Ho orrore del più piccolo peccato

Suor Faustina e Gesù

Dal blog di un amico, che ringrazio per questo illuminante post.
 
In questi tempi in cui la Misericordia di Gesù ha davvero tanto da fare, è opportuno spendere almeno un minuto per ricordarci che Essa, l’attributo più alto di Dio, non è un gioiello da acquistare per sempre e indossare all’occorrenza. Gesù è Misericordioso, ma il Suo perdono di qualunque peccato, anche quello più nero, avviene attraverso la Sua Grazia a condizione che vi sia il pentimento delle persone. Altrimenti, è bene saperlo, il destino è quello di percorrere ad alta velocità l’autostrada per l’inferno.
Niente illusioni, dunque. Non dobbiamo pensare di accogliere le parole che si sentono sulla Misericordia nel senso che a noi vien comodo… Ci dobbiamo veramente impegnare nel cambiamento di vita, dobbiamo desiderare di amare Gesù e da questo amore deriverà l’amore per il nostro prossimo. Continua a leggere

Quel pezzetto d’eternità nel lager

Hetty Hillesum

di Cara Ronza
 
Il 27 gennaio, Giorno della memoria, ricorderemo una delle più grandi tragedie del Novecento: la Shoah, sterminio sistematico del popolo ebraico, con la vergogna delle leggi razziali, l’orrore della persecuzione e della deportazione, il disprezzo dell’uomo a cui ha saputo arrivare la follia nazista.

Di fronte a questa tragedia abnorme, alla violenza inaudita, al dolore incancellabile di chi è sopravvissuto, si accendono sentimenti, emozioni, pensieri. Ci assale l’indignazione, magari un confuso senso di colpa oppure ancora l’angoscia che il male possa produrre altre mostruosità del genere. Ci inchioda la paura di cose da cui non saremmo in grado di difenderci, di fatti che potrebbero stravolgere la nostra esistenza. Continua a leggere

Un unico centro

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Signore, fammi vivere di un unico, grande sentimento.
Fa che io compia amorevolmente
le mille piccole azioni di ogni giorno,
e insieme riconduci tutte queste piccole azioni
ad un unico centro,
… a un profondo sentimento di disponibilità e di amore.
Allora quel che farò, o il luogo in cui mi troverò
non avrà più molta importanza.

(Etty Hillesum, Diario 1941-1943)

[Fonte: Lo straniero – Facebook]
*(Dipinto di Giovanni Segantini, Ritorno dal bosco, 1890)

Etty Hillesum, la Shoah e la Croce

 È in libreria per Adelphi l’edizione integrale del Diario (1941-1943) di Etty Hillesum. Chi è questa scrittrice e intellettuale ebrea morta a 29 anni ad Auschwitz e sconosciuta ai più, ma che meriterebbe di essere riscoperta? Tempi ne parlò già anni fa, in occasione della pubblicazione (allora parziale) dei suoi scritti. Vi riproponiamo quegli articoli con alcuni brani tratti dal Diario e dalle Lettere

«Otto quaderni fittamente ricoperti da una scrittura minuta e quasi indecifrabile – e da allora non ho mai distolto la mente da ciò che vi ho trovato: la vita di Etty Hillesum. Questi quaderni narrano la storia di una donna di Amsterdam di ventisette anni. Abbracciano tutto il 1941 e il 1942. Erano gli anni in cui in tutta l’Europa si rappresentava il dramma dello sterminio. Etty Hillesum era ebrea, e scrisse un contro-dramma».  Continua a leggere