Laudato si’ mi’ Signore per la mia pochezza

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di Costanza Miriano
 
Sabato scorso sono stata invitata a parlare a San Damiano, alla festa del Cantico, e a commentare la Laudato si’, l’enciclica del Papa sulla cura dell’ambiente. Sono temi che non frequento spesso, e non è che me ne vanti, ma preferisco ammetterlo. L’avevo letta, ovviamente, mi ero preparata, ma comunque alla fine dell’incontro, che mi aveva costretta a richiamare urgentemente tutti i neuroni a testuggine, ero un po’ stanca. Così quando padre Giulio mi ha chiesto se poteva farmi l’ultima domanda ho temuto il peggio. Se mi interroga sul riscaldamento globale (anche perché ho qualche idea non proprio in linea, temo) faccio la famosa inversione a U detta la manovra del terzo liceo, quella che ti consente di dire “ma mi permetta di fare un passo indietro tornando sulla figura del Leopardi” qualunque sia il tema dell’interrogazione. Continua a leggere

Papa Francesco: «I cristiani non si sposano solo per sé stessi: si sposano nel Signore in favore di tutta la comunità»

Papa Francesco

di Massimo Introvigne
 
Nell’udienza generale del 29 aprile 2015 Papa Francesco ha continuato le sue catechesi sul matrimonio è la famiglia. Ha confidato che una delle sue più grandi preoccupazioni è comprendere perché tanti giovani oggi non si sposano e preferiscono convivenze «a responsabilità limitata». I fattori economici e culturali non spiegano tutto: alla radice di questo no al matrimonio c’è la paura di prendere impegni definitivi in un clima che privilegia l’effimero è il provvisorio.

Il punto di partenza della meditazione è stato l’episodio delle nozze di Cana, dove Gesù inizia la vita pubblica con il primo miracolo. «Gesù non solo partecipò a quel matrimonio, ma “salvò la festa” con il miracolo del vino! Dunque, il primo dei suoi segni prodigiosi, con cui Egli rivela la sua gloria, lo compì nel contesto di un matrimonio, e fu un gesto di grande simpatia per quella nascente famiglia, sollecitato dalla premura materna di Maria». Continua a leggere

Il Papa: la nostra è la Chiesa dei martiri, uniamoci ai fratelli perseguitati

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“La nostra Chiesa è Chiesa dei martiri”. Nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, soffermandosi sulla lapidazione di Santo Stefano, Papa Francesco ricorda con parole commosse quanti oggi sono perseguitati e uccisi perché cristiani. E sottolinea che ci sono anche “martiri nascosti” che cercano strade nuove per aiutare i fratelli e per questo vengono perseguitati dai “Sinedri moderni”. Il servizio di Alessandro Gisotti:

La Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, mostra il giudizio del Sinedrio contro Stefano e la sua lapidazione. Da questa scena drammatica si sviluppa l’omelia di Francesco che, nel cuore, porta i volti e le storie di tanti che anche oggi, come il primo martire della Chiesa, sono perseguitati e uccisi solo perché fedeli a Gesù. I martiri, osserva il Papa, non hanno bisogno di “altri pani”, il loro unico pane è Gesù. E sottolinea che Stefano “non aveva bisogno di andare al negoziato, ai compromessi”. Continua a leggere

Eutanasia, il cristiano sta con Ippocrate

di Giuliano Guzzo
 
La battaglia per l’eutanasia legale, lo si sarà ormai capito, è questione di numeri. Non lo affermano i pro-life, ma i sostenitori stessi della depenalizzazione dell’omicidio del consenziente, i quali – forse memori dei bei tempi (belli per loro) dell’aborto, nei quali le stime sui casi di clandestinità erano sparate alla grande, e prese pure per buone – pare non riescano proprio a farne a meno. Un’ultima conferma di questa sfrenata e un po’ incauta passione per i numeri viene dal sito de L’Espresso, dove leggiamo che siccome un infermiere dell’ospedale Careggi di Firenze nei giorni scorsi ha dichiarato a La Repubblica, quotidiano notoriamente super partes, «che nel suo reparto si verificano ogni anno 30 o 40 casi di eutanasia clandestina. E non è stato smentito né dall’ospedale né dai medici che ci lavorano», ricorrendo ad «una semplice proporzione» ne deriverebbe come «le eutanasie clandestine nel nostro paese» siano «almeno 7.000» (1.3.2015). Continua a leggere

