Don Camillo a fumetti in un’asta di beneficenza        

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​La casa editrice ReNoir Comics, che da anni pubblica le versioni a fumetti dei raconti di Giovannino Guareschi, ha organizzato un’asta di beneficenza su ebay mettendo in vendita i disegni originali realizzati da quattordici disegnatori italiani per il decimo volume della serie dedicata a Don Camillo. I proventi dell’asta sono destinati al Comitato Hospital Piccole Figlie http://www.comitatohpf.org/ che opera a favore dell’ospedale Piccole Figlie di Parma travolto dalla piena del torrente Baganza il 13 ottobre 2014. L’alluvione ha infatti severamente danneggiato l’ospedale, rendendo inutilizzabile gran parte delle attezzature e delle strumentazioni sanitarie. Le tavole sono state donate dagli autori, tutti professionisti del settore. Continua a leggere

Come nel film, così nella vita: Fernandel era un cattolico «tosto»

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Nel 1953 due distinti personaggi si presentarono al suo albergo romano, dicendogli che Pio XII voleva conoscerlo. Pensò a uno scherzo. Invece era vero: Papa Pacelli aveva visto il film Don Camillo. E saputo che Fernandel era un buon cattolico. Sempre stato.

Malgrado la Legion d’Onore e la frequentazione dello star system internazionale, fedelissimo alla moglie, che voleva con sé nelle innumerevoli trasferte. Alle figlie, pur maggiorenni, vietava il rossetto, le gonne troppo corte e il rincasare tardi. Proibì loro anche ogni velleità cinematografica: dovevano studiare e basta. Se c’era da esibirsi gratis per i bambini negli ospedali non diceva mai no. Continua a leggere

In una manona il tepore di un Bambinello – di Giovannino Guareschi

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Anche don Camillo faceva il presepe. Se avete voglia di sorridere, e magari anche di commuovervi un po’, leggete qualche brano di questo racconto…

***

Si era oramai sotto Natale e bisognava tirar fuori d’urgenza dalla cassetta le statuette del Presepe, ripulirle, ritoccarle col colore, riparare le ammaccature.
Ed era già tardi, ma don Camillo stava ancora lavorando in canonica. Sentì bussare alla finestra e, poco dopo, andò ad aprire perché si trattava di Peppone. Peppone si sedette mentre don Camillo riprendeva le sue faccende, e tutt’e due tacquero per un bel po’. […] Continua a leggere

Papa Francesco ricorda don Camillo

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“Di sé don Camillo diceva: «Sono un povero prete di campagna che conosce i suoi parrocchiani uno per uno, li ama, che ne sa i dolori e le gioie, che soffre e sa ridere con loro». Vicinanza alla gente e preghiera sono la chiave per vivere un umanesimo cristiano popolare, umile, generoso, lieto. Se perdiamo questo contatto con il popolo fedele di Dio perdiamo in umanità e non andiamo da nessuna parte”.

(Papa Francesco al Convegno Ecclesiale di Firenze 2015)
 
Il video -> Papa Francesco ricorda don Camillo (video.corriere.it)
 

La gente non va in paradiso

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«Don Camillo allargò le braccia: – Gesù: relata refero… La gente… [riferisco cose riferite]

– La gente? Cosa significa “la gente”? In Paradiso la gente non entrerà mai perché Dio giudica ciascuno secondo i suoi meriti e le sue colpe e non esistono meriti o colpe di massa. Non esistono i peccati di comitiva, ma solo quelli personali. Non esistono anime collettive. Ognuno nasce e muore per conto proprio e Dio considera gli uomini uno per uno e non gregge per gregge. Guai a chi rinuncia alla sua coscienza personale per partecipare a una coscienza e a una responsabilità collettiva. Continua a leggere

«Non ti crucciare, don Camillo»

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«Non ti crucciare, don Camillo» sussurrò il Cristo. «Lo so che il vedere uomini che lasciano deperire la grazia di Dio è per te peccato mortale… Ma bisogna perdonarli perché non lo fanno per offendere Dio.

