“Il sacerdote che non si confessa danneggia la Chiesa”

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di Massimo Introvigne

All’udienza generale del 26 marzo 2014, riprendendo le sue catechesi sui sacramenti, Papa Francesco ha proposto una meditazione sul sacramento dell’Ordine. Per diventare sacerdoti «non si vendono i biglietti d’entrata – ha detto il Papa – è un’iniziativa che prende il Signore», e cui chi è chiamato deve corrispondere, non solo fino all’ordinazione ma per tutta la vita.

Dopo i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana – Battesimo, Cresima, Eucarestia – che valgono per tutti, così come la Confessione e l’Unzione degli infermi, vengono «due Sacramenti che corrispondono a due vocazioni specifiche: si tratta dell’Ordine e del Matrimonio». Sono le «due grandi vie attraverso le quali il cristiano può fare della propria vita un dono d’amore, sull’esempio e nel nome di Cristo, e così cooperare all’edificazione della Chiesa». Continua a leggere

E’ nell’ostia la forza del matrimonio

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(dal sito La nuova Bussola Quotidiana)
 
Il dibattito accesosi attorno alla questione dei divorziati risposati e del loro non poter accostarsi all’Eucarestia, ha messo in evidenza – come ampiamente documentato da La Nuova BQ – che molti cattolici e anche importanti fette dell’episcopato non solo hanno perso il significato del valore sacramentale del matrimonio, e quindi il suo carattere di indissolubilità, ma anche quello dell’Eucarestia. La riduzione della Comunione a un diritto e la pratica ormai diffusa in Europa di accostarsi alla Comunione anche in stato di peccato grave e senza sentire il bisogno di confessarsi, ne sono una lampante dimostrazione. Per questo abbiamo pensato di proporre un itinerario che aiuti a recuperare il significato dell’Eucarestia, affidandolo a una firma ben nota ai nostri lettori che è anche suora adoratrice del Santissimo Sacramento. Suor Maria Gloria Riva ripercorrerà la storia di alcuni miracoli eucaristici per introdurci al Mistero, con tutte le sue implicazioni. Si comincia proprio dal rapporto tra Eucarestia e fedeltà matrimoniale e dal miracolo di Santarem. Continua a leggere

“Se ognuno di noi non si sente bisognoso della Misericordia di Dio, non si sente peccatore, è meglio che non vada a Messa”

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Papa Francesco, nell’Udienza Generale di oggi, 12 febbraio 2014, in piazza San Pietro, ha condotto la sua catechesi sull’Eucaristia e sul senso e il modo con il quale noi tutti, la domenica a Messa, la viviamo. Ci sono tre indizi, ha detto il Papa per riuscire a capire se viviamo bene l’Eucaristia. Il primo è il pensiero per chi ci sta accanto, nei banchi. Riusciamo a sentirli come fratelli e sorelle? Mi avvicino ai problemi dei più bisognosi? Prego per loro? Il secondo indizio è la grazia di sentirsi perdonati: “Se ognuno di noi non si sente bisognoso della Misericordia di Dio, non si sente peccatore, è meglio che non vada a Messa. Noi andiamo a Messa perché siamo peccatori e vogliamo ricevere il perdono di Gesù”. Il terzo indizio è la coerenza tra liturgia e vita: “Una celebrazione può risultare anche impeccabile dal punto di vista esteriore, bellissima, ma se non ci conduce all’incontro con Gesù, rischia di non portare alcun nutrimento al nostro cuore e alla nostra vita”. Continua a leggere

Il Papa: vivere il mistero della presenza di Dio nella Messa, venire a Santa Marta non è tappa turistica

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Riscoprire il senso del sacro, il mistero della presenza reale di Dio nella Messa: è l’invito di Papa Francesco durante la celebrazione eucaristica presieduta stamani a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:

La prima Lettura del giorno parla di una teofania di Dio ai tempi del re Salomone. Il Signore scende come nube sul Tempio, che viene riempito della gloria di Dio. Il Signore – commenta il Papa – parla al suo Popolo in tanti modi: attraverso i profeti, i sacerdoti, la Sacra Scrittura. Ma con le teofanie parla in un’altra maniera, “diversa dalla Parola: è un’altra presenza, più vicina, senza mediazione, vicina. E’ la Sua presenza”. “Questo – spiega – succede nella celebrazione liturgica. La celebrazione liturgica non è un atto sociale, un buon atto sociale; non è una riunione dei credenti per pregare assieme. E’ un’altra cosa. Nella liturgia, Dio è presente”, ma è una presenza più vicina. Nella Messa, infatti, “la presenza del Signore è reale, proprio reale”: Continua a leggere

Udienza generale. Il Papa: è molto importante andare a Messa la Domenica, l’Eucaristia è salvezza

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Oltre 25 mila fedeli presenti oggi in Piazza San Pietro nonostante la pioggia per partecipare all’udienza generale del mercoledì. Il Papa ha dedicato la sua catechesi sui Sacramenti all’Eucaristia che – ha detto “si colloca nel cuore dell’«iniziazione cristiana», insieme al Battesimo e alla Confermazione, e costituisce la sorgente della vita stessa della Chiesa. Da questo Sacramento dell’amore, infatti, scaturisce ogni autentico cammino di fede, di comunione e di testimonianza. Quello che vediamo quando ci raduniamo per celebrare l’Eucaristia, la Messa, ci fa già intuire che cosa stiamo per vivere. Al centro dello spazio destinato alla celebrazione si trova l’altare, che è una mensa, ricoperta da una tovaglia, e questo ci fa pensare ad un banchetto. Continua a leggere

L’Eucaristia: amore degli amori

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«In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.» (Gv 6, 53 – 54)
 
Quanti amici ci hanno detto frasi come “Non vengo a Messa perché mi annoio!”, oppure “L’omelia del sacerdote era troppo lunga”? Spesso anche molti cattolici si dimenticano quale sia la parte fondamentale della Santa Messa: l’Eucaristia. Non ci possiamo annoiare nel momento in cui ci rendiamo conto che la persona che più ci ama al mondo sta dando la sua vita per noi: durante la Consacrazione, infatti, Gesù Cristo viene realmente crocifisso davanti ai nostri occhi, anche se non lo vediamo. Continua a leggere

Papa Francesco: Il corpo va rispettato perché è risonanza di eternità

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Freddo e sole in Piazza San Pietro per la prima udienza generale di dicembre di Papa Francesco che ha proseguito la catechesi sulla vita eterna e la resurrezione della carne. “La nostra risurrezione- ha detto il Papa- è strettamente legata alla risurrezione di Gesù; il fatto che Egli è risorto è la prova che esiste la risurrezione dei morti.”

Il Papa rileggendo le Scritture ha ricordato che Gesù stesso “dice: «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25). Infatti, sarà Gesù Signore che risusciterà nell’ultimo giorno quanti avranno creduto in Lui.”

É la sua resurrezione che ci da la certezza della nostra : “Egli, il Verbo incarnato, morto per noi e risorto, dona ai suoi discepoli lo Spirito Santo come caparra della piena comunione nel suo Regno glorioso, che attendiamo vigilanti. Questa attesa è la fonte e la ragione della nostra speranza: una speranza che, se coltivata e custodita, diventa luce per illuminare la nostra storia personale e comunitaria.” Continua a leggere