IO-SONO – YHWH – INRI

(dal blog Le porte della Terra di Mezzo)

Nel Vangelo di Giovanni al capitolo 19 dal versetto 16 in poi viene descritta la crocifissione di Gesù con la relativa affissione sulla croce dell’iscrizione che il Governatore Ponzio Pilato aveva fatto incidere in latino, ebraico e greco. Seguitando a leggere il brano, viene descritta la rimostranza dei capi dei sacerdoti verso Pilato che aveva ordinato di scrivere ‘Il Re dei Giudei’ e non come loro avrebbero voluto che scrivesse ‘Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei’. Ci si chiede perché questa lamentela?  Che differenza c’è tra le due asserzioni?

L’iscrizione di cui parla Giovanni è la famosa sigla“INRI“ un acronimo, che sta per il latino“Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum“, che significa “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei“. Continua a leggere

Vedere il dolore innocente e credere in Dio

Passione di Cristo

Il problema del male è la principale obiezione per molti uomini all’esistenza di un Dio buono e onnipotente, per questo occorre saltuariamente tornarci sopra provando a darvi una risposta, provando a spiegare perché l’esistenza del dolore e del male non è per noi cristiani un ostacolo. L’obiezione è formulata in modo abbastanza semplice e si basa su una deduzione: se Dio è buono e onnipotente allora non ci dovrebbe essere alcun male o sofferenza. La riflessione di Joe Manzari dell’University of California ha il pregio di offrire una delle migliori sintesi sulla questione. Da essa prenderemo spunto ampliandola laddove non ci sembra pienamente soddisfacente.

Occorre premettere che esistono due tipi di problemi riguardo al male. Il primo è il male causato dagli uomini(argomento deduttivo) e si basa su una sequenza apparentemente logica: Continua a leggere

Il caso serio della misericordia

G-K-Chesterton-wiki

Chesterton ce lo dice chiaramente: «Il nome del prezzo è Verità, che può anche essere chiamata Realtà; significa porsi di fronte alla realtà del proprio essere»

«Quando un cattolico ritorna dalla confessione entra veramente, per definizione, nell’alba del suo stesso inizio, e guarda con occhi nuovi attraverso il mondo. Egli sa che in quell’angolo oscuro, e in quel breve rito, Dio lo ha veramente rifatto a Sua immagine. Egli sta nella luce bianca dell’inizio, pieno di dignità, della vita di un uomo. Le accumulazioni di tempo non possono più spaventare. Può essere grigio e gottoso, ma è vecchio soltanto di cinque minuti».
Così, nella sua autobiografia, Gilbert Keith Chesterton racconta l’esperienza folgorante della confessione, l’incontro con la misericordia divina che segnò così radicalmente la sua vita. Egli si convertì confessandosi, all’età di 48 anni, nel 1922, scoprendo che proprio la Chiesa cattolica è l’unico luogo in cui un uomo può essere liberato dai suoi peccati e fare esperienza della misteriosa rigenerazione del proprio essere. Il lungo percorso che portò lo scrittore inglese ad aderire alla Chiesa di Roma fu infatti un’avventurosa ricerca di questo luogo in cui la persona può trovare una nuova vita dentro la solita vita, un nuovo cuore dentro il vecchio cuore, un nuovo respiro dentro l’affannoso respiro dei giorni. Continua a leggere

Laudato si’ mi’ Signore per la mia pochezza

FullSizeRender

di Costanza Miriano
 
Sabato scorso sono stata invitata a parlare a San Damiano, alla festa del Cantico, e a commentare la Laudato si’, l’enciclica del Papa sulla cura dell’ambiente. Sono temi che non frequento spesso, e non è che me ne vanti, ma preferisco ammetterlo. L’avevo letta, ovviamente, mi ero preparata, ma comunque alla fine dell’incontro, che mi aveva costretta a richiamare urgentemente tutti i neuroni a testuggine, ero un po’ stanca. Così quando padre Giulio mi ha chiesto se poteva farmi l’ultima domanda ho temuto il peggio. Se mi interroga sul riscaldamento globale (anche perché ho qualche idea non proprio in linea, temo) faccio la famosa inversione a U detta la manovra del terzo liceo, quella che ti consente di dire “ma mi permetta di fare un passo indietro tornando sulla figura del Leopardi” qualunque sia il tema dell’interrogazione. Continua a leggere

