Dalic, il Ct croato che stringe il rosario in campo

Zlatko Dalic fu ministrante nella chiesa vicino a casa quando mostrare la fede cattolica era motivo di persecuzione. Da grande fece la guerra ed è convinto che la croce vada portata «con fortezza» e che «Dio è presente quotidianamente nella mia vita». Così il Ct tiene la mano destra in tasca per stringere il rosario benedetto a Medjugorje e con la sinistra dà indicazioni ai giocatori.
 
Nella vita non sempre i mali vengono per nuocere. Per la nazionale croata di calcio, che mercoledì sera a Mosca contenderà all’Inghilterra il passaggio alla finale del Campionato del Mondo in corso in Russia, questo ”male“ si materializzava lo scorso 6 ottobre al 91° minuto della partita contro la Finlandia, penultima nella classifica del girone, quando il finlandese Soiri pareggiava il gol del vantaggio di Mandzukic. In questo modo la Croazia perdeva il primo posto del girone, quello che qualificava direttamente ai mondiali, a vantaggio dell’Islanda, e veniva raggiunta in classifica al secondo posto dall’Ucraina, con il rischio assai concreto di perdere anche il secondo posto necessario a disputare il turno di play-off che concedeva un ulteriore posto per i mondiali.

Con una squadra in evidente crisi tecnica e di gioco, scossa dalle perduranti e violentissime polemiche dello Hajduk di Spalato e della sua tifoseria contro la Federazione Calcio croata, accusata di favorire la Dinamo di Zagabria e di essere succube del padre-padrone di quest’ultima, Zdravko Mamic, al presidente della Federazione Croata di calcio, Davor Šuker, non rimaneva che il classico metodo per scuotere la squadra, vale a dire licenziare l’allenatore, Ante Čačic, e sperare che in Ucraina, di lì a tre giorni, la squadra strappasse almeno il pareggio necessario per giungere ai play-off. Continua a leggere

La matematica e Dio, il pensiero dei grandi matematici del ‘900

(da documentazione.info)
 
La matematica è il linguaggio di Dio? Per molti la risposta è positiva, per altri è una semplice costante nell’universo. Si parla spesso del rapporto tra scienza e fede o delle convinzioni religiose dei grandi scienziati del passato. Da Newton, convinto assertore dell’esistenza di Dio ed al tempo stesso contestatore della Trinità, fino ad Einstein, apparentemente deista in base a certe citazioni, apparentemente spinoziano in base ad altre. Sembra però che ben più raramente si parli delle convinzioni religiose dei grandi matematici. In questo articolo esponiamo brevemente il rapporto con Dio e con la religione di alcuni dei più rilevanti matematici del ‘900, soffermandoci anche sugli aspetti pittoreschi del pensiero di alcuni di loro.

Pál Erdős
Uno dei matematici più prolifici della storia (secondo forse soltanto ad Eulero), degno di nota per la sua precocità e per il suo stile di vita “vagabondo” e stacanovista. Erdős è stato considerato da alcuni un disteista a motivo del suo parlare di un essere con caratteristiche simil-divine da lui chiamato “Il Sommo Fascista”, che accusava di nascondergli i calzini e di volere il male dell’umanità. Erdős spiegò che il Sommo Fascista era in realtà un personaggio immaginario parte di un gioco da lui inventato. Continua a leggere

Zygmunt Bauman: «Dio non è affatto sparito, sarebbe morte dell’umanità»

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di Zygmunt Bauman*
*sociologo e filosofo polacco
 
da L’Osservatore Romano, 17/02/17
 
«Non c’è più religione… Dio è morto». Lo sentiamo ripetere di continuo, e qualcuno di quelli che si lanciano in affermazioni del genere pretendono di avvalorarle anche con l’autorità dei fatti. Quanti sono oggi, per dire, i neonati che vengono portati in chiesa per essere battezzati, e non è forse vero che il numero delle persone che frequentano la messa domenicale è in calo — perlomeno in Gran Bretagna o nei paesi nordici?…

Questi dati vengono trascelti proprio con l’intento di appoggiare la tesi, e la loro reiterata ripetizione mira a far sì che, come accade con tutti gli altri pregiudizi, alla fine l’affermazione sia considerata ben fondata e creduta vera. Ma, svolgono essi il compito loro assegnato? Forse lo farebbero, se non fosse per l’enorme e crescente volume di altri fatti che suggeriscono — e dimostrano — la diagnosi esattamente contraria: e cioè che la religione esiste e continua ad avere forza e influenza, e che i necrologi per Dio sono, quantomeno, assolutamente prematuri. Continua a leggere

