La genesi dell’Europa cristiana spiegata dallo storico che sfatò il mito dei “secoli bui”

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(da: Tempi.it)
 
“La genesi dell’Europa”, l’introduzione del grande Christopher Dawson alla storia dell’unità europea dal IV all’XI secolo appena pubblicata da Lindau
 
Come è nata l’Europa? Lo spiega magistralmente il più grande storico britannico dello scorso secolo, Christopher Dawson (1889-1970) in La genesi dell’Europa. Un’introduzione alla storia dell’unità europea dal IV all’XI secolo, saggio pubblicato ora in Italia da Lindau, con una prefazione di Alexander Murray dell’University College di Oxford. L’autore illustra come la storia non può essere spiegata come un sistema chiuso, in cui ogni stadio è il logico e inevitabile risultato di quello che è avvenuto prima. Nella storia è sempre presente un elemento misterioso e inspiegabile, dovuto non soltanto al caso o all’iniziativa del genio individuale, ma anche alla potenza creatrice di forze spirituali. La forza spirituale per la nascita del nostro continente è stato il cristianesimo e la Chiesa che l’ha diffuso e sostenuto. Continua a leggere

Kierkegaard e la fenomenologia del “mi piace”

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di Claudia Mancini

Nel 1846 Kierkegaard pubblica la Postilla conclusiva non scientifica alle Briciole di filosofia, con lo pseudonimo di Joannes Climacus. Con la consueta ironia, degna di un cesellatore di paradossi, egli chiama “postilla” quello che propriamente è un «saggio esistenziale», un denso testo filosofico di circa settecento pagine. Nella Prefazione, enfatizzando il tono ironico, Climacus scrive di essere pienamente soddisfatto perché il precedente saggio – Briciole di filosofia (1844) non ha avuto successo, anzi, «non ha prodotto nessuna sensazione, nessunissima» [1].

In un’epoca irrequieta, prodiga nell’elargire consenso o dissenso, sempre affaccendata a schierasi di qua e di là, per il suo saggio non c’è stata alcuna effusione di sangue né di inchiostro: «il volume è passato inavvertito, senza recensioni e senza essere nominato in nessuna parte» [2]. Continua a leggere

Magalhães, «L’arte mi ha portato a Dio»

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di Lorenzo Fazzini

da Avvenire 12.05.15
 
Da sempre è stato abituato a interpretare le parole umane. Quando, per curiosità culturale, ha iniziato a leggere quella di Dio, la sua vita è cambiata: da neoateo («appartengo a una generazione che ha per lungo tempo guardato alla fede quasi come un’idiozia intellettuale»), oggi Gabriel Magalhães, intellettuale molto noto in Portogallo (è stato Prêmio Revelação nella categoria romanzo) racconta la sua conversione nel libro Il tuo volto allo specchio. Il Vangelo trasforma la vita (Paoline, pp. 128, euro 14).
 
“Il Vangelo è la vita, la vita è il Vangelo”. Detta da un’ex ateo, questa è un’affermazione molto impegnativa. Da dove nasce?
«Se leggiamo il Vangelo ogni mattina, il resto del nostro tempo sarà pieno dell’eco di quanto abbiamo letto. Questo perché la voce di Gesù è la stessa che noi intravediamo nella vita quotidiana. E così accade che, per esempio, quando siamo molto preoccupati per questioni economiche, ci compare davanti il Vangelo dei gigli del campo. Continua a leggere

Papa a Scholas Occurrentes: ricostruire patto educativo, no a deleghe

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Non cambieremo il mondo, se non cambiamo l’educazione; per farlo occorre costruire ponti e ricostituire il patto educativo a scuola, in famiglia e nella società: è quanto ha affermato ieri pomeriggio il Papa, nell’Aula del Sinodo in Vaticano, in videoconferenza con i con ragazzi disabili collegati da varie parti del mondo, per la chiusura del IV Congresso Mondiale “Scholas Occurrentes”. La rete internazionale di scuole, nate in Argentina per volere dell’allora arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, oggi conta 400mila istituti, sparsi nei 5 continenti uniti da sport, scienza e tecnologia. Presentate anche nuove sinergie con l’università Lumsa di Roma e progetti in Mozambico. Massimiliano Menichetti:
 
