Papa: la persona non è più al centro dell’economia che ‘pensa solo a far soldi’

L’intervista di papa Francesco sul Sole24Ore. “Secondo me l’economia è il territorio di missione troppo poco attraversato”.
 
Quella di oggi è un’economia che “uccide”, perché “obbedisce solo al denaro” con “l’obiettivo primario e unico” di “fare soldi”, mentre “la persona non è più al centro”. Di conseguenza si costruiscono “strutture di povertà, schiavitù e di scarti” e la stessa disoccupazione “è la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perché ha messo al centro un idolo, che si chiama denaro”. Lo sostiene papa Francesco in una lunga intervista al quotidiano economico italiano “Il Sole 24 Ore”.

“Manca la coscienza di un’origine comune, di una appartenenza a una radice comune di umanità e di un futuro da costruire insieme. Questa consapevolezza di base permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Un’etica amica della persona tende al superamento della distinzione rigida tra realtà votate al guadagno e quelle improntate non all’esclusivo meccanismo dei profitti, lasciando un ampio spazio ad attività che costituiscono e ampliano il cosiddetto terzo settore”.

Francesco esorta a “sviluppare la solidarietà ed a realizzare un nuovo ordine economico che non generi più scarti arricchendo l’agire economico con l’attenzione ai poveri e alla diminuzione delle disuguaglianze”. Abbiamo bisogno, sottolinea, “di coraggio e di geniale creatività”. “La distribuzione e la partecipazione alla ricchezza prodotta, l’inserimento dell’azienda in un territorio, la responsabilità sociale, il welfare aziendale, la parità di trattamento salariale tra uomo e donna, la coniugazione tra i tempi di lavoro e i tempi di vita, il rispetto dell’ambiente, il riconoscimento dell’importanza dell’uomo rispetto alla macchina e il riconoscimento del giusto salario, la capacità di innovazione sono elementi importanti che tengono viva la dimensione comunitaria di un’azienda. Perseguire uno sviluppo integrale chiede l’attenzione ai temi che ho appena elencato”. Continua a leggere

Il supermercato specchio della società: il ceto medio sparisce

Italiani sempre più polarizzati anche nella spesa alimentare: crescono i clienti d’oro, che hanno ampio potere d’acquisto e sono attenti alle nuove tendenze salutiste, ma anche quelli che badano solo al prezzo
 
Ci sono i 4,3 milioni di famiglie di mezza età e senza figli, che guadagnano più della media, e sono un target d’oro per chi deve proporre loro acquisti. Ma gli operatori commerciali devono conoscere anche i gusti e le possibilità dei 6,3 milioni di famiglie giovani con figli, con un reddito sotto la media, che rientrano in una categoria di consumo più tradizionale. Anche perché, a conti fatti, gli stili di consumo al supermercato degli italiani si stanno sempre più concentrando in queste due tipologie, con buona pace del ceto medio.

Cinque tipologie di famiglie, cinque “stili” di acquisto identificati ed etichettati: Traditional, Silver, Mainstream, Low Price e Golden. Sono i nomi individuati da Nielsen per interpretare le dinamiche dei trend del largo consumo. I profili dei consumatori sono stati definiti analizzando il carrello della spesa, quindi i loro reali comportamenti d’acquisto e non le loro dichiarazioni. La ridefinizione dei parametri di ricerca è stata resa possibile grazie alle informazioni del Panel Consumatori costituito da 9.000 famiglie rappresentative della popolazione italiana e al monitoraggio dei loro acquisti in termini di categorie, tipologie di prodotto (e.g. senza glutine, senza lattosio, biologico, etc.) e relativo profilo nutrizionale. Continua a leggere

Papa: “Più dell’economia di mercato conta il bene dell’umanità”

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Francesco riceve in udienza i partecipanti al Fortune-Time Global Forum, incoraggiando il raggiungimento di un nuovo “accordo sociale”, che non sia astratto”
 
Il XXI secolo ci lancia una sfida: creare “inclusivi e giusti modelli economici”. Lo ha rammentato papa Francesco durante l’udienza concessa stamattina agli imprenditori partecipanti al Fortune-Time Global Forum. Tema dell’incontro è La sfida del 21º secolo: creare un nuovo patto sociale e, a tal proposito, il Santo Padre ha sottolineato che non si richiede un “nuovo accordo sociale in astratto” ma “idee concrete e un’azione efficace che andrà a vantaggio di tutti e inizierà a rispondere alle pressanti questioni dei nostri giorni”.

