Educazione e tradizione, la lezione di don Giussani

La copertina del libro di don Giussani, Il rischio educativo

 di Peppino Zola
 
Caro direttore,

due mesi fa, sono stato invitato ad effettuare un intervento a Treviso sul tema “Tradizione: motore di crescita” ed è stata per me l’occasione per rileggere uno dei capolavori del servo di Dio don Luigi Giussani, Il rischio educativo, pubblicato per la prima volta nel 1977 e poi nel 1988 da Jaca Book e ancora nel 1995 da Sei ed infine nel 2005 dalla Rizzoli. In tutte le edizioni, l’autore descrive i quattro «fattori dell’avvenimento educativo», che sono la tradizione, appunto, la presenza dell’autorità, la verifica personale, «il rischio, necessario alla libertà».

Mi colpisce come don Giussani, fin dall’inizio della sua esperienza educativa e fino alla fine, abbia sempre tenuto conto della tradizione, anche nei tempi in cui tale parola era entrata in crisi nel mondo culturale dominante, dato che ad essa veniva dato un significato negativo, che faceva assonanza con l’espressione “tradizionalista”.   Continua a leggere

Riconosco che tutto da Te viene – Don Giussani

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Di seguito riporto due bellissime preghiere di don Luigi Giussani, gentilmente inviatemi da una cara amica del blog, Carla, che ringrazio di cuore.
 
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Preghiera per quando si è tristi e stanchi

Le due Grazie che il Signore dona sono: la tristezza e la stanchezza.
La tristezza perché obbliga alla memoria.
La stanchezza perché mi obbliga alle ragioni per cui faccio le cose. Continua a leggere

Aleph, il Teatro come servizio alla Bellezza

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di Costanza Signorelli
 
Mi avvicino ad un vecchio capannone silenzioso, il civico sembra essere giusto. Sorpasso, dunque, un portone di ferro semi-aperto e scosto il pesante tendaggio rosso che mi ciondola davanti. Varcato l’ingresso del Teatro dell’Aleph (clicca qui), mi pare di metter piede in un altro mondo. E non tanto perché davanti a me si palesano un piccolo palcoscenico di legno, costumi e altri elementi di scena che fanno lavorare la fantasia, è piuttosto la vita reale che si svolge qui dentro a rievocare altri orizzonti.

Entrare in questa insolita compagnia teatrale, a Bellusco (mezz’ora di auto da Monza) è come immergersi nella sacralità degli antichi templi d’oriente, dove tutta la vita è sacrificata per celebrare l’arte divina. E poi riemergere nella carnalità di una vera famiglia in cui si fecondano, partoriscono ed educano le opere teatrali, proprio come figli. Continua a leggere

«Credo in quello che dico». Vita di don Giussani

Come anticipato qualche giorno fa, è uscita per Rizzoli la prima biografia del fondatore di Comunione e Liberazione. Si intitola: «Vita di Don Giussani» (1350 pagine – euro 25), ed è scritta dal giornalista Alberto Savorana.
Qui di seguito il video presentazione del libro, prodotto da RCS Libri.


 
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“E «Don Gius» andò controcorrente”

E «Don Gius» andò controcorrente

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È davvero monumentale la prima biografia del fondatore di Comunione e Liberazione, in uscita da domani per Rizzoli. Si intitola semplicemente «Vita di Don Giussani», conta ben 1350 pagine (euro 25) ed è stata scritta dal giornalista Alberto Savorana, a lungo e tuttora impegnato nell’informazione e nell’attività editoriale del movimento creato da «don Gius». Il testo, ricco di fatti e documenti inediti, esce a 8 anni dalla scomparsa del sacerdote lombardo e promette di ricostruire per la prima volta con completezza la vicenda umana e spirituale di un uomo che è stato indiscutibile «maestro» per migliaia di giovani, italiani e no. Continua a leggere

Possedere la verità? Risposta ai relativisti…

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Pretendere di possedere la verità… questo è un tema molto discusso in questo periodo storico di dominio relativista, ed è bene un piccolo chiarimento. «È necessario che chiunque abiti una fede non pensi di possedere la verità, e per giunta assoluta». Così l’invidioso Umberto Galimberti minaccia i cristiani. Ma il filosofo non sa che ha completamente ragione.

Lo spiega bene Benedetto XVI con le profonde parole del settembre scorso: «come si può avere la verità? Questo è intolleranza! L’idea di verità e di intolleranza oggi sono quasi completamente fuse tra di loro, e così non osiamo più credere affatto alla verità o parlare della verità. Sembra essere lontana, sembra qualcosa a cui è meglio non fare ricorso. Nessuno può dire: ho la verità – questa è l’obiezione che si muove – e, giustamente, nessuno può avere la verità. Continua a leggere