Fecondazione artificiale e Magistero della Chiesa

ROMA, domenica, 9 gennaio 2005 (ZENIT.org).- Di seguito pubblichiamo per la rubrica di Bioetica la risposta alla domanda di una lettrice da parte della dottoressa Claudia Navarini, docente della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

* * *

Gentile dott.ssa Navarini,

volevo chiederle se in merito alla fecondazione assistita esiste qualche documento pubblicato dalla Chiesa Cattolica sulla posizione da lei assunta.
Grazie. – Teresa T. Mantova

 

Il Magistero della Chiesa ha assunto posizione innumerevoli volte sul tema della fecondazione artificiale. Il documento forse più citato e più esaustivo sul punto è l’Istruzione sul rispetto della vita nascente e la dignità della procreazione Donum Vitae, pubblicato dal Pontificio Consiglio per la Dottrina della Fede nel 1987. L’impostazione del documento è stata poi ripresa dalla Carta degli Operatori Sanitari , al n. 22 (Pontificio Consiglio per la Pastorale degli Operatori Sanitari, 1995) e nell’Enciclica Evangelium Vitae(1995). Numerosissime sono poi le riprese del tema da parte del Santo Padre nei suoi discorsi e messaggi (cfr. ad esempio Giovanni Paolo II, Discorso ai partecipanti all’assemblea plenaria della Pontificia Accademia per la Vita , 21 febbraio 2004).

In tutti i pronunciamenti è ribadita la medesima posizione: la fecondazione artificiale, omologa o eterologa, costituisce sempre un grave disordine morale, perché snatura l’atto coniugale, sostituendosi ad esso e annullando la presenza delle persone nell’atto del concepimento, e perché compromette la vita del concepito, per la fisiologica e prevedibile (talora esplicitamente ricercata) perdita di vite umane tipica di ogni fecondazione artificiale (cfr. C. Navarini, Chiesa Cattolica e GIFT: spunti per una valutazione d’insieme ZENIT, 24 ottobre 2004).  Continua a leggere

Fecondazione artificiale: per ogni bimbo nato, 12 vengono sacrificati

fecondazione-artificiale_Science_mitocondri

Ogni anno viene trasmessa al Parlamento e pubblicata sul sito del Ministero della Salute un Relazione annuale circa l’attuazione della Legge 40/2004, relativa alla cosiddetta “Procreazione medicalmente assistita”, meglio nota come fecondazione artificiale.

Il quadro relativo al 2013 si presenta in questi termini: sono stati 369 i centri di PMA attivi, cui hanno fatto ricorso 71.741 coppie, trattate con tecniche di procreazione medicalmente assistita di primo, secondo e terzo livello. I cicli di trattamento iniziati sono stati 91.556, mentre le gravidanze ottenute sono state 15.550 e 13.770 le gravidanze monitorate (le informazioni sugli esiti di 1.780 gravidanze, cioè l’11,4%, sono state perse al follow-up). I parti sono stati 10.350, per un totale di 12.187 bambini nati vivi, ossia che il 2,4% del totale dei nati in Italia nel 2013. Continua a leggere

Inghilterra. In 25 anni di fecondazione artificiale sono stati distrutti 2.227.972 embrioni

fecondazione-shutterstock_129449231

Secondo un rapporto del ministero della Sanità, quest’anno sono stati prodotti e poi scartati 174.316 embrioni. «O il diritto alla vita vale per ogni membro della famiglia umana, o non vale per nessuno»

Il governo inglese ha annunciato che, in 25 anni, oltre due milioni di embrioni creati in laboratorio sono stati distrutti. Un vero e proprio genocidio, con cifre in costante crescita.
Gli ultimi dati sono emersi in seguito all’interrogazione governativa aperta da Lord Alton di Liverpool, che ha domandato al ministero della Sanità di rivelare «il numero degli embrioni lasciati morire negli ultimi 12 mesi». Il ministero ha risposto che fra il primo luglio del 2013 e il 30 giugno del 2014 il numero dei bambini “prodotti” e poi distrutti è stato di 174.316, mentre l’anno precedente erano 169.644. Continua a leggere

Le 10 cose che bisogna sapere sulla fecondazione in vitro prima di ricorrervi

10 Things You Should Know About IVF Stefan Pasch

Desiderare un figlio è una cosa buona e giusta – ma è giusto volere un figlio ad ogni costo?
 
