Stiamo scomparendo

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di UMBERTO MINOPOLI
dal sito lottimistablog.wordpress.com
 
Pensiamoci. In Italia si inseguono la “condizione di coppia”, la genitorialita’, il matrimonio omosessuale come diritto di minoranze. Ma la coppia, la riproduzione, la genitorialita’, il matrimonio stanno scomparendo dagli orizzonti della maggioranza della popolazione. E’ un autentico paradosso. Siamo pronti a riconoscere come “diritti” delle minoranze quelli che, nella condotta della maggioranza, sono considerati, sempre piu’, dei dis-valori. Eleggiamo a diritto di pochi quello che stiamo stracciando come dovere dei molti. Si, perche’ riprodursi, assicurare la continuita’ genetica di un gruppo di popolazione- della nostra popolazione- significa migliorarne la condizione. E questo sarebbe il “dovere” di una comunita’. Un malinteso radicalismo pensa che il fine della nostra esistenza sia far star bene noi che abbiamo la fortuna di essere nati e di esistere. Sciocchezza. Progresso significa “far nascere” e continuare la specie, migliorandola. Continua a leggere

Stampare moneta non fa ripartire la crescita

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 di Gianfranco Fabi
 
Dal 9 marzo la Banca centrale europea con la collaborazione delle banche nazionali ha iniziato il tanto decantato programma di “quantitative easing” sulla scia di quanto attuato negli ultimi anni dalla Fed, la banca centrale americana.

Innanzitutto è bene sottolineare che “quantitative easing” (QE) significa letteralmente “alleggerimento quantitativo”, una definizione abbastanza oscura che nasce dal linguaggio degli economisti americani, tanto ricchi di fantasia sul piano lessicale e delle forbite analisi, quanto poveri di idee capaci di andare oltre e le argomentazioni matematiche.  

In pratica con questa iniziativa le banche centrali acquistano, pagandoli al prezzo di mercato, strumenti finanziari (titoli di Stato e obbligazioni societarie) in modo da aumentare la liquidità in circolazione nella speranza che questa liquidità possa passare dagli istituti di credito alle famiglie e alle imprese. La Bce stampa quindi carta moneta e la mette a disposizione del sistema economico. Continua a leggere

Uscire dalla crisi? Fare figli.

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Molto attuale (e “sul pezzo” , visto che in questi giorni se ne parla tanto) questa intervista del maggio 2013 di Costanza Miriano all’economista Ettore Gotti Tedeschi, sul tema della denatalità in relazione alla crisi economica.

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Costanza Miriano intervista Ettore Gotti Tedeschi
 
A Bruxelles si discute, nel Forum sulla demografia, di “Investire sul futuro demografico in Europa”. Si parla di lotta alla denatalità, e non in un oratorio parrocchiale, ma in una sede internazionale tra le più laiche e prestigiose. Finalmente le sue teorie, quelle che lei da anni va ribadendo in ogni sede possibile, stanno diventando di moda? Che succede?

Credo che a Bruxelles si difenda keynesinianamente le nascite per difendere la necessità di domanda ,non tanto la vita.  Quando Papa Paolo VI  nel 1968 scrisse l’Enciclica Humanae Vitae , ad avversarlo non furono solo gli ambienti laici ,ma anche alcuni  teologi cattolici. Se ricordo bene  si rischiò una specie di “scisma” in casa cattolica sul tema della dignità della vita umana , sul tema natalità e così via. Continua a leggere

Se l’Occidente spreca ed esaurisce la sua più grande risorsa: l’uomo

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Usa e Giappone, ovvero là dove estremo Oriente ed estremo Occidente si toccano. Come gli estremi di un arco al centro del quale c’è l’Europa.

Qui sotto un video prodotto dall’associazione Oregon Right to Life che mostra con grande efficacia cosa vogliono dire 57 milioni di aborti, quelli che registrati negli Usa dal 1973, data in cui l’aborto è stato appunto legalizzato. Al numero di vite soppresse anno dopo anno corrisponde la scomparsa di uno Stato dell’Unione. Alla fine, è constatabile come in 40 anni è come se gli Usa avessero perso l’intera fascia centrale del Paese, il suo “cuore”. Continua a leggere

Messaggio per la 37a Giornata per la vita (1° febbraio 2015)

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Stiamo vivendo un preoccupante declino demografico e una domanda incalza: “Che mondo lasceremo ai figli, ma anche a quali figli lasceremo il mondo?”. Parte da questa preoccupazione il Messaggio del Consiglio Permanente per la 37ª Giornata Nazionale per la vita (1° febbraio 2015).

Di seguito il Testo integrale del Messaggio:
 
«I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli; i bambini perché porteranno avanti la storia, gli anziani perché trasmettono l’esperienza e la saggezza della loro vita». Queste parole ricordate da Papa Francesco sollecitano un rinnovato riconoscimento della persona umana e una cura più adeguata della vita, dal concepimento al suo naturale termine. È l’invito a farci servitori di ciò che “è seminato nella debolezza” (1 Cor 15,43), dei piccoli e degli anziani, e di ogni uomo e ogni donna, per i quali va riconosciuto e tutelato il diritto primordiale alla vita. Continua a leggere

Le vere cause della denatalità

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di Giuliano Guzzo
 
Il progressivo rallentamento delle nascite in Italia, quantificato dal Censis in qualcosa come 62.000 nati in meno all’anno dall’inizio della crisi, inizia ad allarmare ed il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, assicura di voler «studiare il declino della fertilità e le sue cause». Pur consapevoli della complessità del problema – e certi che il Ministro potrà avvalersi della consulenza di esperti ben più autorevoli – ci permettiamo, nella speranza di offrire un contributo utile e ricorrendo ad una sintesi estrema, di svolgere alcune considerazioni di carattere generale rispetto ad un argomento decisivo per il futuro anche se sovente affrontato con una superficialità che impedisce di spingersi oltre ad una mera lettura dei dati delle statistiche. Continua a leggere

La crisi? E’ cominciata con il divorzio

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di Riccardo Cascioli

Che il 40esimo anniversario del referendum sul divorzio – svoltosi il 12 maggio del 1974 con la vittoria dei no all’abrogazione della legge che quattro anni prima l’aveva introdotto in Italia – fosse l’occasione per le solite celebrazioni sulla conquista dei diritti civili era scontato. Altrettanto scontato sentir celebrare l’ingresso nella modernità a cui partecipò anche la parte più “illuminata” del cattolicesimo italiano, ovviamente quella che si schierò per il “no all’abrogazione”. Il tutto a testimonianza della maturità raggiunta dal popolo italiano, maturità che – tra parentesi – deve essere stata persa un po’ più avanti vista la situazione in cui ci troviamo oggi.

C’è però una notazione originale che fa Pierluigi Battista sul Corriere della Sera che merita una riflessione. Sostiene infatti Battista che in quell’occasione la passione civile ebbe la meglio sulla logica dei partiti. E questo si tradusse nel fatto che furono due parlamentari, uno della maggioranza e uno dell’opposizione – il liberale Baslini e il socialista Fortuna – a prendere l’iniziativa e ad “autonomizzare” il Parlamento che riuscì ad approvare una legge che il governo (a guida democristiana) non avrebbe mai accettato. Continua a leggere