Il Papa: no a tendenze eugenetiche che sopprimono i nascituri “imperfetti”

Francesco riceve i partecipanti al convegno “Catechesi e persone con disabilità” del Dicastero per la nuova Evangelizzazione: «La Chiesa non sia afona nella difesa dei disabili»
 
A fronte di una mentalità del rifiuto, di una visione spesso narcisistica e utilitaristica che porta alla marginalizzazione, di una tendenza eugenetica che induce a sopprimere i nascituri con imperfezioni, spetta alla Chiesa far sentire la sua voce per difendere e promuovere le persone con disabilità. Una voce che, quindi, non può essere «afona» o «stonata».

Francesco tocca un nervo scoperto della società moderna nel suo discorso ai partecipanti al Convegno “Catechesi e persone con disabilità: un’attenzione necessaria nella vita quotidiana della Chiesa”, promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ricevuti oggi in Vaticano. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del 25.mo anniversario di promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, e si conclude domani presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma.

Nella sua riflessione il Pontefice guarda al «grande sviluppo che nel corso degli ultimi decenni si è avuto nei confronti della disabilità»: «La crescita nella consapevolezza della dignità di ogni persona, soprattutto di quelle più deboli, ha portato ad assumere posizioni coraggiose per l’inclusione di quanti vivono con diverse forme di handicap, perché nessuno si senta straniero in casa propria». Continua a leggere

Giusy Versace: «Ho perso le gambe ma Dio mi ha regalato talmente tante cose che oggi farei peccato a lamentarmi»

di Silvia Lucchetti
 
Un inno alla vita attraverso la testimonianza di fede della campionessa paralimpica
 
Ho trascorso il sabato pomeriggio sul divano a riposarmi, mi sono presa l’influenza in pieno aprile – la più antipatica – , il proverbio dice: “Aprile dolce dormire”, ma lo tradurrei nel mio #mood del momento: “Aprile dolce tossire!”.

Comunque mentre facevo zapping per trovare qualcosa di carino da vedere in TV, e mi lagnavo con mio marito con frasi tipo “perché non mi fai compagnia qui sul divano invece di sistemare il giardino?”, ho trovato su Rai1 Giusy Versace. Lei ha quegli occhi che ti colpiscono, scuri e accesissimi, due lucciole, e sempre umidi, come se avessero dentro il riflesso dell’acqua. Mi è venuta subito voglia di ascoltarla. Intanto i fazzolettini li avevo già a portata di mano per il raffreddore…

Era ospite della trasmissione “A Sua immagine”, condotta da Lorena Bianchetti, e nel momento in cui mi sono sintonizzata ha detto: Continua a leggere

Un dono (bistrattato) per i disabili e per i loro cari

Maria Elena sorriso

Il P.E.I. – Piano Educativo Individualizzato – è uno dei doni della sapienza legislativa di questo paese. Ratificato dalla Legge 104 e da sentenze successive è, purtroppo, vittima del male tutto italiano: ottime leggi, pessima attuazione, grande burocrazia e servizi al minimo. Prima che al “dopo di noi” dei genitori di persone portatrici di handicap occorre pensare al “durante noi”, sconfiggendo l’handicap peggiore – quello della sclerocardia
 
di Paul Freeman
 
L’Italia è un paese straordinario. Ha peso e radici; storia. Ma anche tanta “zizzania” di “mala-amministrazione”.Una Carta Costituzionale straordinaria che, certo può essere criticata e migliorata, ma che proprio nei suoi aspetti “antropologici” e poi “sociali”, è veramente feconda e, tutto sommato, poco compresa, poco “internalizzata”, malamente attualizzata.

La mancata attuazione di questi aspetti fondativi sia di carattere antropologico, che di carattere sociale e di carattere educativo, sono l’evidente “zizzania” che, probabilmente a partire dal Benessere della seconda era del Boom economico ha portato ad una china continua in cui la realtà si è via via scollegata dalla vita politica. Di fatto i governi che si sono succeduti a partire da almeno 40 anni hanno penalizzato i cardini sociali effettivi della Famiglia, del Welfare, del Lavoro. Continua a leggere

Avete mai pensato: “Meglio morto che disabile”? Un sociologo paralizzato spiega alla Bbc perché sarebbe un colossale errore

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Le indagini condotte fra le persone portatrici di handicap rivelano il “paradosso della disabilità”: questi, infatti, sono più felici della media dei “normali”: sanno «dare valore alle cose».

