Charlie & noi. Diritto di vivere, dovere di morire

di Francesco Ognibene
 
L’epilogo della vicenda di Charlie smaschera i ragionamenti su libertà di scelta e autodeterminazione del paziente usati per ottenere la morte a richiesta. E l’Europa finisce i suoi figli più fragili.
 
Ci hanno detto in ogni modo che conta solo la volontà del paziente, o dei suoi genitori, se è troppo piccolo per poterla esprimere da sé. Ci hanno fatto credere che le determinazioni dei medici devono fermarsi un passo prima di quelle del malato o dei suoi tutori, e che è ora di dire basta col paternalismo medico. Ci hanno riempito la testa di autodeterminazione e dignità del paziente i cui desideri non possono essere coartati in alcun modo. Hanno però omesso di ricordare che tutti questi ragionamenti valgono solo in una direzione: quella della morte, chiesta o cercata, mentre se la volontà è di vivere, di lottare, di sperare, allora si comincia con i distinguo, l’appello al potere assoluto di medicina e scienza soppianta ogni altra considerazione, e si chiama accanimento quello che per i pazienti o chi li rappresenta è solo una ragionevole chance da tentare, fosse pure l’ultima, e anzi proprio per questo impossibile da ignorare. Continua a leggere

La genesi dell’Europa cristiana spiegata dallo storico che sfatò il mito dei “secoli bui”

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(da: Tempi.it)
 
“La genesi dell’Europa”, l’introduzione del grande Christopher Dawson alla storia dell’unità europea dal IV all’XI secolo appena pubblicata da Lindau
 
Come è nata l’Europa? Lo spiega magistralmente il più grande storico britannico dello scorso secolo, Christopher Dawson (1889-1970) in La genesi dell’Europa. Un’introduzione alla storia dell’unità europea dal IV all’XI secolo, saggio pubblicato ora in Italia da Lindau, con una prefazione di Alexander Murray dell’University College di Oxford. L’autore illustra come la storia non può essere spiegata come un sistema chiuso, in cui ogni stadio è il logico e inevitabile risultato di quello che è avvenuto prima. Nella storia è sempre presente un elemento misterioso e inspiegabile, dovuto non soltanto al caso o all’iniziativa del genio individuale, ma anche alla potenza creatrice di forze spirituali. La forza spirituale per la nascita del nostro continente è stato il cristianesimo e la Chiesa che l’ha diffuso e sostenuto. Continua a leggere

Progresso dell’Europa? Merito dei monaci!

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Un bell’articolo di Susanna Manzin dal suo blog Pane & Focolare
 

Sono stati versati fiumi di inchiostro a proposito dell’influenza del monachesimo sulla vita quotidiana dell’Europa. I monaci dissodano la terra, la bonificano, piantano alberi da frutto, seminano il grano, curano le vigne, allevano gli animali. Preservano e rilanciano l’economia del Vecchio Continente, nei secoli delle invasioni barbariche, degli sconvolgimenti militari e politici. Altro che secoli bui! La luce del Medioevo è dovuta in gran parte al monachesimo, che ha conservato i libri, tramandato la cultura, aperto ospedali e distribuito medicinali.

Si chiede lo scrittore Léo Moulin:Sarebbe possibile citare qualche formaggio di pregio che non sia monastico nelle sue lontane origini?”.  Nel suo saggio L’influenza della civiltà monastica sulla vita quotidiana dei secoli passati (Jaka Book, 1985), ci fa notare che tanti piccoli gesti della nostra vita quotidiana vengono dal monachesimo: Continua a leggere

L’elogio del Papa a San Colombano, “intrepido evangelizzatore” dell’Europa

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La lettera di Francesco al vescovo di Piacenza-Bobbio, in occasione delle celebrazioni del 1400° anniversario della morte del monaco-missionario irlandese

Città del Vaticano, 31 Agosto 2015 (ZENIT.org) Luca Marcolivio

Un messaggio di saluto e di auguri è stato inviato da papa Francesco all’arcivescovo di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, in occasione del XVIII Meeting Internazionale delle Comunità Colombaniane, nel 1400° anniversario della morte di San Colombano.

