Papa: “La donna è colei che fa bello il mondo”

 
“Oggi, 8 marzo, vorrei anche dire qualcosa sul contributo insostituibile della donna nel costruire un mondo che sia casa per tutti. La donna è colei che fa bello il mondo, che lo custodisce e mantiene in vita. Vi porta la grazia che fa nuove le cose, l’abbraccio che include, il coraggio di donarsi. La pace è donna. Nasce e rinasce dalla tenerezza delle madri. Perciò il sogno della pace si realizza guardando alla donna. Non è un caso che nel racconto della Genesi la donna sia tratta dalla costola dell’uomo mentre questi dorme (cfr Gen 2,21). La donna, cioè, ha origine vicino al cuore e nel sonno, durante i sogni. Perciò porta nel mondo il sogno dell’amore. Se abbiamo a cuore l’avvenire, se sogniamo un futuro di pace, occorre dare spazio alla donna”.
 
Papa Francesco, Discorso alla delegazione dell’American Jewish Commitee, 8 marzo 2019
 

Anna voleva abortire. Papa Francesco la chiama e la convince a non farlo

La donna, divorziata, era rimasta incinta di un uomo che aveva già una famiglia. Dopo la gravidanza indesiderata ha iniziato a pressarla…
 
Non doveva proseguire la gravidanza. Perché l’uomo che l’aveva lasciata incinta non avrebbe riconosciuto il figlio. Di fronte a lei la soluzione che si prospettava era l’aborto.
Poi una chiamata, inattesa, improvvisa. Dall’altro capo del telefono c’è Papa Francesco, che come un buon padre la fa ragionare e le spiega perché vale la pena di portare avanti la gravidanza. Anna, originaria di Arezzo, riceve la chiamata che le cambia la vita. Accetta il consiglio di Francesco e decide di non interrompere la gravidanza. Una favola a lieto fine.
 
La richiesta dell’uomo

Anna è una donna divorziata. Racconta Credere (22 maggio), che dopo aver perso il lavoro, decide di trasferirsi da Roma in Toscana. Qui scopre di essere incinta di un uomo che però ha già una famiglia. E non intende riconoscere il bambino. Lui la pressa, lei è debole, e cede alla sua richiesta: abortire.
Prima di farlo, però, decide di scrivere una lettera a una persona speciale. Mette nero su bianco tutta la sua storia; sulla busta l’indirizzo è semplice: «Santo Padre Papa Francesco, Città del Vaticano, Roma». imbuca la lettera senza pensarci troppo. Poi, pochi giorni dopo il telefono inizia a squillare.
 
“Ho letto la tua lettera”

Sul display un numero sconosciuto, con il prefisso di Roma. Risponde e resta pietrificata: «Pronto Anna, sono papa Francesco. Ho letto la tua lettera. Noi cristiani non dobbiamo farci togliere la speranza, un bambino è un dono di Dio, un segno della Provvidenza». Continua a leggere

Il Papa istituisce la festa di Maria Maddalena

Esisteva già nel messale romano come memoria obbligatoria, ora Francesco la rende più solenne elevandola allo stesso grado delle feste che celebrano gli apostoli, per sottolineare l’importanza della prima testimone della resurrezione e il ruolo della donna nell’evangelizzazione. Il giorno della celebrazione rimane il 22 luglio

di Andrea Tornielli

La Stampa, 10.06.16
 
Per volere di Papa Francesco, la Congregazione del Culto con un decreto a firma del cardinale Robert Sarah ha elevato la memoria di santa Maria Maddalena al grado di festa. Il documento è datato 3 giugno, solennità del Sacro Cuore di Gesù. Una decisione, spiega il Segretario del dicastero, l’arcivescovo Arthur Roche, anch’egli firmatario del decreto, che «si iscrive nell’attuale contesto ecclesiale, che domanda di riflettere più profondamente sulla dignità della donna, la nuova evangelizzazione e la grandezza del mistero della misericordia divina». Continua a leggere

Il vero potere di noi donne. Intervista a Costanza Miriano

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Intervista alla scrittrice sul suo nuovo libro “Quando eravamo femmine”. «Non abbiamo bisogno di pretendere il comando: Dio ci ha già affidato tutta l’umanità»
 
di Benedetta Frigerio

(fonte: Tempi.it, 02.04.16)
 
