Dalic, il Ct croato che stringe il rosario in campo

Zlatko Dalic fu ministrante nella chiesa vicino a casa quando mostrare la fede cattolica era motivo di persecuzione. Da grande fece la guerra ed è convinto che la croce vada portata «con fortezza» e che «Dio è presente quotidianamente nella mia vita». Così il Ct tiene la mano destra in tasca per stringere il rosario benedetto a Medjugorje e con la sinistra dà indicazioni ai giocatori.
 
Nella vita non sempre i mali vengono per nuocere. Per la nazionale croata di calcio, che mercoledì sera a Mosca contenderà all’Inghilterra il passaggio alla finale del Campionato del Mondo in corso in Russia, questo ”male“ si materializzava lo scorso 6 ottobre al 91° minuto della partita contro la Finlandia, penultima nella classifica del girone, quando il finlandese Soiri pareggiava il gol del vantaggio di Mandzukic. In questo modo la Croazia perdeva il primo posto del girone, quello che qualificava direttamente ai mondiali, a vantaggio dell’Islanda, e veniva raggiunta in classifica al secondo posto dall’Ucraina, con il rischio assai concreto di perdere anche il secondo posto necessario a disputare il turno di play-off che concedeva un ulteriore posto per i mondiali.

Con una squadra in evidente crisi tecnica e di gioco, scossa dalle perduranti e violentissime polemiche dello Hajduk di Spalato e della sua tifoseria contro la Federazione Calcio croata, accusata di favorire la Dinamo di Zagabria e di essere succube del padre-padrone di quest’ultima, Zdravko Mamic, al presidente della Federazione Croata di calcio, Davor Šuker, non rimaneva che il classico metodo per scuotere la squadra, vale a dire licenziare l’allenatore, Ante Čačic, e sperare che in Ucraina, di lì a tre giorni, la squadra strappasse almeno il pareggio necessario per giungere ai play-off. Continua a leggere

La matematica e Dio, il pensiero dei grandi matematici del ‘900

(da documentazione.info)
 
La matematica è il linguaggio di Dio? Per molti la risposta è positiva, per altri è una semplice costante nell’universo. Si parla spesso del rapporto tra scienza e fede o delle convinzioni religiose dei grandi scienziati del passato. Da Newton, convinto assertore dell’esistenza di Dio ed al tempo stesso contestatore della Trinità, fino ad Einstein, apparentemente deista in base a certe citazioni, apparentemente spinoziano in base ad altre. Sembra però che ben più raramente si parli delle convinzioni religiose dei grandi matematici. In questo articolo esponiamo brevemente il rapporto con Dio e con la religione di alcuni dei più rilevanti matematici del ‘900, soffermandoci anche sugli aspetti pittoreschi del pensiero di alcuni di loro.

Pál Erdős
Uno dei matematici più prolifici della storia (secondo forse soltanto ad Eulero), degno di nota per la sua precocità e per il suo stile di vita “vagabondo” e stacanovista. Erdős è stato considerato da alcuni un disteista a motivo del suo parlare di un essere con caratteristiche simil-divine da lui chiamato “Il Sommo Fascista”, che accusava di nascondergli i calzini e di volere il male dell’umanità. Erdős spiegò che il Sommo Fascista era in realtà un personaggio immaginario parte di un gioco da lui inventato. Continua a leggere

Zygmunt Bauman: «Dio non è affatto sparito, sarebbe morte dell’umanità»

secolarizzazione nietzsche

di Zygmunt Bauman*
*sociologo e filosofo polacco
 
da L’Osservatore Romano, 17/02/17
 
«Non c’è più religione… Dio è morto». Lo sentiamo ripetere di continuo, e qualcuno di quelli che si lanciano in affermazioni del genere pretendono di avvalorarle anche con l’autorità dei fatti. Quanti sono oggi, per dire, i neonati che vengono portati in chiesa per essere battezzati, e non è forse vero che il numero delle persone che frequentano la messa domenicale è in calo — perlomeno in Gran Bretagna o nei paesi nordici?…

Questi dati vengono trascelti proprio con l’intento di appoggiare la tesi, e la loro reiterata ripetizione mira a far sì che, come accade con tutti gli altri pregiudizi, alla fine l’affermazione sia considerata ben fondata e creduta vera. Ma, svolgono essi il compito loro assegnato? Forse lo farebbero, se non fosse per l’enorme e crescente volume di altri fatti che suggeriscono — e dimostrano — la diagnosi esattamente contraria: e cioè che la religione esiste e continua ad avere forza e influenza, e che i necrologi per Dio sono, quantomeno, assolutamente prematuri. Continua a leggere

