Lettera ad un amico omosessuale

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di Costanza Miriano
 
Caro Fabio,

avrei voluto scrivere caro amico omosessuale, ma perché dovresti essere definito dal tuo orientamento? Io non mi definisco mai eterosessuale, e mi offenderei se qualcuno lo considerasse il mio tratto distintivo. Quindi non vorrei offenderti, chiamandoti omosessuale. Tanto meno userò la parola gay, che vuol dire contento, e mi sembra un modo un po’ disonesto di definirsi, come se gli altri lo fossero di meno. Quanto ad altri sinonimi più all’antica, apprezzo il coraggio di alcuni, per esempio di quelli del Foglio, nell’usarli, ma tu sai quanto ti voglio bene, e quanto rispetto la tua sensibilità, quindi li censurerò. Continua a leggere

In pericolo la libertà religiosa dell’Europa

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di Marco Respinti

L’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, diretto a Vienna da Gudrun Kugler, pubblica il nuovo rapporto sulla situazione della libertà religiosa nel Vecchio Continente, dopo averne anticipato i contenuti più forti il 21 maggio a Tirana, in Albania, durante la conferenza a tema convocata dall’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa).
Per capire la temperie in cui viviamo basta del resto semplicemente ricordare che nel solo 2010, come già denunciato dal ministero francese degli Interni in una lettera al Consiglio d’Europa, l’84% degli atti di vandalismo compiuti nella tollerantissima Francia ha colpito luoghi cristiani. Continua a leggere

Democrazia anti-cristiana

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di Riccardo Cascioli

Non solo è inquietante il filo rosso anti-cristiano delle azioni delle attiviste di Femen, ancor più lo è la reazione ostentatamente “morbida” delle forze di polizia nei vari paesi europei teatro delle esibizioni delle donne in topless. Se poi – vedi la Francia – mettiamo a confronto la tolleranza di cui godono gli attacchi delle Femen con l’inaudita violenza usata dalle forze di polizia ai danni dei pacifici dimostranti contro le unioni omosessuali, l’inquietudine diventa allarme.
Il fenomeno è così evidente che il governo francese dovrà rendere ragione della sua disparità di trattamento al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. Tale organismo riunisce gli ambasciatori dei 47 paesi che fanno parte del Consiglio d’Europa; esso esercita soprattutto un potere di controllo sugli Stati per quanto riguarda il rispetto della democrazia, dei diritti umani, e dello stato di diritto.  Continua a leggere