È vero, il nuovo libro di Costanza Miriano incolla le donne perché descrive, svelandola, la sofferenza come caratteristica innata di ogni “femmina”, ma sopratutto perché cercare di suggerire «come rendere feconda la nostra condizione». Leggendo Quando eravamo femmine (Sonzogno, 174 pagine, 15 euro) non solo si capisce come «quello che ci fa soffrire diventa combustibile per un amore più grande», ma anche quanto sia grandiosa e potente la natura femminile delle donne, se assecondata. Continua a leggere

Il diritto di voto delle donne? Roba da Medioevo

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di Giuliano Guzzo
 
E’ vero: il 10 marzo del 1946 le italiane votarono per la prima volta e fu, senza alcun dubbio, una grande conquista per le donne oltre che per l’intera Italia. Sarebbe però sbagliato immaginare che in epoche passate la condizione femminile fosse sempre e comunque di inferiorità e che il diritto di voto, per la donna, sia necessariamente conquista recente. Si prenda per esempio il Medioevo, epoca ingiustamente considerata teatro degli orrori dell’inquisizione – mentre sappiamo che la caccia alle streghe si registrò prevalentemente durante il Rinascimento e comunque nelle regioni germaniche protestanti più che in quelle cattoliche – ritenuta orribile considerazione della donna. Ebbene, non solo sappiamo che l’epoca medievale fu costellata di donne potenti e influenti – i nomi di Matilde di Canossa, Eleonora d’Aquitania, Bianca di Castiglia o Ildegarda di Bingen dicono nulla? – ma che proprio nel Medioevo vi furono casi, neppure necessariamente così isolati, di suffragio femminile. Continua a leggere

L’8 marzo, la donna e il potere di una minestra

Un ottimo articolo dal blog Pane & Focolare

di Susanna Manzin
 
Anche quest’anno ecco l’8 marzo, ricorrenza troppo spesso caricata da una evidente valenza ideologica connotata dalla retorica sulla “liberazione della donna”, che poi si riduce spesso ad un attacco alla famiglia, luogo dove la donna sarebbe schiavizzata e schiacciata dal suo ruolo di moglie e madre. Mettiamo in chiaro una cosa, non ho nulla contro il lavoro delle donne, ma bisogna ricordare che se le donne lavorano non è certo grazie al moderno movimento femminista. Da secoli, o meglio da millenni, le donne lavorano, dando il loro contributo all’economia e al progresso dell’umanità. Continua a leggere

Amare è servire… anche a tavola!

(tratto dal sito cattonerd.it)
 
Una riflessione linguistica sulle parole di Laura Boldrini
 
Le parole sono importanti, diceva quel tale. E come dargli torto?
Sarà capitato anche a voi di imbattervi in una citazione o in una frase il cui senso vi congela per un attimo. Mumble. Mumble, qualche secondo per riflettere con la faccia a forma di punto interrogativo, per poi dire tra voi e voi… “Ma proprio no!” XD

Ecco, è esattamente quello che mi è capitato di recente, leggendo e poi ascoltando le parole della Presidente della Camera, Laura Boldrini (trovate il video qui).
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Ora lo dice anche la scienza: è tutta una questione di cervello

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Uomini e donne sono diversi

Mentre al giorno d’oggi combattiamo affinché le differenze tra i due sessi, veicolati da stereotipi coriacei, non ci siano più, alcuni recenti studi tendono a dimostrare che gli uomini e le donne, non hanno, di fatto, le stesse capacità e gli stessi comportamenti perché i loro cervelli sono “cablati” in modo differente e funzionano con connessioni neuronali diverse. Se continua a vigere il mito secondo cui le donne sono brave nel multitasking, ovvero nel fare più cose assieme, al contrario degli uomini, molto probabilmente è proprio così. Non si tratta di una semplice osservazione sociologica, bensì di uno studio scientifico che validerebbe alcuni stereotipi che tendono a distinguere i due sessi, attribuendo loro qualità diverse. Alcuni esperti dell’Università della Pennsylvania hanno voluto spiegare le eventuali differenze di comportamento tra uomo e donna, sfruttando una tecnica di risonanza magnetica, la diagnostica per immagini che segue le molecole d’acqua nel tessuto biologico, al fine di osservare in profondità la struttura biologica del cervello maschile e quello femminile. Sono stati scansionati i cervelli di 949 persone con buona salute mentale (521 donne e 428 uomini), di età compresa tra i 9 e i 22 anni. Continua a leggere

