Laudato si’ mi’ Signore per la mia pochezza

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di Costanza Miriano
 
Sabato scorso sono stata invitata a parlare a San Damiano, alla festa del Cantico, e a commentare la Laudato si’, l’enciclica del Papa sulla cura dell’ambiente. Sono temi che non frequento spesso, e non è che me ne vanti, ma preferisco ammetterlo. L’avevo letta, ovviamente, mi ero preparata, ma comunque alla fine dell’incontro, che mi aveva costretta a richiamare urgentemente tutti i neuroni a testuggine, ero un po’ stanca. Così quando padre Giulio mi ha chiesto se poteva farmi l’ultima domanda ho temuto il peggio. Se mi interroga sul riscaldamento globale (anche perché ho qualche idea non proprio in linea, temo) faccio la famosa inversione a U detta la manovra del terzo liceo, quella che ti consente di dire “ma mi permetta di fare un passo indietro tornando sulla figura del Leopardi” qualunque sia il tema dell’interrogazione. Continua a leggere

Papa Francesco: «I cristiani non si sposano solo per sé stessi: si sposano nel Signore in favore di tutta la comunità»

Papa Francesco

di Massimo Introvigne
 
Nell’udienza generale del 29 aprile 2015 Papa Francesco ha continuato le sue catechesi sul matrimonio è la famiglia. Ha confidato che una delle sue più grandi preoccupazioni è comprendere perché tanti giovani oggi non si sposano e preferiscono convivenze «a responsabilità limitata». I fattori economici e culturali non spiegano tutto: alla radice di questo no al matrimonio c’è la paura di prendere impegni definitivi in un clima che privilegia l’effimero è il provvisorio.

Il punto di partenza della meditazione è stato l’episodio delle nozze di Cana, dove Gesù inizia la vita pubblica con il primo miracolo. «Gesù non solo partecipò a quel matrimonio, ma “salvò la festa” con il miracolo del vino! Dunque, il primo dei suoi segni prodigiosi, con cui Egli rivela la sua gloria, lo compì nel contesto di un matrimonio, e fu un gesto di grande simpatia per quella nascente famiglia, sollecitato dalla premura materna di Maria». Continua a leggere

Il Papa: la nostra è la Chiesa dei martiri, uniamoci ai fratelli perseguitati

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“La nostra Chiesa è Chiesa dei martiri”. Nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, soffermandosi sulla lapidazione di Santo Stefano, Papa Francesco ricorda con parole commosse quanti oggi sono perseguitati e uccisi perché cristiani. E sottolinea che ci sono anche “martiri nascosti” che cercano strade nuove per aiutare i fratelli e per questo vengono perseguitati dai “Sinedri moderni”. Il servizio di Alessandro Gisotti:

La Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, mostra il giudizio del Sinedrio contro Stefano e la sua lapidazione. Da questa scena drammatica si sviluppa l’omelia di Francesco che, nel cuore, porta i volti e le storie di tanti che anche oggi, come il primo martire della Chiesa, sono perseguitati e uccisi solo perché fedeli a Gesù. I martiri, osserva il Papa, non hanno bisogno di “altri pani”, il loro unico pane è Gesù. E sottolinea che Stefano “non aveva bisogno di andare al negoziato, ai compromessi”. Continua a leggere

Eutanasia, il cristiano sta con Ippocrate

di Giuliano Guzzo
 
La battaglia per l’eutanasia legale, lo si sarà ormai capito, è questione di numeri. Non lo affermano i pro-life, ma i sostenitori stessi della depenalizzazione dell’omicidio del consenziente, i quali – forse memori dei bei tempi (belli per loro) dell’aborto, nei quali le stime sui casi di clandestinità erano sparate alla grande, e prese pure per buone – pare non riescano proprio a farne a meno. Un’ultima conferma di questa sfrenata e un po’ incauta passione per i numeri viene dal sito de L’Espresso, dove leggiamo che siccome un infermiere dell’ospedale Careggi di Firenze nei giorni scorsi ha dichiarato a La Repubblica, quotidiano notoriamente super partes, «che nel suo reparto si verificano ogni anno 30 o 40 casi di eutanasia clandestina. E non è stato smentito né dall’ospedale né dai medici che ci lavorano», ricorrendo ad «una semplice proporzione» ne deriverebbe come «le eutanasie clandestine nel nostro paese» siano «almeno 7.000» (1.3.2015). Continua a leggere

Papa: il nostro tempo ha avuto un inizio e avrà una fine, chiediamoci se viviamo da figli di Dio o da schiavi del diavolo

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“Occorre difendere i poveri, e non difendersi dai poveri”, “occorre servire i deboli e non servirsi dei deboli!”. La fine dell’anno è momento per un esame di coscienza. “Da questo esame di coscienza dipende anche, per noi cristiani, la qualità del nostro operare, del nostro vivere, della nostra presenza nella città, del nostro servizio al bene comune, della nostra partecipazione alle istituzioni pubbliche ed ecclesiali”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La fine di un anno è momento per pensare al cammino della vita, che ha avuto un inizio e avrà una fine, è momento per ringraziare Dio per il bene avuto e domandare perdono per il male fatto, è momento per un esame di coscienza, per chiedersi se si vive “da figli o da schiavi”. “Viviamo da persone battezzate in Cristo, unte dallo Spirito, riscattate, libere? Oppure viviamo secondo la logica mondana, corrotta, facendo quello che il diavolo ci fa credere sia il nostro interesse?”. Il “significato del tempo”, che “non è una realtà estranea a Dio”, è stato al centro della riflessione proposta da papa Francesco nella celebrazione dei primi vespri della solennità di Maria Santissima Madre di Dio, ai quali è seguito il Te Deum di ringraziamento a conclusione dell’anno. Continua a leggere

Caro Veronesi, il cancro dimostra che solo Cristo risponde all’uomo

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(da UCCR, 18.11.14)
 
L’oncologo Umberto Veronesi ha trovato un modo originale pubblicizzare il suo ultimo libro: affidare a “Repubblica” alcuni brani sulla sua dimostrazione dell’inesistenza di Dio: «Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio», è il senso del suo scritto.

Un annuncio-spot, a cui ci ha abituato il medico mediatico. Come quando diceva che “l’etica laica è la migliore” e contemporaneamente, si è scoperto, stava tradendo sua moglie. Come quando spiegava che l’amore omosessuale è “più puro” di quello eterosessuale, come quando definiva i malati in stato vegetativo dei “morti viventi”, come quando chiese di legalizzare il doping nello sport, come quando -infine- scrisse all’età di 70 anni che «dopo aver generato i doverosi figli e averli allevati, il compito dell’uomo è finito, occupa spazio destinato ad altri, per cui bisognerebbe che le persone a cinquanta o sessant’anni  sparissero» (“La libertà della vita”, Edizioni Cortina Raffaello 2006, p. 39). Continua a leggere

Papà, assicurami che valeva la pena venire al mondo

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(dal blog di Costanza Miriano)
 
Continuano le anteprime de La Croce – Quotidiano che sarà in edicola e online dal 13 gennaio 2015. QUI tutte le informazioni per abbonarsi
 

di Franco Nembrini  per La Croce
 
“ai miei genitori, Dario e Clementina
che mi hanno dato la vita, e con essa il sentimento
della sua grandezza e positività
a Clementina Mazzoleni, mia professoressa di italiano
cui devo la passione
per la letteratura e per l’insegnamento
a don Luigi Giussani,
che a quel sentimento e a quella passione
ha dato la stabilità e la certezza della fede”. Continua a leggere