Buone notizie dall’Emilia Romagna: in aumento i medici obiettori

Buone notizie dal fronte pro life: un recente rapporto della Regione, relativo al 2018, ha evidenziato che, in Emilia-Romagna, negli ultimi due anni, è aumentato il numero di medici obiettori.  Parliamo di una percentuale che riguarda, oggi, il 55,5% degli ostetrici-ginecologi che, nel 2017, corrispondeva al 50,5% e nel 2016 al 49,8%. Solo a Bologna, negli ospedali dell’Ausl, i ginecologi obiettori sono il 47%, rispetto al 42,9% del 2017. In particolare, al Sant’Orsola, la percentuale dei medici obiettori si attesterebbe intorno al 69% (era addirittura all’80,6% nel 2017). Su scala nazionale, invece, l’obiezione di coscienza riguarda ben il 68,4% tra i medici e del 45,6% tra gli anestesisti.

Ma un fenomeno forse ancora più eclatante, segnalato sempre dal rapporto della Regione, è la drastica diminuzione delle interruzioni di gravidanza, circa 6.874 nel 2018, il numero più basso dal 1980, con una diminuzione del 4% rispetto al 2017. Anche a Bologna il numero è in diminuzione: 1.596 nel 2018 contro le 1.658 del 2017 e le 1.811 del 2016.

Un calo che riguarda sia le donne con cittadinanza italiana, sia le donne residenti in regione con cittadinanza straniera. In totale, il tasso di aborti su base regionale è passato dal 10.4% del 2004, al 6.7% del 2018. Insomma, dati che fanno ben sperare e su cui crediamo che l’attività delle associazioni pro life, talvolta presenti anche nei consultori, possa aver inciso e continui ad incidere, perché un risveglio delle coscienze su un tema così drammatico e delicato come l’aborto, spesso usato come becero strumento di propaganda psuedofemminista, oggi più che mai risulta necessario. Continua a leggere

Ravenna, bimbi con la sindrome di Down in acqua: “Quanti muri si abbattono”

Due di sette anni, uno di quattro, una di nove. Presto, si aggiungerà al gruppo un bimbo di appena due. Sono i partecipanti al progetto “Interacquiamo” che un gruppo di istruttori della piscina comunale di Ravenna, dopo aver seguito un corso di operatore sportivo per la disabilità, hanno proposto alla società SwimFit e poi lanciato alle famiglie.Grazie a una collaborazione con la sezione ravennate dell’Associazione Italiana Persone Down, in ottobre il corso che si tiene tutte le domeniche mattine è iniziato proprio con i bambini con la trisomia 21, anche se rimane aperto ad altri tipi di disabilità.

“Intendiamo questo progetto – spiega Marcella Masetti, anima del corso insieme a Fernando Testi, Susy Atangana, Mara Ranieri, Silvia Pagliai e Elena Zaccardo – come una fase preparatoria per poi integrare i nostri bambini con i cosiddetti normodotati nei corsi di nuoto classici. Ci siamo infatti resi conto, anche facendo formazione, che il più delle volte le società sportive di nuoto, per mancanza di risorse o disponibilità, non sono in grado di accogliere anche i bambini con disabilità. Che invece, come ci stiamo rendendo conto in questi mesi, in acqua migliorano da molti punti di vista”.

I giovamenti non sono solo sugli aspetti tecnici, dove comunque si stanno registrando risultati imprevisti, ma soprattutto su quelli relazionali: “Ci sorprende ogni volta notare come i bambini, passo dopo passo, prendano fiducia in noi istruttori: quando liberano muri e resistenze, è il momento in cui riescono a imparare di più. Per noi è un’emozione vedere che si affidano”. Continua a leggere