Essi cercano affannosamente la giustizia in terra perché non hanno più fede nella giustizia divina, e ricercano affannosamente i beni della terra perché non hanno fede nella ricompensa divina. E perciò credono soltanto a quello che si tocca e si vede… È la troppa cultura che porta alla ignoranza, perché se la cultura non è sorretta dalla fede, a un certo punto l’uomo vede soltanto la matematica delle cose. E l’armonia di questa matematica diventa il suo Dio, e dimentica che è Dio che ha creato questa matematica e questa armonia. Ma il tuo Dio non è fatto di numeri, don Camillo, e nel cielo del tuo Paradiso volano gli angeli del bene. Continua a leggere

Brescello, don Camillo in processione sul Po  

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Giovanni Guareschi non inventava. Raccontava, con penna vivida e poetica, la realtà. E oggi pomeriggio il parroco di Brescello (Reggio Emilia), don Evandro Gherardi ha portato il Cristo in croce in processione fino alle rive del fiume Po. Proprio come don Camillo, in uno dei film, sempre avvincenti, tratti dai romanzi del grande scrittore. Perché la religiosità, vera e profonda, raccontata da Guareschi fa parte dell’anima e della storia di un popolo.

La processione è un modo “per pregare per le vittime delle alluvioni – ha spiegato don Gherardi – e chiedere la protezione di Dio per la piena che sta interessando le nostre zone e ci preoccupa”. La processione è iniziata alle 15.30 dalla chiesa di Brescello, seguita da 500 persone, ed è arrivata fino al punto dove il fiume Enza sfocia nel Po. Qui don Gherardi è entrato nella golena allagata. Continua a leggere

Salvare il seme

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“Don Camillo, perché tanto pessimismo? Al­lora il mio sacrificio sarebbe stato inutile? La mia missione fra gli uomini sarebbe dunque fallita perché la malvagità degli uomini è più forte della bontà di Dio?”.

“No, Signore. Io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pu­dore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l’autodistruzione di cui par­lavo. L’uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale. Continua a leggere

Lettera di don Camillo a una mamma che vuole abortire

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(pubblicata sul terzo numero della rivista “Notizie PRO-VITA”)
 
Carissima,

so che ci sono troppe persone interessate alla tua decisione di uccidere il figlio che porti in grembo, però abbi pazienza e ascoltami, almeno per la buon’anima di tua nonna che ti ha insegnato a fare il segno della Croce – ricordi? – quando mangiavi le stelline in brodo a casa sua. Benedetta donna! Continua a leggere

Paura e coraggio

Era già sera tarda e don Camillo stava dandosi da fare nella chiesa deserta. Aveva rizzata una scaletta sull’ultimo gradino dell’altare. Nel legno di un braccio della croce si era aperta una crepa, lungo la venatura, e don
Camillo, stuccata la crepa, stava ora tingendo con un po’ di vernice il gesso bianco della stuccatura. Ad un tratto sospirò, e il Cristo gli parlò sommesso.
“Cos’hai, don Camillo? Da qualche giorno mi sembri affaticato. Ti senti poco bene? Che sia un po’ d’influenza?” Continua a leggere

Don Camillo e la vera ricchezza

di Andrea Tornielli
26 giugno 2012

Questa mattina Benedetto XVI ha visitato i terremotati dell’Emilia. Nel saluto che gli ha fatto, il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, ha citato Giovannino Guareschi, definito dal porporato “il più emiliano degli scrittori”, e il suo indimenticabile don Camillo. In un episodio ambientato durante la tragica alluvione del Polesine nel novembre 1951, Guareschi fa dire a don Camillo: «Le acque escono tumultuose dal letto del loro fiume e tutto travolgono e se un giorno ritorneranno placide nel loro alveo e il sole ritornerà a splendere e anche se avrete perso ogni cosa sarete ancora ricchi se non avrete perso la fede». Continua a leggere