Porgendo il suo “benaugurante saluto”, il Santo Padre tratteggia il profilo del santo monaco irlandese, che nutrì sempre “un’idea ‘europea’ del suo impegno ecclesiale”, si legge nel messaggio, firmato dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin. Continua a leggere

Scuole paritarie in Europa. Quanto costano?

L’Avvenire ha riportato un’inchiesta in cui si fa notare come da Parigi a Berlino fino a Madrid i genitori possono scegliere senza costi aggiuntivi se mandare i propri figli alla scuola pubblica statale o a quella paritaria con rette veramente simboliche. 

Vediamo nel concreto:

In Francia i genitori pagano solo i servizi extra  e gli insegnanti sono pagati invece dallo Stato, come nella scuola pubblica, mentre gli enti locali coprono una parte degli altri costi, permettendo così ai singoli di proporre rette opportune per i genitori.
In questo articolo si dice che in Francia la scolarizzazione di ogni studente nel privato è costata circa 3.400 euro l’anno, contro 4.600 euro per la scuola pubblica. Continua a leggere

Genitori liberi di scegliere in Italia come in Europa

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Il «buono scuola» strumento di vera democrazia
 
Il dibattito sulla libertà educativa tocca le corde più profonde del nostro stare assieme come cittadini. La scuola, come ricorda spesso Dario Antiseri, ha, tra gli altri, il compito di «costruire menti critiche», ovvero di promuovere una nozione matura di democrazia, in cui la partecipazione non si risolve nella genuflessa sudditanza nei confronti del sovrano di turno, ma diventa attiva condivisione del momento decisionale. Un monopolio burocratico-statale come quello che caratterizza il sistema italiano rappresenta perciò – a parere di chi scrive – uno dei maggiori ostacoli all’esercizio della libertà educativa, in forza della quale si manifesta la prima e fondamentale forma di esercizio della sovranità da parte dei cittadini. Eppure, a distanza di anni, nessun passo avanti significativo è stato ancora compiuto nel nostro Paese nella direzione della libertà educativa dove, come afferma ancora Antiseri, «le scuole libere sono libere esclusivamente di morire». Continua a leggere

Chi è Duda, il neo presidente che ha affidato la Polonia alla Madonna di Czestochowa

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La stampa internazionale lo dipinge come un conservatore bigotto e nazionalista, ma in Polonia ha convinto molto per le sue ricette chiare e patriottiche
 
«La sua campagna elettorale è stata chiara, non ambigua e questo lo ha ripagato». Così Artur Dmochowski, giornalista polacco, editore del quotidiano Gazeta Polska, spiega a tempi.it la vittoria inaspettata di Andrzej Duda, il candidato conservatore del Partito Diritto e Giustizia che, dato perdente nei pronostici, ha vinto le presidenziali polacche. Dopo aver vinto al primo turno, al secondo ha ottenuto il 51,5 per cento dei voti contro il 48,5 del suo sfidante, Bronislaw Komorowski.
 
Duda, definito dalla stampa internazionale come un cattolico nazionalista e tradizionalista, ha ricevuto la maggioranza dei voti dai giovani. Come mai?

Sempre chiaro e mai preoccupato di tenere i piedi in più scarpe, Duda ha sottolineato la centralità della famiglia naturale come punto di ripresa dell’economia e del lavoro e ha messo gli interessi nazionali davanti a quelli delle lobby e delle banche internazionali. Altrettanto chiare sono state le sue posizioni sull’Europa, sul libero mercato e sulla vita. Continua a leggere

