Sulla nostra capacità affettiva

Sulla nostra capacità affettiva, sulla evoluzione della nostra capacità affettiva cosa possiamo costruire di stabile, cosa possiamo costruire di sicuro? E’ una domanda che appartiene alla grande domanda che si può fare su qualsiasi nostro impeto umano, su qualsiasi nostro impegno umano: che conto si può fare sulla fedeltà, sulla capacità, sulla lealtà, sula trasparenza? …
O vittime di ciò che ci circonda. Perciò l’affezione, che è la cosa più fragile in noi, resta la più immediatamente rovinata e scartata. Quindi il mondo ci scarta, scarta il meglio di noi (perché l’affettività è il meglio di noi! Quando ci si guarda con amicizia, con simpatia, si capisce che l’affettività è il meglio di noi: guardarci con simpatia o con amicizia vale di più che avere i soldi. …)
Oppure, seconda cosa, siamo disperati perché, se prendiamo sul serio, a differenza del mondo, la nostra affettività, a un certo punto ci troviamo di fronte a un’incapacità che appare più drammatica, terribile. Per esempio, il suo culmine, la gratuità, si capisce che diventa impossibile. Continua a leggere

L’intreccio di obbedienza e libertà. Il carisma del Servo di Dio Luigi Giussani per tutti, ciellini e non

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Il 22 febbraio 2005 scompariva don Luigi Giussani, fondatore, a Milano, negli anni 1950, del movimento cattolico di Comunione e Liberazione. La sua eredità spirituale si spinge però ben oltre i soli aderenti a CL, soprattutto oggi che del Servo di Dio don Giussani è avviata la causa di beatificazione.

L’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, che ha ricevuto la prima formazione in CL, ha celebrato ieri la Messa nell’undicesimo anno dalla morte di don Giussani e nel trentaquattresimo anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di CL, un’associazione universale di fedeli riconosciuta dal Pontificio Consiglio per i Laici l’11 febbraio 1982 che raduna adulti che liberamente s’impegnano a vivere la sequela di Cristo e della Chiesa secondo il metodo trasmesso dal fondatore. Continua a leggere

Don Giussani: «Arriva il Natale, il fuoco»

24 dicembre 2004: la copertina di Natale del Tg2 è l’ultimo intervento pubblico di don Luigi Giussani. Il fondatore di Comunione e Liberazione sarebbe poi deceduto il successivo 22 febbraio. «Perché Gesù viene? Come può l’uomo di oggi stare davanti a questa notizia? E il Natale, che cos’è? Natale è l’amore di Cristo all’uomo. L’Essere nuovo entra nel mondo. L’Essere nuovo come prima non c’era, nella novità del suo comunicarsi agli uomini. Un Essere nuovo entra nel mondo, il mondo del Dio vero. Un Essere nuovo in tutto il profilo del mondo, in quel luogo, fiorì».

(fonte: Tempi)

Il dogma dell’Immacolata Concezione, una provocazione per l’uomo moderno

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“Il valore dell’attimo, cioè, non sta nella sua riuscita immediata, ma nell’amore al tutto con cui è vissuto. Così nulla, neanche un capello del capo, andrà perduto. È l’affermazione della dimensione vera dell’uomo, che mette alle strette l’angustia materialistica dell’uomo moderno per dilatarlo, sotto l’urto dello Spirito, all’infinito.
Lo stesso genere di provocazione vale anche per il dogma dell’Immacolata Concezione, proclamato nel 1854, all’inizio dell’ondata materialistica.
Già Duns Scoto, filosofo e teologo francescano vissuto alla fine del 1200, insegnava che la Vergine fu preservata dal peccato originale, in qualche modo, cioè, redenta in anticipo, da Colui che le sarebbe stato Figlio.
E, otto secoli dopo, è esattamente questa la spiegazione che la Chiesa riprenderà nel definire il dogma dell’Immacolata Concezione. Continua a leggere

Lo splendore del matrimonio e della famiglia in un fenomenale dialogo con don Luigi Giussani

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Una stupenda intervista a Don Giussani, che non potevo non condividere qui. Da leggere tutta fino alla fine!

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da Tempi.it

Domenica 22 febbraio ricorre il decimo anniversario della scomparsa di monsignor Luigi Giussani. Per gentile concessione dell’editrice Jaca Book, riproponiamo di seguito ampi stralci della sua “Conversazione sul matrimonio” con il teologo Antonio Maria Sicari. Il dialogo è contenuto in Breve catechesi sul matrimonio (1990), libro firmato dallo stesso Sicari.
 
Per poter dare a questo mio libro sul matrimonio una conclusione viva, ho chiesto a monsignor Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, di poter rivedere con lui, conversando, almeno le pagine più decisive. Il motivo della scelta è per me ovvio: tra tutti i sacerdoti che conosco, nessuno sa parlare, come lui, della verginità cristiana. (…) Questo amore immediato a Cristo – il saper vedere l’intera creazione e gli uomini tutti come segni di Lui, e amarLo attraversando ogni altro amore ed ogni altra affezione – è la «verginità». (…) Continua a leggere