Il Pontefice ha ringraziato i congressisti per la loro promozione della “centralità” e della “dignità della persona umana all’interno delle istituzioni e dei modelli economici” e per “attirare l’attenzione sulla piaga dei poveri e dei rifugiati, che sono così spesso dimenticati dalla società”. Continua a leggere

Quale qualità della vita? Il trionfo dell’economia. Ma noi meno felici

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Il trionfo dell’economia. Ma noi meno felici

di Leonardo Becchetti

Il lavoro sempre più voucherizzato, i call center in crisi perché i precari non lo sono abbastanza, i fattorini di Foodora che portano la pizza a domicilio a salari stracciati e capiscono che l’unica disperata forma di protesta che può far presa è l’appello ai consumatori a non comprare i loro prodotti. Che cosa sta succedendo? Guardatevi intorno e vedrete nei paesaggi delle nostre città e delle nostre periferie il trionfo dell’economia e contemporaneamente il suo fallimento nel regalarci felicità e pienezza di senso di vita. Fallimento figlio del suo grave peccato originale. Distese senza fine di ipermercati, centri commerciali e negozi traboccanti di prodotti di ogni genere, colmi di tutte le varietà possibili vendute a prezzi stracciati, al massimo del sottocosto possibile.

Il mondo è diventato esattamente ciò che quel gruppo di filosofi morali che inventò l’economia moderna più di due secoli fa voleva che diventasse: il trionfo del consumatore. L’obiettivo era nobilissimo e tutt’altro che meschino: rendere l’umanità felice. Il risultato assolutamente di successo se valutato in termini di coerenza con le premesse. Peccato però che la funzione di felicità utilizzata (l’ipotesi su cosa rendesse l’uomo felice) fosse sbagliata. Continua a leggere

Un Nobel all’economia che accumula ceneri

di Luigino Bruni
 
Premio alla «teoria dei contratti», semplice e disastrosa La cultura del contratto è la grande vincitrice del nostro tempo di troppi poveri perdenti. Si è sviluppata sulle ceneri della cultura del patto, che era stata la colonna portante dell’edificio famigliare, civile e politico delle generazioni passate. Fino a pochi decenni fa, il regno del contratto era importante ma delimitato, perché la gran parte della vita della gente era retta dal registro del patto (famiglia, amicizia, politica, religione, lavoro …).

Patti e contratti hanno convissuto per molti secoli, erano strumenti complementari per la vita sociale. Fino a quando la globalizzazione dei mercati e della finanza e l’emergere di un ethos dove ogni legame è vissuto come un laccio per l’individuo, hanno decretato la trasformazione progressiva di tutti i patti in contratti. Il patto è (era) un fatto comunitario e simbolico. Non nasce dal solo registro dell’interesse personale, ma ha nella gratuità, nel perdono, nei legami e negli interessi collettivi i suoi elementi costitutivi. Continua a leggere

Papa Francesco: la famiglia rende il mondo più umano, ma la politica non la sostiene

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All’udienza generale Papa Francesco ha svolto la sua catechesi sullo spirito famigliare. “Non si dà alla famiglia il dovuto peso, riconoscimento e sostegno nell’organizzazione politica ed economica della società contemporanea”. “Si potrebbe dire che lo “spirito famigliare” è una carta costituzionale per la Chiesa.”

