Chi salva un bambino, salva il mondo intero

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“Voglio prendermi cura di te. Ragioni ed esperienze a favore della vita”: a Mestre un dibattito di alto profilo, che attinge a San Giovanni Paolo II e alla Genesi
 
Voglio prendermi cura di te. Ragioni ed esperienze a favore della vita. Questo il tema del convegno che si è tenuto domenica 22 maggio a Mestre. I tre interventi che si sono succeduti hanno affrontato il tema della tutela della vita, ciascuno secondo l’ambito proprio dei relatori invitati.

La prima relazione è stata presentata da Stephan Kampowski, professore di antropologia filosofica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Roma. La questione antropologica, dunque.

Perché difendere la vita? O meglio: perché la vita oggi deve essere difesa? Quali attacchi essa subisce e perché? A queste domande il prof. Kampowski ha inteso rispondere partendo dal numero 40 dell’enciclica di San Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae. In esso si legge: «Dalla sacralità della vita scaturisce la sua inviolabilità, inscritta fin dalle origini nel cuore dell’uomo, nella sua coscienza. Continua a leggere

Evangelium vitae: venti anni dopo

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Una preghiera corale perché la vita sia sempre tutelata e mai scartata si è levata ieri da diversi Paesi del mondo. Roma, Nazaret, i Santuari mariani di Fatima, Lourdes e Guadalupe, e alcune altre città si sono infatti strette in un abbraccio orante in occasione del 20° anniversario della pubblicazione dell’enciclica di san Giovanni Paolo II Evangelium vitae.

«Nel giorno in cui facciamo memoria dell’Annunciazione, siamo qui, uomini e donne, accomunati dall’amore per la vita, dalla passione per difenderla, dal sogno di vederla crescere per tutti», ha detto monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, che ha presieduto la Messa con cui si è conclusa la Veglia internazionale promossa dal dicastero vaticano. «Dare la vita: questo è il martirio di cui abbiamo bisogno oggi», ha aggiunto Paglia citando Oscar Arnulfo Romero, l’arcivescovo di San Salvador che il 23 maggio sarà beatificato e che definiva le mamme «martiri quotidiane». A noi, ha osservato, «è chiesto di imitare Maria che rinunciò al suo piccolo sogno per dire “sì” al grande sogno di Dio». Continua a leggere

Quando “la democrazia cammina sulla strada di un sostanziale totalitarismo”

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“La libertà rinnega sé stessa, si autodistrugge e si dispone all’eliminazione dell’altro quando non riconosce e non rispetta più il suo costitutivo legame con la verità. Ogni volta che la libertà, volendo emanciparsi da qualsiasi tradizione e autorità, si chiude persino alle evidenze primarie di una verità oggettiva e comune, fondamento della vita personale e sociale, la persona finisce con l’assumere come unico e indiscutibile riferimento per le proprie scelte non più la verità sul bene e sul male, ma solo la sua soggettiva e mutevole opinione o, addirittura, il suo egoistico interesse e il suo capriccio. (…) Viene meno così ogni riferimento a valori comuni e a una verità assoluta per tutti: la vita sociale si avventura nelle sabbie mobili di un relativismo totale. Allora tutto è convenzionabile, tutto è negoziabile: anche il primo dei diritti fondamentali, quello alla vita.

È quanto di fatto accade anche in ambito più propriamente politico e statale: l’originario e inalienabile diritto alla vita è messo in discussione o negato sulla base di un voto parlamentare o della volontà di una parte — sia pure maggioritaria — della popolazione.

È l’esito nefasto di un relativismo che regna incontrastato: il «diritto» cessa di essere tale, perché non è più solidamente fondato sull’inviolabile dignità della persona, ma viene assoggettato alla volontà del più forte. In questo modo la democrazia, ad onta delle sue regole, cammina sulla strada di un sostanziale totalitarismo. Continua a leggere

Il valore della democrazia sta o cade con i valori che essa incarna e promuove

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Nell’anniversario della morte del Beato Giovanni Paolo II (2 aprile 2005) ricordiamo queste sue illuminanti parole sul rapporto tra democrazia e legge naturale.

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“Il valore della democrazia sta o cade con i valori che essa incarna e promuove: fondamentali e imprescindibili sono certamente la dignità di ogni persona umana, il rispetto dei suoi diritti intangibili e inalienabili, nonché l’assunzione del «bene comune» come fine e criterio regolativo della vita politica.
Alla base di questi valori non possono esservi provvisorie e mutevoli «maggioranze» di opinione, ma solo il riconoscimento di una legge morale obiettiva che, in quanto «legge naturale» iscritta nel cuore dell’uomo, è punto di riferimento normativo della stessa legge civile. Quando, per un tragico oscuramento della coscienza collettiva, lo scetticismo giungesse a porre in dubbio persino i principi fondamentali della legge morale, lo stesso ordinamento democratico sarebbe scosso nelle sue fondamenta, riducendosi a un puro meccanismo di regolazione empirica dei diversi e contrapposti interessi”.

(Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica “Evangelium vitae“, 70)
 

«Nel concepito il volto di Gesù»

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di Marianna Ninni

“In Europa viene soppresso un bambino ogni 11 secondi”. È il dato agghiacciante che risuona nel colloquio con don Maurizio Gagliardini, presidente dell’Associazione “Difendere la vita con Maria” che dal 21 al 23 marzo si occuperà di riflettere sul destino dei bambini non nati nel convegno che si terrà a Roma presso la facoltà di Bioetica di Regina Apostolorum. “Nel concepito il voltto di Gesù”, questo il titolo del convegno, si propone di discutere gli aspetti etici, scientifici, giuridici ma soprattutto pastorali che ruotano intorno all’embrione e alla nascita riflettendo sugli aspetti umani che spesso spingono molte donne ad interrompere la gravidanza, sugli aspetti più cristiani di chi, a volte, tende a banalizzare l’aborto stesso senza dimenticare quelli scientifici e più ideologici di chi etichetta la nascita solo con termini biologici. Continua a leggere

La grande balla della sovrappopolazione. L’uomo che ispirò l’Evangelium Vitae: «Tasso di fecondità diminuisce»

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Il professore emerito e sacerdote Michel Schooyans mette in guardia: «Oggi la centralità dell’uomo è contestata da diverse correnti di pensiero»

«Una società che si ritiene democratica, ma che legalizza l’aborto si pone su una china totalitaria» perché «non c’è democrazia dove il legislatore può decidere che alcuni esseri umani possono vivere e altri no». Quando Michel Schooyans scrisse queste riflessioni nel 1972, attirarono l’attenzione di Giovanni Paolo II, che decise di scrivere l’Evangelium Vitae. Il sacerdote belga e professore emerito all’Università di Lovanio è stato intervistato da Avvenire in occasione dell’uscita del suo ultimo libro “Evoluzioni demografiche. Tra falsi miti e verità”. Continua a leggere

“Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico a favore della vita” (Giovanni Paolo II)

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Pensando con gioia al successo della Marcia per la Vita svoltasi ieri a Roma, non può non venirmi in mente l’accorato appello con cui Giovanni Paolo II, nella bellissima enciclica Evangelium Vitae, invocava una generale mobilitazione per costruire una nuova cultura della vita.

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«Comportatevi come i figli della luce» (Ef 5, 8): per realizzare una svolta culturale

95. « Comportatevi come i figli della luce… Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre » (Ef 5, 8.10-11). Nell’odierno contesto sociale, segnato da una drammatica lotta tra la « cultura della vita » e la « cultura della morte », occorre far maturare un forte senso critico, capace di discernere i veri valori e le autentiche esigenze. Continua a leggere