L’eredità di Giussani dieci anni dopo: un messaggio vivo

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di Giorgio Paolucci
 
«Don Giussani realmente voleva non avere per sé la vita, ma ha dato la vita, e proprio così ha trovato la vita non solo per sé, ma per tanti altri. (…) Servendo così, dando la vita, questa sua vita ha portato un frutto ricco – come vediamo in questo momento – è divenuto realmente padre di molti e, avendo guidato le persone non a sé ma a Cristo, ha guadagnato i cuori, ha aiutato a migliorare il mondo, ad aprire le porte del mondo per il cielo». Le parole pronunciate davanti a 50mila persone radunate a Milano in piazza del Duomo e in Cattedrale dal cardinale Joseph Ratzinger durante l’omelia per i funerali di don Giussani, morto il 22 febbraio 2005, raccontano di un’eredità viva e che a dieci anni dalla morte del fondatore di Comunione e Liberazione continua a portare frutto. Accade in Italia, dove il movimento è nato e ha mosso i suoi primi passi sessant’anni fa, e in tanti Paesi del mondo, con una diffusione che colpisce per la sua trasversalità geografica, anagrafica, culturale e sociale. Continua a leggere

Una nota e don Giussani

dal blog La fontana del villaggio
 
Ho trovato su FB questo commento straordinario di don Giussani ad un altrettanto straordinario preludio di Chopin. Ve lo offro. Mi sembra poesia pura, tanto la musica che le parole.
 
“..Invece la vita è una cosa che sta al di là della musica di primo piano: è una nota sola dal principio alla fine, da quando si è fanciulli a quando si è vecchi.
Una nota sola.
Quando ci si accorge di questa nota non la si perde più, non si può più perderla, resta una fissazione. Continua a leggere

A cosa serve il tempo libero?

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Acuta riflessione di Don Giussani sull’attesa delle vacanze che non devono portare a una “vacanza” da se stessi
 
Appunti da un dialogo con don Giussani, prima di partire per le ferie.
 
“Dai primissimi giorni di Gioventù Studentesca abbiamo avuto un concetto chiaro e semplice: tempo libero è il tempo in cui uno non è obbligato a fare niente, non c’è qualcosa che si è obbligati a fare, il tempo libero è tempo libero.

Siccome discutevamo spesso coi genitori e coi professori sul fatto che Gs occupava troppo il tempo libero dei ragazzi, mentre i ragazzi avrebbero dovuto studiare o lavorare in cucina, in casa, io dicevo: «Avranno ben il tempo libero, i ragazzi!». «Ma un giovane, una persona adulta» mi si obiettava «lo si giudica dal lavoro, dalla serietà del lavoro, dalla tenacia e dalla fedeltà al lavoro». «No» rispondevo, «macché! Un ragazzo si giudica da come usa il tempo libero». Oh, si scandalizzavano tutti. E invece… se è tempo libero, significa che uno è libero di fare quello che vuole. Perciò quello che uno vuole lo si capisce da come utilizza il suo tempo libero. Continua a leggere

Emmaus, incontro con una Presenza

I discepoli di Emmaus

di Angelo Busetto

Come è possibile per noi fare l’esperienza dei discepoli che hanno incontrato il Signore risorto? La liturgia insiste ogni giorno a dirci che Cristo è vivo e presente, ma noi sembriamo navigare nel vuoto, e tentiamo invano di afferrarlo come Maria Maddalena mentre continuamente ci sfugge.

Fino a qualche tempo fa sembrava bastare il buon cammino della tradizione: Cristo consegnato dalla pratica religiosa delle nostre parrocchie, dalle buone abitudini delle famiglie che insegnavano a pregare ai bambini e seguivano il ritmo delle feste liturgiche, dalla scuola che riecheggiava le figure dei santi e cantava le melodie del Natale e l’alleluia della Pasqua. Ad ogni bambino che nasceva veniva consegnato il patrimonio della fede, come una riserva di cibo per il futuro, e lungo i sentieri della crescita ciascuno poteva incontrare la giusta dose di rifornimento. Continua a leggere

“Come è bello il mondo e com’è grande Dio!”

"Notte stellata sul Rodano" di Vincent Van Gogh

“Quante volte ho raccontato di quel mattino di primavera, il cielo sereno e un’unica stella che ancora brillava, mentre con la mia povera mamma andavo alla messa.

Mentre io fissavo quell’ultima stella, mia madre esclamò: «Com’è bello il mondo e com’è grande Dio!». Quella fu per me veramente l’alba di un bel giorno che non si è ancora concluso […] Continua a leggere

“Tutta la vita chiede l’eternità”

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Il 22 febbraio ricorre il IX anniversario della morte del Servo di Dio Don Luigi Giussani. Il ricordo commosso di una presenza oggi viva più che mai.

“Desidero ringraziarLa a nome mio personale e di tutti gli amici di Comunione e Liberazione qui presenti e uniti a noi in tutto il mondo, per avere condiviso questo gesto di riconoscenza e di lode al Signore per il dono della vita di don Giussani, per i sessant’anni dall’inizio del Movimento e per l’anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione Liberazione” sono state queste le parole commosse di don Julian Carron, guida di Comunione e Liberazione, rivolte l’11 febbraio 2014 al cardinale della diocesi di Milano Angelo Scola al termine della celebrazione per il IX anniversario della morte di don Luigi Giussani, fondatore di CL. Continua a leggere

Se i giovani non dicono più “Ti amo!”

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di Antonio Socci

(Da “Libero”, 22 novembre 2013)

Prima la “scoperta” dei femminicidi. Poi quella della prostituzione minorile a Roma e non solo. Si è detto che sono patologie della nostra società.

Ma la fisiologia dei rapporti affettivi, ciò che oggi consideriamo la normalità, qual è? Siamo certi che sia sana e felice?

Mi ha colpito una lettera – rimasta senza risposta – di uno studente del primo anno di liceo classico, uscita su “Repubblica”. Era titolata: “Perché tra noi liceali non si usa più ‘ti amo!’ ”. Continua a leggere