Papa Francesco: oggi c’è guerra mondiale contro il matrimonio, gender è grande nemico

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Il Papa in Georgia

(da Radio Vaticana, 01.10.16)
 
Primo appuntamento del pomeriggio a Tblisi è stato l’incontro del Papa con i sacerdoti, i religiosi e le religiose nella Cattedrale di S. Maria Assunta a Tbilisi. Ha introdotto l’incontro l’amministratore apostolico, mons. Pasotto, che ha parlato dell’esperienza di questa piccola minoranza cattolica: è una sfida e un’opportunità essere minoranza ma a volte è duro. Poi sono seguite quattro testimonianze: un giovane, una madre di famiglia, un seminarista e un sacerdote.

Guerra mondiale contro il matrimonio, gender grande nemico
Il Papa ha parlato a braccio: oggi “un grande nemico” del matrimonio – ha detto – è “la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio …  ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee”, sono le “colonizzazioni ideologiche che distruggono”. Per questo occorre “difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”. Continua a leggere

Antonio Conte: «prego la Vergine ogni sera, e i santi. Mi guida la fede»

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In attesa di Italia-Germania (Euro 2016‬) di sabato… 
 
Da giovane faceva il chierichetto, serviva la Messa e seguiva attentamente quel che gli diceva il suo parroco. Dei sacerdoti apprezza soprattutto la capacità di saper rendere concreto il Vangelo, calandolo nella vita quotidiana senza per questo dover trasformare la fede in un servizio saociale.

L’episodio del Vangelo che preferisce è la parabola del figliol prodigo, chissà se è perché un po’ ci si riconosce… Un cardinale, un vescovo, un monaco, un teologo? No, è l’allenatore della nazionale di calcio italiana, Antonio Conte, l’uomo che con la Juventus ha vinto tutto e che adesso si propone di fare entrare gli Azzurri nel novero deirecordpartendo dal presupposto (lo ha detto appena nominato) che per giocare a calcio serve anzitutto e soprattutto essere uomini. Continua a leggere

Bud Spencer, quel “gigante buono” con la fede nel Padreterno

Morto a 86 anni Carlo Perdersoli, in arte Bud Spencer. Aspettava la morte e il giudizio di Dio “con dignità” e senza paura, perché “la nostra anima resta viva anche dopo aver lasciato la terra”
 
“La vita non è nelle nostre mani. Prima o poi ci presenteremo di fronte al Padreterno, che sia quello cristiano o quello islamico. Non si può sfuggire. Da quando siamo nati, siamo in viaggio verso la morte”. Il suo di viaggio, è finito ieri sera. Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, è spirato in un ospedale di Roma. Al capezzale i familiari, dai quali si è congedato – ha riferito il figlio alla stampa – con un “grazie”.

Una parola che condensa le emozioni che questo “gigante buono” del cinema italiano, protagonista assoluto del filone spaghetti western e icona divertente in coppia con Terence Hill, ha provato nella sua intensa vita.

Attore sì, ma anche atleta dal fisico granitico. Nato a Napoli 86 anni fa, Pedersoli mostrò sin da giovane una predisposizione per il nuoto. Lo praticò ad alti livelli, partecipando anche alle Olimpiadi di Roma del 1960. Continua a leggere

Vi faccio ridere perché Dio ci vuole felici

Paolo Cevoli

Il comico lanciato da Zelig racconta la sua fede: «È come la differenza tra una giornata grigia e una di sole: una prospettiva che illumina la vita»

di Francesca D’Angelo

Paolo Cevoli non ha dubbi: se il Signore l’ha voluto così, basso e un po’ bruttino, ma con la battuta fulminante, è perché il suo talento è sempre stato quello di «essere un patacca». Niente di più, niente di meno. Così, questo romagnolo doc ha preso sul serio la propria vocazione e nel 2000 ha lasciato la sua carriera da ristoratore per investire nella comicità. A Zelig è diventato famoso come lo sgangherato (ed esilarante) assessore Palmiro di Roccofritto. Poi è seguita una lunga carriera teatrale dove, tra excursus storici e gag memorabili, è riuscito a parlare di amore, di vita e persino di fede. Il tutto senza mai scadere in cinici sermoni ma sfruttando quella leggerezza, capace di toccare il cuore, tipica della comicità più genuina.  Continua a leggere

