Che cos’è il debito pubblico

roccia

di Rodolfo Casadei

(La Roccia – Marzo-Aprile 2015)

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In suo nome lo Stato italiano continua ad aumentare le tasse, che colpiscono soprattutto le famiglie. Come si è costituito questo enorme “buco nero” che sembra impedire la ripresa italiana?
 
È diventato un’entità così enorme e difficile da controllare che le sue misure cambiano continuamente e che gli enti incaricati forniscono stime diverse.

A metà di dicembre [2014] la Banca d’Italia ha comunicato che il debito pubblico italiano alla fine di ottobre aveva toccato la cifra di 2.157 miliardi di euro. È una cifra superiore alla ricchezza prodotta in un anno dal lavoro di tutti gli italiani, il famoso Prodotto interno lordo (Pii). Corri-sponde infatti al 133-135% del Pil italiano nel 2014. Continua a leggere

Stampare moneta non fa ripartire la crescita

stampa della moneta

 di Gianfranco Fabi
 
Dal 9 marzo la Banca centrale europea con la collaborazione delle banche nazionali ha iniziato il tanto decantato programma di “quantitative easing” sulla scia di quanto attuato negli ultimi anni dalla Fed, la banca centrale americana.

Innanzitutto è bene sottolineare che “quantitative easing” (QE) significa letteralmente “alleggerimento quantitativo”, una definizione abbastanza oscura che nasce dal linguaggio degli economisti americani, tanto ricchi di fantasia sul piano lessicale e delle forbite analisi, quanto poveri di idee capaci di andare oltre e le argomentazioni matematiche.  

In pratica con questa iniziativa le banche centrali acquistano, pagandoli al prezzo di mercato, strumenti finanziari (titoli di Stato e obbligazioni societarie) in modo da aumentare la liquidità in circolazione nella speranza che questa liquidità possa passare dagli istituti di credito alle famiglie e alle imprese. La Bce stampa quindi carta moneta e la mette a disposizione del sistema economico. Continua a leggere