Papa Francesco: «Un parlamentare cattolico deve votare secondo la propria coscienza ben formata (che non è ‘quello che mi pare’)»

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Sull’aereo di ritorno dal Messico, Papa Francesco ha incontrato, come di consueto, i giornalisti in conferenza stampa. Tanti i temi toccati. Riporto di seguito alcuni passaggi della conversazione.
 

Unioni civili
 
Domanda: Nel Parlamento italiano è in discussione la legge sulle unioni civili, tema che sta portando a forti scontri in politica, ma anche a un forte dibattito nella società e fra i cattolici. In particolare, volevo sapere il Suo pensiero sul tema delle adozioni da parte delle unioni civili.

Papa Francesco: «Prima di tutto, io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che ho avuto con i Vescovi [italiani], nel maggio 2013, una delle tre cose che ho detto: “Con il governo italiano, arrangiatevi voi”. Perché il Papa è per tutti, e non può mettersi nella politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa, e che ha detto in tante occasioni. Perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza: sono tanti. Io penso quello che la Chiesa sempre ha detto». Continua a leggere

Un pontificato con aspettative “desmesuradas”

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“Credo che ci sono aspettative ‘desmesuradas’, smisurate. […] La famiglia è in crisi. Come integrare nella vita della Chiesa le famiglie replay? Cioè quelle di seconda unione che a volte risultano fenomenali…. mentre le prime un insuccesso. Come reintegrarle? Che vadano in chiesa. Allora semplificano e dicono: «Ah, daranno la comunione ai divorziati». Con questo non si risolve nulla. Quello che la Chiesa vuole è che tu ti integri nella vita della Chiesa. Però ci sono alcuni che dicono: «No, io voglio fare la comunione e basta». Una coccarda, una onorificenza. No. Ti devi reintegrare. Continua a leggere

Sinodo e gossip

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di Marco Invernizzi

(dal sito Comunità Ambrosiana)
 

Care amiche, cari amici

Papa FrancescoSe posso permettermi un suggerimento a proposito del Sinodo straordinario dei vescovi intorno alla famiglia cominciato domenica e che si concluderà il 19 ottobre con la beatificazione del Papa dell’Humanae vitae, è quello di fare una cosa che assomiglia al digiuno eucaristico, cioè rifiutarsi di assumere il veleno che esce dalle interviste che ormai tutti, dal cardinale all’ultimo fedele, si sentono in dovere di rilasciare alla stampa, scritta, online o radiotv.

Un veleno che sta trasformando il Sinodo, che venne istituito proprio dal beato Paolo VI per aiutare il Papa a fornire una indicazione magisteriale contenuta nell’esortazione apostolica post-sinodale, in uno scontro fra opposte tifoserie, senza che peraltro la partita sia visibile perché viene giocata a porte chiuse. Continua a leggere

il Sinodo “in pillola”

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È noto che durante il Concilio Vaticano II i padri conciliari dibatterono a lungo circa le questioni pastorali poste dalla massiccia diffusione della “pillola”, e la stragrande maggioranza di loro non vedeva nulla di peccaminoso nel suo utilizzo.

Il dibattito fu lungo e acceso, a tratti molto aspro (si narra che il card. Ottaviani abbia apostrofato in aula il card. Suenens con queste parole “l’avesse presa tu’ madre!”), finche Paolo VI con una decisione, che deve essere stata davvero sofferta, avocò a sé l’intera materia, avviando poi il processo che lo portò a pubblicare quattro anni dopo quell’enciclica profetica che fu l’ “Humanae Vitae”.

Fu il classico esempio di una decisione giusta presa con le motivazioni sbagliate, o almeno largamente insufficienti. Paolo VI infatti temeva che separando il sesso dal “rischio” della generazione ci si sarebbe avviati per una via di deresponsabilizzazione dell’amore, scoperchiando un vaso di Pandora con conseguenze imprevedibili. Continua a leggere

Appunti per il Sinodo: il metodo della “via stretta”

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di Enrico Cattaneo
 
«Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!» (Mt 7,13-14). Gesù nei suoi insegnamenti indica sempre “la via stretta”, al punto che spesso suscita lo stupore dei suoi stessi discepoli.

Interrogato, ad esempio, sulla questione del divorzio, ammesso dalla legge giudaica, Gesù indica la via stretta dell’indissolubilità del matrimonio, senza eccezioni (Mt 19,3-9). Il suo insegnamento è così chiaro e così netto che i suoi discepoli obiettano con un ragionamento tutto umano (e maschilista): «Se è questa la condizione dell’uomo rispetto alla donna [cioè se l’uomo non può cambiare donna quando gli conviene], allora non conviene sposarsi!» (Mt 19,10). Continua a leggere

Francesco: oggi più martiri che in passato

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In un «vero» sistema economico, «al centro dev’esserci l’uomo». E «oggi invece c’è l’economia», che genera «questa cultura dello scarto dove non servono i bambini, non servono i vecchi, e adesso non servono più neppure i giovani». E «questo è gravissimo», frutto di un sistema economico «inumano», che «scarta un’intera generazione di giovani», e «per questo nella Evangelii gaudium non ho avuto paura a scrivere: questo sistema economico uccide».

Sul volo di ritorno dalla Terra Santa, come aveva promesso, papa Francesco s’è offerto senza rete alle domande dei giornalisti al seguito. Quasi un’ora per parlare di tutto, dalla riforma della Curia al prossimo Sinodo, «che sarà sulla famiglia, sui suoi problemi – ha detto – non sulla casistica della comunione ai divorziati risposati», dall’incontro di preghiera con Peres e Abu Mazen in Vaticano, ai prossimi viaggi in Asia: Corea del Sud, ad agosto, e Sri Lanka e Filippine a gennaio 2015. Continua a leggere

Telefonata del papa a una donna risposata: le notizie non sono affidabili

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La dichiarazione del portavoce della Santa Sede: non c’è alcun cambiamento nella dottrina della Chiesa

La presunta telefonata del papa a una donna in Argentina sposata con un uomo divorziato, che avrebbe avuto da lui il permesso di accostarsi alla Comunione, ha fatto in fretta il giro del mondo dando la stura ad una serie di forzature e strumentalizzazioni.

Il titolo di The Telegraph ad esempio recitava: “Papa Francesco dice a una peccatrice che le dovrebbe essere data la Comunione”. Di recente sono venuti alla luce altri particolari sulla storia.

Ricostruiamo ora insieme i fatti accaduti, riportando in fondo la dichiarazione da parte del portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Continua a leggere