Card. Sgreccia: “Attenti ai nuovi totalitarismi”

Il porporato interviene sul caso del bambino inglese
 
Soltanto la speranza in Dio e la forza di volontà dei suoi genitori separano il piccolo Alfie Evans dal destino che i medici dell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool e i giudici britannici hanno scritto per lui: la morte. Nelle ore concitate in cui è stato annunciato il distacco della ventilazione che tiene in vita il bambinoIn Terris ha chiesto un parere al card. Elio Sgreccia, esperto in bioetica, presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita. In questa vicenda – commenta il porporato – “non è solo che scompare la considerazione della pietà dei genitori, i quali hanno chiesto che il bambino venisse loro lasciato. Ma c’è in mezzo molto altro”.

Cos’altro, eminenza?
“È un attacco all’istituto familiare. Ma tutto nasce dallo statalismo. Esso fa rabbrividire quando suscita il ricordo di ciò che hanno fatto nella storia i regimi totalitari. Ma quello stesso statalismo è presente ancora oggi, con una differenza rispetto al passato: viene coltivato e presentato in una veste umanizzata. Di questo statalismo che decide con il suo imperio, per meri motivi economici, di chiudere l’accesso all’alimentazione e di negare le cure palliative a un bambino malato sembra che non ce ne vergognamo”.

Dunque siamo di fronte a una ricerca del profitto tale da prevalere sull’umanità?
“Abbiamo adottato una visione basata su un principio economicistico della vita, che va a discapito degli anziani bisognosi di assistenza, dei bambini malati, nonché dei bambini che hanno il diritto di crescere tra l’affetto di una famiglia. La dignità della persona è salda in ogni fase della vita, sia quando si è sani sia quando ci si trova in punto di morte. E invece il profilo, appunto, prevale. Viene lasciata morire una persona perché l’assistenza è un costo: si lascia morire per risparmiare. La cultura dominante lascia praticare quando addirittura non incoraggia questo sistema. È una dittatura dell’economico sulla vita umana: si tratta di una perversione e va considerata tale”. Continua a leggere

«La povertà più grande è la mancanza di Cristo»

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di Massimo Introvigne
 
Il 18 agosto 2013, con un messaggio trasmesso dal cardinale Bertone, Papa Francesco ha fatto pervenire i suoi auguri ai partecipanti al XXXIV Meeting per l’Amicizia fra i Popoli di Rimini, dedicato al tema «Emergenza uomo». Il messaggio contiene una profonda riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo, cui mancano molte cose, ma manca soprattutto la verità – anche su temi scomodi, come la difesa della vita – e ribadisce che la povertà più grave è la povertà spirituale, la quale è appunto la carenza di verità e di fede, e che, nel discorso al Corpo diplomatico del 22 marzo, Francesco aveva identificato con quella «dittatura del relativismo» tante volte evocata da Benedetto XVI. «La povertà più grande – ha scritto ora il Papa – è la mancanza di Cristo». Continua a leggere

Femminicidio: la colpa è della Rivoluzione sessuale

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Secondo recenti studi americani, il fenomeno del ’68, unito alla larga diffusione della pornografia, ha accentuato il processo di regressione della donna a mero oggetto del desiderio
 
Roma, 26 Giugno 2013 (Zenit.org) di Federico Cenci
 
Se si parla di femminicidio, bisogna segnalare due notizie. La prima è che il fenomeno – seppur diffuso – registra una diminuzione, nonostante possa sembrare il contrario secondo l’attuale risonanza mediatica. La seconda, è ancora più sbalorditiva: la rivoluzione sessuale è complice del diffondersi della violenza sulle donne. Continua a leggere

La bellezza, la croce e la gloria di Gesù Cristo

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di Giovanni Fighera

Si domanda sant’Agostino riguardo a Gesù Cristo: «Perché anche nella croce aveva bellezza? Perché la follia di Dio è più sapiente degli uomini; e la debolezza di Dio è più forte degli uomini (Corinzi 1,23-25) […] Bello è Dio, Verbo presso Dio; bello nel seno della Vergine, dove non perdette la divinità e assunse l’umanità; bello il Verbo nato fanciullo […]. È bello dunque in cielo, bello in terra; bello nel seno, bello nelle braccia dei genitori: bello nei miracoli, bello nei supplizi; bello nell’invitare alla vita e bello nel riprenderla, bello nel non curarsi della morte, bello nell’abbandonare la vita e nel riprenderla; bello sulla croce, bello nel sepolcro, bello nel cielo […]. Suprema e vera bellezza è la giustizia; non lo vedrai bello, se lo considererai ingiusto; se ovunque è giusto, ovunque è bello. Venga a noi per farsi contemplare dagli occhi dello spirito». Continua a leggere

Quinto: Non uccidere

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Brava Costanza, che sa dire sempre, con disarmante semplicità e schiettezza, verità ineludibili e sacrosante come queste! Ci sarebbe tanto da riflettere…

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di Costanza Miriano

Vorrei provare a fare una piccola riflessione sul delicato tema del femminicidio (che brutto neologismo), senza alcuna pretesa di essere risolutiva; magari, ecco, provare a spostare un po’ lo sguardo, a vedere se dietro c’è qualcosa su cui ragionare. Continua a leggere