Udienza generale. Papa Francesco: “Dio è più grande del nostro peccato”

Papa Francesco

Nella catechesi dell’Udienza Generale di oggi, Papa Francesco ha concluso le riflessioni sulla presenza della Misericordia nell’Antico Testamento, con il Salmo 51, detto Miserere. Chi prega con questo salmo – ha detto il Papa – è invitato ad avere gli stessi sentimenti di pentimento e di fiducia in Dio che ha avuto Davide. Dio è più grande di ogni nostro peccato – ha ripetuto più volte Papa Francesco – e il perdono di Dio cancella il nostro peccato alla radice, lo distrugge, e ci rialza. Quando cadiamo nel peccato, alziamo la nostra mano verso il Signore, Lui la prenderà e ci aiuterà a rialzarci.

Di seguito il testo completo della catechesi del Papa: Continua a leggere

Il Papa: credenti trasformati in pagani dalla vanità e pagani che giungono alla fede dall’umiltà

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Un credente può perdere la fede a causa delle sue passioni e vanità, mentre un pagano può diventare credente attraverso la sua umiltà: questo, in sintesi, quanto ha detto il Papa stamani durante la Messa presieduta a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:
Le letture del giorno fanno riflettere su un duplice cammino: “dall’idolatria al Dio vivente” e, al contrario, “dal Dio vivente verso l’idolatria”. La meditazione del Papa parte dal Vangelo, in cui una “donna coraggiosa”, una cananea, cioè una pagana, chiede a Gesù di liberare la figlia dal demonio. E’ una madre “disperata” – commenta Papa Francesco – “e una madre, davanti alla salute di un figlio, fa di tutto”. “Gesù le spiega che lui è venuto prima per le pecore della casa d’Israele, ma glielo spiega con un linguaggio duro: ‘Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini’. Questa donna, che certamente non era andata all’università, sapeva come rispondere”. Continua a leggere

Papa Francesco: se perdiamo il senso di Dio, il peggiore dei peccati ci appare una piccolezza

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Quando viene meno la presenza di Dio tra gli uomini, “si perde il senso del peccato” e così può accadere di far pagare ad altri il prezzo della nostra “mediocrità cristiana”. Lo ha affermato oggi Papa Francesco all’omelia della Messa mattutina in Casa Santa Marta. Chiediamo a Dio, ha esortato il Papa, la grazia che in noi non diminuisca mai la presenza “del suo Regno”. Un peccato grave, come ad esempio l’adulterio, derubricato a “problema da risolvere”. La scelta che compie il re Davide, narrata nella prima Lettura di oggi, diventa lo specchio davanti al quale Papa Francesco pone la coscienza di ogni cristiano. Davide si invaghisce di Betsabea, moglie di Uria, un suo generale, gliela prende e spedisce il marito in prima linea in battaglia, causandone la morte e di fatto perpetrando un assassinio. Eppure, adulterio e omicidio non lo scuotono più di tanto. Continua a leggere