L’eredità di don Bosco: un “faro luminoso” contro la cultura dell’indifferenza

Don Mauro Mantovani, rettore della Pontificia Università Salesiana dallo scorso luglio, si sofferma sull’emergenza educativa e sul sempre attuale “metodo preventivo”
 
Il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco è stato segnato dall’avvicendamento alla guida della Pontificia Università Salesiana. Lo scorso 16 luglio, un mese prima della grande festa per il fondatore, don Mauro Mantovani è stato nominato rettore dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica.

50 anni, originario di Moncalieri (Torino), don Mantovani è salesiano dal 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dottore in filosofia all’Università di Salamanca e in teologia all’Angelicum di Roma, è docente di filosofia teoretica alla Salesiana, dove è stato vicerettore e decano della facoltà di Scienze della comunicazione sociale. Continua a leggere

Genitori liberi di scegliere in Italia come in Europa

Scuola_46427528

Il «buono scuola» strumento di vera democrazia
 
Il dibattito sulla libertà educativa tocca le corde più profonde del nostro stare assieme come cittadini. La scuola, come ricorda spesso Dario Antiseri, ha, tra gli altri, il compito di «costruire menti critiche», ovvero di promuovere una nozione matura di democrazia, in cui la partecipazione non si risolve nella genuflessa sudditanza nei confronti del sovrano di turno, ma diventa attiva condivisione del momento decisionale. Un monopolio burocratico-statale come quello che caratterizza il sistema italiano rappresenta perciò – a parere di chi scrive – uno dei maggiori ostacoli all’esercizio della libertà educativa, in forza della quale si manifesta la prima e fondamentale forma di esercizio della sovranità da parte dei cittadini. Eppure, a distanza di anni, nessun passo avanti significativo è stato ancora compiuto nel nostro Paese nella direzione della libertà educativa dove, come afferma ancora Antiseri, «le scuole libere sono libere esclusivamente di morire». Continua a leggere

Scuola, due cose da fare subito per le paritarie

Due cose da fare subito per le paritarie

Le risorse, è noto, sono poche, e il governo è tirato per la giacchetta da tutte le parti… Una cosa però, è certa: alla luce del documento “La Buona Scuola” presentato nei giorni scorsi dal governo, la Legge di stabilità 2015 rappresenta l’occasione per verificare se le buone intenzioni dichiarate potranno tradursi in azioni concrete per un effettivo sviluppo del nostro sistema nazionale di istruzione. In modo particolare, sarà il banco di prova per accertare se il ruolo assolutamente marginale ricoperto dalla scuola paritaria nel citato documento è una scelta voluta, rigurgito di una obsoleta avversione ideologica che finirebbe per emarginarci ancora di più dal resto dei paesi europei, o una semplice e innocente disattenzione.

Sin dall’inizio del suo mandato, il presidente del Consiglio Renzi ha sottolineato la necessità di una forte attenzione al fattore educativo e la centralità di una scuola “che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico, che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani”. Se questo è davvero ciò che interessa, non è possibile trascurare l’importante contributo offerto dalle scuole paritarie. Continua a leggere

La più grande rivoluzione politica: la libertà di educazione

th3KARIBZC

Intervista con mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste e presidente dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân

(di Stefano Fontana, Zenit.org, 8.02.14)

Eccellenza, è quasi d’obbligo dedicare questa riflessione alla scuola, per due motivi. Prima di tutto per il Messaggio che voi Vescovi del Triveneto avete pubblicato nei giorni scorsi a proposito proprio dell’educazione (vedi il numero scorso di Vita Nuova, settimanale della diocesi di Trieste). Secondariamente perché la Chiesa italiana si prepara all’incontro del prossimo 10 maggio con Papa Francesco proprio sulla scuola. Al centro c’è il problema della libertà di educazione delle famiglie.

Mons. Giampaolo Crepaldi: Parlo volentieri della scuola. L’emergenza educativa era stata segnalata con grande preoccupazione da Benedetto XVI. Continua a leggere