’episodio della vigna di Nabot, descritto nel Primo Libro dei Re, al capitolo 21, che Francesco ha commentato. Continua a leggere

«Riconosci il peccato, troverai la Misericordia»

La copertina del libro di papa Francesco: Il nome di Dio è misericordia

di Massimo Introvigne
 
È stato presentato oggi in Vaticano il libro Il nome di Dio è misericordia (Piemme), dove Andrea Tornielli intervista Papa Francesco sul tema che è al centro del suo pontificato, la misericordia. Il libro è un’utile e commovente guida all’Anno Santo della Misericordia, e chiarisce in modo netto che la misericordia non ha nulla a che fare con il buonismo o con presunte negazioni della realtà del peccato. Al contrario, il Pontefice spiega che solo chi si riconosce peccatore riesce a incontrare la misericordia di Dio, e che il luogo privilegiato di questo incontro è il confessionale. Il libro comprende cinque diversi nuclei tematici. Il primo è relativo alle fonti del Magistero di Francesco sulla misericordia.

Dall’inizio del suo pontificato, spiega il Papa, ha voluto proporre una Chiesa che «non aspetta che i feriti bussino alla sua porta, li va a cercare per strada, li raccoglie, li abbraccia, li cura, li fa sentire amati», e a tutti annuncia la misericordia. Continua a leggere

Papa Francesco a giovani e famiglie: no a cultura dello scarto e teoria gender

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Napoli, 21 Marzo 2015 (Zenit.org) – di Luca Marcolivio
 
Una chiacchierata con tre generazioni di napoletani sul lungomare di Caracciolo. Così si è conclusa la visita pastorale a Napoli di papa Francesco, accolto da uno sventolio di bandierine vaticane, da vari “benvenuto France’” ripetuti in coro, e dall’evergreen Torna a Surriento, eseguito da un’orchestra di ottoni.

La prima persona a dialogare con il Santo Padre è stata la giovane Bianca che ha confidato la difficoltà di coniugare i “valori cristiani che portiamo dentro, con gli orrori, le difficoltà e la corruzione che ci circondano nel quotidiano”.

Il Pontefice ha risposto ricordando che il nostro Dio è “il Dio delle parole, il Dio dei gesti, il Dio dei silenzi”, come testimonia la Bibbia stessa, a partire dal “silenzio nel cuore di Abramo, quando non osava dire qualcosa al figlio, che non era uno sciocco”, fino ad arrivare al silenzio più importante: quello di Dio Padre al grido di Gesù in Croce. Continua a leggere

Papa Francesco: Attenti a non diventare cristiani tiepidi, comodi o dell’apparenza

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Nella Messa del mattino a Santa Marta di questo martedì Papa Francesco ha sottolineato che i cristiani devono sempre rispondere alla chiamata di Gesù alla conversione, altrimenti da peccatori diventano corrotti. “Attenti a non diventare cristiani tiepidi, comodi o dell’apparenza”: è’ il monito di oggi di Papa Francesco.

Convertirsi è una grazia, “è una visita di Dio”. Papa Francesco ha preso spunto dalla liturgia del giorno, un passo dell’Apocalisse di Giovanni e l’incontro tra Gesù e Zaccheo, per soffermarsi sul tema delle conversioni. Nella prima lettura, ha osservato, il Signore chiede ai cristiani di Laodicea di convertirsi perché sono caduti “nel tepore”. Vivono nella “spiritualità della comodità”. E pensano: “faccio le cose come posso, ma sono in pace che nessuno venga a disturbarmi con cose strane”. Chi vive così, ha affermato, pensa che non “manca niente: vado a Messa le domeniche, prego alcune volte, mi sento bene, sono in grazia di Dio, sono ricco” e “non ho bisogno di nulla, sto bene”. Questo “stato d’animo – ha avvertito – è uno stato di peccato: la comodità spirituale è uno stato di peccato”. E a questi, ha rammentato, il Signore “non risparmia parole” e gli dice: “Perché sei tiepido sto per vomitarti dalla mia bocca”. Tuttavia, ha proseguito, gli dà il consiglio di “vestirsi”, perché “i cristiani comodi sono nudi”. Continua a leggere

Scola: ma a Milano prevale il bene

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«Nutrire il pianeta, energia per la vita». È un tema «popolare, genialmente scelto», quello dell’Expo 2015 di Milano. Da non lasciare ai tecnocrati. Né a corrotti e corruttori. Perciò serve un «grandissimo sforzo pedagogico» e di «amicizia civica» perché Milano, grazie all’Expo, possa «chiamare l’Italia e l’Europa» ad un «nuovo umanesimo». Muove fra cronaca e scenari lo sguardo dell’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola.

A vent’anni da Mani Pulite, si aspettava tutti questi episodi di corruzione e arresti legati all’Expo?
Tutto ciò, quando provato, è gravemente sconcertante e mortificante. Oltre alle responsabilità personali che la magistratura indaga, dobbiamo riconoscere – sul piano storico – la nostra scarsa educazione civica. Non dimentichiamo che la lotta urgente per la legalità riguarda ciascuno di noi, in ogni nostra azione. Continua a leggere

Il Papa: c’è chi attacca il matrimonio, ma famiglia stabile dà speranza ai giovani

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“L’assenza di Cristo è la povertà più grande”, che si riflette nei mali della società – dalla crisi della famiglia, al dilagare della corruzione, al generale degrado morale. È necessario “ravvivare il dono prezioso della fede” con una evangelizzazione nel segno della “gioia” e della riconciliazione con Dio. È quanto ha affermato Papa Francesco nel discorso consegnato oggi ai presuli di Sudafrica, Botswana e Swaziland, ricevuti in visita ad Limina. Il servizio di Alessandro De Carolis:

La buona battaglia della fede. È a questo che in sostanza Papa Francesco, con la sua accurata disamina della situazione sociale, sprona la Chiesa di Sudafrica, Botswana e Swaziland. Come ormai sua consuetudine nelle udienze ad Limina, le prime parole del Papa sono per i santi che hanno fondato la Chiesa nel meridione africano, missionari itineranti che, ricorda, hanno “costruito chiese, scuole e cliniche” per quasi due secoli, il cui “patrimonio risplende ancora oggi” e si riflette anche nell’attuale “fioritura di parrocchie”, nonostante le “grandi distanze tra le comunità, la carenza di risorse materiali e l’accesso limitato ai Sacramenti”. Continua a leggere

Papa, lezione sulla buona politica

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di Massimo Introvigne

Molti discorsi di Papa Francesco sono solo apparentemente semplici. Vale per l’omelia pronunciata a braccio il 27 marzo nella Messa celebrata in San Pietro con oltre cinquecento parlamentari italiani. Inutile cercarci, come al solito, riferimenti a leggi controverse in discussione in Parlamento. Il Papa ha ripetuto fino alla noia che di queste cose devono occuparsi gli episcopati nazionali, non il Pontefice. E invece ai parlamentari il Papa ha offerto una profonda lezione sulla corruzione delle classi politiche.

La Scrittura, ha detto, propone «un dialogo fra i lamenti di Dio e le giustificazioni degli uomini. Dio, il Signore, si lamenta. Si lamenta di non essere stato ascoltato lungo la storia. E’ sempre lo stesso: “Ascoltate la mia voce… Io sarò il vostro Dio… Sarai felice…” – “Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola, anzi: procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio. Invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle” (Ger 7,23-24). È la storia dell’infedeltà del popolo di Dio». Dunque Dio entra in vari modi nella storia, parla, si rivela agli uomini. Ma gli uomini «ostinatamente» non lo ascoltano. Continua a leggere