Gli irriducibili desideri dei nostri ragazzi

Foto di Vivian Maier

 di Angelo Busetto
 
Il cristianesimo è sempre all’inizio. Per almeno due motivi. Il primo riguarda l’ambiente in cui viviamo: in un mondo ridiventato pagano, il cristianesimo è sempre agli inizi, con l’unica differenza che mentre gli antichi romani ai vizi attribuivano il nome di un dio, ora i moderni li chiamano “diritti civili”. Il secondo motivo è che nessuno nasce cristiano; cristiani si diventa e non lo si è mai compiutamente. La “milizia cristiana” si svolge dunque contemporaneamente su due fronti, l’uno rivolto all’esterno, nel paragone con un ambiente svuotato di senso o addirittura corrosivo, l’altro all’interno, per la riconquista della propria anima a Dio.

La questione riguarda tutti i cristiani, ma ha un impatto sorprendente sui giovani che cercano il senso della vita. Lo esprime in maniera significativa la lettera di una ragazza, la quale ringrazia un prete per gli interventi in un sito da cui si sente particolarmente accompagnata. Continua a leggere

Il mio sogno di una vita a tre “emme”

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Medico, moglie e mamma. Annalisa Sereni ha sette figli, di cui uno Down. Qui racconta la sua storia.

di Emanuela Citterio

«Stamattina sono andata in ambulatorio, ho visto dei pazienti, qualche informatore farmaceutico −  sono sempre in agguato (ride) – poi sono tornata a casa perché Gabriele non sta molto bene. Ora stavo rispondendo a delle mail di lavoro». Squilla il telefono, risponde, e poi continua: «Era una delle mie figlie. Anche lei non sta bene e devo andarla a prendere a scuola durante la pausa pranzo». Voilà, eccoci dentro una mattina come tante, nella vita di una mamma che lavora. Quella di Annalisa Sereni però è un po’ più complicata, anche se il libro, piccolo e prezioso, in cui la racconta si intitola Semplicemente una mamma (Edizioni San Paolo). Continua a leggere

Una insegnante di religione: “Meno male che c’è la Divina Commedia”

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dal blog di Sandro Magister Settimo Cielo
 
Gentile Magister,

non sono una personalità come Gotti Tedeschi, né una teologa, né altro di speciale. Sono una insegnante di religione in un liceo e dopo aver letto il suo articolo sulle indulgenze e il purgatorio messi in soffitta, e le prime reazioni su Settimo Cielo, voglio solo condividere alcuni spunti di riflessione.

Devo constatare che proprio in ambito ecclesiale e non solo nella vita quotidiana non si parla più o si parla in modo marginale di peccato o di peccati, di colpe o di pene. I miei alunni, soprattutto quando cominciano a leggere la Divina Commedia, mi chiedono invece spiegazioni proprio su questi temi e mi ascoltano con estremo interesse. Continua a leggere

La nuova Miss Svizzera sorprende con un’impressionante testimonianza di cultura e fede cattolica

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Un’intervista piena di sincerità e volontà di conoscenza e senso di vita – e molto distante dai cliché
 
“La religione è un filo che possiamo dispiegare attraverso le epoche per affrontare i vari contesti di pensiero”.

Ci credereste se vi dicessimo che questa frase è stata pronunciata dalla vincitrice di un concorso di bellezza? È proprio così. A fare questa dichiarazione, il 7 novembre, è stataLauriane Sallin, 22 anni, la nuova Miss Svizzera.

Studentessa di Storia dell’Arte e di Francese all’Università di Friburgo, la ragazza ha concesso un’intervista al sito cattolico Cath.ch parlando di spiritualità, della sua fede cattolica e della visione che ha di Dio, rivelando profondità e buonsenso.  Continua a leggere

La fede dei figli

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di Costanza Miriano
 
Se sapessi davvero scrivere questo articolo che ho incautamente accettato di scrivere, tutti i miei problemi esistenziali sarebbero risolti. Se sapessi come si fa a trasmettere la fede ai figli sarei salva: significherebbe che sono così credibile come cristiana che riesco addirittura a convincere chi mi vede sempre, giorno e notte, chi vede tutti i lati di me, non solo quelli pubblici, ma anche le mie debolezze e i momenti di caduta, le crisi di nervosismo e gli attacchi di pigrizia e di sonnolenza inconsulta.