In ogni ragazzo c’è un tesoro
Le mani aperte verso lo schermo che salutano, il volto che esprime gioia e gratitudine del Papa e dei ragazzi in videoconferenza. E’ l’istantanea piena di forza di questo incontro tra Francesco nell’Aula del Sinodo in Vaticano, con altre 260 persone, e i ragazzi disabili collegati da Stati Uniti, Sud America, Africa, Australia, Medio Oriente. Continua a leggere

Papa Francesco: “un dialogo pastorale senza relativismi”

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“Veniamo da una pratica pastorale secolare, in cui la Chiesa era l’unico referente della cultura. E’ vero, è la nostra eredità. Come autentica Maestra, essa ha sentito la responsabilità di delineare e di imporre, non solo le forme culturali, ma anche i valori, e più profondamente di tracciare l’immaginario personale e collettivo, vale a dire le storie, i cardini a cui le persone si appoggiano per trovare i significati ultimi e le risposte alle loro domande vitali.

Ma non siamo più in quell’epoca. E’ passata. Non siamo nella cristianità, non più. Oggi non siamo più gli unici che producono cultura, né i primi, né i più ascoltati. Abbiamo pertanto bisogno di un cambiamento di mentalità pastorale, ma non di una “pastorale relativista” – no, questo no -che per voler esser presente nella “cucina culturale” perde l’orizzonte evangelico, lasciando l’uomo affidato a sé stesso ed emancipato dalla mano di Dio. No, questo no. Questa è la strada relativista, la più comoda. Questo non si potrebbe chiamare pastorale! Chi fa così non ha vero interesse per l’uomo, ma lo lascia in balìa di due pericoli ugualmente gravi: gli nascondono Gesù e la verità sull’uomo stesso. E nascondere Gesù e la verità sull’uomo sono pericoli gravi! Strada che porta l’uomo alla solitudine della morte (cfr Evangelii gaudium, 93-97). Continua a leggere

Il cammino delle Beatitudini ci salverà

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Papa Francesco ha presieduto al Cimitero romano del Verano la Messa nella Solennità di Tutti i Santi. Nella sua omelia a braccio, partendo dalla prima Lettura tratta dal Libro dell’Apocalisse, laddove l’angelo grida a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso di devastare la Terra e il Mare, di distruggere tutto: “Non devastate la Terra né il Mare né le piante”. “A me – ha detto – è venuta in mente una frase” che “è nel cuore di tutti noi: ‘gli uomini sono capaci di farlo, meglio di voi’. Noi siamo capaci di devastare la Terra meglio degli angeli. E questo lo stiamo facendo, questo lo facciamo: devastare il Creato, devastare la vita, devastare le culture, devastare i valori, devastare la speranza. E quanto bisogno abbiamo della forza del Signore perché ci sigilli con il suo amore e con la sua forza, per fermare questa pazza” volontà di distruzione. Continua a leggere

La bellezza del cervello, il mistero della mente

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di Francesco Agnoli

A metà dell’Ottocento Samuel George Morton, celebre paleontologo sostenitore del poligenismo, cercò di dimostrare “che un ordinamento delle razze potesse essere stabilito obiettivamente in base a caratteristiche fisiche del cervello, in particolar modo della sua grandezza” (S.J. Gould).

Per farlo si dedicò a raccogliere centinaia di crani di popoli diversi, per poi riempierli di pallini di piombo: dove ci stanno più pallini, lì c’è l’uomo superiore. Quella di Morton era una dottrina quantitativa dell’intelligenza basata ovviamente su presupposti di tipo materialistico e razzista, secondo una abbinata che troviamo presente molto spesso nella scienza ufficiale, anzi, oggi possiamo dirlo, in tanta pseudo-scienza, ottocentesca. Vediamo il ragionamento di Morton: gli uomini non hanno la stessa origine, come vuole la Bibbia; derivano invece da capostipiti diversi; il loro grado di sviluppo deve essere determinato da condizioni biologiche, materiali, prescindendo quindi da tutto ciò che appartiene al regno dello spirito. Continua a leggere

Francesco ai vescovi: la prima urgenza è la famiglia

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«Tra i “luoghi” in cui la vostra presenza mi sembra maggiormente necessaria e significativa – e rispetto ai quali un eccesso di prudenza condannerebbe all’irrilevanza – c’è innanzitutto la famiglia. Oggi la comunità domestica è fortemente penalizzata da una cultura che privilegia i diritti individuali e trasmette una logica del provvisorio. Fatevi voce convinta di quella che è la prima cellula di ogni società. Testimoniatene la centralità e la bellezza. Promuovete la vita del concepito come quella dell’anziano. Sostenete i genitori nel difficile ed entusiasmante cammino educativo. E non trascurate di chinarvi con la compassione del samaritano su chi è ferito negli affetti e vede compromesso il proprio progetto di vita».