Ecco di seguito il testo dell’Udienza:
 

Famiglia – 28. Spirito famigliare

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Da pochi giorni è iniziato il Sinodo dei Vescovi sul tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. La famiglia che cammina nella via del Signore è fondamentale nella testimonianza dell’amore di Dio e merita perciò tutta la dedizione di cui la Chiesa è capace. Il Sinodo è chiamato ad interpretare, per l’oggi, questa sollecitudine e questa cura della Chiesa. Continua a leggere

Papa Francesco: Il lavoro è sacro, ma non può tenere in ostaggio la famiglia

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“Le famiglie cristiane ricevono da questa congiuntura una grande sfida e una grande missione. Esse portano in campo i fondamentali della creazione di Dio: l’identità e il legame dell’uomo e della donna, la generazione dei figli, il lavoro che rende domestica la terra e abitabile il mondo.
La perdita di questi fondamentali è una faccenda molto seria.. A volte può sembrare alle associazioni delle famiglie di essere come Davide di fronte a Golia, ma sappiamo come è andata a finire quella sfida! Ci vogliono fede e scaltrezza. Dio ci conceda di accogliere con gioia e speranza la sua chiamata, in questo momento difficile della nostra storia..”.

Così il Papa all’Udienza generale di oggi, 19 agosto 2015. Di seguito la trascrizione completa dell’Udienza. Continua a leggere

Le nostre tasse rendono i poveri ancora più poveri

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 di Matteo Borghi
 
Che la crisi stia colpendo l’Italia, con particolare durezza, lo sappiamo fin troppo bene. Fra chi ha perso un lavoro, stenta a pagare l’affitto, affrontare le spese quotidiane (in una frase “ad arrivare alla fine del mese”) la situazione è tutt’altro che positiva. Di certo non sono di conforto i dati macroeconomici che ci dicono che, nell’ultimo trimestre, il Pil è cresciuto dello 0,3%: il dato, nella sua freddezza, dice poco o nulla a chi – al momento – si è rassegnato a vedere le proprie condizioni di vita peggiorare in maniera continua.

Più in linea con la situazione che molte famiglie vivono ogni giorno sono purtroppo i dati sulla povertà che si espande a macchia d’olio. Secondo l’Inps, dal 2009 ad oggi, i poveri sono aumentati di ben quattro milioni in sei anni: «Abbiamo un aumento dell’incidenza della povertà di circa un terzo, con la percentuale delle famiglie che si trovano al di sotto della soglia di povertà salita dal 18 al 25%, da 11 a 15 milioni di persone si trovano in questa condizione nel giro di sei anni» ha detto una settimana fa il presidente dell’istituto di previdenza Tito Boeri in un’audizione della commissione Affari istituzionali alla Camera dei Deputati.  Continua a leggere

Chi è Duda, il neo presidente che ha affidato la Polonia alla Madonna di Czestochowa

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La stampa internazionale lo dipinge come un conservatore bigotto e nazionalista, ma in Polonia ha convinto molto per le sue ricette chiare e patriottiche
 
«La sua campagna elettorale è stata chiara, non ambigua e questo lo ha ripagato». Così Artur Dmochowski, giornalista polacco, editore del quotidiano Gazeta Polska, spiega a tempi.it la vittoria inaspettata di Andrzej Duda, il candidato conservatore del Partito Diritto e Giustizia che, dato perdente nei pronostici, ha vinto le presidenziali polacche. Dopo aver vinto al primo turno, al secondo ha ottenuto il 51,5 per cento dei voti contro il 48,5 del suo sfidante, Bronislaw Komorowski.
 
Duda, definito dalla stampa internazionale come un cattolico nazionalista e tradizionalista, ha ricevuto la maggioranza dei voti dai giovani. Come mai?

Sempre chiaro e mai preoccupato di tenere i piedi in più scarpe, Duda ha sottolineato la centralità della famiglia naturale come punto di ripresa dell’economia e del lavoro e ha messo gli interessi nazionali davanti a quelli delle lobby e delle banche internazionali. Altrettanto chiare sono state le sue posizioni sull’Europa, sul libero mercato e sulla vita. Continua a leggere

La famiglia è un valore… economico

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Un articolo del Marzo 2013 ma sempre attuale.

di Vincenzo Bassi

La famiglia non è un forte Apache da difendere per poi soccombere; non è così che si fa il bene né della famiglia né della società.
Questo è il senso ultimo del discorso che il Presidente del Consiglio pontificio sulla famiglia, Mons. Vincenzo Paglia, ha pronunciato Venerdì 15 febbraio intervenendo alle Nazioni Unite a un evento organizzato dalla rappresentanza diplomatica della Santa Sede.

