L’Onu elabora ‘diritto all’aborto’ ma stride con la Convenzione sui diritti del fanciullo

In questo tempo in cui la Commissione dei diritti dell’uomo dell’ONU che ha sede a Ginevra sta elaborando una interpretazione dell’art. 6 del Patto sui diritti civili e politici approvato il 16 dicembre 1966 nel quale si proclama il diritto alla vita come inerente alla persona umana, è giusto ricordare la Convenzione sui diritti del fanciullo della quale si celebrerà l’anniversario il 20 novembre prossimo, perché fu approvata dall’assemblea generale dell’ONU in questo giorno e nello stesso mese nel 1989.

Nella bozza della interpretazione su cui sta lavorando la Commissione di Ginevra si sostiene l’esistenza di un diritto universale di aborto come conseguenza del diritto alla vita delle donne. Conseguentemente sono totalmente ignorati i diritti dei figli prima della nascita. Essi sono espulsi dalla categoria di esseri umani. Perciò è importante una attenta rilettura della Convenzione sui diritti del fanciullo il cui art. 1 definisce come “fanciullo” “ogni essere umano di età inferiore ai 18 anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile”. Questa convenzione chiama “fanciullo” anche il nascituro, come risulta dai lavori preparatori e come è espressamente dichiarato nel punto 9 del preambolo, dove, richiamando la precedente Dichiarazione universale sui diritti del fanciullo del 1959, è scritto: “il fanciullo, a causa della sua mancanza di maturità fisica e intellettuale, ha bisogno di una protezione e di cure particolari, ivi compresa una protezione legale appropriata, sia prima che dopo la nascita”. In tal modo la Convenzione qualifica come “fanciullo” anche il bambino non ancora nato e dunque anche a lui si riferisce l’art. 6 dove si riconosce “che ogni fanciullo ha un diritto inerente alla vita” e si assicura “in tutta la misura del possibile la sopravvivenza e lo sviluppo del fanciullo”. La cesura tra il “non bambino” ed il “bambino” non è la nascita. Continua a leggere

Perché nel mondo libero i giovani non credono più alla grande bugia del “diritto di aborto”

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(da Tempi.it)

L’Osservatore Romano indaga in un editoriale le ragioni dell’inatteso rinnovato vigore dei movimenti per la vita negli Stati Uniti, Spagna e Francia

Riproponiamo l’editoriale di Lucetta Scaraffia pubblicato in prima pagina dall’Osservatore Romano.

Qualcosa sta cambiando nel mondo sul fronte dell’aborto: in Spagna il Governo ha deciso di consentirlo solo in caso di violenza o di gravi malformazioni, mentre negli Stati Uniti più di venti Stati restringono le possibilità di metter fine a una gravidanza e alla Camera è stata votata una norma che vieta l’aborto dopo le venti settimane. E pochi giorni fa la marcia per la vita che si è tenuta nella capitale ha visto sfilare, nonostante il freddo polare, tanti giovani. Continua a leggere