(Papa Francesco, ai vescovi italiani, 19.05.14)

Buona cucina: segno di speranza?

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di Susanna Manzin
 
Oggi è esplosa la moda della buona cucina: non c’è canale televisivo che non abbia la sua trasmissione di ricette e consigli per la tavola, gli chef sono delle star e le gare di cucina incollano davanti allo schermo milioni di spettatori.
Penso che si tratti di una buona cosa: dopo un lungo periodo di approccio trasandato al mondo del cibo, è bello vedere un ritrovato interesse per la buona tavola.
Oggi la società coriandolare (per usare la felice espressione del sociologo Giuseppe De Rita) produce i suoi effetti anche sulle abitudini alimentari: diminuisce la regolarità dei pasti, sempre più disordinati e ad orari imprevedibili. E’ sempre più raro che la famiglia si riunisca a tavola, a condividere un pasto preparato con attenzione e amore dalla madre, raccontandosi l’un l’altro quanto è successo durante la giornata. Oggi molti consumano pasti pronti, scaldati velocemente al microonde, tra un impegno e l’altro; le famiglie mangiano guardando la TV, senza rivolgersi la parola; trionfa il fast food, il mondo delle merendine e dei cibi precotti. Non parliamo poi dell’ossessione della linea e delle diete. Continua a leggere

Bagnasco: attenti al virus dell’individualismo

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L’individualismo non prevalga e renda i poveri sempre più poveri, e i senza voce invisibili”. È il richiamo del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, al convegno di Assisi “Custodire l’umanità. Verso le periferie esistenziali” organizzato dalla Conferenza episcopale umbra in collaborazione con l’Università di Perugia e il progetto culturale della Cei. “In questo senso – ha aggiunto Bagnasco – possiamo dire che l’Italia è nel guado e non può illudersi”. “La solitudine e l’angoscia”, ha spiegato, generate in Italia dal “virus dell’individualismo” sono “il nucleo di ogni follia, e di ogni violenza”.

“Ritengo che, nel nostro Paese – ha detto il presidente della Cei – non vi sia coincidenza tra la società e la cultura”. Continua a leggere

I giovani hanno sete di verità

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La buona informazione è una sorgente d’acqua pura, che può aiutare a costruire una cultura nuova.
 
Roma, 27 Settembre 2013 (Zenit.org) – di Carlo Climati
 
Da alcuni anni vediamo comparire sugli scaffali delle librerie volumi che su Gesù, Maria, i Papi e la storia della Chiesa. Spesso sono caratterizzati da un tono scandalistico e puntano a proporre una visione alternativa del Cristianesimo.

Questa moda punta, soprattutto, al pubblico giovanile, rischiando di trasformarsi in una vera e propria forma di indottrinamento. Sfruttando l’innato senso di curiosità dei ragazzi per tutto ciò che appartiene al mondo del mistero, si cerca di far passare alcuni messaggi fuorvianti, proponendoli come verità storiche nascoste. Continua a leggere

Ratzinger: “Caro Odifreddi le racconto chi era Gesù”

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Il papa emerito Benedetto XVI scrive al matematico ateo Pirgiorgio Odifreddi su “Repubblica”. La missiva, come spiega oggi Odifreddi, gli è stata consegnata il 3 settembre ed è datata 30 agosto. Consta di 11 fitte pagine di protocollo. Sul quotidiano ne sono stati pubblicati alcuni stralci. La versione integrale sarà pubblicata sul prossimo volume del matematico.
 