Certo, è vero che l’istituzione famigliare è attaccata da una certa cultura famigliare “riduzionista”, che considera la famiglia come una semplice unione affettiva. Tuttavia, secondo Mons. Paglia, questa cultura “riduzionista” va “contrattaccata” perché per la maggior parte degli uomini e delle donne, la famiglia è molto di più, ovvero una risorsa per la società, unica e insostituibile nella sua attività di assistenza ed educazione. Continua a leggere

Stampare moneta non fa ripartire la crescita

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 di Gianfranco Fabi
 
Dal 9 marzo la Banca centrale europea con la collaborazione delle banche nazionali ha iniziato il tanto decantato programma di “quantitative easing” sulla scia di quanto attuato negli ultimi anni dalla Fed, la banca centrale americana.

Innanzitutto è bene sottolineare che “quantitative easing” (QE) significa letteralmente “alleggerimento quantitativo”, una definizione abbastanza oscura che nasce dal linguaggio degli economisti americani, tanto ricchi di fantasia sul piano lessicale e delle forbite analisi, quanto poveri di idee capaci di andare oltre e le argomentazioni matematiche.  

In pratica con questa iniziativa le banche centrali acquistano, pagandoli al prezzo di mercato, strumenti finanziari (titoli di Stato e obbligazioni societarie) in modo da aumentare la liquidità in circolazione nella speranza che questa liquidità possa passare dagli istituti di credito alle famiglie e alle imprese. La Bce stampa quindi carta moneta e la mette a disposizione del sistema economico. Continua a leggere

Genitori, se potete, adottate i figli che si vogliono sposare

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di Costanza Miriano
 
Diceva Longanesi che lui non si appoggiava ai princìpi, che dopo un po’ si piegano. Anche io preferisco piuttosto appoggiarmi agli amici, che sono un po’ più solidi e robusti, soprattutto se a loro volta si appoggiano all’unico vero amico che non delude mai, Cristo. Con questo gruppo di amici in Cristo ogni tanto ci vediamo davanti a qualche buon piatto e del vino (che mi dicono ottimo, ma io bevo solo Coca light e non saprei dire: in compenso per la Coca ho un palato sopraffino, e saprei distinguerne la data di scadenza a occhi chiusi). Quando parliamo e mangiamo insieme vengono sempre fuori nuove idee per la “buona battaglia”, e l’altro giorno Ivan Quintavalle, futuro sacerdote della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, mi ha folgorata con una proposta che secondo me ha del geniale. Continua a leggere

Senza figli la crisi non passa

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Un «bonus» choc per ripartire

​Chi sta alle casse dei supermercati la crisi la sa raccontare bene. Ha visto tutti i modi in cui gli italiani in questi anni hanno provato a risparmiare sulla spesa: li ha visti inseguire le promozioni, accontentarsi di prodotti più economici, riempire meno i carrelli e anche scappare ai discount. La Coop, che con una quota del 15% nel mercato della grande distribuzione è la cassiera più esperta d’Italia, ha visto tutto e ha notato anche qualcosa di più: si è accorta che nei supermercati al fenomeno dello svuotamento dei carrelli si è accompagnato quello della scomparsa dei passeggini. E alla fine ha capito che questo vuoto – i bambini che mancano – è probabilmente la più grave delle malattie economiche del nostro Paese. «Senza figli non c’è ripresa delle aspettative, non c’è incremento dei consumi, non c’è futuro. Nel programma dei mille giorni è fondamentale una politica di sostegno alle nuove famiglie e alla natalità. È questo lo choc di cui avremmo bisogno», hanno scritto i manager dei supermercati “di sinistra” a conclusione del loro rapporto annuale sui consumi degli italiani. Continua a leggere