“L’amore può anche essere odiato, laddove esige che si esca da se stessi”

10943701_837077659692172_597643829808788142_n

“L’opposizione dell’uomo contro Dio pervade tutta la storia. Gesù si rivela come il vero segno di Dio proprio prendendo su di sé, attraendo a sé l’opposizione a Dio fino all’opposizione della Croce.

Qui non si parla del passato. Noi tutti sappiamo quanto Cristo oggi sia segno di una contraddizione che, in ultima analisi, ha di mira Dio stesso. Sempre di nuovo, Dio stesso viene visto come il limite della nostra libertà, un limite da eliminare affinché l’uomo possa essere totalmente se stesso. Dio, con la sua verità, si oppone alla molteplice menzogna dell’uomo, al suo egoismo ed alla sua superbia.

Dio è amore. Ma l’amore può anche essere odiato, laddove esige che si esca da se stessi per andare al di là di se stessi. L’amore non è un romantico senso di benessere. Redenzione non è wellness, un bagno nell’autocompiacimento, bensì una liberazione dall’essere compressi nel proprio io. Questa liberazione ha come costo la sofferenza della Croce. La profezia sulla luce e la parola circa la Croce vanno insieme.”
 
Tratto da: Benedetto XVI, “Gesù di Nazaret. L’infanzia di Gesù”, Rizzoli (Milano 2012)
 

Caro Veronesi, il cancro dimostra che solo Cristo risponde all’uomo

Cristo passione

(da UCCR, 18.11.14)
 
L’oncologo Umberto Veronesi ha trovato un modo originale pubblicizzare il suo ultimo libro: affidare a “Repubblica” alcuni brani sulla sua dimostrazione dell’inesistenza di Dio: «Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio», è il senso del suo scritto.

Un annuncio-spot, a cui ci ha abituato il medico mediatico. Come quando diceva che “l’etica laica è la migliore” e contemporaneamente, si è scoperto, stava tradendo sua moglie. Come quando spiegava che l’amore omosessuale è “più puro” di quello eterosessuale, come quando definiva i malati in stato vegetativo dei “morti viventi”, come quando chiese di legalizzare il doping nello sport, come quando -infine- scrisse all’età di 70 anni che «dopo aver generato i doverosi figli e averli allevati, il compito dell’uomo è finito, occupa spazio destinato ad altri, per cui bisognerebbe che le persone a cinquanta o sessant’anni  sparissero» (“La libertà della vita”, Edizioni Cortina Raffaello 2006, p. 39). Continua a leggere

Se per Veronesi il cancro è la prova che Dio non esiste

Umberto Veronesi

di Luigi Santambrogio

(da lanuovabq.it, 18.11.14)
 
Umberto Veronesi, chirurgo e direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, si racconta nel libro Il mestiere di uomo, da oggi nelle librerie. Repubblica ne ha offerto un’anticipazione e si può ben immaginare che il libro mette per iscritto quando è duro e drammatico Il mestiere di vivere, se il paragone con Cesare Pavese non suonasse un tantino pretenzioso e sproporzionato. Ma il chirurgo Veronesi, ed è verità indiscutibile, è bravo a guarire il cancro mentre Pavese si arrese davanti all’impossibilità di curare il tumore che l’esistenza è in se stessa. Storia drammatica ma affascinante, quella che il professore racconta, perché ci rimette in faccia questioni forti e disperate che la cultura del Novecento ha sempre rimpallato senza dare mai offrire risposte convincenti. Però, più che nelle risposte, è nella domanda che si nasconde la verità, se non tutta almeno una sua piccola scheggia. Al centro dell’indagine di Veronesi ci sono il male, il dolore e le loro crudeli pretese di spadroneggiare sulle vite degli uomini. Continua a leggere

