Inno all’amore – Debora Vezzani

La nuova canzone di Debora Vezzani. Si intitola “Inno all’amore” ed è ispirata al brano di San Paolo (1Cor 13,1) conosciuto come “Inno alla carità”, nel quale viene esaltata la virtù della carità come dono di sé.
Il testo mette in musica, a mio avviso, le più belle e vere parole mai scritte sull’Amore, che ci ricordano il motivo per cui Dio ci ha creati e la missione che ci ha affidato.
Particolare significativo: la canzone è uscita proprio ieri, giorno dell’Immacolata e di inizio del Giubileo della Misericordia.
 


 
INNO ALL’AMORE

Se parlassi le lingue degli uomini
Se parlassi le lingue degli angeli
Ma, ma non avessi amore Continua a leggere

Il senso della vita

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di Debora Vezzani
 
Oggi un ragazzino di seconda media ha dato un senso alla mia vita.
Vi racconto.
Ieri ero in compresenza in classe e il prof, parlando di “grandi conquiste”, ha nominato l’aborto. (E già qui…)
Una ragazzina alza la mano e chiede: “prof cos’e l’aborto”? E un’altra: “a cosa serve”? E un’altra ancora: “fa male”?
Il prof, con una serenità imbarazzante, ha risposto: “l’aborto è l’interruzione di una gravidanza, si fa perché magari una donna non se la sente di tenere il bambino o perché il bambino ha dei problemi, si fa all’inizio quando ancora non è un bambino ma solo un feto. Non fa male, è peggio una gastroscopia, entri al mattino e al pomeriggio sei già a casa”. Continua a leggere

La vita ci stupirà col suo disegno: un progetto che diventerà capolavoro. Perchè l’amore vincerà.

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di Anna Fusina

(da vitanascente.blogspot.it)
 
Intervista a Debora Vezzani, cantautrice di musica cristiana ed autrice della canzone “L’amore vincerà”
 
Debora, raccontaci un po’ di te…

Debora Vezzani: Sono nata il 25 marzo 1984, festa dell’Annunciazione, del sì di Maria; sono stata abbandonata da mia madre naturale che avendo grandi difficoltà (era orfana anche lei, ma non aveva avuto la fortuna di trovare una famiglia, ed era quindi cresciuta in istituti) non poteva tenermi, ma ha comunque detto il suo “sì” scegliendo di darmi la vita nonostante i medici le consigliassero di abortire. Sono stata adottata durante l’adolescenza e poi i miei genitori adottivi si sono separati. A quel punto mi sono ritrovata a dover scegliere con chi andare a vivere e, avendo all’epoca un ragazzo più grande di me che viveva da solo, ho deciso di andare a convivere con lui. Per la voglia di formare la famiglia che non avevo mai avuto, ho insistito per sposarmi; lui, non credente, mi ha assecondata, sposandomi per farmi un favore. Il matrimonio, con queste basi, si è inevitabilmente rivelato un disastro e ci siamo separati. Continua a leggere