Molise, un grande patto fra lavoro e famiglia

Papa Francesco in Molise

di Massimo Introvigne
 
Il 5 luglio 2014 Papa Francesco si è recato in visita pastorale in Molise, una regione  particolarmente segnata dalla crisi economica. Il messaggio centrale della visita è stato che la crisi induce spesso a cercare soluzioni che pensano di porre rimedio ai problemi del lavoro e dell’economia trascurando la famiglia e i suoi diritti. Queste soluzioni, ha spiegato il Pontefice, stanno fallendo. Solo un grande patto tra il lavoro e la famiglia può indicare un’autentica via d’uscita dalla crisi. Ma occorre, ha aggiungo, che la famiglia sia fondata su scelte definitive, mentre oggi anche il matrimonio è in difficoltà a causa di una diffusa cultura del provvisorio.

La visita è iniziata dall’Università del Molise, dove il Papa ha incontrato il mondo del lavoro. Non è casuale, ha affermato Francesco, che per un incontro sulla difficile situazione economica sia stata scelta un’università. Continua a leggere

Il Papa “superficiale” che fa saltare un secolo di marxismo

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(da Il Sussidiario)
 

Caro Direttore,

Immagino già le polemiche che seguiranno la risposta che Papa Francesco ha dato al Messaggero a riguardo del comunismo, immagino già i tanti detrattori che da entrambe le parti accuseranno il Papa di aver banalizzato una delle questioni capitali non solo del cattocomunismo ma anche della teologia della liberazione. Un Papa superficiale, questa sarà l’accusa che Papa Bergoglio troverà riversata contro di sé, come a dire che non ha capito quello che vi è in gioco nel difficile rapporto tra cattolici e comunisti.

Invece il Papa non è superficiale né ignora le questioni chiamiamole serie della politica moderna, anzi è proprio perché sa quello che va a toccare che si permette di non rispondere in modo ideologico, come se si debba prendere una parte, bensì propone un approccio totalmente diverso, radicalmente nuovo. Continua a leggere

Francesco: oggi più martiri che in passato

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In un «vero» sistema economico, «al centro dev’esserci l’uomo». E «oggi invece c’è l’economia», che genera «questa cultura dello scarto dove non servono i bambini, non servono i vecchi, e adesso non servono più neppure i giovani». E «questo è gravissimo», frutto di un sistema economico «inumano», che «scarta un’intera generazione di giovani», e «per questo nella Evangelii gaudium non ho avuto paura a scrivere: questo sistema economico uccide».

Sul volo di ritorno dalla Terra Santa, come aveva promesso, papa Francesco s’è offerto senza rete alle domande dei giornalisti al seguito. Quasi un’ora per parlare di tutto, dalla riforma della Curia al prossimo Sinodo, «che sarà sulla famiglia, sui suoi problemi – ha detto – non sulla casistica della comunione ai divorziati risposati», dall’incontro di preghiera con Peres e Abu Mazen in Vaticano, ai prossimi viaggi in Asia: Corea del Sud, ad agosto, e Sri Lanka e Filippine a gennaio 2015. Continua a leggere

Vita, famiglia, evangelizzazione

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Il 19 maggio 2014 Papa Francesco ha aperto i lavori dell’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, con un discorso dove non sono mancati cenni a temi di attualità – vita, famiglia, economia – ma che, come in altri incontri con vescovi, il Pontefice ha voluto dedicare soprattutto alla sfida dell’evangelizzazione. Ė normale che nelle ore successive all’intervento, a seconda delle preferenze, alcuni media si concentrino sull’appello alla difesa della vita e della famiglia e altri alla solidarietà con gli immigrati e i disoccupati. E tuttavia in qualche modo queste letture corrono il rischio di trascurare l’essenziale.

