Un tale accostamento, infatti, non potrà mai chiamarsi comunione

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Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell’apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell’Eucaristia, «si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale».

(San Giovanni Paolo II)

 

Crisostomo Giovanni 
«Anch’io alzo la voce, supplico, prego e scongiuro di non accostarci a questa sacra Mensa con una coscienza macchiata e corrotta. Un tale accostamento, infatti, non potrà mai chiamarsi comunione, anche se tocchiamo mille volte il corpo del Signore, ma condanna, tormento e aumento di castighi»

(San Giovanni Crisostomo)

 

Angelus: “Il Cielo incomincia proprio in questa comunione con Gesù”

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Papa Francesco – Angelus, Piazza San Pietro, 16 agosto 2015
 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In queste domeniche la Liturgia ci sta proponendo, dal Vangelo di Giovanni, il discorso di Gesù sul Pane della vita, che è Lui stesso e che è anche il sacramento dell’Eucaristia. Il brano di oggi (Gv 6,51-58) presenta l’ultima parte di tale discorso, e riferisce di alcuni tra la gente che si scandalizzano perché Gesù ha detto: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,54). Lo stupore degli ascoltatori è comprensibile; Gesù infatti usa lo stile tipico dei profeti per provocare nella gente – e anche in noi – delle domande e, alla fine, provocare una decisione. Anzitutto delle domande: che significa “mangiare la carne e bere il sangue” di Gesù?, è solo un’immagine, un modo di dire, un simbolo, o indica qualcosa di reale? Continua a leggere

Il significato della croce nel mistero della liturgia in un cortometraggio (VIDEO)

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Per preparare ragazzi, giovani e meno giovani alla celebrazione della Passione del Signore e alla Settimana Santa, vi consiglio questo video, un filmato che ha vinto il premio di miglior cortometraggio religioso del 2012. Potremmo descriverlo come una parabola: dalla noia alla partecipazione attiva nella liturgia.
L’esperienza liturgica e l’ascolto “partecipativo” della Parola di Dio ti rendono davvero contemporaneo alla vicenda della morte e risurrezione del Signore, e quando ricevi la comunione Cristo compie di nuovo in te l’opera della salvezza realizzata una volta per sempre sulla croce. Il linguaggio cinematografico comunica questo in maniera immediata ed emotivamente convincente. Si può “predicare” anche così: e questo coinvolgente sermone dura solo 5 minuti! Continua a leggere

Digiuno, carità e preghiera. Ecco perché

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di Stefano Bimbi
 
Se a un fedele che va alla Messa o a un ragazzo che frequenta il catechismo chiediamo di dire, magari nell’ordine, i Dieci Comandamenti probabilmente avrà qualche difficoltà. Eppure in confessione dobbiamo accusarci dei peccati mortali e allora ci si chiede come possa farlo chi non sa nemmeno elencare i Comandamenti. Se poi chiediamo a chi va a confessarsi se conosce i precetti generali della Chiesa, forse avremo delle brutte sorprese. Può darsi che nemmeno sappia che sono cinque. Eppure anche questi sono obbligatori per tutti sotto pena di peccato mortale e quindi, al pari dei Comandamenti, da confessare in caso di mancato adempimento.

Eccoli dunque così come sono formulati nel Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica: partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate [per l’assoluzione del precetto vale anche la Messa del sabato pomeriggio, anche se è meglio partecipare la domenica, giorno del Signore, n.d.A.] e rimanere liberi da lavori e da attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni; confessare i propri peccati almeno una volta all’anno; ricevere la Comunione almeno a Pasqua; astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa; sovvenire alle necessità materiali della Chiesa, secondo le proprie possibilità.  Continua a leggere

Perché il digiuno prima della Comunione? E quanto tempo prima della Messa si può mangiare?

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Perché per fare la Comunione bisogna stare a digiuno? E quanto tempo prima della Messa si può mangiare?
Federico, Alessandria

 

Scriveva sant’Agostino: “Quando per la prima volta gli apostoli ricevettero l’Eucaristia, non la ricevettero a digiuno. Tuttavia non bisogna accusare per questo la Chiesa universale, in cui l’Eucaristia si riceve sempre soltanto da chi è digiuno. Piacque infatti allo Spirito Santo che, per riverenza verso un tanto grande Sacramento, nella bocca del cristiano entrasse prima il Corpo del Signore che altro cibo”. È chiaro il motivo del digiuno: per rispetto verso il Corpo del Signore. Si tratta di disporsi a questo incontro con Cristo non solo dal punto di vista spirituale, ma anche materiale. È tutta la nostra persona che si appresta a entrare in comunione con il Signore, per lasciarsi da lui trasformare. Non si tratta quindi di osservare una regola, ma di renderci conto di questo grande dono che andiamo a ricevere. Per questo è bene disporsi a vivere la Messa con la preghiera e il raccoglimento. Continua a leggere

«Io sono il pane della vita»

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,24-35.

Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù.
Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.
Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?».
Gesù rispose: «Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato». Continua a leggere

Papa Francesco “La strada di Emmaus simbolo del nostro cammino di fede”

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Al Regina Caeli anche appelli per la pace in Afghanistan e in Ucraina

La preghiera affinché in Ucraina prevalgano “sentimenti di pacificazione e di fratellanza” e il dolore per le vittime provocate “dall’enorme frana che si è abbattuta su un villaggio dell’Afghanistan” hanno scandito, stamani, le parole di Papa Francesco durante il Regina Caeli. Il Santo Padre, ricordando il passo del Vangelo in cui Gesù risorto appare ai due discepoli di Èmmaus, ha poi affermato che la parola di Dio ci riempie di gioia.
 
Cari fratelli e sorelle,
il Vangelo di questa domenica, la terza di Pasqua, è quello dei discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35). Questi erano due discepoli di Gesù, i quali, dopo la sua morte e passato il sabato, lasciano Gerusalemme e ritornano, tristi e abbattuti, verso il loro villaggio, chiamato appunto Emmaus. Continua a leggere