Tutti con Charlie, in attesa del verdetto di Strasburgo

Continua la mobilitazione globale per il piccolo inglese affetto da una malattia rara che i medici vorrebbero lasciar morire ma sul quale i giudici europei hanno sospeso il giudizio di vita o di morte
 
La cattiva notizia per Charlie è che un eventuale verdetto negativo dei giudici di Strasburgo sarebbe senza appello. Ma la buona notizia è che gli stessi magistrati della Corte europea per i diritti dell’uomo non hanno in mente soluzioni sbrigative e vogliono veder chiaro nella vicenda giudiziaria che vede protagonista suo malgrado il bambino inglese di 10 mesi affetto da una rarissima malattia genetica (il suo è il 16° caso accertato in tutto il mondo) che colpisce il cervello – in inglese suona «Mithocondrial Depletion Syndrome» – e che gli rende impossibile respirare autonomamente, tanto da renderlo dipendente da una macchina che lo aiuta a non soffocare.
 
La battaglia dei genitori continua

Ricoverato da ottobre nella terapia intensiva del Great Ormond Street Hospital di Londra, Charlie a parere dei medici non avrebbe chance di sopravvivere e avendo fallito sinora le terapie tentate sarebbe inutile insistere. La loro richiesta di spegnere il respiratore automatico è stata avversata fieramente in ogni sede dai genitori, Chris Gard e Connie Yates, che chiedono ai sanitari di lasciarli tentare una cura sperimentale disponibile negli Stati Uniti. Continua a leggere

Legge 194 al vaglio della Consulta: inviolabili i diritti dell’embrione

Qualcosa si muove! Il 20 giugno la Corte Costituzionale esaminerà la legittimità dell’art.4 della L.194 sulle circostanze che giustificano l’aborto. Il caso è stato sollevato dopo la richiesta di una minorenne di abortire senza coinvolgere i genitori. Il giudice di Spoleto ha presentato ricorso alla Consulta citando anche una sentenza della Corte di Giustizia europea, dell’ottobre 2011, che vietava la brevettabilità di procedimenti che comportano la distruzione dell’embrione umano. Continua a leggere…