Papa: il nostro tempo ha avuto un inizio e avrà una fine, chiediamoci se viviamo da figli di Dio o da schiavi del diavolo

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“Occorre difendere i poveri, e non difendersi dai poveri”, “occorre servire i deboli e non servirsi dei deboli!”. La fine dell’anno è momento per un esame di coscienza. “Da questo esame di coscienza dipende anche, per noi cristiani, la qualità del nostro operare, del nostro vivere, della nostra presenza nella città, del nostro servizio al bene comune, della nostra partecipazione alle istituzioni pubbliche ed ecclesiali”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La fine di un anno è momento per pensare al cammino della vita, che ha avuto un inizio e avrà una fine, è momento per ringraziare Dio per il bene avuto e domandare perdono per il male fatto, è momento per un esame di coscienza, per chiedersi se si vive “da figli o da schiavi”. “Viviamo da persone battezzate in Cristo, unte dallo Spirito, riscattate, libere? Oppure viviamo secondo la logica mondana, corrotta, facendo quello che il diavolo ci fa credere sia il nostro interesse?”. Il “significato del tempo”, che “non è una realtà estranea a Dio”, è stato al centro della riflessione proposta da papa Francesco nella celebrazione dei primi vespri della solennità di Maria Santissima Madre di Dio, ai quali è seguito il Te Deum di ringraziamento a conclusione dell’anno. Continua a leggere

Caro Veronesi, il cancro dimostra che solo Cristo risponde all’uomo

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(da UCCR, 18.11.14)
 
L’oncologo Umberto Veronesi ha trovato un modo originale pubblicizzare il suo ultimo libro: affidare a “Repubblica” alcuni brani sulla sua dimostrazione dell’inesistenza di Dio: «Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio», è il senso del suo scritto.

Un annuncio-spot, a cui ci ha abituato il medico mediatico. Come quando diceva che “l’etica laica è la migliore” e contemporaneamente, si è scoperto, stava tradendo sua moglie. Come quando spiegava che l’amore omosessuale è “più puro” di quello eterosessuale, come quando definiva i malati in stato vegetativo dei “morti viventi”, come quando chiese di legalizzare il doping nello sport, come quando -infine- scrisse all’età di 70 anni che «dopo aver generato i doverosi figli e averli allevati, il compito dell’uomo è finito, occupa spazio destinato ad altri, per cui bisognerebbe che le persone a cinquanta o sessant’anni  sparissero» (“La libertà della vita”, Edizioni Cortina Raffaello 2006, p. 39). Continua a leggere

Papà, assicurami che valeva la pena venire al mondo

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(dal blog di Costanza Miriano)
 
Continuano le anteprime de La Croce – Quotidiano che sarà in edicola e online dal 13 gennaio 2015. QUI tutte le informazioni per abbonarsi
 

di Franco Nembrini  per La Croce
 
“ai miei genitori, Dario e Clementina
che mi hanno dato la vita, e con essa il sentimento
della sua grandezza e positività
a Clementina Mazzoleni, mia professoressa di italiano
cui devo la passione
per la letteratura e per l’insegnamento
a don Luigi Giussani,
che a quel sentimento e a quella passione
ha dato la stabilità e la certezza della fede”. Continua a leggere

Giovanni Lindo Ferretti: «Ho visto Ratzinger, ammiro Bergoglio»

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di Giovanni Lindo Ferretti*
 
È l’accettarne tanto la dimensione di dolore e fatica quanto l’occasione di meraviglia a rendere la vita un dono prezioso che ogni giorno si rinnova. Nel suo mistero, se accettato, c’è la continua quotidiana dimostrazione di cosa significhi conversione, convertirsi. Ho incontrato Benedetto XVI, Papa emerito, mai l’avrei immaginato o considerato possibile fino a quando mi è stato chiesto, in dimensione realistica anche se teorica: – vorresti incontrarlo? -. Un concatenarsi inarrestabile di pensieri e ricordi. Breve riepilogo. Era cardinale, prefetto della Congregazione della Fede, io vivevo secondo modi e ritmi che più passava il tempo più si rivelavano angusti. Senza soddisfazione. Potevo ricondurre tutte le mie scelte di vita all’impatto adolescenziale con il mondo moderno. «I can’t get no satisfaction» cantavano i Rolling Stones ed io ne fui rapito ma ero cresciuto nella tradizione cattolica, avevo imparato e sperimentato molte cose. Una primogenitura, una dote, che alla prova dei fatti si sarebbero dimostrate inalienabili. Continua a leggere

Papa Francesco: «Le nostre parole rivelano che cristiani siamo»

santa27_300 L’esame di coscienza sulle nostre parole ci farà capire se siamo cristiani della luce, delle tenebre o cristiani del grigio: è quanto ha detto Papa Francesco nell’omelia mattutina a Casa Santa Marta.