Maternità e lavoro, la grande discriminazione

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di Giuliano Guzzo
 
Quasi non credevo ai miei occhi, ieri pomeriggio, leggendo sul portale deL’Espresso una lunga e interessante inchiesta a firma di Arianna Giunti sulla condizione lavorativa delle madri. Prima di spiegare la mia incredulità, meglio illustrare i contenuti dell’articolo, volto sostanzialmente a denunciare come spesso, anche nel nostro Paese, per una donna rimanere incinta equivale a rischiare il posto. «I dati parlano chiaro – osserva la giornalista – negli ultimi cinque anni in Italia i casi di mobbing da maternità sono aumentati del 30 per cento. Secondo le ultime stime dell’Osservatorio Nazionale Mobbing solo negli ultimi due anni sono state licenziate o costrette a dimettersi 800mila donne. Almeno 350mila sono quelle discriminate per via della maternità o per aver avanzato richieste per conciliare il lavoro con la vita familiare» [1]. Vero, anzi verissimo. Novanta minuti di applausi per questa scomoda ma innegabile verità. Il punto è che non si tratta di una novità. Per niente. Continua a leggere

Donne, il Papa svela il “terzo” livello della parità

Papa Francesco

di Massimo Introvigne
 
Il 7 febbraio 2015 Papa Francesco ha ricevuto i partecipanti alle plenarie del Pontificio Consiglio per la Cultura, dedicata alla donna nella vita sociale ed ecclesiale, e del Pontifico Consiglio dei Laici – dove chi scrive ha tenuto una delle relazioni – dedicata alla città. Le giornate di lavoro hanno mostrato quali enormi problemi alla società, alla Chiesa e alle donne pongano le odierne megalopoli, tormentate da gravissimi problemi di solitudine, spaesamento, desertificazione morale e religiosa, depressione, che vanno molto al di là delle pur serie questioni di povertà materiale.

Chi ha partecipato alle sessioni si è reso conto di come uno sguardo eccessivamenteconcentrato sull’Europa – dove la maggioranza delle città è ancora relativamente a misura d’uomo – rischi di non comprendere le priorità che Papa Francesco indica oggi alla Chiesa. Viste dalle metropoli con oltre dieci milioni di persone dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa – con percentuali di pratica religiosa da prefisso telefonico e con indici altissimi di uso di droghe, prostituzione, criminalità, depressione, non tutti riferibili sempre e solo alla povertà materiale – molti problemi su cui ci si accapiglia da noi si ridimensionano, e si comprendono meglio le priorità che Papa Francesco indica alla Chiesa. Continua a leggere

La strada per la santità

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(tratto da mogliemammepervocazione.com)
 

“Come dice Edith Stein, l’anima della donna deve essere ampia, cioè aperta a tutti;

calda e luminosa per aiutare anche le piantine che stentano;

piena di pace perché quando c’è il temporale i germogli possono non farcela;

riservata perché ci sono dei momenti in cui le intrusioni dall’esterno sono pericolose come una tromba d’aria;

vuota di sé per fare spazio, perché ci vuole terreno fertile per far crescere qualcosa;

padrona di sé perché deve essere pronta a servire, e non schiava di se stessa e dei suoi umori come una grandinata che in ogni momento incombe. Continua a leggere

Sottomissione for dummies (lezione per ripetenti)

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di Costanza Miriano per La Croce – quotidiano
 
Non pensavo che qualcuno mi si sarebbe filato ancora su questa storia della sottomissione. Insomma l’ho spiegata anche al maiale. Pensavo di essere finalmente fuori moda. Invece per colpa o merito del mio amico Mario mi ritrovo a cercare di spiegare di nuovo cosa ho capito io della parola sottomissione usata da San Paolo, e lo faccio per la volta numero duecentosettantaquattro – includendo i tentativi in inglese e violettese (quella specie di lingua spagnola imparata sentendo le canzoni di Violetta, che mi si è resa necessaria quando la Procura generale spagnola ha aperto un fascicolo nei miei confronti su mandato del ministro della Salute e della Pari opportunità, per l’ipotesi di istigazione alla violenza sulle donne. Non mi riprenderò mai dalle risate fatte pensando al magistrato spagnolo che si è dovuto sorbire i racconti dei vomiti dei miei figli nel tentativo di ravvisare tracce di reato, poveraccio). Continua a leggere

Le donne nella Chiesa sono il vento

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di Costanza Miriano
 
Non che corra il rischio, per carità, ma sono ben contenta di non essere Papa (sono già rappresentante di classe). Mi troverei subito a dover affrontare la questione delle donne nella Chiesa, e non saprei davvero da che parte cominciare. Perché si può costruire un albero, si può tessere la stoffa per la vela e montarla, ma non si può programmare il vento. L’uomo nella vita della Chiesa è la struttura, è l’albero. A volte è così forte che è anche il motore, ma il vento sono le donne. Nella dinamica trinitaria di cui l’uomo, maschio e femmina, è immagine e somiglianza, se l’uomo è Gesù Cristo, è la donna che come lo Spirito Santo dà la vita. Ma lo Spirito, il vento, come possono essere scritti in un organigramma? Come si può dare un posto al vento? Continua a leggere

