“Ed egli si alzò e lo seguì”

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« Andando via di là, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Udito questo, disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici . Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori” » (Mt 9,9-13)
 

Meditazione di don Pietro Cantoni

Le chiamate di Gesù ci possono apparire come delle improvvisate e le risposte come decisioni avventate e imprudenti. Dobbiamo però riflettere che i Vangeli ci propongono una narrazione essenziale che salta tanti passaggi che possono però essere intuiti senza troppa difficoltà. Il pubblicano Levi (chiamato “Matteo”: Lc 6,15; Mt 9,9) conosceva già Gesù da parecchio tempo e probabilmente aveva avuto modo di conoscerlo e di parlare con lui ad uno di quei pranzi a cui Gesù partecipava volentieri in compagnia di pubblicani e peccatori. Anche la chiamata (e la risposta) di Giovanni, Giacomo, Andrea e Pietro ci possono apparire incaute e impulsive (Mt 4,18-22) se non si tiene conto di quanto raccontato dallo stesso Giovanni sul loro primo ed intenso incontro (Gv 1,35-42), a cui fecero seguito certamente molti altri. Continua a leggere

Sulla novità di Amoris laetitia

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Un saggio del teologo Pietro Cantoni su «Cristianità», la rivista di «Alleanza Cattolica» parla delle aperture del documento al di là di letture «normalistiche»
 
di Andrea Tornielli

(da La Stampa, 01/07/2016)
 
«Non si convocano due sinodi dei vescovi, conducendo discussioni animate e accese per due anni al solo scopo di lasciare tutto esattamente come prima. È il senso profondo dell’espressione “riforma nella continuità” proposta da Papa Benedetto XVI». È la chiave interpretativa di Amoris laetitia, l’esortazione post-sinodale sulla famiglia, proposta dal teologo Pietro Cantoni in un saggio pubblicato sull’ultimo numero di «Cristianità», rivista di «Alleanza Cattolica» non certo sospettabile di progressismo.

Don Cantoni, fratello del fondatore di «Alleanza Cattolica», affronta senza giri di parole i temi contenuti nel capitolo ottavo dell’esortazione. «Scopo del documento è celebrare la bellezza del matrimonio cristiano con il suo ineliminabile carattere d’indissolubilità e di apertura alla vita. All’interno di questo argomento e in stretta dipendenza da questa intenzione vanno letti il capitolo ottavo, “Accompagnare, discernere ed integrare la fragilità”, e in particolare i paragrafi dal n. 300 al n. 312». Continua a leggere

“Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini…”

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«In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: “Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?”. Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. Continua a leggere

Trasfigurazione del Signore

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« Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: “Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!”. E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti » (Mc 9,2-10)
 
Meditazione di don Pietro Cantoni

La Trasfigurazione è l’evento che apre la seconda parte del vangelo di Marco, quella incentrata sulla passione. La prima parte era stata aperta dal Battesimo. Continua a leggere

“Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità”

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«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà» (Gv 16,12-15)
 

Meditazione di don Pietro Cantoni

Gesù fa la sua quinta promessa dello Spirito Santo, dicendo che ha ancora molte cose da rivelare, ma i discepoli non sono ancora in grado di portarne il peso, perché ancora non hanno ricevuto lo Spirito. Quali sono queste cose? Riguardano il mistero del Padre (8,38.40) che ancora non sono in grado di penetrare. Continua a leggere

Lavanda dei piedi (Gv 13,1-15)

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«Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: “Signore, tu lavi i piedi a me?”. Continua a leggere

La correzione fraterna (Mt 18,15-20)

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«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,15-20).
 
Meditazione di don Pietro Cantoni

Correggere il prossimo non è facoltativo: è un dovere di carità. Che cosa c’è di più prezioso della verità? Se tu constati che il tuo fratello non cammina nella verità, è povero di questo bene inestimabile, come puoi disinteressarti di lui? Ma è tanto difficile! È vero, ma dove sta scritto che amare il prossimo è facile? Io mi sentirei addirittura di dire… che è impossibile! Per le nostre sole forze umane ovviamente. Ci vuole la preghiera. A volte tanta preghiera. Continua a leggere