Gli uomini si riconoscono dalle loro parole. San Paolo – afferma il Papa – invitando i cristiani a comportarsi come figli della luce e non come figli delle tenebre, “fa una catechesi sulla parola”. Ci sono quattro parole per capire se siamo figli delle tenebre: “E’ parola ipocrita? Un po’ di qua, un po’ di là, per stare bene con tutti? E’ una parola vacua, senza sostanza, piena di vacuità? E’ una parola volgare, triviale, cioè mondana? Una parola sporca, oscena? Queste quattro parole non sono dei figli della luce, non vengono dallo Spirito Santo, non vengono da Gesù, non sono parole evangeliche … questo modo di parlare, sempre parlare di cose sporche o di mondanità o di vacuità o parlare ipocritamente”. Continua a leggere

La comunione dei santi e quella degli amici

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di Costanza Miriano
 
Un tempo quando pensavo alla comunione dei santi immaginavo una specie di tavolone rotondo, su in cielo, in cui un comitato centrale generale esecutivo amministrava le faccende umane, una specie di gigantesco consiglio dei ministri all’ennesima potenza, anzi onnipotenza, che governava il mondo quaggiù su delega del presidente del consiglio. San Francesco ministro delle Finanze, san Giovanni Bosco all’Istruzione, san Michele Arcangelo ministro della Difesa, santa Caterina ai Rapporti col Parlamento, santa Giovanna d’Arco l’avrei messa agli Esteri.

Adesso, pur non disdegnando certo l’intercessione dei santi – santa Teresina è indubitabilmente il mio agente letterario, tanto per cominciare, mentre santa Speranza di Gesù mi fa un po’ da nonna per i miei figli, suggerisce anche ai compiti in classe, qualche volta, se riesco a mandarla in classe (bisogna finire la novena in tempo) – mi sono fatta un’altra idea della comunione dei santi. Continua a leggere

Papa Francesco: seminare divisioni non è cristiano, Chiesa è comunione

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Oltre 10mila pellegrini in Piazza San Pietro per l’Udienza generale nel giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Monica, madre di Sant’Agostino. “Ogni volta che rinnoviamo la nostra professione di fede recitando il ‘Credo’ – ha esordito Papa Francesco – noi affermiamo che la Chiesa è «una» e «santa». È una, perché ha la sua origine in Dio Trinità, mistero di unità e di comunione piena. La Chiesa poi è santa, in quanto è fondata su Gesù Cristo, animata dal suo Santo Spirito, ricolmata del suo amore e della sua salvezza. Allo stesso tempo, però, è santa ma composta di peccatori, tutti noi, peccatori, che facciamo esperienza ogni giorno delle proprie fragilità e delle proprie miserie. Allora, questa fede che professiamo ci spinge alla conversione, ad avere il coraggio di vivere quotidianamente l’unità e la santità e se noi non siamo uniti, se non siamo santi, è perché non siamo fedeli a Gesù. Ma Lui, Gesù, non ci lascia soli, non abbandona la sua Chiesa! Lui cammina con noi, Lui ci capisce. Capisce le nostre debolezze, i nostri peccati, ci perdona, sempre che noi ci lasciamo perdonare, no? Ma Lui è sempre con noi, aiutandoci a diventare meno peccatori, più santi, più uniti”. Continua a leggere

Un «pensiero unico» aggredisce i cristiani e calunnia Pio XII

Così La Vanguardia aveva salutato la elezione di papa Francesco

di Massimo Introvigne
 
Il 14 giugno 2014 «L’Osservatore Romano» ha pubblicato in traduzione italiana l’intervista a Papa Francesco uscita il giorno prima sul quotidiano spagnolo «La Vanguardia». Le interviste, come sanno i nostri lettori, non sono encicliche, ma quando a parlare è il Papa è normale che destino un interesse planetario. E questa volta il Pontefice ha parlato soprattutto di cinque grandi temi di rilievo internazionale: la persecuzione dei cristiani nel mondo, la pace in Medio Oriente, l’antisemitismo, le riforme nella Chiesa Cattolica, la crisi economica.