La Chiesa non è e non può essere misogina

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di Costanza Miriano   – articolo pubblicato su IL FOGLIO del 3 agosto 2013 
 
“Amiche cattoliche della mia rubrica telefonica, dei socialcosi, del blog e della posta, elettronica e a piccione, voi sperate di poter vivere la vostra diversità femminile più a fondo nella Chiesa, e aspettate che il Papa dica una parola su questo?” Lancio la domanda a un congruo campione di donne credenti. Ricevo di rimando una salva di pernacchie, sguardi interrogativi (da quelle in carne ed ossa), risposte del tenore di: “A Costa’, ma che stai a dì?”, “Aho, ma che davero davero?” “Più responsabilità? Ancora? Ma che, sei matta? Vuoi un po’ delle mie?”

Ritanna Armeni ha scritto sul Foglio che “anche le donne più rispettose e comprensive, che hanno dedicato la loro vita alla Chiesa, non possono non definirla misogina”. Continua a leggere

“Cos’è la speranza per un cristiano?”

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Cos’è la speranza per un cristiano? Papa Francesco ha preso spunto dalle parole di San Paolo, nella Prima Lettura, per sottolineare la dimensione unica della speranza cristiana. Non si tratta di ottimismo, ha avvertito, ma di “un’ardente aspettativa” protesa verso la rivelazione del Figlio di Dio. La creazione, ha detto, è “stata sottoposta alla caducità” e il cristiano vive dunque la tensione tra la speranza e la schiavitù. “La speranza – ha detto riecheggiando San Paolo – non delude, è sicura”. Tuttavia, ha riconosciuto, “non è facile capire la speranza”. Alcune volte, ha affermato, “pensiamo che essere persone di speranza sia come essere persone ottimiste”. Ma non è così. Continua a leggere

Chi colma il cuore della donna

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Un bellissimo articolo di Costanza Miriano (dal suo omonimo blog).

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Ecco il testo della relazione che avevo preparato per il Seminario per i 25 anni della Mulieris Dignitatem, organizzato dal Pontificio Consiglio per i laici. Purtroppo poi non ho resistito e ho cominciato a raccontare di telefonate alle amiche incaricate di dirmi che sono magra e di mariti divanauri – figure mitologiche metà uomo e metà divano – incontrate in tutta Italia. Mi sono così giocata la possibilità, probabilmente unica in vita mia, di apparire autorevole davanti a donne venute dai cinque continenti. Aggiungo solo che il giorno dopo le partecipanti al seminario sono state ricevute in via eccezionale dal Papa, al quale ho dato “Casate y sé sumisa”, “Sposati e sii sottomessa” in spagnolo. Continua a leggere

Papa Francesco: «Chiamando la donna alla maternità, Dio le ha affidato l’essere umano»

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«È la donna che concepisce, porta in grembo e partorisce i figli degli uomini. Non è solo un dato biologico, ma comporta una ricchezza di implicazioni per la donna e per il suo modo di essere»
 
Nell’udienza ai partecipanti al 25.mo anniversario della Lettera Apostolica Mulieris dignitatem del Beato Giovanni Paolo II  (il primio del suo magistero pontificio interamente dedicato al tema della donna), papa Francesco ha sottolineato che non si può ridurre la maternità ad un ruolo sociale, né promuovere un’emancipazione che abbandoni i tratti che caratterizzano il mondo femminile.
Dio «affida in modo speciale l’uomo, l’essere umano alla donna». Uno speciale affidamento, ha detto il Papa, che si riferisce in modo evidente alla maternità: «Tante cose possono cambiare e sono cambiate nell’evoluzione culturale e sociale, ma rimane il fatto che è la donna che concepisce, porta in grembo e partorisce i figli degli uomini. Continua a leggere

Come il Cristianesimo ha costruito una civiltà

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(dal sito Amici del Timone, marzo 2011)
 