Significherebbe inoltre che avrei già trasmesso la fede ai miei figli, garantendo loro la salvezza eterna, per cui potrei anche morire in pace, anzi, sarebbe meglio che morissi, perché ci sono anche persone che passano la parte finale della loro vita a distruggere o  a indebolire il buono che hanno costruito nella prima parte. Continua a leggere

La luce e la gioia della fede, che il mondo non conosce: «Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio»

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di padre Attilio Carpin OP *
 
«Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno» (Rm 8, 28)

È questa una certezza fondamentale della rivelazione cristiana che diventa, quindi, una certezza della nostra fede. L’Apostolo parla di un sapere certo, sicuro, indubitabile, non originato dall’esperienza sensibile, né frutto della riflessione umana. Si tratta di un sapere acquisito esclusivamente per rivelazione divina, che svela l’esistenza di un superiore disegno di Dio sull’uomo.

L’uomo, a sua insaputa, si trova immerso in una realtà che supera la sua intelligenza e le sue aspettative; improvvisamente si scopre oggetto di un amore inatteso, eppure così necessario; si sente il felice destinatario di una promessa ineffabile di gioia perenne. Continua a leggere

Dolci Memorie

Dolci Memorie

dal blogit.apostlesofil.com
 
«Come posso sapere di non aver fallito come genitore? I miei figli hanno lasciato la Chiesa, e sembrano allontanarsi da tutto ciò che come genitori gli avevamo insegnato».
 
Quante volte ho sentito questa lamentela, questo grido ansioso da parte di uomini e donne di profonda fede, che non riescono a darsi pace perché i loro figli hanno abbandonato la pratica dei sacramenti.

Certamente si tratta di una preoccupazione legittima, una di quelle che ci riguarda un po’ tutti, o perché i nostri stessi figli hanno abbandonato la pratica di una vita Cristiana, o perché abbiamo amici o familiari che lo hanno fatto. Continua a leggere

Educare nella fede

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Gli abitanti della città dissero a Eliseo: “Ecco è bello soggiornare in questa città, come tu stesso puoi constatare, signore, ma l’acqua è cattiva e la terra è sterile”.
Ed egli disse: “Prendetemi una pentola nuova e mettetevi del sale”. Gliela portarono.
Eliseo si recò alla sorgente dell’acqua e vi versò il sale, pronunziando queste parole: “Dice il Signore: Rendo sane queste acque; da esse non si diffonderanno più morte e sterilità”.
Le acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola pronunziata da Eliseo.

2Re 2,19-22

Se è vero che è il Signore a sanare e purificare le acque, è altrettanto vero che senza Eliseo, che si presta alla volontà del Signore, nulla sarebbe successo. Secondo una meravigliosa costante della Storia della Salvezza, Dio non può nulla senza la collaborazione dell’uomo. Continua a leggere

«Senza la fede ereditata da mia madre, non sarei Pupi Avati»

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«Tutto quello che è alternativo a una famiglia con un padre e una madre semplicemente non è una famiglia». Intervista a tutto campo al grande regista
 
“Sapere educare. Affettività, sessualità e bellezza” è il titolo di un convengo che si terrà a Roma dal 7 all’8 marzo e che spiegherà a rappresentanti di enti scolastici, associazioni culturali, istituti e realtà impegnate nel campo dell’istruzione e della ricerca cosa significa educare. Cosa ci fa il regista cinematografico Pupi Avati fra gli ospiti? «Darò il mio contributo dicendo cos’è la famiglia», spiega a tempi.it. «Perché sono sposato da 50 anni e credo lo possa dire solo chi ne ha costruita una per tutta la vita». Continua a leggere

Verdi, la fede dopo la traviata

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Il maestro Giuseppe Verdi fu un agnostico convinto e anticlericale come molti uomini del Risorgimento o fu invece, soprattutto negli anni della sua maturità, un «uomo cambiato» rispetto alla questione del credere e fedele devoto della messa domenicale, come testimonierà la moglie Giuseppina Strepponi in tante sue lettere?