Una coppia su sei non è fertile. Dal momento che sia io che mio marito veniamo da famiglie con molti fratelli e nipoti, non mi sarei mai aspettata di provare l’infertilità. In realtà, durante i tre anni che ci siamo frequentati prima del matrimonio, abbiamo discusso di ogni potenziale problema che avremmo potuto affrontare – come gestire le finanze in comune, come bilanciare famiglia e carriera, come gestire i conflitti dovuti al carattere, come caricare correttamente una lavastoviglie. Ci siamo preoccupati di tutto tranne di ciò che ha finito con l’essere la più grande sfida del nostro matrimonio.

Poi, l’abbiamo capito. Abbiamo capito quanto può essere devastante una inaspettata diagnosi di infertilità. Continua a leggere

La fecondazione artificiale sta cambiando la società

logo_MVA-960x198-new

da movimentovitamilano.it
 
Purtroppo in queste settimane si stanno moltiplicando notizie circa il mercato dei gameti e l’assenza di limiti alle tecniche di fecondazione artificiale, in base al principio che tutto ciò che si può tecnicamente fare è lecito. La fecondazione eterologa in particolare, apre alla mercificazione del corpo della donna e della vita nascente. Tutto si trasformerà in oggetto di compravendita e verrà snaturato il concetto stesso della procreazione della vita umana.

L’ospedale Careggi di Firenze ha annunciato di aver stanziato 650.000 euro per acquistare ovociti e spermatozoi da “banche” di sperma e ovociti in Spagna e Danimarca. Insomma i famosi “donatori” in Italia non esistono e quindi si importano i gameti, come ampiamente previsto. Soprattutto per gli ovociti le pratiche di stimolazione per ottenerli sono troppo gravose per le donne per far pensare alla possibilità di “donazioni” spontanee e gratuite. Si riapre poi il problema dell’anonimato dei “fornitori” di gameti, con le conseguenze già più volte denunciate sui rischi legati a consanguineità e mancanza di informazioni sul genitore biologico di origine. Inutile poi sottolineare che questi costi siano a carico di tutti noi essendo stabilito il rimborso in tutte le regioni italiane di queste pratiche (eccezion fatta per la Lombardia). Continua a leggere

Messaggio per la 37a Giornata per la vita (1° febbraio 2015)

neona667b15417_43969564

Stiamo vivendo un preoccupante declino demografico e una domanda incalza: “Che mondo lasceremo ai figli, ma anche a quali figli lasceremo il mondo?”. Parte da questa preoccupazione il Messaggio del Consiglio Permanente per la 37ª Giornata Nazionale per la vita (1° febbraio 2015).

Di seguito il Testo integrale del Messaggio:
 
«I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli; i bambini perché porteranno avanti la storia, gli anziani perché trasmettono l’esperienza e la saggezza della loro vita». Queste parole ricordate da Papa Francesco sollecitano un rinnovato riconoscimento della persona umana e una cura più adeguata della vita, dal concepimento al suo naturale termine. È l’invito a farci servitori di ciò che “è seminato nella debolezza” (1 Cor 15,43), dei piccoli e degli anziani, e di ogni uomo e ogni donna, per i quali va riconosciuto e tutelato il diritto primordiale alla vita. Continua a leggere

Embrioni e ricerca, legge 40 sotto esame in Europa

incubatric_42338806_300​ Non c’è solo la Corte Costituzionale. La legge 40 è attesa a un nuovo esame mercoledì: la Grande Chambre della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo deve infatti pronunciarsi sulla possibilità di donare alla ricerca embrioni prodotti in vitro e avanzati da cicli di fecondazione artificiale. Ovvero, deve decidere se l’embrione sia un essere umano portatore di diritti o una cosa su cui è permessa la sperimentazione. Il caso in esame è il n. 46470/11, «Adelina Parrillo vs. Italia».

Parrillo è vedova da oltre dieci anni di Stefano Rolla, deceduto nell’attentato di Nasiriyah, col quale aveva concepito in vitro 5 embrioni crioconservati in un ospedale di Roma. A seguito della morte del proprio compagno, ha quindi chiesto nel 2005 di “donarli alla scienza”. Per asserire la validità di questa sua opzione, in Italia proibita dalla legge 40 che all’articolo 13 vieta la distruzione di ogni embrione in provetta perché «soggetto titolare di diritti», la donna ha rimarcato il suo diritto di proprietà sugli embrioni concepiti e ha evidenziato la qualificazione dell’embrione come “una cosa”. Nel ricorso, inoltre, si sostiene che gli embrioni erano stati prodotti prima dell’entrata in vigore della legge 40. Continua a leggere