L’uomo, il possesso e la violenza contro le donne

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Analisi lucidissima di Giuliano Guzzo
 
Il susseguirsi di fatti e notizie purtroppo allarmanti sta continuando, in questi giorni, ad attirare l’attenzione sul problema della violenza di coppia e, in particolare, sull’amore malato e possessivo. L’argomento è estremamente delicato e, insieme, troppo importante per non essere affrontato con serietà. Una serietà che impone, per quanto possibile, un approfondimento ragionato, non cioè emotivamente ma antropologicamente ispirato e finalizzato a comprendere le cause di quanto sta accadendo al di là di tesi false, per quanto diffuse. E dato che vi sono essenzialmente due modi per arrivare alla verità delle cose – direttamente oppure per gradi, iniziando con lo smascherare le menzogne –, direi che è utile, per meglio comprendere le dinamiche della violenza di coppia, partire proprio dalle false tesi che circolano al riguardo.

La prima è che quella secondo cui la violenza contro le donne, in particolare nel nostro Paese, sarebbe in buona sostanza frutto di una cultura patriarcale e ancora troppo poco egualitaria. Più precisamente, sarebbero gli uomini italiani ad essere sempre più violenti perché spiazzati dal cambiamento culturale in corso e impreparati – per non dire spaventati – dal nuovo ruolo della donna, non più angelo del focolare ma finalmente libera di scegliere e protagonista di un riscatto sociale. Continua a leggere

Consultori pro life e preghiere: così calano gli aborti

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di Andrea Zambrano 
 
I volontari dell’associazione Giovanni XXIII ne sono convinti: la preghiera funziona. A dirlo questa volta sono i numeri che certificano come l’attività antiaborto praticata davanti agli ospedali inizi a dare i frutti sperati e a invertire la tendenza. Nei giorni scorsi la realtà fondata da don Oreste Benzi ha presentato i dati del Sostegno alle maternità difficili nel 2014 fornendo un quadro su base nazionale e su base regionale, in Emilia Romagna, regione dove è nata e dove si sono sviluppati per primi i rosari sotto le finestre dei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici dove si praticano gli aborti.

I dati statistici dicono che in due casi su tre vince la vita. Merito delle preghiere certo, che spessoa Modena, Bologna e Rimini sono state osteggiate dalla politica e da associazioni di stampo laicista. Ma merito anche dell’attività di consultorio pro life che quando è lasciata libera di agire, dà i suoi frutti. Continua a leggere

Dove vivono i politici che hanno votato il “divorzio breve”?

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di Giuliano Guzzo
 
Dove vivono i quasi quattrocento parlamentari che, alla Camera, l’altro giorno hanno votato definitivamente il “divorzio breve”? Non in Italia, non è possibile. Se vivessero qui saprebbero bene che invecchiamento e denatalità ci stanno ormai affossando, che da un lato siamo gente sempre meno giovane e, dall’altro, la popolazione italiana, di questo passo, «potrebbe ridursi nel 2099 a livelli compresi tra i 30 e i 40 milioni» (“Popolazione e Storia”, 2002;(2):105-122); soprattutto saprebbero, gli incoscienti onorevoli, che fra la diffusione del divorzio e calo dei matrimoni – come il demografo Roberto Volpi, vox clamantis in deserto, da anni segnala –, e fra calo dei matrimoni e culle vuote, il legame è chiaro: dunque saprebbero che, dopo aborto e divorzio old style, il “divorzio breve” sarà solo un altro passo verso il declino. Continua a leggere

Ecco dove ci porterà il “divorzio breve”

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di Giuliano Guzzo

(da La Croce, 21.03.15)
 
Dopo l’approvazione del ddl sul “divorzio breve” al Senato, in attesa che il testo passi in terza lettura alla Camera, è più che mai il caso di interrogarsi sulle possibili conseguenze che un simile provvedimento, una volta pienamente in vigore, potrà determinare, soprattutto alla luce dell’ipotesi – da molti considerata plausibile – secondo cui, per le coppie italiane desiderose di continuare ad amarsi, non cambierà nulla, essendo la novità riservata a coloro che già intendono lasciarsi e si ritrovano purtroppo impigliati in un iter lungo ed economicamente costoso. Le cose stanno veramente così? Davvero facilitare gli addii non comporta alcun tipo di effetto?

Un rapido sguardo alla situazione internazionale potrebbe aiutare a capire. Iniziamo con il considerare il caso della Spagna. Da quelle parti, grazie al governo progressista guidato da Josè Luis Zapatero, dal 2005 il divorzio express è realtà essendo la fase della separazione meramente eventuale. Continua a leggere

Il matrimonio protegge dagli abusi

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di Stefano Grossi Gondi

Il problema della violenza sulle donne è presente soprattutto in Nord Europa. L’Italia è nella parte bassa della classifica, e per una volta questo è un bene.I dati, ripresi dal sito Uccrprovengono da un’indagine dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali, svolta su 42mila donne di età compresa tra 18 e 74 anni. Colpisce il fatto che il tasso di violenza è al suo massimo in paesi come Danimarca (52% di donne che hanno subito abusi), Finlandia (47%), Svezia (46%), Olanda (45%), paesi cioè nei quali l’istituto della famiglia è in crisi da parecchio tempo. Paesi dove la famiglia ancora è relativamente solida hanno percentuali molto più basse: l’Italia ha il 27%. Continua a leggere

Violenza contro le donne: la famiglia non c’entra

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di Giuliano Guzzo

Se si ritiene che la serietà, almeno quando si affrontano alcuni temi, sia un dovere, allora è bene agire di conseguenza evitando di tenere in vita stereotipi duri a morire ancorché totalmente infondati. Secondo uno di questi la famiglia sarebbe l’ambiente più pericoloso per le donne e le mogli sarebbero dunque le donne col maggior pericolo di subire violenza. Tale credenza è rilanciata con insistenza da alcune fonti, come per esempio l’Osservatorio del Telefono Rosa [1]. Ebbene, si tratta di affermazioni totalmente prive di fondamento giacché esiste una consolidata letteratura scientifica che certifica come le donne conviventi corrano lo stesso rischio, se non addirittura un rischio maggiore, di subire violenze rispetto alle donne sposate [2], le quali però evidenziano, rispetto alle altre, tutta una serie di vantaggi per esempio nelle condizioni della gravidanza, esperienza che vivono con maggiore serenità nel matrimonio [3]. Continua a leggere