di Joseph Ratzinger
 
ll. mo Signor Professore Odifreddi, (…) vorrei ringraziarLa per aver cercato fin nel dettaglio di confrontarsi con il mio libro e così con la mia fede; proprio questo è in gran parte ciò che avevo inteso nel mio discorso alla Curia Romana in occasione del Natale 2009. Devo ringraziare anche per il modo leale in cui ha trattato il mio testo, cercando sinceramente di rendergli giustizia. Continua a leggere

Quali guide

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di Angelo Busetto
26-08-2013

“Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi. Guai a voi, guide cieche…»”. (Mt 23,13-16)

Ecco un manipolo di persone che pretendono di essere già salvate e pensano di poter stabilire regole e condizioni per tutti. Continua a leggere

La cultura che anestetizza l’umano

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di Giovanni Fighera
 
Qualche tempo fa, in una lezione in un’università italiana, un professore di filosofia sosteneva di fronte agli studenti che un atteggiamento serio avrebbe dovuto indurli a dubitare che lui stesso stesse parlando e che quella fosse una cattedra. Una studentessa ha allora alzato la mano per controbattere tali disquisizioni, sostenendo che la conseguenza più ragionevole di tale impostazione del problema sarebbe stata uscire dall’aula, dal momento che nessuno era certo che in quel momento si stesse tenendo una lezione di filosofia. Una tale impostazione negava anche l’evidenza stessa della realtà.

Siamo nell’epoca in cui ogni affermazione sull’esistenza della verità viene tacciata di “fondamentalismo religioso” o di “conservatorismo culturale”, di “anacronistico atteggiamento” non al passo con i tempi. Continua a leggere

Emergenza uomo. Le ragioni della speranza in tempo di crisi

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di Giovanni Fighera
 
La crisi culturale ed educativa contemporanea è proprio grave. Non se ne parla, tanto si è presi dall’altra grave crisi, quella economica, e tanto si è forse del tutto anestetizzati dalla cultura che è promossa dai massmedia e dalla scuola. Oggi, persa la fiducia nell’aldilà, l’uomo ha perso anche la fiducia nell’al di qua. Tutte le generazioni del passato, secondo Camus, si credevano nate per rifare il mondo. La nostra sa che non lo rifarà. Il suo compito è ben più grande, consiste nell’impedire che venga distrutto. Un giovane nell’epoca odierna si trova circondato dal cinismo e dal nichilismo contemporaneo che ha preso il nome di relativismo. Continua a leggere

Berlusconi e i cattolici

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Autore: Don Gabriele Mangiarotti
 
Risposta all’articolo di Aleteia

Aldo M. Valli e Roberto Beretta si interrogano su «Cattolici e politica», in particolare sul loro rapporto con Berlusconi. A me ha sempre colpito un fatto, ed è la discrepanza tra il popolo e le élites clericali (di cui Famiglia Cristiana è – ora – una punta espressiva). E se possiamo dire che c’è un popolo cattolico che ha votato Berlusconi (e che lo voterebbe ancora, come ha pure votato per la Lega) troviamo anche la gran parte dell’establishment ecclesiastico che ne è fortemente contrario. Questo forse dovrebbe porci qualche interrogativo, sia sul perché delle scelte popolari sia – soprattutto – per la posizione di certa gerarchia. Continua a leggere

Sì, la scienza ha da dire

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La differenza sessuale e i figli
 
Oggi si parla spesso di omosessualità, di omogenitorialità. Esse vengono rivendicate come scelte personali che di fatto mettono da parte la sessualità biologica. Ma la scienza e gli scienziati non hanno niente da dire? Perché non parlano?». È una domanda che mi è stata rivolta e mi ha fatto riflettere. Forse gli scienziati non ne parlano perché il carattere biologico della eterosessualità è una ovvietà. Sorprende però non poco la sua negazione per un travisamento delle cose, frutto di ideologie, di una cultura disancorata dalla natura. La differenza sessuale è alla base della riproduzione nel mondo dei viventi ed è determinata geneticamente. La differenza riguarda non solo gli organi deputati alla riproduzione, ma alcune caratteristiche biologiche, che possono essere più o meno marcate in relazione all’attività endocrina; come pure essa può riguardare tendenze e comportamenti tipici dei due sessi. Continua a leggere

Impegno civile e politico dei credenti (Angelo Scola)

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Pubblichiamo uno stralcio dal libro “Non dimentichiamoci di Dio. Libertà di fedi, di culture e politica” (Milano, Rizzoli, 2013, pagine 123, euro 15) del cardinale arcivescovo di Milano.