Il Papa vede una società italiana che in gran parte è molto lontana dalla Chiesa. E vescovi che qualche volta rimangono nel «quieto vivere» o perfino scrutano le mosse del Pontefice leggendole, come fanno tanti giornalisti, in una logica di gruppi e di cordate. Così, però, non si rendono conto della situazione drammatica di un Paese scristianizzato e della pressante necessità di «uscire» per evangelizzarlo. Chi non coglie questo aspetto del discorso – a tratti accorato e perfino impressionante – del Pontefice finisce per capire poco del messaggio di Papa Francesco. Continua a leggere

La crisi? E’ cominciata con il divorzio

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di Riccardo Cascioli

Che il 40esimo anniversario del referendum sul divorzio – svoltosi il 12 maggio del 1974 con la vittoria dei no all’abrogazione della legge che quattro anni prima l’aveva introdotto in Italia – fosse l’occasione per le solite celebrazioni sulla conquista dei diritti civili era scontato. Altrettanto scontato sentir celebrare l’ingresso nella modernità a cui partecipò anche la parte più “illuminata” del cattolicesimo italiano, ovviamente quella che si schierò per il “no all’abrogazione”. Il tutto a testimonianza della maturità raggiunta dal popolo italiano, maturità che – tra parentesi – deve essere stata persa un po’ più avanti vista la situazione in cui ci troviamo oggi.

C’è però una notazione originale che fa Pierluigi Battista sul Corriere della Sera che merita una riflessione. Sostiene infatti Battista che in quell’occasione la passione civile ebbe la meglio sulla logica dei partiti. E questo si tradusse nel fatto che furono due parlamentari, uno della maggioranza e uno dell’opposizione – il liberale Baslini e il socialista Fortuna – a prendere l’iniziativa e ad “autonomizzare” il Parlamento che riuscì ad approvare una legge che il governo (a guida democristiana) non avrebbe mai accettato. Continua a leggere

La politica nella “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco

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Mons. Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste, spiega che l’Esortazione apostolica è ricca di indicazioni che appartengono all’ambito del magistero sociale

Roma, 11 Aprile 2014 (Zenit.org) – di Federico Cenci

La Evangelii Gaudium di papa Francesco: formalmente non è un’enciclica sociale, eppure vi si riscontrano – soprattutto nel capitolo quattro, dal titolo La dimensione sociale dell’evangelizzazione – tracce evidenti del magistero sociale della Chiesa. Lo ha spiegato mons. Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste, durante la relazione che ha tenuto ieri, 10 aprile, presso la Basilica di San Giovanni in Laterano.

Significativo, secondo il vescovo della città giuliana, che i testi maggiormente citati da papa Francesco nella Evangelii Gaudium siano l’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi (8 dicembre 1975) di Paolo VI e il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, redatto dal Pontificio Consiglio della Giustizia e Pace per volontà di Giovanni Paolo II.  Continua a leggere

Politica economica tra ambizione e velleità

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di Gianfranco Fabi

Ambizione, più che giusta, o velleità, sempre in agguato? Attorno a queste due parole si gioca il giudizio sui progetti del nuovo governo e del suo leader, Matteo Renzi. In sintesi l’obiettivo è chiaro: trovare le risorse per rimettere in moto la crescita. E quindi ridurre gli sprechi e aiutare la creazione di posti di lavoro. E ancora tagliare le spese improduttive e mettere in atto un vasto piano di modernizzazione del Paese.

Propositi altrettanto facili a dirsi quanto arduo è avviarne la soluzione. Il perché è presto detto: è praticamente impossibile avviare un serio piano di tagli alla spesa senza modificare in maniera sostanziale l’assetto organizzativo e funzionale del Paese. Perché negli ultimi cinquant’anni della vita pubblica italiana non si è fatto altro che creare nuovi centri di spesa, nuove incombenze burocratiche, nuovi livelli di gestione operativa dell’amministrazione pubblica. Continua a leggere

«Tra profitto e solidarietà un legame originale»

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di Massimo Introvigne

Papa Francesco ha reso nota il 19 febbraio la prefazione che ha scritto al libro di mons. Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e prossimo cardinale, Povera per i poveri. La Chiesa della Missione (Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2013). A qualcuno il testo riserverà qualche sorpresa. A differenza di quanto avviene in tanto pauperismo imperante, il Papa non condanna il denaro e il profitto, ma invita a scoprire che il profitto ha un «legame originale» con la solidarietà di cui parla la dottrina sociale della Chiesa.

