Con la Humanae vitae, Paolo VI si oppose a stereotipi culturali molto diffusi

Il 25 Luglio 1968, papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae vitae, che sintetizza la dottrina della Chiesa sul matrimonio, sull’apertura alla vita, sulla contraccezione…

Angel Rodriguez Luño, decano della Facoltà di Teologia alla Pontificia Università della Santa Croce analizza l’attualità dell’enciclica montiniana, a 47 anni dalla pubblicazione

Roma, 25 Luglio 2015 (ZENIT.org) Rocío Lancho García
 
Il 25 Luglio 1968, papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae vitae, che sintetizza la dottrina della Chiesa sul matrimonio, sull’apertura alla vita, sulla contraccezione e sulla genitorialità responsabile. Tutte tematiche che continuano a far parlare di sé, dentro e fuori la Chiesa. Per capire meglio i fondamenti teologici di questo documento, il suo contesto storico e le sue implicazioni, ZENIT ha intervistato il decano della Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce di Roma, Angel Rodriguez Luño. Continua a leggere

Il Papa: adoriamo Dio e amiamo il prossimo per non essere idolatri né ipocriti

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L’idolatria e l’ipocrisia non risparmiano neanche la vita cristiana. Papa Francesco ha messo stamattina in guardia da entrambi i “vizi”, durante l’omelia della Messa celebrata in Casa S. Marta. Per non cedere all’insidia di questi peccati, ha detto, è necessario mettere in pratica i Comandamenti dell’amore a Dio e dell’amore al prossimo.

Diventare un apostolo delle proprie idee, o un devoto del proprio benessere, piuttosto che di Dio. Sparlare di qualcuno perché non si adegua a certi formalismi, dimenticando che il comandamento “nuovo” del cristianesimo è l’amore al prossimo senza se e ma. Ancora una volta, la liturgia della Messa sollecita Papa Francesco a una riflessione sulle trappole che costellano la vita di fede. Continua a leggere

La cultura che anestetizza l’umano

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di Giovanni Fighera
 
Qualche tempo fa, in una lezione in un’università italiana, un professore di filosofia sosteneva di fronte agli studenti che un atteggiamento serio avrebbe dovuto indurli a dubitare che lui stesso stesse parlando e che quella fosse una cattedra. Una studentessa ha allora alzato la mano per controbattere tali disquisizioni, sostenendo che la conseguenza più ragionevole di tale impostazione del problema sarebbe stata uscire dall’aula, dal momento che nessuno era certo che in quel momento si stesse tenendo una lezione di filosofia. Una tale impostazione negava anche l’evidenza stessa della realtà.

Siamo nell’epoca in cui ogni affermazione sull’esistenza della verità viene tacciata di “fondamentalismo religioso” o di “conservatorismo culturale”, di “anacronistico atteggiamento” non al passo con i tempi. Continua a leggere

“Il corpo è necessario per entrare in rapporto”

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di Michele Brambilla
 
Il corpo umano è, in un modo o nell’altro, al centro del dibattito culturale di questi tempi. L’arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, il quale ha dedicato l’intero oratorio estivo alla riflessione sulla corporeità, dando una forte interpretazione del tema (“Everybody. Ciascuno di noi è una cosa bellissima, perché ciascuno di noi è unico”), non si sottrae al dibattito ai più alti livelli, tuttavia la sua modalità comunicativa preferita è il contatto diretto col popolo ambrosiano nelle sue oltre mille parrocchie. Visitando gli oratori di Carnago, Rovate e Cornaredo, l’arcivescovo ripercorre le sensazioni dell’infanzia, ma prosegue anche la catechesi sul corpo. Un corpo umano santificato dall’Incarnazione del Verbo di Dio: Continua a leggere

Ambiente? No, Creato

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[Da Il Timone n.57 novembre 2006]
 
Nella giornata di preghiera dedicata al tema, è passata l’immagine di una Chiesa – Papa compreso – accodata ai movimenti ecologisti. Ma la visione cattolica è diametralmente opposta all’ambientalismo dominante. Ecco perché….

di Riccardo Cascioli

Ambiente e creato sono due termini equivalenti? Difesa dell’ambiente e salvaguardia l creato sono concetti ana­loghi? Sono domande che nascono natu­rali dopo che la Chiesa italiana ha deciso di istituire per il 1° settembre la Giorna­ta della Salvaguardia del Creato e di de­dicare l’intero mese di settembre alla ri­flessione sul tema. Si tratta di un’iniziati­va importante perché offre l’occasione di approfondire una prospettiva cattolica su un tema che è ormai dominante nell’opi­nione pubblica, ma che tanta confusione genera anche tra i cattolici. Continua a leggere

Quel volto nascosto in tutto ciò che è bello

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di Giovanni Fighera

Qual è l’«utilità» della bellezza nella nostra vita? Qual è il legame tra il bello e la civiltà, tra il bello e le altre discipline, tra il bello e le dimensioni concrete dell’esistenza? Affermare che la bellezza sia «disinteressata» coincide con l’attestazione della inutilità della bellezza?
Iniziamo col dire che la bellezza ha una suprema funzione educativa. Se, infatti, il bello produce sull’uomo l’effetto della contemplazione, allora esso ci educa a cogliere la realtà per quella che è, per il suo valore estrinseco. Di fronte al bello, l’uomo è portato, come primo, iniziale e puro impeto, a contemplarlo: è, quindi, educato a trasformare l’amore di concupiscenza in amore per l’oggetto in sé stesso. Questo sguardo puro, distaccato e contemplativo di fronte alla bellezza del reale si chiama verginità. Continua a leggere

Ci vorrebbe un Mendel day per ricordare che la scienza è un dono del cristianesimo

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Eravamo nell’Ottocento. In quel secolo di illusioni si pesavano le urine e si misuravano arti e crani (convinti che il cervello espella pensieri come la milza secerne la bile), allo scopo di classificare, graduare gli esseri umani, “scientificamente”. Si riteneva, da parte di molti, che la scienza umana avrebbe risolto tutto, compreso ogni cosa, realizzato un mondo futuro di uomini felici, perfetti, sani… Intanto si ponevano le basi per il razzismo “scientifico”, anglosassone e nazista. Continua a leggere