Primo: i cristiani perseguitati. Pochissimi parlano di questo tema e c’è chi mette in dubbio le statistiche secondo cui si uccidono più cristiani in odio alla loro fede oggi rispetto a quanto avveniva al tempo delle peggiori persecuzioni dell’Impero romano. Perfino organi di stampa cattolici si uniscono a questo attacco ai dati statistici, elaborati principalmente dagli studiosi americani David Barrett (1927-2011) e Todd Johnson. Ma il Papa non è d’accordo. Continua a leggere

Gänswein: Europa silenziosa davanti agli attacchi ai cristiani

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Il Prefetto della Casa Pontificia, Monsignor Georg Gänswein ha denunziato questa domenica a Einsiedeln (Svizzera) la mancanza di risposta da parte dei governi agli attacchi che si registrano in tutto il continente contro i cristiani, atti che si moltiplicano da Nord a Sud in tutta l’Europa.

In una conferenza organizzata dalla “Aiuto alla Chiesa che Soffre” svizzera (Kirch im Not) nel convento di Einsiedeln , Monsignor Gänswein ha ricordato gli atti di vandalismo contro le chiese e i simboli cristiani a Roma, in Germania,in Austria, e Ungheria o le discriminazioni nei posti di lavoro in Inghilterra e Norvegia. Secondo il rapporto 2012 dell’Osservatorio contro l’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa (OCIDE), citato dal Prefetto, si sono registrati “soltanto in Svezia 285 delitti contro la religione, 250 contro i cristiani“. Continua a leggere

Emmaus, incontro con una Presenza

I discepoli di Emmaus

di Angelo Busetto

Come è possibile per noi fare l’esperienza dei discepoli che hanno incontrato il Signore risorto? La liturgia insiste ogni giorno a dirci che Cristo è vivo e presente, ma noi sembriamo navigare nel vuoto, e tentiamo invano di afferrarlo come Maria Maddalena mentre continuamente ci sfugge.

Fino a qualche tempo fa sembrava bastare il buon cammino della tradizione: Cristo consegnato dalla pratica religiosa delle nostre parrocchie, dalle buone abitudini delle famiglie che insegnavano a pregare ai bambini e seguivano il ritmo delle feste liturgiche, dalla scuola che riecheggiava le figure dei santi e cantava le melodie del Natale e l’alleluia della Pasqua. Ad ogni bambino che nasceva veniva consegnato il patrimonio della fede, come una riserva di cibo per il futuro, e lungo i sentieri della crescita ciascuno poteva incontrare la giusta dose di rifornimento. Continua a leggere

Papa Francesco: “Il mondo non tollera l’annuncio del Vangelo”

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“La Croce è sempre nella strada cristiana”. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha incentrato la sua omelia sulle persecuzioni dei cristiani e ha avvertito che oggi ci sono più martiri che nei primi tempi della Chiesa. Quindi, ha affermato che la vita cristiana non è “un vantaggio commerciale”, ma “è semplicemente seguire Gesù”.

Gesù aveva appena finito di parlare sul pericolo delle ricchezze e Pietro gli domanda cosa riceveranno i discepoli che hanno lasciato tutto per seguirlo. Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo da questo confronto, narrato dal Vangelo odierno, e subito ha sottolineato che Gesù “è generoso”. In verità, risponde il Signore, “non c’è nessuno che abbia lasciato” la famiglia, la casa, i campi che “non riceva già ora in questo tempo, cento volte tanto”. Forse, ha commentato il Papa, Pietro pensa che “andare dietro Gesù” sia una “bella attività commerciale”, perché ci fa guadagnare cento volte tanto. Ma Gesù aggiunge che accanto a questo guadagno ci saranno persecuzioni: Continua a leggere

“Dare luce al mondo!”