Un Gesù che approva tutto è un Gesù senza la croce

02i

di Joseph Ratzinger
 
Un Gesù che sia d’accordo con tutto e con tutti, un Gesù senza la sua santa ira, senza la durezza della verità e del vero amore, non è il vero Gesù come lo mostra la Scrittura, ma una sua miserabile caricatura. Una concezione del “vangelo” dove non esista più la serietà dell’ira di Dio, non ha niente a che fare con il vangelo biblico. Un vero perdono è qualcosa del tutto diverso da un debole “lasciar correre”.

Il perdono è esigente e chiede ad entrambi – a chi lo riceve ed a chi lo dona – una presa di posizione che concerne l’intero loro essere. Un Gesù che approva tutto è un Gesù senza la croce, perché allora non c’è bisogno del dolore della croce per guarire l’uomo. Continua a leggere

Il Papa: il matrimonio non è una “fiction”, ma l’amore di Cristo è garanzia per gli sposi

ANSA654828_LancioGrande

“E’ incalcolabile la forza, la carica di umanità contenuta in una famiglia: l’aiuto reciproco, l’accompagnamento educativo, le relazioni che crescono con il crescere delle persone, la condivisione delle gioie e delle difficoltà… Le famiglie sono il primo luogo in cui noi ci formiamo come persone e nello stesso tempo sono i ‘mattoni’ per la costruzione della società”.

Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia della Santa Messa presieduta oggi, Festa dell’Esaltazione della Croce, nella Basilica di San Pietro, dove ha celebrato il matrimonio di venti coppie di sposi della diocesi di Roma.
 

Di seguito il testo dell’omelia del Santo Padre:
 
La prima Lettura ci parla del cammino del popolo nel deserto. Pensiamo a quella gente in marcia, guidata da Mosè; erano soprattutto famiglie: padri, madri, figli, nonni; uomini e donne di ogni età, tanti bambini, con i vecchi che facevano fatica… Questo popolo fa pensare alla Chiesa in cammino nel deserto del mondo di oggi, fa pensare al Popolo di Dio, che è composto in maggior parte da famiglie. Continua a leggere

“Per le sue piaghe siamo stati guariti”

jesus4

“Molti si stupirono di lui, tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo”. (Is 52,14)

“Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia”. (Is 53,2-3)

“Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori”. (Is 53,4)

“Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti”. (Is 53,5) Continua a leggere

Il Papa: il cristianesimo non è per essere educati, la Croce non è un ornamento

topic

Durante l’omelia a Santa Marta il pontefice ha ribadito: “non c’è possibilità di uscire da soli dal nostro peccato”
 
“Non esiste un cristianesimo senza Croce”. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Pontefice ha sottolineato che “non c’è possibilità di uscire da soli dal nostro peccato” e ha ribadito che la Croce non è un ornamento da mettere sull’altare, ma il mistero dell’amore di Dio.

In cammino nel deserto, il popolo mormorava contro Dio e contro Mosè. Ma quando il Signore mandò dei serpenti, il popolo ammise il suo peccato e chiese un segno di salvezza. Papa Francesco ha preso spunto dalla Prima lettura, tratta dal Libro dei Numeri, per riflettere sulla morte nel peccato. E subito ha notato che Gesù, nel Vangelo odierno, mette in guardia i farisei dicendo loro: “Morirete nel vostro peccato”: Continua a leggere

Tutto concorre al bene…

ok_1

[Tratto da Libertà e Persona, 26/07/2008]
 
di don Massimo Vacchetti
 
“Tutto concorre al bene di quelli che amano Dio”. Quest’espressione di San Paolo ci accompagna durante questa XVI domenica ed è un regalo per la vita. Sì, perché se c’è una questione che a tutti sta a cuore è sapere il “perché delle cose”.

