Papa Francesco: «Ridare onore sociale alla fedeltà»

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Il Papa ha dedicato l’udienza generale di oggi in Piazza San Pietro alla fedeltà dell’amore. “Libertà e fedeltà non si oppongono l’una all’altra”.

Di seguito il testo completo dell’Udienza:
 

La Famiglia – 30. Fedeltà dell’amore

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nella scorsa meditazione abbiamo riflettuto sulle importanti promesse che i genitori fanno ai bambini, fin da quando essi sono pensati nell’amore e concepiti nel grembo.

Possiamo aggiungere che, a ben guardare, l’intera realtà famigliare è fondata sulla promessa – pensare bene questo: l’identità famigliare è fondata sulla promessa -: si può dire che la famiglia vive della promessa d’amore e di fedeltà che l’uomo e la donna si fanno l’un l’altra. Essa comporta l’impegno di accogliere ed educare i figli; ma si attua anche nel prendersi cura dei genitori anziani, nel proteggere e accudire i membri più deboli della famiglia, nell’aiutarsi a vicenda per realizzare le proprie qualità ed accettare i propri limiti. Continua a leggere

L’uomo di oggi “ridicolizza” la famiglia e l’amore, ma ne è assetato

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Alla messa che dà inizio al Sinodo su “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”, papa Francesco sottolinea i paradossi della società globalizzata: “: tanta potenza accompagnata da tanta solitudine e vulnerabilità”. L’uomo di oggi “ridicolizza” la famiglia e l’amore, ma ne è assetato. La Chiesa testimonia l’amore indissolubile, ma non dimentica e cura “l’uomo che cade o che sbaglia”. “Una Chiesa con le porte chiuse tradisce sé stessa e la sua missione, e invece di essere un ponte diventa una barriera”.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – In un “contesto sociale e matrimoniale assai difficile”, la Chiesa è chiamata a vivere “la sua missione nella fedeltà, nella verità e nella carità”. Papa Francesco ha tracciato così le piste su cui camminerà il Sinodo che si apre oggi, dal tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. Alla messa presieduta stamane dal pontefice nella basilica di san Pietro, hanno partecipato tutti i membri del Sinodo che inizierà domani i suoi lavori. Continua a leggere

Papa Francesco: «Quando mamma e papà non sono più “una sola carne”, i figli soffrono»

«Sentiamo il peso della montagna che schiaccia l’anima di un bambino, nelle famiglie in cui ci si tratta male e ci si fa del male, fino a spezzare il legame della fedeltà coniugale?»
 
Papa Francesco ha proseguito oggi in piazza San Pietro a Roma la sua catechesi sulla famiglia. Questa volta, il Pontefice ha incentrato le sue riflessioni sulle separazioni e sulle «ferite» che si aprono talvolta nel contesto familiare dove a pagarne per primi le conseguenze sono i figli. «Ci si fa del male. La cosa più brutta!», ha esclamato Bergoglio. «Sappiamo bene che in nessuna storia famigliare mancano i momenti in cui l’intimità degli affetti più cari viene offesa dal comportamento dei suoi membri. Parole e azioni (e omissioni!) che, invece di esprimere amore, lo sottraggono o, peggio ancora, lo mortificano. Quando queste ferite, che sono ancora rimediabili, vengono trascurate, si aggravano: si trasformano in prepotenza, ostilità, disprezzo. E a quel punto possono diventare lacerazioni profonde, che dividono marito e moglie, e inducono a cercare altrove comprensione, sostegno e consolazione. Ma spesso questi “sostegni” non pensano al bene della famiglia!». Continua a leggere

Il doppio martirio di Oscar Arnulfo Romero

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di Bruto Maria Bruti
 
Oscar Arnulfo Romero è stato un vescovo fedele al magistero della Chiesa e alla sua dottrina sociale. Egli ha subìto un doppio martirio perché non solo è stato ucciso ma è stato anche strumentalizzato da quelle ideologie social-comuniste che ha sempre combattuto perché propongono, come insegna la Chiesa, un rimedio peggiore del male che pretendono di combattere (1): per questo Giovanni Paolo II ha affermato: «Romero è nostro».

Nel 1973 egli scriveva in merito alle teologie della liberazione: «di fronte a queste liberazioni dalla dottrina ambigua, la vera teologia della liberazione non è altro che l’eterna dottrina della salvezza di Cristo». In un altro scritto egli ribadiva la sua chiara professione di fede: «da parte nostra abbiamo preferito restare ancorati alle cose sicure, attaccati con timore e tremore alla roccia di San Pietro, riparandoci all’ombra del magistero ecclesiastico, ponendo l’orecchio vicino alle labbra del Papa, invece di vagare qua e là come acrobati audaci e temerari nel campo delle speculazioni, opera di pensatori azzardati e di movimenti sociali di dubbia ispirazione» (2). Continua a leggere

“Non commettere atti impuri” se lo è inventato la Chiesa?

