La coscienza è un’illusione?

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La riflessione che segue è stata tratta dal libro “Resurrezione. Un viaggio tra fede e scienza” (Paoline 2016), scritto da Armando Savini. Ringraziamo l’autore per aver concesso la pubblicazione e suggeriamo ai lettori l’acquisto dell’interessante volume.
 
di Armando Savini

da “Resurrezione. Un viaggio tra fede e scienza” (Paoline 2016)
 
Ultimamente la scienza ha cominciato a studiare alcuni fenomeni che vanno sotto il nome di NDE, acronimo di Near-Death Experience, tradotto generalmente con esperienze di premorte. Sono eventi vissuti da persone in stato di incoscienza o clinicamente morte, con assenza di battito cardiaco e respirazione, i quali tuttavia, ripresa conoscenza, ricordavano tutto quello che era successo in sala operatoria, descrivendo la disposizione di essa e del tavolo operatorio.

Tali ricerche sembrano convergere verso un punto fondamentale: la coscienza del proprio sé è qualcosa che supera lo spazio e il tempo, ma anche lo stesso corpo. Se una persona continua ad avere coscienza di sé e del mondo intorno a sé nonostante siano cessate le sue funzioni vitali, è evidente che non siamo chimica, cioè che la coscienza non si può identificare con il cervello. D’altronde, se la coscienza fosse il frutto della chimica, bisognerebbe poi domandarsi come ha fatto a emergere qualcosa di immateriale dal materiale. Continua a leggere

Il Papa ai giovani astronomi: la Chiesa è amica della vera scienza

Quando 125 anni fa Leone XIII fondò l’Osservatorio Vaticano, lo fece anche per «confermare quanto la Chiesa fosse amica della “vera e fondata scienza, sia umana che divina” (Motu proprio Ut mysticam, 14 marzo 1891)». Lo ha detto papa Francesco ricevendo in udienza questa mattina i partecipanti (allievi e professori) alla Scuola estiva di Astronomia della Specola Vaticana.

Rivolgendosi ai giovani astronomi, il Papa ha detto: «Il fatto che vi siete riuniti per questa scuola estiva mostra che il desiderio di comprendere l’universo, creato da Dio, e il nostro posto in esso, è comune a uomini e donne che vivono in contesti culturali e religiosi assai differenti. Tutti noi viviamo sotto lo stesso cielo; e tutti siamo mossi dalla bellezza che si rivela nel cosmo e si riflette anche nei nostri studi sui corpi e le sostanze celesti. Siamo così uniti dal desiderio di scoprire la verità su come opera questo meraviglioso universo, avvicinandoci sempre più al suo Creatore». Continua a leggere

Studiando l’evoluzione umana si giunge anche a Dio, la testimonianza di due biologi

Ajit Varki

«Darwin ha dimostrato che basta osservare la natura per convincersi senz’ombra di dubbio che l’umanità non è superiore o più speciale rispetto agli organismi simbioti chiamati licheni». Queste parole dell’eco-attivista Christopher Manes verrebbero oggi sottoscritte non soltanto da animalisti ed ecologisti radicali, ma anche da anti-teisti di professione, convinti che il modo più facile per smentire l’esistenza del Creatore sia smentire l’unicità dell’uomo, della creatura.

Questo spiega l’ampio ricorso da parte del cosiddetto “ateismo scientista” (che vuole argomentare il proprio scetticismo metafisico strumentalizzando la scienza) alle teorie evolutive di Darwin. Ma è un’arma a doppio taglio perché, secondo diversi scienziati, è proprio lo studio approfondito dell’evoluzione biologica a far emergere il cosiddetto human exceptionalism, ovvero l’eccezionalità umana. Secondo i sostenitori del riduzionismo, il fatto che l’uomo non sia eccezionale sarebbe una prova contro Dio: ma se viene mostrato il contrario? Bisognerebbe rimanere coerenti. Continua a leggere

Eulero, l’illuminista che con la matematica parlava di Dio

Leonhard Euler

di Francesco Agnoli
 
Esce in questi giorni, per Cantagalli, Leonardo Eulero, il matematico dell’età illuminista. Un grande scienziato contro Voltaire e i philosophes illuministi, di Francesco Agnoli. Euler è stato “il più prolifico matematico della storia”, meritando per questo il titolo di Princeps Mathematicorum, che sarà poi attribuito anche a C. Gauss (1777-1855). Fondò la meccanica dei continui, promosse la balistica, la cartografia, la diottrica, la teoria dell’elasticità, l’idraulica, l’idrodinamica, la teoria della musica, la teoria dei numeri, l’ottica e la teoria delle navi. Fu anche filosofo e medico. Riportiamo un brano dal libro
 
Benché mite e temperante, Euler ogni tanto si arrabbia: quando attaccano la sua fede e la Bibbia. Infatti, Euler non condivide né le critiche alla Rivelazione né il materialismo, propri, nella sua epoca, non tanto degli uomini di scienza, quanto di filosofi e letterati, oppure di scienziati di second’ordine. Il Settecento è il cosiddetto “secolo dei lumi”, in cui la potenza della ragione umana viene esaltata in un modo nuovo, con accenti totalmente inediti. La ragione, infatti, era stata stata vista come il più nobile dono fatto da Dio agli uomini; come ciò che li distingue dagli animali. Da questa convinzione erano nate, in Europa, in età medievale, le Università. Ma della ragione umana si erano anche indagati e riconosciuti i limiti. Continua a leggere