L’insensatezza ci è insopportabile. Il sol pensare che la vita sia un succedersi casuale di avvenimenti, peraltro il più delle volte faticosi e disagevoli, ci è di sconforto immane. Le parole del Macbeth di Shakespeare “la storia umana è una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla” (Macbeth V,5) paiono a tutti intollerabili. Continua a leggere

«C’è Qualcuno che è più forte di ogni tsunami»

lettera-mia-figlia-socci

La storia di Caterina, la figlia di Antonio Socci
 
di Giovanni Fighera
 
«Non conta quanti malati guarisci» diceva Madre Teresa di Calcutta «ma la testimonianza che dai: vedono che c’è qualcuno che si prende cura di loro ed è questo che conta». Abbiamo tutti bisogno di testimoni e di testimonianze per sostenere la nostra speranza. Una di queste è quella che offre Antonio Socci nei due libri che ha scritto sulla vicenda che ha coinvolto la figlia Caterina raccontata nel primo libro omonimo e ora, di nuovo, nel secondo Lettera a mia figlia (Rizzoli, febbraio 2013). La sua esperienza è stata di conforto e aiuto per molti come raccontano le numerose lettere che gli sono pervenute. Continua a leggere

Gioia, croce e preghiera. Così si diventa apostoli

imagesCADJ66KJ

di Massimo Introvigne
 
Nel week-end del 6-7 luglio 2013 Papa Francesco ha incontrato prima in una lunga chiacchierata informale, a braccio, e poi nella Messa in San Pietro i seminaristi, le novizie e i novizi. A loro ha detto, nell’omelia della Messa, che «se la Chiesa è la Sposa di Cristo, in un certo senso voi ne raffigurate il momento del fidanzamento». Questo momento, ha aggiunto, non nasce da una mia soggettiva decisione ma dalla chiamata del Signore. Sabato aveva insistito sul fatto che «diventare sacerdote, religioso, religiosa non è primariamente una scelta nostra. Io non mi fido di quel seminarista, di quella novizia, che dice: “Io ho scelto questa strada”. Non mi piace questo! Non va! Ma è la risposta ad una chiamata e ad una chiamata di amore». Continua a leggere

La bellezza, la croce e la gloria di Gesù Cristo

img-_innerArt-_Cristo_risorto

di Giovanni Fighera

Si domanda sant’Agostino riguardo a Gesù Cristo: «Perché anche nella croce aveva bellezza? Perché la follia di Dio è più sapiente degli uomini; e la debolezza di Dio è più forte degli uomini (Corinzi 1,23-25) […] Bello è Dio, Verbo presso Dio; bello nel seno della Vergine, dove non perdette la divinità e assunse l’umanità; bello il Verbo nato fanciullo […]. È bello dunque in cielo, bello in terra; bello nel seno, bello nelle braccia dei genitori: bello nei miracoli, bello nei supplizi; bello nell’invitare alla vita e bello nel riprenderla, bello nel non curarsi della morte, bello nell’abbandonare la vita e nel riprenderla; bello sulla croce, bello nel sepolcro, bello nel cielo […]. Suprema e vera bellezza è la giustizia; non lo vedrai bello, se lo considererai ingiusto; se ovunque è giusto, ovunque è bello. Venga a noi per farsi contemplare dagli occhi dello spirito». Continua a leggere

Il Papa: Dio ha risposto al male, e la sua risposta è la Croce

392622_510324242359695_1956171447_n

Il Papa alla Via Crucis: “Dio ha risposto al male, e la sua risposta è la Croce: una Parola che è amore, misericordia, perdono”.
 

Cari fratelli e sorelle,

vi ringrazio di aver partecipato numerosi a questo momento di intensa preghiera. E ringrazio anche tutti coloro che si sono uniti a noi tramite i mezzi di comunicazione, specialmente le persone malate e anziane.

Non voglio aggiungere tante parole. In questa notte deve rimanere una sola parola, che è la Croce stessa. Continua a leggere

Il trono della croce

Sursum corda

Una meditazione di San Germano di Costantinopoli per il Vangelo di oggi (Venerdì Santo).

