La comunione dei santi va oltre la morte ed è eterna

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Proseguendo nelle sue catechesi per l’Anno della fede – e preparando anche la festa di Tutti i Santi e la commemorazione dei fedeli defunti – Papa Francesco ha dedicato l’udienza generale del 30 ottobre 2013 alla nozione di «comunione dei santi». Il Papa è partito, come fa spesso, dal «Catechismo della Chiesa Cattolica», dove leggiamo che questa espressione ha due significati: indica la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante. Francesco ha voluto incentrare la sua catechesi sul secondo significato, «una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo». I santi, in questa espressione, non sono solo quelli canonizzati o coloro che praticano le virtù in un grado eroico. Sono tutti «coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo. Per questo i primi cristiani erano chiamati anche “i santi”». Continua a leggere

I Santi: uomini che non portano maschere

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(dal sito La nuova Bussola Quotidiana)

In vista della festa di Tutti i Santi e della commemorazione dei defunti, riportiamo il testo integrale della lettera scritta ai propri fedeli dai sacerdoti del Decanato di Valceresio, Arcidiocesi di Milano. La lettera, non solo spiega il senso delle festività di inizio novembre, ma mette in guardia dalla festa pagana di Halloween, il cui reale significato è la celebrazione del dio della morte. E durante la quale le sette sataniche ne approfittano per reclutare adepti.
 
Carissimi amici,

come ogni anno la Chiesa si appresta a vivere la festa di Tutti i Santi e il giorno in cui si commemorano i nostri cari defunti che già godono della visione di Dio. L’occasione di questa grande festa ci richiama al destino che ci attende: la vita in Cristo. Gesù, infatti, con la sua morte e risurrezione, ha impedito che la parola “fine” tirasse il sipario sulla nostra vita. Continua a leggere

La speranza è cristiana

“Piangano coloro che non possono avere la speranza della risurrezione; essa non è tolta loro dalla volontà di Dio, ma dalla durezza di quello in cui credono. E’ necessario che ci sia una differenza fra i servi di Cristo e i pagani. Ed è questa: loro piangono i loro cari, che pensano morti per sempre; non c’è tregua alle loro lacrime, né riposo alla loro tristezza…mentre per noi la morte non è la fine del nostro essere, ma la fine della nostra vita. Dal momento che il nostro essere viene rinnovato in una condizione migliore, la venuta della morte spazzi via ogni pianto… Continua a leggere