Sono alcuni dei tanti interrogativi che segnano la questione religiosa nella complessa biografia di Verdi (1813 – 1901) e lasciano quasi in sospeso la sua presunta o reale tensione al trascendente (una vera «salita a Dio», secondo quanto ci testimonia ancora oggi il finale de La Forza del Destino), contrapposta all’immagine di un musicista imbevuto di «razionalismo positivistico» pur unito a grandi gesti di filantropia: si pensi solo alla costruzione della Casa di riposo per gli artisti di Milano (quella che Verdi considerava l’«opera mia più bella») o dell’ospedale di Villanova («un ricovero di carità») nel piacentino, non lontano dal suo buen retiro di Sant’Agata. Un Verdi semmai filantropo, dunque, ma non credente e spesso tormentato dal dubbio dove non c’era speranza né posto per l’aldilà: come in certi passaggi violentemente anticlericali di alcune opere, quali il Don Carlo o l’Aida. Nulla più. Continua a leggere

Virna Lisi, tra devozione a Maria e amore per la famiglia

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Oggi, a Roma, i funerali in forma privata dell’attrice scomparsa due giorni fa. Tanti i successi in carriera, che però mai le distolsero lo sguardo da ciò che davvero conta nella vita

Roma, 20 Dicembre 2014 (Zenit.org)

Aveva 78 anni, Virna Lisi, uno dei volti più noti del cinema italiano, quando l’altro ieri, 18 dicembre, è spirata nel sonno a causa di un male incurabile scoperto appena un mese fa. Lutto nel mondo della cultura e dello spettacolo, ma non solo. Cordoglio è stato espresso anche da primo ministro, Matteo Renzi, e dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano. L’Italia intera s’inchina per rendere omaggio a un’attrice che, con un viso bellissimo e dei modi sempre garbati e sobri, ha saputo penetrare il cuore dei telespettatori.

Da uno stralcio di una delle sue ultime interviste, rilasciata alla rivista Vanity Fair nel 2011, emerge tutta la sua umanità. Alla domanda dell’intervistatrice in merito al fatto che in carriera avesse interpretato spesso ruoli di mamma, Virna Lisi rispose: “Si vede che è il mio destino”. E raccontò così del suo desiderio rimasto inevaso di avere una prole numerosa, di suo figlio Corrado e dei nipoti che quest’ultimo le ha dato. Continua a leggere

I 10 Comandamenti di Benigni, Parte 2: Promossa, o no?

Roberto Benigni i 10 comandamenti

(da cattonerd)
 
Roberto tocca note altissime, ma alle volte stecca. Eppure…
 
È andata in onda ieri sera l’ultima puntata della serie “I Dieci Comandamenti” di Benigni. Se volete sapere cosa ne pensiamo della prima parte, c’è un articolo pronto per voi:
I 10 Comandamenti di Benigni – Prima Parte: Promossa ma…

Noi cattolici sapevamo che, nonostante qualche frecciatina contro Santa Romana Chiesa già scoccata nella prima puntata, nella seconda parte ne avremmo potute sentire di cotte e di crude, e purtroppo così è stato.
Devo ammettere che, arrivati al VI Comandamento, dentro di me ci sia stato un flusso anomalo di sangue verso il cervello. Già… ma poi, a mente lucida e dirigendo il suddetto sangue verso il cuore, mi sono preparato a scrivere quanto tra poco leggerete.  Continua a leggere

Aborto e passerelle. Confessioni di una ex top model

Amanda Rosa_

Amada Rosa Pérez offre la sua testimonianza
 
Che l’aborto sia un tema sempre più comune e più relativizzato nel nostro mondo non è una novità. Ne abbiamo sentito parlare tanto che forse ormai ci siamo abituati. Oggi speriamo di trovare in questo video qualche novità. La protagonista è un’ex modella che ci racconta la sua esperienza, ed è necessario perché ci ricorda come gli ideali mondani relativi a bellezza e successo portino le donne a sottoporsi a un aborto senza tener conto delle conseguenze (non solo per le modelle).

Amada Rosa Pérez è colombiana. Come qualsiasi ragazza carina voleva trarre profitto dalla propria bellezza diventando modella e attrice (e in questo non c’è niente di male), ma quando la pressione sociale aumenta in un mondo pieno di standard e criteri superficiali su come deve essere la donna e in cui si dà grande importanza a ciò che dicono gli altri, è sempre più difficile distinguersi dalla massa e fare scelte conseguenti, scelte che implicano la rinuncia a una vita “perfetta”. Continua a leggere

Dall’odio profondo verso la Chiesa alla Misericordia di Dio

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La storia di Maurizio Spezia, dall’odio profondo verso la Chiesa alla Misericordia di Dio: “La conversione inizia e non finisce mai”.
 
