Nuovo studio: l’educazione religiosa è un antidoto contro le dipendenze

dal sito UCCR
 
Di questi tempi educare i figli non è facile, si sa. Lo è ancor di più se l’ambito da educare è quello religioso. Molti, per questa difficoltà, non lo fanno. Anzi, per una sorta di velo di laicità e vago rispetto della libertà del figlio – dicono – delegano allo stesso la scelta di orientarsi, se orientarsi, lasciando così una sorta di “vuoto” educativo che un giorno riempirà da sé, se lo vorrà.

Senza entrare nel merito della questione, in questo senso, ci limitiamo a domandarci: se un genitore educa i propri figli insegnando loro il meglio di ciò che è e sa – segnandolo inevitabilmente nel processo decisionale dello sviluppo, cosa che non appare un problema in tutti gli ambiti, a quanto pare! – perché non lo dovrebbe fare anche nell’ambito religioso? Continua a leggere

Medjugorje, nessuna decisione presa

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Alla Congregazione per la dottrina della fede non si sono svolte «plenarie» né la «feria quarta» dedicate alle apparizioni in Erzegovina. I cardinali e vescovi non hanno ancora esaminato il dossier, tutto è rimandato a dopo l’estate. Alla fine deciderà il Papa, che ha apprezzato il lavoro della commissione Ruini
 
di ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO
 
Nessuna decisione è stata presa in merito alle apparizioni di Medjugorje, iniziate nel 1981 e non ancora concluse. Gli organismi istituzionali della Congregazione per la dottrina della fede non si sono ancora riuniti per esaminare il dossier e le conclusioni del lavoro lungo e articolato della commissione guidata dal cardinale Camillo Ruini che ha concluso i suoi lavori l’anno scorso.

Nell’ex Sant’Uffizio non si sono tenute «plenarie» (la prossima «plenaria» è in programma per il prossimo gennaio). E sull’argomento Medjugorje non si è neanche tenuta la «feria quarta», la riunione mensile (congregazione ordinaria) dei cardinali e vescovi membri della Congregazione che si svolge di mercoledì. L’ultima «feria quarta» si è infatti tenuta – confermano a Vatican Insider autorevoli fonti del dicastero – lo scorso 17 giugno: l’argomento era tutt’altro. La prossima riunione si terrà dopo l’estate, non è escluso che possa slittare a dopo la conclusione del Sinodo. Ciò significa che ci si deve attendere un pronunciamento non prima dell’autunno 2015. Continua a leggere

Il dossier Medjugorje è sul tavolo del Papa…

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(da medjugorjevarese.it)
 
Medjugorje: Il dossier su Medjugorje sarà nell’ufficio del Papa nel gennaio 2015.
 
Il 19 ottobre 2014 monsignor Parolin, braccio destro del Papa aveva incontrato a Roma il Presidente del Consiglio dei Ministri della Bosnia, Vjekoslav Bevanda, lui aveva poi confermato in un’intervista che aveva invitato Pietro Parolin in Bosnia, apparentemente per una visita preparatoria alla visita del Papa nel 2015. D’altra parte, si apprende che ci dovrebbe essere a Roma anche la riunione della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina nel febbraio o marzo 2015. Continua a leggere

Onu contro la Chiesa. Dossier

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“A prima vista le 16 pagine del Rapporto del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia riferito alla Santa Sede potrebbero far pensare a uno scherzo. Di pessimo gusto, ma pur sempre uno scherzo. E invece è purtroppo proprio vera la paternità di un documento che come pochi altri contiene in sé un numero tale di inesattezze, confusioni di piani, ignoranze di dati materiali da lasciare letteralmente sgomenti”. Così il quotidiano Avvenire commenta oggi la notizia delle sconcertanti “osservazioni” ed “esortazioni” (tali da sembrare quasi un avvertimento) indirizzate dal Comitato per la Convenzione sui diritti dell’infanzia alla Santa Sede. Continua a leggere

Un dossier racconta la repressione della polizia francese

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di Daniele Ciacci
 
Risale a pochi giorni fa il dossier Testimonianze delle vittime della repressione della polizia in Francia presentato alla sezione “Diritti Umani” del Parlamento Europeo da cinque avvocati francesi, che raccoglie sessantaquattro testimonianze di partecipanti alla manifestazione parigina di Manif pour tous contro la legge Taubira, che apre alla possibilità di unioni omosessuali parificate ai matrimonio eterosessuali. La manifestazione, che ha visto scendere in piazza quasi un milione di persone, ha dato adito a una risposta «violenta e brutale della polizia, a fronte di una atmosfera pacifica e amichevole, che non ha causato la distruzione di nessuna proprietà pubblica o privata. Il governo ha comunque risposto in una maniera inaccettabile in una democrazia, reprimendo la manifestazione con un uso inappropriato di gas lacrimogeno e con la detenzione arbitraria di centinaia di dimostranti». Continua a leggere