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(da cattonerd)
 
Durante la trasmissione su “I Dieci Comandamenti”, Roberto Benigni ne ha sparata una grossa, ovvero che la Chiesa si è inventata “non commettere atti impuri”… vediamo che ne pensa Cristo!

Vediamo più nel dettaglio Continua a leggere

I 10 Comandamenti di Benigni, Parte 2: Promossa, o no?

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(da cattonerd)
 
Roberto tocca note altissime, ma alle volte stecca. Eppure…
 
È andata in onda ieri sera l’ultima puntata della serie “I Dieci Comandamenti” di Benigni. Se volete sapere cosa ne pensiamo della prima parte, c’è un articolo pronto per voi:
I 10 Comandamenti di Benigni – Prima Parte: Promossa ma…

Noi cattolici sapevamo che, nonostante qualche frecciatina contro Santa Romana Chiesa già scoccata nella prima puntata, nella seconda parte ne avremmo potute sentire di cotte e di crude, e purtroppo così è stato.
Devo ammettere che, arrivati al VI Comandamento, dentro di me ci sia stato un flusso anomalo di sangue verso il cervello. Già… ma poi, a mente lucida e dirigendo il suddetto sangue verso il cuore, mi sono preparato a scrivere quanto tra poco leggerete.  Continua a leggere

I fidanzati

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“I fidanzati sono chiamati a vivere la castità nella continenza. Messi così alla prova, scopriranno il reciproco rispetto, si alleneranno alla fedeltà e alla speranza di riceversi l’un l’altro da Dio. Riserveranno al tempo del matrimonio le manifestazioni di tenerezza proprie dell’amore coniugale. Si aiuteranno vicendevolmente a crescere nella castità.”

Catechismo della Chiesa Cattolica

La dottrina non è estranea alla vita umana, la valorizza

Catechismo

di Giovanni Grandi*
*ricercatore in Filosofia Morale presso l’Università degli Studi di Padova

da www.giovannigrandi.it
 
Grazie al Sinodo sulla famiglia sta prendendo forma nella Chiesa cattolica un dibattito forse non troppo marginale sulla “dottrina”. A molti questa parola ricorda i tempi del catechismo a pioggia, quando si “andava a dottrina” proprio come si andava a scuola, per apprendere cose – più o meno interessanti – che non si imparavano altrimenti, o che era in fondo più semplice che insegnasse il prete, perché (insieme a siòr maestro e a siòr dotor) era uno che comunque aveva studiato un po’ più degli altri. Dell’aria di questi tempi è rimasto oggi molto poco, ma sicuramente sopravvive un’idea che si è radicata a fondo: la dottrina è qualcosa di estraneo a quel che la vita porge da sé. Occorre perciò “inculcarla”, quasi pigiandola a viva forza perché entri in un contenitore angusto – la nostra testa anzitutto – che, di suo, non ne vuol proprio sapere.

Vorrei sostare sull’inconsistenza di questo “principio di estraneità” tra dottrina e vita, almeno per quel che riguarda i fondamentali degli assi relazionali che incrociano sulla famiglia. Continua a leggere

Vorrei parlare ai Padri sinodali del 2015 del mio amico Pete

di Padre Robert McTeigue, S.J.
 
Ora che il Sinodo straordinario sulla famiglia è terminato, non vi ritrovate a dire “Vorrei aver potuto dire questo ai Padri sinodali…”? E con il Sinodo ordinario sulla famiglia previsto per il prossimo anno, non vi ritrovate a dire “Spero di poter dire questo al prossimo Sinodo…”?

Ecco su cosa vorrei dire di riflettere ai Padri sinodali, quelli di quest’anno e quelli dell’anno prossimo. Mi piacerebbe parlare loro del mio amico Pete (ho il permesso di raccontare questa storia).

Pete è un vecchio amico, attivo nella sua parrocchia, un uomo generoso che tutti sperano di incontrare. Circa quattro anni fa, dopo 30 anni di matrimonio, la moglie lo ha lasciato. Era devastato. “Padre, non augurerei questo dolore al mio peggior nemico”, mi ha detto. Continua a leggere

Per sempre

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di Juan Ávila Estrada
 
Ci sono insegnamenti di Gesù che provocano disagio perché li consideriamo troppo restrittivi e limitanti per la libertà e per il desiderio perenne di costruire la felicità. “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt 19,3 segg.)