L’intelligibilità dell’universo e l’esistenza di Dio

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(dal sito UCCR)
 
«Se l’intero universo materiale può essere descritto dalla matematica, deve esistere una logica immateriale più vasta dell’universo materiale […]. Convinzioni di questo tipo sembrano implicare che Dio sia un matematico». Queste le parole che si leggono nel libro “Perché il mondo è matematico?” (Laterza 1992, pag. 69), scritto da uno dei principali matematici e cosmologi inglesi, John David Barrow, docente di Matematica all’Università di Cambridge.

La citazione contiene la risposta del perché molti scienziati aderiscano esistenzialmente al deismo, cioè l’affermazione positiva all’esistenza di un Dio, di un creatore, deducibile dallo studio scientifico dell’universo. Posizione lontana dal cristianesimo, al quale si approda sempre tramite un incontro personale e mai per un ragionamento o uno studio scientifico, ma sulla quale vale comunque la pena riflettere poiché offre notevoli spunti anche a chi ha avuto il dono della fede. Argomenti a favore, i deisti ne hanno tanti, dal fine-tuning alla teleologia (teleonomia) dell’evoluzione biologica e cosmologica. Continua a leggere

L’origine della morale: spiegazione scientifica e insegnamento della Chiesa

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(dal sito UCCR)
 
Per “psicologia evoluzionista” si intende il tentativo di spiegare il nostro comportamento estendendo la teoria di Darwin sull’evoluzione delle specie alla società e alla cultura umana. Correlato ad esso c’è il tema dell’origine della moralità presente nell’uomo e, accanto ad esso, il tema del rapporto tra cervello e coscienza.E’ un campo davvero vasto, pesantemente viziato oltretutto da chi strumentalizza l’evoluzione biologica per fini ateistici e da chi, cogliendo una presunta pericolosità per il suo credo religioso, combatte le spiegazioni evolutive cercando di screditarne il valore. Bisogna quindi procedere con cautela evitando di cadere in uno dei due estremi.

Senza dubbio nessuno prende davvero sul serio la spiegazione che la nostra esperienza morale -cioè la capacità di valutare il bene e il male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato-, possa davvero essere il frutto solamente del risultato di una serie di casuali incidenti controllati dalla selezione naturale. Continua a leggere

Il concetto di spazio di Einstein e Lemaitre

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di Francesco Agnoli
 
Il successo di Samantha Cristoforetti, l’astronauta trentina tornata da poco dal suo viaggio nello spazio, dimostra come sia ancora forte l’attrazione che il cielo e i grandi spazi stellari destano nell’uomo.

Anche nell’uomo occidentale di oggi che il cielo lo vede poco, chiuso com’è tra muri, luci artificiali e mezzi tecnologici. Un tempo, gli antichi mesopotamici scrutavano i cieli, per cercare in essi la divinità, la risposta alle grandi domande esistenziali e per conoscere i ritmi della natura. Nacque così l’astrologia, in cui l’osservazione degli astri si mescolava con la magia e il fatalismo, producendo così gli oroscopi: il nostro destino è già scritto nelle stelle? Continua a leggere

La conversione dell’astrofisica Salviander: «ho percepito un ordine nell’Universo»

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Ha fatto il giro di molti siti web internazionali la testimonianza della dott.ssa Sarah Salviander, ricercatrice presso il Dipartimento di Astronomia dell’Università del Texas e docente di Astrofisica presso la Southwestern University. La storia della sua conversione è davvero incredibile, originatasi dai suoi studi scientifici e dalla morte della figlia. Vale la pena prendersi cinque minuti per leggere le sue parole.

«Sono nata negli Stati Uniti, ma cresciuta in Canada», ha scritto la scienziata riassumendo quanto ha raccontato nel periodo pasquale in una chiesa di Austin (Texas) dove era stata invitata. «I miei genitori erano atei anche se preferivano definirsi “agnostici”, sono stati gentili, amorevoli e morali, ma la religione non ha giocato alcun ruolo nella mia infanzia».   Continua a leggere

Troppo affidamento alla scienza? Ecco i limiti del naturalismo filosofico

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«Io sono una persona di scienza e prove. La verità può essere determinata solo empiricamente, e la scienza è l’unico modo per conoscere veramente la verità».

Questa è una tipica affermazione di che intende “far la gara”tra le varie forme di pensiero, specialmente per denigrare la conoscenza della realtà tramite il metodo della fede. C’è infatti una differenza tra metodo scientifico (un processo razionale basato su test ed esperimenti) e scientismo (un impegno irrazionale di naturalismo filosofico). I naturalisti filosofici si rifiutano di prendere in considerazione come spiegazione per gli eventi che osservano qualsiasi cosa al di fuori del mondo naturale e usano i metodi della scienza applicandoli a qualunque aspetto della realtà umana.