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Angelus di Papa Francesco, P.za San Pietro, 9.02.14
 
Fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel Vangelo di questa domenica, che viene subito dopo le Beatitudini, Gesù dice ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,13.14). Questo ci stupisce un po’, se pensiamo a chi aveva davanti Gesù quando diceva queste parole. Chi erano quei discepoli? Erano pescatori, gente semplice… Ma Gesù li guarda con gli occhi di Dio, e la sua affermazione si capisce proprio come conseguenza delle Beatitudini. Egli vuole dire: se sarete poveri in spirito, se sarete miti, se sarete puri di cuore, se sarete misericordiosi… voi sarete il sale della terra e la luce del mondo! Continua a leggere

Il Papa: essere cristiani non è un privilegio, annunciare il Vangelo con umiltà

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Annunciare il Vangelo senza approfittarsi della condizione di cristiani. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha svolto la sua omelia a partire dal martirio di Giovanni Battista ed ha sottolineato che, come lui, il vero discepolo di Cristo segue la via dell’umiltà senza impadronirsi della profezia. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Erode fa uccidere Giovanni per accontentare l’amante Erodìade e il capriccio di sua figlia. Papa Francesco ha svolto la sua omelia soffermandosi sulla tragica morte del Battista, narrata dal Vangelo odierno. Giovanni, ha osservato il Papa, è “un uomo che ha avuto un tempo breve di vita, un tempo breve per annunciare la Parola di Dio”. Era l’uomo, ha soggiunto, che “Dio aveva inviato per preparare la strada a suo Figlio”. E Giovanni finisce male la sua vita, nella corte di Erode “che era in banchetto”: Continua a leggere

«Preghiamo per i cristiani discriminati»

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Il Papa ha pregato, recitando l’Angelus di oggi, per i cristiani discriminati a causa della testimonianza del Vangelo e ha osservato che accanto alle situazioni in Paesi dove “la libertà religiosa non è ancora garantita o non è nei fatti pienamente realizzata”, ci sono anche i casi di “Paesi e ambienti che sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani, ma dove di fatto i credenti, specialmente i cristiani, incontrano limitazioni e discriminazioni”.

Il Papa critica “la falsa immagine del Natale: l’immagine fiabesca e sdolcinata, che nel Vangelo non esiste!”. Lo ha detto all’Angelus per la festa di santo Stefano primo martire, ricordando “il senso autentico dell’Incarnazione”, che collega “Betlemme al Calvario” e ricorda “che la salvezza divina implica la lotta al peccato, passa attraverso la porta stretta della Croce. Questa è la strada che Gesù ha indicato chiaramente ai suoi discepoli, come attesta il Vangelo di oggi”. Continua a leggere

Il Papa ai vescovi olandesi: su famiglia, matrimonio, fine vita, siate presenti nel dibattito pubblico

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La Chiesa e i fedeli in Olanda siano “presenti nel dibattito pubblico”, in tutti gli ambiti “nei quali è in causa l’uomo”: in una società fortemente secolarizzata, potranno così portare il loro contributo nelle “grandi questioni sociali riguardanti per esempio la famiglia, il matrimonio, la fine della vita”. Così Papa Francesco nel discorso che ha consegnato ai vescovi olandesi, in visita ad Limina.
In una società fortemente segnata dalla secolarizzazione e in “circostanze spesso ardue”, non è facile conservare la speranza. Ma il compito della Chiesa è quello del “bene umano” e dello “sviluppo sociale”. Lo ha ricordato il Papa nel discorso ai vescovi dei Paesi Bassi. Per i cristiani, ha proseguito, l’educazione delle coscienze diventa allora “prioritaria”, “specialmente mediante la formazione del giudizio critico, pur avendo un approccio positivo sulle realtà sociali: si eviterà così la superficialità dei giudizi e la rassegnazione all’indifferenza”. Continua a leggere

La comunione dei santi va oltre la morte ed è eterna

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Proseguendo nelle sue catechesi per l’Anno della fede – e preparando anche la festa di Tutti i Santi e la commemorazione dei fedeli defunti – Papa Francesco ha dedicato l’udienza generale del 30 ottobre 2013 alla nozione di «comunione dei santi». Il Papa è partito, come fa spesso, dal «Catechismo della Chiesa Cattolica», dove leggiamo che questa espressione ha due significati: indica la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante. Francesco ha voluto incentrare la sua catechesi sul secondo significato, «una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo». I santi, in questa espressione, non sono solo quelli canonizzati o coloro che praticano le virtù in un grado eroico. Sono tutti «coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo. Per questo i primi cristiani erano chiamati anche “i santi”». Continua a leggere