Caritas: crisi Ue, aumentano i poveri

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In Europa 123 milioni di persone (24,5% della popolazione), 1 su 4, sono poveri, un dato in aumento perché aggravato dalla crisi e dai tagli dei governi al sociale, che hanno provocato le conseguenze maggiori proprio sui poveri, paradossalmente arricchendo i più ricchi. Ma le possibilità e le proposte per invertire la rotta, cambiando le politiche sociali, ci sono. È la denuncia lanciata oggi da Caritas Europa e Caritas italiana, presentando a Roma il terzo rapporto sulla crisi in Europa realizzato indagando i dati in alcuni Paesi deboli (Italia, Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda, Romania, Cipro) e proponendo una lunga serie di raccomandazioni. L’Europa, che si era impegnata a diminuire il numero dei poveri entro il 2020 con la Strategia di Lisbona, al contrario ne ha aumentato il numero: “Dovevano diventare 96,4 milioni entro il 2020, ossia 20 milioni di poveri in meno”, ha precisato Walter Nanni, responsabile dell’Ufficio studi di Caritas italiana, “sono invece aumentati. Viene da chiedersi se la medicina per risanare la spesa pubblica non abbia invece ucciso il paziente”. Continua a leggere

Cosa ha fatto fiorire il monachesimo in Europa? Nessun piano pastorale, solamente la sete di Dio

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«Quando si scoprono nella storia le migliaia di monasteri che ricoprivano il mondo cristiano come di un “bianco mantello”, non ci si può trattenere dal porsi una domanda: cos’è che ha potuto motivare milioni di giovani, spesso brillanti e pieni di avvenire, a lasciare il mondo per rinchiudersi in una vita da monaci, povera e nascosta? San Benedetto ci dà la risposta nella sua Regola: è la sete. La sete di non essere nulla affinché Dio sia tutto. In effetti, la Regola non domanda che una sola cosa al giovane che vuole essere monaco: se egli “cerca veramente Dio” (RB 58,7). I monaci hanno fatto l’Europa, ma non l’hanno fatta consapevolmente. La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente, un’avventura interiore, il cui unico movente è la sete. La sete d’assoluto. La sete di un altro mondo, di verità e di bellezza, che la liturgia alimenta, al punto da orientare lo sguardo verso le cose eterne; al punto da fare del monaco un uomo teso con tutto il suo essere verso la realtà che non passa. Continua a leggere

La croce, il libro e l’aratro su cui rinacque l’Europa

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L’Università Europea di Roma inaugura il suo decimo anno accademico con una “lectio magistralis” sul suo patrono San Benedetto

Roma, 26 Novembre 2014 (Zenit.org) Luca Marcolivio

L’Università Europea di Roma ha festeggiato il suo primo decennio di attività didattica nel segno di San Benedetto da Norcia. L’inaugurazione dell’Anno Accademico 2014-2015 è avvenuta stamattina, a 24 ore dalla visita di papa Francesco a Strasburgo e a poco più di un mese dalla beatificazione di Paolo VI.

Due contiguità temporali assai significative e provvidenziali, se si considera che il patrono dell’ateneo romano è proprio San Benedetto, proclamato patrono d’Europa da papa Montini, nel 1964, esattamente mezzo secolo fa. Continua a leggere

Il Papa al Consiglio d’Europa: senza radici si muore, ricercate la verità

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L’Europa riscopra le sue radici per costruire un futuro di pace in dialogo con il mondo. E’ la sfida lanciata da Papa Francesco nel suo intervento all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Il Papa ha ribadito la denuncia della Chiesa contro il traffico di armi e di esseri umani, quindi ha avvertito che senza la ricerca della verità la democrazia scivola nell’individualismo e si arriva alla globalizzazione dell’indifferenza. L’intervento di Francesco è stato preceduto dall’omaggio del segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland al quale ha consegnato una Formella raffigurante l’Angelo della Pace, opera di Guido Veroi. Il servizio di Alessandro Gisotti:

“Un pioppo con i suoi rami protesi al cielo”, il suo tronco “solido e fermo e le profonde radici che s’inabissano nella terra”. Francesco prende a prestito una poesia di Clemente Rebora per descrivere plasticamente la sua idea, di più il suo sogno di Europa. Continua a leggere

Risoluzione Onu pro famiglia. L’Italia si è opposta «per unità col resto d’Europa».