****

«Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa, una luce rifulse» (Is 9, 1), la luce della redenzione…
Il legno della croce porta colui che ha fatto l’universo. Subendo la morte per la mia vita, colui che porta l’universo è appeso al legno come un morto; colui che dona la vita ai morti rende l’ultimo respiro sul legno. Non si vergogna della croce, che, come un trofeo, attesta la sua vittoria totale. Siede da giusto giudice sul trono della croce. La corona di spine che porta sulla fronte conferma la sua vittoria. « Abbiate fiducia ; io, portando il peccato del mondo, ho vinto il mondo e il principe di questo mondo. » (Gv 16, 33 ; 1, 29). Continua a leggere

Papa Francesco: non siate uomini e donne tristi!

Messa inaugurale del pontificato

Dopo l’atteso incontro di ieri con Benedetto XVI a Castel Gandolfo, Papa Francesco è tornato in Piazza San Pietro a Roma per la celebrazione della Messa della domenica delle Palme, liturgia che inaugura i riti della Settimana Santa. Il Papa si è soffermato su alcuni concetti – come ci ha abituato – di grande impatto emotivo, ma ha avuto anche parole chiare e nette di giudizio su alcuni aspetti dei tempi moderni che distolgono dall’essenzialità della vita di fede e del corretto vivere in generale. La gioia, in particolare, è stata il cardine di questa omelia. Una gioia che viene da una ricchezza, non perchè si possiedano tante cose, ma da un Incontro. Quello con Gesù che è amico dell’uomo. Continua a leggere

La pazienza di Dio

198484_500337573312360_1406899570_n

“Quante volte noi desidereremmo che Dio si mostrasse più forte. Che Egli colpisse duramente, sconfiggesse il male e creasse un mondo migliore. Tutte le ideologie del potere si giustificano così, giustificano la distruzione di ciò che si opporrebbe al progresso e alla liberazione dell’umanità. Noi soffriamo per la pazienza di Dio. E nondimeno abbiamo tutti bisogno della sua pazienza. Il Dio, che è divenuto agnello, ci dice che il mondo viene salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori. Il mondo è redento dalla pazienza di Dio e distrutto dall’impazienza degli uomini”.

(Benedetto XVI, Omelia in occasione della Santa Messa per l’inizio del ministero petrino di vescovo di Roma, 24 aprile 2005)

Croci e diottrie

Essere cieche come talpe conferisce dei vantaggi alle fanciulle e anche alle ex fanciulle come me. Si assume un’aria spaesata e poco reattiva che di solito ispira sentimenti di tenerezza, o almeno di condiscendenza. Se poi una è particolarmente gnocca come Marilyn e legge anche i libri tenendoli rovesciati, il connubio diventa esplosivo, e tutti gli uomini abbassano le difese, ma solo se di taglia di reggiseno si porta dalla quarta in poi. Continua a leggere…

Perfetta letizia

Avvenne un tempo che, san Francesco d’Assisi e frate Leone andando da Perugia a Santa Maria degli Angeli, il santo frate spiegasse al suo compagno di viaggio cosa fosse la “perfetta letizia”. Era una giornata d’inverno e faceva molto freddo e c’era pure un forte vento tanto che procedevano camminando l’uno innanzi all’altro.. Continua a leggere…

Il Mistero della Croce

imagesCAW1X1A5

di padre Livio Fanzaga

All’inizio della Settimana Santa ciò che si presenta davanti a noi in un’ottica cristiana è il mistero della Pasqua, che è il mistero della nostra redenzione e della nostra salvezza. Questo è l’annuncio fondamentale del cristianesimo: siamo stati salvati. Salvati dalla condizione esistenziale di persone che nascono nel peccato, sotto l’impero delle tenebre e quindi nascono lontani da Dio e con la condanna a morte. Perché non c’è dubbio che se la morte da un certo punto di vista è un fatto naturale, dal punto di vista teologico, dal punto di vista della fede è lo stipendio del peccato, come dice san Paolo. Per invidia del diavolo è entrata la morte nel mondo, dice il libro della Sapienza. Continua a leggere