Il bellissimo saluto di fine corso universitario di questo docente di matematica

carlo ravaglia

(dal sito UCCR)
 
Ultimo giorno di lezione all’Università di Bologna, siamo nel Dipartimento di Matematica e il corso è quello di Analisi 1. Per tutto l’anno si è parlato di funzioni, numeri reali, calcolo dei limiti, di derivate e integrali. Ma l’ultimo giorno, lo sa chi ha frequentato l’università, è anche il momento dei saluti e degli auguri, sopratutto se si è vicini al Natale.

Grazie ai diversi video che gli studenti bolognesi hanno caricato su Youtube, si può sbirciare lo speciale saluto che il prof. Carlo Ravaglia, docente di Analisi Matematica, ha voluto fare ai suoi allievi. Abbiamo così scoperto un grande uomo, un maestro nel vero senso della parola che non si limita all’insegnamento tecnico della sua materia, ma sente la responsabilità dell’educatore, di colui che offre ai suoi studenti, prima di salutarli definitivamente, ciò che di più buono ha visto nella vita. «Nella vita», spiega il prof. Ravaglia, «bisogna prendere una posizione e nel mio insegnamento ho chiara una cosa: non può restare solo una trasmissione di nozioni». Continua a leggere

La difficile arte di educare

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di Giovanni Covino

«L’uomo è un essere culturale». Spesso abbiamo letto o sentito questa definizione, una definizione vera, ma che necessita di spiegazioni; occorre, infatti, chiarire, specie in relazione al problema dell’educazione, perché al sostantivo uomo possiamo accostare l’aggettivo culturale. Una simile definizione può, invero, significare tutto e niente: tutto se viene ben intesa la natura dell’uomo, niente se tale natura viene miseramente lasciata in balia di dottrine infondate.Non basta acquisire informazioni, essere in possesso di un cospicuo numero di dati per essere un uomo di buona cultura; in altri termini, dire uomo di cultura non equivale a uomo con una conoscenza sterminata, ma più semplicemente (e direi essenzialmente), significa essere un uomo ben formato, le cui conoscenze sono indirizzate al vero fine, al perfezionamento del proprio essere. Continua a leggere

“Il tempo di vincere”. Una delle più belle pagine della storia del football americano. La racconta Jim Caviezel

Celebrities gear up to watch the US Open Men's Finals Match

Abbiamo parlato poco tempo fa del ruolo della Chiesa cattolica nella storia del basket americano e di quello assai minore nella storia del football. Tuttavia c’è una pagina, una delle più belle dello sport con la palla ovale versione Usa, che le va ascritta.

Gli Spartans sono la squadra di football del De La Salle High School di Concord, in California, “liceo” dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Dal 1965, anno di fondazione, per oltre dieci anni fu un team anonimo, non vinse praticamente nulla. Fino a che Bob Ladouceur, insegnante di religione al De La Salle e appassionato di football, fu coinvolto nella sua gestione e nel 1979, a 25 anni, con pochissima esperienza alle spalle, ne divenne l’allenatore. Profondamente cattolico e grande motivatore, Ladouceur nel giro di pochissimo tempo trasformò un gruppo scalcinato in una delle squadre più forti di tutto il panorama nazionale. Continua a leggere

La vera apertura di papa Francesco

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Di seguito l’intervento di Padre Antonio Spadaro, Direttore de La Civiltà Cattolica, sul “Corriere della Sera” del 7 gennaio 2014.

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La sfida educativa è una delle grandi sfide del mondo contemporaneo. Papa Francesco lo ha ribadito di recente nella sua conversazione con i Superiori Generali pubblicata su La Civiltà Cattolica. Purtroppo alcuni titoli giornalistici che hanno parlato di «apertura alle coppie gay» sono stati fuorvianti nella comprensione di ciò che il Papa ha effettivamente detto e della grande sfida che ha delineato. La strumentalizzazione delle sue parole è risultata funzionale sia ai suoi detrattori di «destra» sia a chi lo esalta per usarlo a «sinistra». Che cosa ha detto esattamente il Papa? Che l’educatore «deve interrogarsi su come annunciare Gesù Cristo a una generazione che cambia». Questo è il punto: «il compito educativo oggi è una missione chiave, chiave, chiave!». Continua a leggere