I PENSIERI di Blaise Pascal: “Come se Dio esistesse: la scommessa di Pascal”.

Ecco quanto Jean Guitton scrive su I pensieri di Blaise Pascal: «Pascal ha dato […] un esempio del suo metodo tratto dallo studio della natura umana. Consideriamo l’uomo e vediamo le spiegazioni che i saggi hanno dato di quest’essere. Gli uni ne hanno visto la grandezza, l’autonomia, la libertà, la somiglianza con Dio. E non si sbagliano in questo; ma errano quando introducono in qualche maniera un fatale non… che, proclamando o almeno supponendo che la loro osservazione esaurisca l’uomo, il quale non sarebbe che grandezza, che potenza. Della verità che possedevano hanno dunque fatto un errore portandola all’esclusione… Ma guardiamo dall’altra parte. Ecco i loro eterni avversari. Questi dicono che l’uomo è miseria, incertezza, errore, tentennamento, contraddizione, e che la saggezza non sta nel preoccuparsi o nell’indagare, ma nel gustare la vita e il pensiero così come si presentano. È Montaigne e la sua famiglia. Ah! Ma perché non si è accontentato di questa constatazione, senza spingerla all’esasperazione, sino a escludere dall’uomo ogni grandezza?» (J. Guitton, Arte nuova di pensare, edizioni paoline).

L’attenta analisi della condizione esistenziale dell’uomo, del suo bisogno di compimento e della sua tensione all’assoluto è la premessa indispensabile per poter riconoscere che l’uomo non può darsi la felicità da solo, né tantomeno salvarsi da sé. Continua a leggere

Quale qualità della vita? Il trionfo dell’economia. Ma noi meno felici

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Il trionfo dell’economia. Ma noi meno felici

di Leonardo Becchetti

Il lavoro sempre più voucherizzato, i call center in crisi perché i precari non lo sono abbastanza, i fattorini di Foodora che portano la pizza a domicilio a salari stracciati e capiscono che l’unica disperata forma di protesta che può far presa è l’appello ai consumatori a non comprare i loro prodotti. Che cosa sta succedendo? Guardatevi intorno e vedrete nei paesaggi delle nostre città e delle nostre periferie il trionfo dell’economia e contemporaneamente il suo fallimento nel regalarci felicità e pienezza di senso di vita. Fallimento figlio del suo grave peccato originale. Distese senza fine di ipermercati, centri commerciali e negozi traboccanti di prodotti di ogni genere, colmi di tutte le varietà possibili vendute a prezzi stracciati, al massimo del sottocosto possibile.

Il mondo è diventato esattamente ciò che quel gruppo di filosofi morali che inventò l’economia moderna più di due secoli fa voleva che diventasse: il trionfo del consumatore. L’obiettivo era nobilissimo e tutt’altro che meschino: rendere l’umanità felice. Il risultato assolutamente di successo se valutato in termini di coerenza con le premesse. Peccato però che la funzione di felicità utilizzata (l’ipotesi su cosa rendesse l’uomo felice) fosse sbagliata. Continua a leggere

Chiamato dunque desidero

Per chi scopre la vita come vocazione sarà sempre accompagnato da una domanda: “Come faccio a capire qual è la mia vocazione? Come faccio a scoprire cosa Dio ha pensato per me?”. Un valido aiuto lo fornisce sant’Agostino quando ci parla della “ ginnastica del desiderio”. Dio parla attraverso i desideri e i sogni che ha messo nel nostro cuore. Il desiderio è lo specchio della persona: per conoscerla davvero occorre scoprire i suoi desideri. Sono le tracce che Dio ha lasciato nel nostro cuore. Fare discernimento allora significa prendere consapevolezza dei nostri desideri più veri e fare la scelta che Dio si aspetta da noi. “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. La gioia della vocazione è racchiusa in questo versetto del vangelo: siamo scelti, non scegliamo noi. Siamo scoperti, trovati e voluti per una missione che mai avremmo pensato di vivere. La scelta è autentica nella misura in cui è stimolata da santi desideri come l’amore, la giustizia, la verità, la fratellanza, il progresso. Continua a leggere

L’amore illumina l’intelligenza

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L’energia principale che muove l’animo umano.. è l’amore. La natura umana, nella sua essenza più profonda, consiste nell’amare. In definitiva, un solo compito è affidato a ogni essere umano: imparare a voler bene, ad amare, sinceramente, autenticamente, gratuitamente. Ma solo alla scuola di Dio questo compito viene assolto e l’uomo può raggiungere il fine per cui è stato creato.