Un’affascinante viaggio nella storia, utile per riscoprirci cristiani

Venerdì 11 marzo si è tenuta la 47° conferenza del Centro Culturale “Amici del Timone” di Staggia Senese, dal titolo “La novità di Cristo nella storia. Come il cristianesimo ha costruito una civiltà”. L’ospite è stato Francesco Agnoli, giornalista e scrittore, conduce una tavola rotonda mensile su Radio Maria e scrive sul Timone e sul Foglio.Un’affascinante viaggio nella storia, utile per riscoprirci cristiani, non solo perché appartenenti alla religione del Cristo incarnato, ma anche perché appartenenti ad un popolo, quello italiano, dalle radici fortemente cristiane, come del resto tutta l’Europa. Continua a leggere

Eh sì, papa Francesco è proprio un progressista

Papa Francesco rienta in Vaticano

Un simpatico giochino per verificare quanto in effetti Bergoglio la pensi al contrario rispetto a Ratzinger.
 
La stampa italiana, soprattutto quella di un certo orientamento, si ostina a presentare Papa Francesco come una specie di Che Guevara di bianco vestito, a volte anche tirando in ballo esplicitamente il terribile rivoluzionario comunista cubano in paragoni a dir poco temerari (un paio di esempi? Eccone uno ed eccone un altro). Ebbene, il ridicolo vizietto di leggere in ogni parola del Santo Padre un ammiccamento al bel mondo radical chic, quando non una devastante rottura rispetto al magistero millenario della Chiesa, non affligge solo i giornali del nostro paese. Si tratta di una piaga globale. E così, stanco di questo continuo fraintendere volutamente il significato degli interventi del Pontefice, Pat Archbold si è inventato per il suo blog nel sito americano National Catholic Register un giochino divertente per smascherare l’ipocrisia di tanti commentatori “liberal”. Ve lo riproponiamo quasi integrale qui sotto in una nostra traduzione. Astenersi lettori privi di senso dell’ironia. Continua a leggere

«Lumen fidei». Senza la verità, la fede è solo una «bella fiaba»

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«Lumen fidei», ecco l’enciclica. Un’ampia sintesi e commento di Massimo Introvigne.
 
Il 5 luglio 2013 è stata presentata la prima enciclica di Papa Francesco, Lumen fidei[1], dedicata alla fede, formalmente datata 29 giugno 2013. Il 13 giugno il Pontefice l’aveva presentata ai membri del Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi come un’«enciclica a quattro mani»[2], preparata insieme a Benedetto XVI come segno speciale della continuità tra i due pontificati. Nel testo, Francesco ricorda che il suo predecessore «aveva quasi completato» (7) l’enciclica sulla fede, aggiungendo: «Assumo il suo prezioso lavoro, aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi» (ibid.). Continua a leggere

Sposala e muori per lei. Uomini veri per donne senza paura


 di Andreas Hofer
 
Un anno fa il travolgente successo di Sposati e sii sottomessa. Pratica estrema per donne senza paura. Adesso, tra pochi giorni (il 19 settembre per la precisione), giunge finalmente in libreria l’atteso secondo libro di Costanza Miriano: Sposala e muori per lei. Uomini veri per donne senza paura, edito da Sonzogno. Continua a leggere

Identità femminile e filosofia dell’essere

Uomo e donna hanno pari dignità e qualità comuni, ma esprimono anche diversità. Il reciproco arricchimento è possibile soltanto se ciascuno sa apprezzare la propria identità.

Sin dalla nascita la persona umana si presenta come maschio e come femmina. Uomo e donna rivelano qualità personali comuni, in quanto sono capaci di conoscenza e autodeterminazione; su queste qualità comuni si fonda la loro eguale dignità.
Contemporaneamente esprimono una diversità, che non sembra riguardare solo il corpo, ma l’intera persona.

Sin dall’antichità la cultura ha cercato di comprendere e interpretare la diversità di maschilità e femminilità nell’uomo. Così Platone nel Convito descrive la nascita del semidio Amore dalla divisione di un unico essere. L’uomo e la donna sarebbero le parti incomplete sorte da questa scissione cosicché a nessuno dei due sarebbe data la possibilità di realizzarsi nel proprio essere individuale. Continua a leggere

Buon 8 Marzo (sperando che sia l’ultimo)

Condivido volentieri questo appello dell’amico Giuliano Guzzo, in occasione dell’odierna Festa della donna. Dal sito Libertà e Persona.
 

Cara Donna, approfitto di questo giorno così importante per rivolgerti un invito speciale e stravagante solo in apparenza, che sono certo farai presto tuo: inizia a dubitare dell’Otto marzo, e, quanto prima, richiedine l’abolizione; fai capire al mondo che ne hai abbastanza di questa trovata pubblicitaria senza storia e senza senso. Continua a leggere