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di Francesco Belletti

Con questo voto l’Italia si è schierata con i Paesi ricchi e le lobby economiche e malthusiane che li rappresentano. Non è questa l’Europa che vogliamo.
 
Lo scorso 25 giugno il Consiglio dei Diritti umani dell’Onu ha votato, in occasione del XX anniversario dell’Anno internazionale della Famiglia, un documento che caldeggia la promozione della famiglia. Un testo molto prudente, quasi ovattato che ribadisce e si premura di specificare che si tratta di principi già affermati, «che la famiglia è l’unità naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato». Un testo al quale nessuno avrebbe potuto dire di no. Continua a leggere

Embrioni e ricerca, legge 40 sotto esame in Europa

incubatric_42338806_300​ Non c’è solo la Corte Costituzionale. La legge 40 è attesa a un nuovo esame mercoledì: la Grande Chambre della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo deve infatti pronunciarsi sulla possibilità di donare alla ricerca embrioni prodotti in vitro e avanzati da cicli di fecondazione artificiale. Ovvero, deve decidere se l’embrione sia un essere umano portatore di diritti o una cosa su cui è permessa la sperimentazione. Il caso in esame è il n. 46470/11, «Adelina Parrillo vs. Italia».

Parrillo è vedova da oltre dieci anni di Stefano Rolla, deceduto nell’attentato di Nasiriyah, col quale aveva concepito in vitro 5 embrioni crioconservati in un ospedale di Roma. A seguito della morte del proprio compagno, ha quindi chiesto nel 2005 di “donarli alla scienza”. Per asserire la validità di questa sua opzione, in Italia proibita dalla legge 40 che all’articolo 13 vieta la distruzione di ogni embrione in provetta perché «soggetto titolare di diritti», la donna ha rimarcato il suo diritto di proprietà sugli embrioni concepiti e ha evidenziato la qualificazione dell’embrione come “una cosa”. Nel ricorso, inoltre, si sostiene che gli embrioni erano stati prodotti prima dell’entrata in vigore della legge 40. Continua a leggere

La Commissione Ue muove contro gli europei

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di Luca Volontè
 
La decisione del 28 maggio, in cui la Commissione Europea ha bocciato l’iniziativa popolare ‘Uno di noi’ (One of us), come suo ultimo atto e a pochi giorni dalle nuove nomine, ha dell’incredibile. La Commissione ha voluto dimostrare la sua incomprensione della realtà popolare e la sua contrarietà vendicativa verso ogni decisione o proposta che venga dai cittadini europei. Questo sarebbe il modello europeo di democrazia? È ben vero che la valutazione politica verso l’Europa e la sua Commissione era già venuta dall’esito delle elezioni europee, una bocciatura senza appello. Infatti le elezioni europee dimostrano una profonda spaccatura e contrarietà dei cittadini verso le istituzioni del continente. Contrarietà che si è espressa in due modi: voti ai partiti anti-Europa e astensione dal voto. Continua a leggere

UnoDiNoi: La vergogna della decisione della Commissione Europea

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La Commissione europea ha risposto alle istanze che quasi due milioni di cittadini hanno rivolto alle Istituzioni comunitarie sul riconoscimento dell’essere umano concepito e non nato come soggetto di diritti.
«L’hanno fatto confermando quel deficit di democrazia che rappresenta il problema più grave che affligge la Ue e che pone a rischio il futuro del grande sogno europeo» commenta Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita e del disciolto Comitato italiano per UnoDiNoi. «Hanno ignorato una volontà popolare diffusa che avrebbe meritato ben altra attenzione ed almeno un serio dibattito nelle aule dell’Europarlamento che fino a prova contraria è l’unica istituzione eletta dal popolo.
«I burocrati hanno sfoggiato la migliore saccenza di cui sono capaci negando che altri oltre loro stessi siano in grado di decidere su una questione che, comunque la si guardi, è derimente del livello di umanità della società che si vorrebbe costruire. Continua a leggere

UnoDiNoi passa il vaglio delle autorità nazionali e comunitarie

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Un milione e 721mila sono le firme validate

Le autorità nazionali e comunitarie hanno finalmente concluso la verifica delle firme raccolte da UnoDiNoi. Delle 1.901.947 firme raccolte ne sono state validate 1.721.509, dunque oltre il 90%. Il che significa che non solo la proposta contenuta nell’iniziativa ha incontrato una grande consonanza tra i cittadini europei ma anche che la raccolta era stata tecnicamente organizzata con cura ed attenzione. 18 Paesi su tutti i 28 dell’area Ue che hanno partecipato alla raccolta hanno raggiunto il minimo richiesto dalla normativa.