Gli ultimi 4 anni di Maurizio Spezia sono la testimonianza che il cuore dell’uomo non si dà mai pace, non smette mai di ricercare, finché non trova la strada che corrisponde al proprio infinito desiderio di felicità. E il cammino di Maurizio è stato molto particolare: lui che ha sempre amato andare controcorrente, nel 2010 si allontana totalmente dalla Chiesa scegliendo addirittura di sbattezzarsi. Poi il pentimento e il ritorno alla fede. A raccontare questa incredibile storia è lo stesso Maurizio, in una lunga intervista rilasciata a fanpage, il 22 novembre. Continua a leggere

La vita e il “libro del mistero”

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di Francesco Agnoli
 
In una delle su poesie più belle, Il Libro, Giovanni Pascoli esordisce così: “Sopra il leggio di quercia è nell’altana/aperto, il libro”. La quercia è antica, il libro è lì per essere letto. Gli uomini ci si avvicinano e lo sfogliano – indietro, avanti, avanti, indietro-, “ad inseguire il vero”. Quale uomo rinuncia totalmente a leggere il libro? Cercare di capire qualcosa è un obiettivo di tutti. Quando soffriamo, o quando si incontra la morte di un caro, o di un bambino, o il male della guerra, urliamo: perché?

L’ultimo verso della poesia di Pascoli recita così: “sotto le stelle, il libro del mistero”. Come se per il poeta fosse il cielo il garante del senso. Come se proprio per questo, il libro fosse leggibile, almeno in parte, anche dall’uomo.
La metafora del libro ha una lunga storia. La troviamo già in sant’Agostino: “Altri, per trovare Dio, leggono un libro. È un gran libro la stessa bellezza del creato… Dio non ha tracciato con l’inchiostro lettere per mezzo delle quali tu lo potessi conoscere… Gridano verso di te il cielo e la terra: “Io sono opera di Dio””. Continua a leggere

Giovanni Lindo Ferretti: «Ho visto Ratzinger, ammiro Bergoglio»

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di Giovanni Lindo Ferretti*
 
È l’accettarne tanto la dimensione di dolore e fatica quanto l’occasione di meraviglia a rendere la vita un dono prezioso che ogni giorno si rinnova. Nel suo mistero, se accettato, c’è la continua quotidiana dimostrazione di cosa significhi conversione, convertirsi. Ho incontrato Benedetto XVI, Papa emerito, mai l’avrei immaginato o considerato possibile fino a quando mi è stato chiesto, in dimensione realistica anche se teorica: – vorresti incontrarlo? -. Un concatenarsi inarrestabile di pensieri e ricordi. Breve riepilogo. Era cardinale, prefetto della Congregazione della Fede, io vivevo secondo modi e ritmi che più passava il tempo più si rivelavano angusti. Senza soddisfazione. Potevo ricondurre tutte le mie scelte di vita all’impatto adolescenziale con il mondo moderno. «I can’t get no satisfaction» cantavano i Rolling Stones ed io ne fui rapito ma ero cresciuto nella tradizione cattolica, avevo imparato e sperimentato molte cose. Una primogenitura, una dote, che alla prova dei fatti si sarebbero dimostrate inalienabili. Continua a leggere

Cari padri sinodali siate padri per noi

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Le attese di una madre cristiana
 
di Costanza Miriano

(da Avvenire.it)
 
Cari Padri sinodali, sono una figlia della Chiesa e già vi dico che qualunque cosa farete per me sarà fatta bene, per principio. Sono anche una mamma, di quattro figli che stanno crescendo in un mondo entusiasmante – perché vivo e alla ricerca di Dio –, ma sempre più lontano dalla visione cristiana dell’uomo e della storia. Per questo, cari Padri, pensando ai figli miei e a tutti gli altri che crescono in questo tempo, vengo in ginocchio a dirvi che noi, mio marito, io, e tutti quelli che hanno a che fare con questa materia prima grezza e preziosissima che è la vita umana nei suoi primi anni, abbiamo disperato e urgente bisogno di voi. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a dire ai nostri figli che la via proposta da Cristo, quello che noi e tanti altri genitori cristiani cerchiamo di vivere – a fatica, con mille contraddizioni, con la povertà e il limite, ma ci proviamo –, è una cosa buona, e non è un parto della nostra fantasia ma viene da una tradizione di duemila anni, e che, anche se a volte richiede eroismo, è possibile, e il fatto che sia faticoso non è segno che abbiamo sbagliato, perché la croce abbracciata per amore è la via del cristiano alla felicità. Continua a leggere