«Hai mai pensato fra te e te: “Preferirei essere morto che disabile”? Non è una riflessione insolita. La disabilità, nel pensiero corrente, è associata con il fallimento, la dipendenza e l’incapacità di realizzare le cose. Ci dispiace per i disabili, perché ci immaginiamo che sia triste esserlo. Ma ci sbagliamo». È l’incipit dell’intervento fatto da Tom Shakespeare, sociologo inglese affetto da acondroplasia, malattia che dal 2008 l’ha costretto alla paralisi, alla trasmissione “A point of view”, poi pubblicato dalla Bbc.

«BUONA QUALITÀ DI VITA» Shakespeare mette in luce quello che «a volte viene definito come “il paradosso della disabilità”». Infatti, se si guarda alla percezione che le persone portatrici di handicap hanno di sé, emerge che sono più felici della media dei “normali”. Continua a leggere

68 maratone spingendo una carrozzina. Perché l’amore di un padre per un figlio muove le montagne

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Rick Hoyt nasce nel 1962 da Dick e Judy Hoyt. Mentre sta venendo al mondo il cordone ombelicale gli si attorciglia intorno al collo bloccando l’afflusso di sangue al cervello e causandogli una paralisi cerebrale associata a quadriplegia spastica. I medici consigliano i genitori di metterlo in un istituto, perché avrebbe avuto bisogno di assistenza 24 ore su 24. Ma loro rifiutano.
La passione di Rick diventa lo sport, a partire dall’Hockey e dalla sua squadra del cuore, i Bruins di Boston. Un giorno chiede a suo padre: “Partecipi alla maratona con me?”. La mitica maratona di Boston. Dick dice di sì e i due gareggiano insieme: uno corre spingendo l’altro su una carrozzina “da competizione”. E’ la prima di una lunga lista imprese firmate dal “Team Hoyt”, sempre padre e figlio: numerosissime gare di resistenza, fra cui 68 maratone e tre gare di triathlon nella versione Ironman. Nelle prove di nuoto Dick nuota con Rick attaccato attaccato a una fune e seduto in un canotto. In quella ciclistiche Dick pedala e Rick davanti fa da aprista… di speranza. Continua a leggere

Eutanasia, il Papa: «Malattia mai ragione per eliminare una persona»

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Messaggio di Francesco alla Pontificia Accademia per la Vita. «Gli anziani vittima del dominio tirannico della logica economica».

di Marco Tosatti

Papa Francesco ha inviato un messaggio all’Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita, voluta e creata da Giovanni Paolo II per affrontare in maniera specifica i temi legati alla difesa della vita, dal suo inizio col concepimento fino alla fine naturale. Tema principale dei lavori dell’Assemblea è: “Invecchiamento e disabilità”. “È un tema di grande attualità, che sta molto a cuore alla Chiesa – ha scritto papa Bergolio – In effetti, nelle nostre società si riscontra il dominio tirannico di una logica economica che esclude e a volte uccide, e di cui oggi moltissimi sono vittime, a partire dai nostri anziani”. Il Pontefice ha ripreso un concetto che aveva già usato qualche tempo fa: “Abbiamo dato inizio alla cultura dello ‘scarto’ che, addirittura, viene promossa”. Continua a leggere

Giornata della disabilità. «Il primo diritto è nascere»

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Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 47/3 del 14 dicembre 1992. In Italia, stando agli ultimi dati Istat disponibili, le persone con disabilità sono 2.992.486, di cui i due terzi (1.921.726), hanno più di 75 anni. «È un’occasione per ricordare le condizioni di vita di milioni di cittadini e delle loro famiglie – ricorda la Federazione italiana superamento handicap (Fish) – ma anche un momento per ribadire la necessità di un impegno comune per garantire loro fondamentali diritti umani». A tal proposito, la Fish denuncia che «ancora troppe persone a causa della disabilità vivono situazioni di marginalità e addirittura di segregazione». Continua a leggere

A 16 anni, parla quattro lingue, suona il violino, tiene conferenze, va a Messa: ‘doveva’ essere abortito perché Down

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(da fermenticattolicivivi 14/10/2013)
 
Ha 16 anni, parla inglese e spagnolo alla perfezione ma se la cava anche col francese e il latino. E’ un adolescente con un’incredibile capacità di suonare bene il violino e si è già esibito in concerti con orchestre sinfoniche. Tiene anche conferenze per gli Stati Uniti e nel resto del mondo. Continua a leggere

“Quattro ruote tacco 12. La vita come possibilità”