Papa Francesco: oggi c’è guerra mondiale contro il matrimonio, gender è grande nemico

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Il Papa in Georgia

(da Radio Vaticana, 01.10.16)
 
Primo appuntamento del pomeriggio a Tblisi è stato l’incontro del Papa con i sacerdoti, i religiosi e le religiose nella Cattedrale di S. Maria Assunta a Tbilisi. Ha introdotto l’incontro l’amministratore apostolico, mons. Pasotto, che ha parlato dell’esperienza di questa piccola minoranza cattolica: è una sfida e un’opportunità essere minoranza ma a volte è duro. Poi sono seguite quattro testimonianze: un giovane, una madre di famiglia, un seminarista e un sacerdote.

Guerra mondiale contro il matrimonio, gender grande nemico
Il Papa ha parlato a braccio: oggi “un grande nemico” del matrimonio – ha detto – è “la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio …  ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee”, sono le “colonizzazioni ideologiche che distruggono”. Per questo occorre “difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”. Continua a leggere

Antonio Conte: «prego la Vergine ogni sera, e i santi. Mi guida la fede»

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In attesa di Italia-Germania (Euro 2016‬) di sabato… 
 
Da giovane faceva il chierichetto, serviva la Messa e seguiva attentamente quel che gli diceva il suo parroco. Dei sacerdoti apprezza soprattutto la capacità di saper rendere concreto il Vangelo, calandolo nella vita quotidiana senza per questo dover trasformare la fede in un servizio saociale.

L’episodio del Vangelo che preferisce è la parabola del figliol prodigo, chissà se è perché un po’ ci si riconosce… Un cardinale, un vescovo, un monaco, un teologo? No, è l’allenatore della nazionale di calcio italiana, Antonio Conte, l’uomo che con la Juventus ha vinto tutto e che adesso si propone di fare entrare gli Azzurri nel novero deirecordpartendo dal presupposto (lo ha detto appena nominato) che per giocare a calcio serve anzitutto e soprattutto essere uomini. Continua a leggere

Bud Spencer, quel “gigante buono” con la fede nel Padreterno

Morto a 86 anni Carlo Perdersoli, in arte Bud Spencer. Aspettava la morte e il giudizio di Dio “con dignità” e senza paura, perché “la nostra anima resta viva anche dopo aver lasciato la terra”
 
“La vita non è nelle nostre mani. Prima o poi ci presenteremo di fronte al Padreterno, che sia quello cristiano o quello islamico. Non si può sfuggire. Da quando siamo nati, siamo in viaggio verso la morte”. Il suo di viaggio, è finito ieri sera. Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, è spirato in un ospedale di Roma. Al capezzale i familiari, dai quali si è congedato – ha riferito il figlio alla stampa – con un “grazie”.

Una parola che condensa le emozioni che questo “gigante buono” del cinema italiano, protagonista assoluto del filone spaghetti western e icona divertente in coppia con Terence Hill, ha provato nella sua intensa vita.

Attore sì, ma anche atleta dal fisico granitico. Nato a Napoli 86 anni fa, Pedersoli mostrò sin da giovane una predisposizione per il nuoto. Lo praticò ad alti livelli, partecipando anche alle Olimpiadi di Roma del 1960. Continua a leggere

Vi faccio ridere perché Dio ci vuole felici

Paolo Cevoli

Il comico lanciato da Zelig racconta la sua fede: «È come la differenza tra una giornata grigia e una di sole: una prospettiva che illumina la vita»

di Francesca D’Angelo

Paolo Cevoli non ha dubbi: se il Signore l’ha voluto così, basso e un po’ bruttino, ma con la battuta fulminante, è perché il suo talento è sempre stato quello di «essere un patacca». Niente di più, niente di meno. Così, questo romagnolo doc ha preso sul serio la propria vocazione e nel 2000 ha lasciato la sua carriera da ristoratore per investire nella comicità. A Zelig è diventato famoso come lo sgangherato (ed esilarante) assessore Palmiro di Roccofritto. Poi è seguita una lunga carriera teatrale dove, tra excursus storici e gag memorabili, è riuscito a parlare di amore, di vita e persino di fede. Il tutto senza mai scadere in cinici sermoni ma sfruttando quella leggerezza, capace di toccare il cuore, tipica della comicità più genuina.  Continua a leggere