Il risultato conferma che UnoDiNoi è sinora l’iniziativa popolare europea con il maggiore numero di firme (la seconda è quella sul Diritto all’acqua che si è fermata a 1.667.00, mentre la petizione contro la vivisezione non è andata oltre 1.326.807 firme). Continua a leggere

La Manif pour Tous diventa europea

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di Luca Volontè

Più di 250,000, forse 500,000 a Parigi, 40,000 a Lione, decine di migliaia a Madrid e Varsavia, diverse centinaia a Roma, Budapest, Mosca, Bucarest, Bruxelles, Londra. Tutti in piazza ieri per questo primo tentativo di allargamento della Manif por Tous francese al resto d’Europa e per celebrare, insieme ai più di 200,000 cittadini europei che hanno sottoscritto la petizione di CitizenGO, la contrarietà alla ideologia “gender” che si vorrebbe imporre a livello europeo.

Una follia che rimarrà tale, nonostante la profusione di finanziamenti e le pressioni politiche che vengono dagli USA di Obama, qualunque sarà il voto sul rapporto Lunacek martedì al Parlamento Europeo. Al proposito, sino a tutta la giornata di oggi, spendendo un minuto per sottoscrivere la petizione (clicca qui), si può ancora fermare la folle corsa verso verso il nuovo totalitarismo ideologico che pare aver contagiato una parte del Parlamento Eu. Continua a leggere

Sui temi etici, l’Europa non ascolta i cittadini

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La Commissaria della Ricerca della UE tenta di evitare il confronto con i due milioni di cittadini firmatari dell’iniziativa “Uno di Noi” mettendo in gioco la credibilità del sistema rappresentativo e democratico.

Secondo la Commissaria della Ricerca della UE, Máire Geoghegan-Quinn, la Commissione non terrà conto della richiesta dei cittadini formulata dall’Iniziativa Popolare Europea più firmata “Uno di Noi”, perché ritiene sufficiente appoggiarsi alle regole già incluse nel precedente programma-quadro che bloccano l’Europa dal sovvenzionare progetti non supportati dalla legislazione degli Stati Membri nei quali sono portati avanti.

La dichiarazione della Commissaria è stata incautamente rilasciata, durante la conferenza stampa sul neo-adottato Programma Quadro “Horizon 2020”, ad un giornalista che chiedeva come intendesse rispondere la Commissione all’iniziativa cittadina “Uno di Noi”. Continua a leggere

Il sindaco Pisapia all’assalto della scuola paritaria

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di Marianna Ninni

Nessuno spiraglio di luce per le scuole paritarie di Milano, che continuano a versare in condizioni di grave disagio. Il primo confronto tra il Comune e gli esponenti delle scuole d’infanzia che si è tenuto in presenza dell’assessore Francesco Cappelli non fa sperare in nulla di buono. In ballo, come sempre, le questioni serie che rischiano di pregiudicare il futuro di moltissime scuole paritarie, private di buona parte di quell’intervento economico che negli anni passati ha permesso a questi istituti di garantire, seppure a fatica, un’alternativa educativa. Il taglio ai fondi ammonta a circa un terzo rispetto a quanto previsto dalle convenzioni dello scorso anno, il contributo delle derrate alimentari è gratuito ma solo per quelle famiglie con Isee inferiore ai 2.000 euro. A tutto va aggiunto l’IMU, dato che si è ancora in attesa di capire se tali istituti saranno quantomeno esentati dal pagamento di questo costo, e la TARES che, secondo quanto trapelato negli ultimi giorni, è addirittura decuplicata rispetto a quella degli anni precedenti. Continua a leggere