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Impegno civile e politico dei credenti

di Angelo Scola

Se è vero che è un dovere dello Stato garantire lo spazio per l’espressione pubblica della religione e la comunicazione fra soggetti, è altrettanto vero che la qualità dei suoi contenuti dipenderà invece dalla vitalità di quanti lo abitano. In questo senso l’impegno civile e politico dei cristiani è particolarmente urgente, come Benedetto XVI non cessa di ricordare. Continua a leggere

Come la Chiesa ha alfabetizzato l’Europa

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Si discute, in questi tempi, della scuole paritarie. Sembra che la scure dell’Imu debba calare anche su di loro, con effetti devastanti. L’argomentazione dei contrari è semplice: le scuole paritarie, che offrono un servizio pubblico, fanno risparmiare allo Stato sei miliardi di euro l’anno. E’ giusto ricordarlo, a tutti coloro che, mentendo, affermano che le scuole paritarie toglierebbero soldi all’istruzione pubblica. Giusto, dicevo, ma troppo poco. Se ormai non apparisse polemico sostenere che la neve è bianca, si dovrebbe ricordare una verità storica evidente: è la Chiesa, da cui ancora oggi originano la gran parte delle paritarie, che ha educato e alfabetizzato l’Europa. Negarle oggi il diritto di continuare a lavorare nel campo dell’educazione significa compiere un delitto, quantomeno di irriconoscenza, contro la propria storia. Vediamo, brevemente, i fatti. Continua a leggere

Non vi freni la constatazione di essere minoranza

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“Non vi freni la constatazione di essere minoranza. La storia dell’Europa dimostra che non di rado i grandi salti qualitativi della sua cultura sono stati propiziati dalla testimonianza, spesso pagata col sacrificio personale, di solitari. La forza è nella verità stessa e non nel numero”

Beato Giovanni Paolo II

Da che pulpito

di Costanza Miriano

Se non me lo avessero impedito il mio primo libro lo avrei intitolato Da che pulpito, tanto sono consapevole del fatto che non è necessario essere irreprensibili per dire come la si pensa sul mondo. Siamo tutti poveri peccatori in cammino, è chiaro.

Ma che sia il Corrierone della Sera a fare prediche sulla famiglia, be’ questo mi suona davvero strano. Mettere in discussione la famiglia tradizionale sembra ormai parte del core business anche dell’ammiraglia dei quotidiani, e allora quando sabato 6 ottobre ho letto il paginone “I grandi siamo noi (dimenticarlo costa caro)” veramente il “da che pulpito” mi è sgorgato dal cuore. Continua a leggere

Luce del Medioevo cristiano

Pubblico il testo di una vecchia conversazione che Gianpaolo Barra, direttore de “Il Timone”, ha tenuto a Radio Maria, durante una trasmissione condotta da don Tino Rolfi.
Quante volte, per squalificare un fatto, per mettere in rilievo un elemento negativo, per criticare una proposta, abbiamo ascoltato battute come queste: “siamo tornati ai tempi del medioevo”. Oppure: “questa è una mentalità medievale”? Continua a leggere…

Dove s’annida il diavolo

Nella sua lectio divina al convegno ecclesiale della Diocesi di Roma, il Papa ha inserito un riferimento alla nozione patristica di pompa diaboli. Ricordando che nella Chiesa antica la seconda delle rinunce battesimali era «Rinunciate alla pompa del diavolo?», il Papa ha spiegato che «la pompa del diavolo erano soprattutto i grandi spettacoli cruenti, in cui la crudeltà diventa divertimento, in cui uccidere uomini diventa una cosa spettacolare». Continua a leggere…

La 194 rispetta la Costituzione? La Corte evita di rispondere

“È dal 1980 che la Corte Costituzionale riesce a non dirci, con espedienti procedurali vari, se l’aborto come disciplinato nei primi tre mesi di gravidanza è conforme alla Costituzione oppure no”. Commenta così Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita (MpV), la decisione di mercoledì in merito al ricorso del giudice tutelare di Spoleto. Continua a leggere…