Questa frase pronunciata direttamente da Gesù con autorità, contravvenendo anche alla legge mosaica, ha suscitato dibattiti, scissioni, scismi all’interno della Chiesa e dolore da parte di molti che, avendo fallito nel proprio matrimonio, hanno cercato di rifarsi una vita affettiva e oggi si sentono esclusi o respinti dalla Chiesa perché viene loro negata la Comunione. È uno degli insegnamenti non facili da comprendere. Continua a leggere

Papa Francesco: matrimonio cristiano è fedele, perseverante e fecondo

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Papa Francesco alla Messa a Casa S. Marta parla del matrimonio cristiano

Fedele, perseverante, fecondo. Sono queste le tre caratteristiche dell’amore che Gesù nutre verso la Chiesa, la sua Sposa. E queste sono anche le caratteristiche di un autentico matrimonio cristiano. Lo ha affermato Papa Francesco all’omelia della Messa mattutina celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Una quindicina di coppie, una quindicina di storie matrimoniali, di famiglia, cominciate 25, 50, 60 anni fa davanti a un altare e che davanti all’altare di Papa Francesco si ritrovano assieme per ringraziare Dio del traguardo raggiunto. Una scena insolita per la cappella di Casa S. Marta, che offre al Papa l’occasione di riflettere sui tre pilastri che nella visione della fede devono sostenere un amore sponsale: fedeltà, perseveranza, fecondità. Continua a leggere

Pur separato, resta fedele al Matrimonio. E così scopre la fede. I cattolici sono i veri “rivoluzionari”

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«Il mio nome è Luca, mi sono separato nel 2007, ho due figli un maschietto ed una femminuccia di rispettivamente 12 e 10 anni e sono Vigile del Fuoco a Roma. Premetto che quando mi sono separato non credevo, non avevo in nessun modo a che fare con la religione e quindi con la Chiesa. All’inizio ho provato a conoscere altre donne con l’intenzione di “rifarmi una vita”, allora tutte le voci di conoscenti e parenti consigliavano in tal senso, ero spinto a farlo perché “oggi è normale”, “lo fanno tutti”, “i tempi sono cambiati” e ancora “chiusa una porta si apre un portone”, “quando il vaso è rotto rimane rotto”. Le donne che ho conosciuto, non poche, erano brave donne, premurose, disponibili, ma guardandole bene non vedevo nulla che potesse farci vivere insieme. Continua a leggere

Meglio una fedeltà lunga che un divorzio breve

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di Guido Vassallo

Quaranta anni fa un referendum confermò il favore popolare alla legge sul divorzio. In questi giorni la commissione Giustizia di Montecitorio ha dato il via libera ad emendamenti che renderanno le pratiche per ottenerlo ancora più rapide. La legge verrà presentata alla Camera il prossimo 26 maggio (è stata approvata ieri, ndr).

La notizia è su tutti i giornali, riportata con una certa soddisfazione: finalmente anche l’Italia, come altri paesi europei, consente di sbrigare in poco tempo questa pratica burocratica. Siamo avanti, anche noi, come gli altri, sembrano dire o pensare tanti.

Senza entrare nel merito della legge, non avendone gli strumenti giuridici, e tenendomi lontano da motivazioni religiose (alcuni pensano che chi è contro il divorzio lo sia solo perché è cattolico: ma si può essere così superficiali?) desidero fare alcune riflessioni che mi sembrano di buon senso. Continua a leggere

La vera tradizione

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di Mauro Leonardi
11-02-2014

Si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi… Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – ….– quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra,ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». (Mc 7, 1-13)
 
Nella sua etimologia la parola tradizione ha l’idea del movimento, del dono, del cambiamento nella fedeltà. Continua a leggere

«La famiglia è il motore del mondo e della storia»

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Il 25 ottobre 2013 Papa Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, di fronte ai quali ha svolto alcune considerazioni generali in preparazione alla Giornata della Famiglia che si terrà domenica 27 ottobre.

Il primo punto trattato dal Papa è che «la famiglia è una comunità di vita che ha una sua consistenza autonoma». Si tratta di un caposaldo della dottrina sociale della Chiesa, ricordato dal Pontefice con le parole del beato Giovanni Paolo II (1920-2005) nell’esortazione apostolica «Familiaris consortio»: «la famiglia non è la somma delle persone che la costituiscono, ma una comunità». «E una comunità – ha detto il Papa – è di più che la somma delle persone».
 
Di seguito il testo integrale del discorso: Continua a leggere

Il Papa alla Rota Romana: la carenza di fede può ferire la validità del matrimonio

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Magistrale discorso di Benedetto XVI alla Rota Romana. Non si può non riportare tutto, anche per l’importanza che merita l’argomento.

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Cari Componenti del Tribunale della Rota Romana!

È per me motivo di gioia ritrovarvi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Ringrazio il vostro Decano, Mons. Pio Vito Pinto, per i sentimenti espressi a nome di tutti voi e che contraccambio di cuore. Continua a leggere