Sorpresa, la risoluzione Estrela è stata bocciata

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di Nicolò Fede
 
La relazione sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi è stata definitivamente respinta dal Parlamento europeo, con un’eclatante sconfitta delle lobby anti-vita. Come spesso capita per eventi di questo tipo la data è importante: il 10 dicembre è infatti la memoria di Nostra Signora di Loreto. Come non pensare all’intervento di colei alla quale Giovanni Paolo II ha affidato l’Europa?

Dal suo canto, Edite Estrela ha deplorato “l’ipocrisia e l’oscurantismo” dei suo colleghi. Come volevasi dimostrare, quando la maggioranza non appare liberista e progressista, è categoricamente etichettata come retrograda, estremista, fascista, omofoba e via dicendo… È ciò che sta facendo anche la stampa europea nel riportare questa straordinaria notizia: sembra proprio strano che, per una volta, nelle stanze dei bottoni del nostro continente, la cultura della vita abbia avuto la meglio. Continua a leggere

“I militi ignoti della fede”. Pupi Avati porta in tv i martiri cristiani dell’Europa comunista

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Da Popieluszko al cardinal Mindszenty, da don Findysz al vescovo Ploscaru: 14 documentari su Tv2000 raccontano la Chiesa dell’Est negli anni della cortina e di Giovanni Paolo II.
 
Le omelie di padre Popieluszko, il carcere del cardinale Mindszenty, le lettere di don Ladislao Findysz. Le vite dei martiri cristiani dell’Est Europa risplendono tra le pagine grigie della storia sovietica del secondo dopoguerra, assieme alle tante vicende sconosciute dei «militi ignoti della grande causa di Dio» (così li definì papa Wojtyla): suore, frati e laici di cui poco si è sempre saputo, ma che, con la loro fede, hanno permesso alla Chiesa di rimanere in vita al di là della cortina. A tutti loro è dedicato il ciclo di documentari in onda da questa sera 8 novembre su Tv2000. La serie, intitolata proprio I militi ignoti della fede, è ideata dal giornalista Lorenzo Fazzini e realizzata niente meno che dal regista Pupi Avati: 14 puntate da un’ora ciascuna che saranno trasmesse ogni venerdì in prima serata, più altre 14 in programma per il 2014. Continua a leggere

Risoluzione Estrela rimandata in Commissione

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di Nicolò Fede

Strasburgo. Nel corso di una seduta parlamentare alquanto tumultuosa, nel primo pomeriggio di martedì 22 il Parlamento europeo ha rispedito al mittente (la notoriamente progressista commissione parlamentare per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere) il Rapporto di Edite Estrela (Socialisti & Democratici) sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi.

In questo documento, come ha spiegato con dovizia di particolari da Tommaso Scandroglio, conteneva – tra l’altro – la promozione dell’educazione sessuale fin dalla prima infanzia ed una forte spinta agli stati membri dell’UE a garantire l’aborto come se fosse un diritto umano… Gli eurodeputati delle sinistre e la lobby pro-aborto molto ascoltata a Bruxelles, pensavano di far passare tale rapporto senza troppo rumore, tanto che molti osservatori ne davano per certa l’adozione. Continua a leggere

Bagnasco: “Le lobby aggrediscono la famiglia per dominare la società”

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“C’è in atto nella società odierna un’aggressione alla famiglia che non è casuale, ma strategica e questo perché se la famiglia è più debole, la società è più fragile e si domina meglio sul piano politico, ideologico ed economico, e questo non è certamente l’ultimo punto. E la storia lo insegna, c’è sempre qualcuno più forte e furbo e per qualcuno non intendo solo le persone, ma lobby o istituzioni”.

E’ sicuramente un carico da novanta quello messo sul tavolo dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei nel suo intervento di questa mattina al seminario su famiglia ed educazione organizzato dal Forum delle associazioni familiari. Continua a leggere