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di Marco Piazza
 
Venerdì 6 settembre nella splendida cornice di Parco Guarienti-Baja di Tarmassia (Isola della Scala, Verona) la scrittrice e giornalista Valentina Bazzani ha presentato il suo secondo libro, “Quattro ruote tacco 12. La vita come possibilità”. La presentazione si è svolta sotto forma di intervista, in cui si sono alternate domande sul libro a letture di alcuni brani dello stesso. Questo libro si presenta come continuazione di un precedente lavoro scritto circa dieci anni fa, “Una vita diversa”: un diario nato per gioco, scritto in un momento di sfogo da una ragazzina fragile, introversa e timida, che, grazie ad una serie di esperienze vissute in un arco temporale di dieci anni, mostra un cambiamento radicale, in cui l’ottimismo e l’amore per la vita mostrano i risultati del percorso interiore della scrittrice. Continua a leggere

Pensiero del giorno

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E’ proverbiale il costume degli Spartani di eliminare alla nascita i disabili. Lo scopo era quello di arrivare a una razza superiore. Invece così non fu e resta il dubbio che Sparta sia scomparsa dalla storia perché, eliminando i piu deboli fisicamente, finirono per prevalere gli stupidi o se perché, essendo stupidi, decisero di eliminare i più deboli.

(Jerome Lejeune)

Sindrome di Down: ricercare per curare. La testimonianza del Prof. Pierluigi Strippoli

J. Lejeune

di Anna Fusina
 
Pierluigi Strippoli è professore associato di Biologia Applicata e Responsabile del Laboratorio di Genomica del Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell’Università di Bologna.
E’ un ricercatore che si ispira all’opera scientifica di Jérôme Lejeune, il genetista scopritore della Sindrome di Down, per tentare di svilupparne le intuizioni con i moderni strumenti della genomica.

Prof. Strippoli, in che modo l’opera di Jérôme Lejeune ha incrociato la sua vita e cosa è nato da questo incontro?

Ho iniziato a fare ricerca sul cromosoma 21 umano nel 1998, poco dopo il mio ingresso in Università nel ruolo di Ricercatore. Continua a leggere

Indignarsi fino in fondo

Scelte politiche, silenzi culturali

Ci sono quelli che – giustamente – si sono scan­dalizzati e si scandalizzano per il taglio al Fon­di per i non-autosufficienti che ha generato la vi­brante e rischiosa protesta dei malati di Sla. La pen­sano come noi, almeno su questo. Ma a volte si trat­ta degli stessi per cui una madre farebbe bene, in presenza di previste malformazioni del nascituro, ad abortire, a lasciar perdere. E allora qualcosa non tor­na. La logica, la ragione, stride. Come spesso capita di sentire stridere, in questi tempi cupi e confusi. Continua a leggere

L’eliminazione dell’imperfetto

Se il mondo ha paura delle disabilità genetiche

Ce ne accorgiamo guardandoci in giro: non vediamo più bambini «imperfetti», cioè segnati da malattie genetiche. Censurati dai media, tenuti dalle famiglie al riparo di una società che non li accetta nonostante tanti proclami, ma soprattutto abortiti. Si ricercano a tappeto prima che nascano, e una volta individuati troppo spesso si impedisce loro di nascere. E il grave è che noi di questo setacciare e selezionare non ci stupiamo più: è la norma. Continua a leggere

Tanto per diffamare la Chiesa

A un disabile grave è stata rifiutata la prima comunione. Questa è la denuncia che circola su alcuni quotidiani e blog.

Veniamo anzitutto ai fatti. A febbraio i genitori del bambino disabile mentale chiedono a un parroco – dell’arcidiocesi di Ferrara Comacchio, parroco di un paese diverso da quello della loro residenza – che il loro figlio possa ricevere la prima comunione insieme ai suoi compagni di classe, e cioè nel corso del prossimo giovedì santo – lo scorso 5 aprile. Inizia così il percorso di preparazione catechistica, evidentemente personalizzato per il bambino, con gradualità egli viene accolto nella parrocchia per renderlo partecipe delle varie attività.

A Ferrara, nei primi giorni di aprile, il parroco incontra il bambino e i suoi genitori per un bilancio sulle settimane trascorse e offre al bambino una particola non consacrata. Ma il bambino la rifiuta. A questo punto il parroco con i genitori decide di posticipare la prima comunione del bambino. Il giovedì santo questi era seduto accanto ai suoi compagni, non ha ricevuto l’Eucaristia, ma è stato benedetto dal parroco in modo speciale. Questi i fatti.  Continua a leggere