Come ha spiegato Papa Francesco, «lo scientismo e il positivismo si rifiutano di ammettere come valide forme di conoscenza diverse da quelle proprie delle scienze positive», in questi casi «non è la ragione ciò che si propone, ma una determinata ideologia, che chiude la strada ad un dialogo autentico, pacifico e fruttuoso». Continua a leggere

Zichichi a Veronesi: Il cancro è questione di cellule. Ma l’universo è la prova di Dio

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Auschwitz e cancro sono tragiche realtà, ma dietro a stelle e galassie c’è una logica. E quindi un autore

di Antonino Zichichi

(da Il Giornale)
 
«Dopo Auschwitz, il cancro è la prova che Dio non esiste?». Lo sostiene Umberto Veronesi nel suo ultimo libro «Il mestiere di uomo». Ma ora a rispondergli è Antonino Zichichi, fisico e presidente Wfs (World federation of scientists).

L’oncologo così racconta il suo progressivo allontanamento: «Non saprei dire qual è stato il mio primo giorno senza Dio. Sicuramente dopo l’esperienza della guerra non misi mai più piede in una chiesa, ma il tramonto della fede era iniziato molto prima (…)». Continua a leggere

Dio: una favola per bambini ed anziani?

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di Francesco Agnoli
 
Russell Stannard è un fisico americano che indaga il rapporto tra scienza e fede. In Italia è stato pubblicato un suo testo, La scienza e i miracoli, in cui vengono intervistati molti scienziati, sui temi più scottanti. Alcuni di essi, dopo essere stati genetisti, fisici, astronomi, hanno deciso di diventare anche teologi. Perchè la loro scienza non gli bastava.

Il libro inizia con una descrizione: quella di un gruppetto di scolari di 9 anni presso un Osservatorio astronomico. Ad alcune domande sull’origine del cosmo, delle stelle, degli alberi, racconta Stannard, tutti tirano in ballo Dio. Per i bambini Dio è una realtà vera e presente. Vi sono studi che sostengono che l’idea di Dio sia innata negli uomini, e particolarmente efficace proprio nei bambini. Come fossimo “programmati” per credere. Ma la certezza dell’esistenza di Dio, continua Stannard, naufraga clamorosamente quando, invece che bambini, si interrogano giovani universitari o adulti. Continua a leggere

La scienza laica scopre i resti “fossili” del Big Bang. Proprio come diceva il gesuita Lemaître 100 anni fa

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Con grande enfasi sta girando in tutto il mondo la notizia che, grazie a un potentissimo telescopio che scruta il cosmo dal Polo Sud, la scienza ha finalmente scoperto le tracce “fossili” del Big Bang da cui tutto ha avuto inizio, confermando quanto fino a oggi è stato supposto.

Ma chi aveva supposto tutto ciò un secolo fa – ricorda opportunamente Enzo Pennetta – è stato l’astronomo e fisico belga George Lemaître (1894-1966), padre gesuita. Che subito venne però deriso da Albert Einstein, il quale bollò come “abominevole” quella sua ipotesi giudicandola troppo simile al racconto biblico del Genesi.

Nessuno ricorda infatti che fu proprio padre Lemaître a ideare per primo quella teoria poi di enorme successo nota come Big Bang che oggi in buona sostanza si vorrebbe invece far passare come l’ipotesi fredda e razionale di una origine del cosmo laica e indipendente da ogni prospettiva religiosa. Continua a leggere

Louis Pasteur: essere vero scienziato

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Louis Pasteur (1822-1895), uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, ha occasione di proclamare pubblicamente la sua fede innumerevoli volte, e soprattutto il 27 aprile 1882, quando viene accolto nella Accademia delle Scienze dallo stesso Renan. Nel suo primo discorso Pasteur deve anche fare l’elogio funebre di Emile Littré, medico, giornalista, scrittore positivista tra i più famosi della Francia dell’epoca. Littrè era inoltre un seguace accanito di Comte, nella cui dottrina aveva per anni trovato risposta da ogni cosa: “Essa basta a tutto, non mi inganna mai e mi illumina sempre”.

Pur avendo trovato la fede alla fine dei suoi giorni, chiedendo il battesimo all’abate Huvelin, Littrè era insomma un personaggio imbarazzante, per il credente Pasteur, che però non omette di lodarlo, nel suo elogio, e di contraddirlo. Continua a leggere

Ci vorrebbe un Mendel day per ricordare che la scienza è un dono del cristianesimo

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Eravamo nell’Ottocento. In quel secolo di illusioni si pesavano le urine e si misuravano arti e crani (convinti che il cervello espella pensieri come la milza secerne la bile), allo scopo di classificare, graduare gli esseri umani, “scientificamente”. Si riteneva, da parte di molti, che la scienza umana avrebbe risolto tutto, compreso ogni cosa, realizzato un mondo futuro di uomini felici, perfetti, sani… Intanto si ponevano le basi per il razzismo “scientifico”, anglosassone e nazista. Continua a leggere