«Mai nella storia un odio così passionale contro la religione». Il 13 ottobre saranno beatificati 522 martiri spagnoli

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di Vicente Cárcel Ortí

A Tarragona 522 martiri, erroneamente definiti della “guerra civile spagnola”, saranno beatificati dal cardinale Angelo Amato. Tra questi figurano molti religiosi ma anche laici, che sacrificarono la vita pur di non rinnegare la propria fede.

tratto dall’Osservatore Romano – Quando si parla dei martiri spagnoli degli anni Trenta del XX secolo, li si chiama erroneamente “martiri della guerra civile”. Erroneamente perché i primi martiri ci furono già nell’ottobre del 1934, durante la rivoluzione delle Asturie. Mancavano allora quasi due anni all’inizio della guerra civile e i martiri non avevano quindi nulla a che fare con essa. Continua a leggere

«Il demonio esiste, non confondiamolo con le malattie psichiche»

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Il Papa nell’omelia della messa a Santa Marta: «Per favore, non facciamo affari con Satana»

ANDREA TORNIELLI

Papa Francesco torna a parlare del diavolo. E invita a prendere sul serio le Scritture che ne parlano. Bergoglio l’ha fatto nell’omelia di questa mattina a Santa Marta, commentando il brano evangelico di Luca dove si legge di Gesù che scaccia il demonio ma non viene compreso dai suoi.

«Ci sono alcuni preti – ha detto il Papa – che quando leggono questo brano del Vangelo, questo e altri, dicono: “Ma, Gesù ha guarito una persona da una malattia psichica”. Non leggono questo qui, no? Continua a leggere

«È la mondanità spirituale che uccide la Chiesa»

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ll 4 ottobre 2013 Papa Francesco si è recato in pellegrinaggio ad Assisi, dove ha pronunciato diversi discorsi. Come ha rilevato su queste colonne Riccardo Cascioli, qualcuno si attendeva novità radicali sulla rinuncia della Chiesa alle sue vere e presunte ricchezze, ma Francesco ha liquidato le anticipazioni giornalistiche come «fantasie», una grande lezione a chi prende per buono il Papa riveduto e corretto dai giornalisti.

«In questi giorni – ha detto Francesco incontrando i poveri della Caritas nella Sala della Spoliazione del vescovado di Assisi – sui giornali, sui mezzi di comunicazione, si facevano fantasie. Continua a leggere

“Il vero cristiano porta con gioia e pazienza le umiliazioni”

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Lo ha sottolineato il Pontefice nell’omelia di Santa Marta mettendo in guardia dall’appagamento del “benessere spirituale”
 
La prova per capire se si è cristiani sta nella “capacità di portare con gioia e pazienza le umiliazioni”. Papa Francesco ha sottolineato questo aspetto della vita di fede nell’omelia della Messa celebrata questa mattina in Casa Santa Marta. Lo riferisce Radio Vaticana. Il Papa ha messo nuovamente in guardia dalla “tentazione del benessere spirituale”, che impedisce di amare Cristo con tutto se stessi. Sì, “ma fino a un certo punto”. Il pericolo della tiepidezza, di una fede fatta di calcoli e passi trattenuti, è sempre dietro l’angolo. E Papa Francesco la snida con il consueto argomentare, che non lascia spazio a scuse. Continua a leggere

Un po’ di tempo con il prossimo

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di Costanza Miriano
 
Amare il povero bambino africano derelitto è abbastanza facile, amare la vecchia zia noiosa con la frutta finta sulle scarpe non tanto. Nel primo caso il cuore si stringe, le emozioni fluiscono facili. Tanto che ci costa? Il povero bambino sta di là dal mare, non è molesto, e aiutarlo, che è comunque una cosa buona e santa, ci fa stare bene.

La vecchia zia, essendo reale, è piena di difetti. Anche noi lo siamo, è per questo che ci dà fastidio qualcuno che ce lo ricordi, cosa che succede se la frequentiamo. Lo sa bene il diavolo, che – come racconta C.S. Lewis ne Le lettere di Berlicche – ci sussurra alle orecchie parole malevole, per farci notare i difetti del vicino di panca in chiesa, i suoi vestiti ordinari o il cattivo odore che emana. Continua a leggere