Francesco inizia ribadendo un tema che gli è caro: non c’è solo la povertà economica, «ci sono tante forme di povertà» fra cui quelle «spirituali, sociali, morali». È semmai il nostro mondo moderno occidentale a considerare «poveri» soltanto coloro che hanno poco denaro, e a temere questa forma di povertà guardandola «con orrore». Continua a leggere

Il capitalismo nasce francescano

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Furono due teologi francescani a porre le basi teoriche del libero mercato. Da un’analisi di Rothbard.

di Guglielmo Piombini

Integrando l’economia austriaca misesiana, la filosofia giusnaturalista tomista e lockiana e l’anarchismo politico degli individualisti americani dell’Ottocento, Murray N. Rothbard (1926-1995) ha costruito un grandioso sistema teorico, al quale deve la fama di massimo pensatore libertarian del Novecento. Meno approfondito però è stato un altro aspetto del suo pensiero, i cui semi erano già presenti fin dall’inizio della sua storia intellettuale ma che è giunto a maturazione solo negli ultimi anni della sua vita: l’apprezzamento per il Cristianesimo e in particolare per la cultura cattolica. Rothbard, ebreo e agnostico, pur senza battezzarsi o convertirsi arrivò al termine del suo percorso intellettuale a considerarsi “un ardente sostenitore del Cristianesimo” e ad aderire ad una visione culturale latu sensu cattolica. Continua a leggere

La dottrina politica del Cristo Re

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di Stefano Fontana
 
L’anno liturgico si conclude con la Festa di Cristo Re, che quest’anno cade domenica 24 novembre 2013. In questa occasione la Festa di Cristo Re si carica di ulteriori significati, in quanto segna anche la conclusione dell’Anno della Fede, iniziato per volontà di Benedetto XVI l’11 ottobre 2012 e che si concluderà, appunto, domenica 24 novembre 2013. Sembra importante, allora, chiedersi cosa sia questa Festa.
 
La dottrina di Cristo Re nel Catechismo

È utile innanzitutto precisare che la signoria o regalità di Cristo è un insegnamento della Chiesa contenuto nel Catechismo. Si tratta di una verità della dottrina della fede, come scrisse Pio XI, il Papa che istituì la festa: «è dogma di fede che Gesù Cristo è stato dato agli uomini quale Redentore in cui debbono riporre la loro fiducia, ed allo stesso tempo come legislatore a cui debbono obbedire» (enciclica Quas Primas). Continua a leggere

Più nascite creano più ricchezza

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di Tommaso Scandroglio

“Prega per noi ora e nell’ora della nostra nascita”. L’aforisma è di Thomas Eliot e ben si attaglia al contenuto del Messaggio per la Giornata nazionale per la vita della Conferenza Episcopale Italiana, giornata che cadrà il prossimo 2 febbraio. Il documento, dal titolo “Generare futuro” e pubblicato lo scorso 4 novembre, tra gli altri aspetti tocca anche quello dell’aborto e fa comprendere come questo fenomeno sia la prima causa del rigidissimo inverno demografico che sta colpendo l’Italia da anni, inverno che non conosce stagioni tanto si è fatto lungo. Infatti se andiamo a prendere l’ultima Relazione del Ministro della Salute sullo stato di attuazione della legge 194, resa pubblica lo scorso 13 settembre, si scopre che gli aborti sono circa un quinto dei nati vivi. In altre parole su cinque bambini concepiti uno non vedrà mai la luce. Senza l’aborto dunque il paese avrebbe il 20% in più di nascite ogni anno. Continua a leggere

Ma se l’Italia va a rotoli peggio che mai, perché lo spread scende? Spiegazione di un mistero

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Il differenziale tra titoli di Stato dice poco sull’economia reale dei paesi, serve solo a capire le intenzioni di quei «pochi potenti che detengono la ricchezza del mondo». E comandano i mercati. Intervista a Fabrizio Pezzani (Bocconi).
 
Se veramente lo spread fosse un’indicatore dell’”economia reale”, allora, in Italia, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali (Btp) e il Bund tedesco non dovrebbe attestarsi a meno di duecentocinquanta punti base, com’è attualmente, ma «come minimo a mille punti base». Continua a leggere