27 Gennaio – Appunti per non essere banali

Una delle domande capitali da cui si dipana la filosofia politica di Eric Voegelin è: perché in Europa è accaduto il nazionalsocialismo? E soprattutto perché l’Europa non è stata capace di riconoscerlo come un male, neutralizzarlo, prima della sua ascesa e della sua imponente azione politica?

Allora la risposta deve seguire un percorso storico, ossia rintracciare la causa della malattia che ha generato le ideologie moderne e quindi il nazionalsocialismo. Voegelin segue un movimento del pensiero che sempre più convintamente segna la chiusura alla trascendenza, ovvero alla visione dell’uomo come Theo-morfes, imago Dei, ovvero sia immagine di Dio.

Con la chiusura alla trascendenza, i principi di riferimento mutano e quindi si vanno a ricercare nella razza, nella classe, nello stato, nell’ideologia. Ad essi si dedica un culto pseudo religioso, tant’è che le ideologie moderne possono essere presentate come delle “religioni politiche”, quindi immanenti, che vogliono realizzare il mondo perfetto a partire dall’inveramento rigido di una idea, magari annunciata da qualche “profeta” e realizzata da un capo carismatico (führer). Chi non accetta questo sequestro ideologico della realtà deve essere eliminato. Ed ecco che il lager, come il gulag sovietico, diventa il mondo parallelo di questa razionale purificazione, laddove i nemici del popolo – concetto che viene fuori negli anni della rivoluzione francese – non potranno più nuocere al progetto del paradiso artificiale.

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