Scrive infatti Guglielmo (di Saint-Thierry, ndr): “L’arte delle arti è l’arte dell’amore… L’amore è suscitato dal Creatore della natura. L’amore è una forza dell’anima, che la conduce come per un peso naturale al luogo e al fine che le è proprio” (La natura e la dignità dell’amore 1, PL 184,379). Continua a leggere

La nuova Miss Svizzera sorprende con un’impressionante testimonianza di cultura e fede cattolica

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Un’intervista piena di sincerità e volontà di conoscenza e senso di vita – e molto distante dai cliché
 
“La religione è un filo che possiamo dispiegare attraverso le epoche per affrontare i vari contesti di pensiero”.

Ci credereste se vi dicessimo che questa frase è stata pronunciata dalla vincitrice di un concorso di bellezza? È proprio così. A fare questa dichiarazione, il 7 novembre, è stataLauriane Sallin, 22 anni, la nuova Miss Svizzera.

Studentessa di Storia dell’Arte e di Francese all’Università di Friburgo, la ragazza ha concesso un’intervista al sito cattolico Cath.ch parlando di spiritualità, della sua fede cattolica e della visione che ha di Dio, rivelando profondità e buonsenso.  Continua a leggere

Viaggio di ritorno

“Solo che la nostra sete infinita di felicità non può abbeverarsi a una fonte finita, ma deve cercare quella fonte che non ha mai fine.”
 
“Meteo di coppia” di Daniele Chierico
 
Come in ogni buon romanzo di avventura, la conclusione è sempre un ritorno. Dopo il viaggio inaspettato intrapreso il 5 maggio, dopo aver attraversato tempeste e deserti, l’avventura si conclude con il dolce ritorno a casa. Il classico spot della Barilla dice “dove c’è Barilla c’è casa”; io posso affermare invece “dove c’è Maria c’è casa”. Il mio viaggio di ritorno ha fatto la sua ultima tappa in un piccolo paesello della Bosnia ed Erzegovina. Tra le alture sassose baciate dal sole di agosto, in una natura arida e inospitale, ho trovato la fonte più rigogliosa della vita. Quando arrivi in questo paesello ti domandi: “Ma qui non c’è veramente niente, c’è il deserto, cosa posso trovare?”, eppure in quel deserto, in quel nulla, trovi tutto. Continua a leggere

Il talento personale è un dono al servizio di tutti

Dante e i Tre Regni

di Giovanni Fighera
 
Cacciaguida ha profetato l’esilio a Dante, che viene così colto da un forte dubbio. Se dovrà abbandonare la casa, i parenti e gli amici più cari, presso quale corte troverà mai ospitalità se racconterà tutto quanto ha visto nei tre regni, dal momento che all’Inferno, in Purgatorio e in Paradiso gli sono stati rivelati fatti che avranno per molti il «sapor di forte agrume». D’altra parte, Dante teme che, se non sarà testimone sincero della verità che ha visto, perderà la fama presso «coloro/ che questo tempo chiameranno antico», ovvero presso i posteri.

Insomma, il Fiorentino è preso una volta ancora dalla paura che l’aveva attanagliato all’inizio del viaggio, quando per pusillanimità e viltà, non ritenendosi all’altezza di Enea e san Paolo che avevano avuto la grazia di vedere l’aldilà, più volte aveva mostrato titubanza nel seguire Virgilio. Ora, il viaggio è quasi terminato, Dante ritornerà sulla Terra, dove inizierà la sua vera missione nella vita ordinaria: dovrà avere il coraggio di essere poeta, di scrivere, di raccontare la verità. Continua a leggere

Papa Francesco: il diavolo è un truffatore, ti fa felice un attimo… ma poi ti lascia solo

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“… Trovare sempre la pace nel Signore, quella pace che soltanto Gesù ti può dare. Nei lavori, nei compiti, la sfida è trovare quella pace che significa che il Signore ti accompagna, che il Signore è vicino.

E anche c’è un’altra sfida: saper distinguere la pace di Gesù da un’altra pace che non è di Gesù: capito? E questo è una cosa che voi dovete imparare bene e chiedere al Signore la grazia di saper discernere la vera pace dalla falsa pace. Discernere. E’ una sfida, quella.

E la vera pace viene sempre da Gesù. Anche, alcune volte viene incartata in una croce. Ma è Gesù che ti dà la pace in quella prova. Non sempre viene come una croce, ma sempre la vera pace è di Gesù. Continua a leggere

Questa è la mia vita

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di Costanza Miriano
 
Qualche giorno fa a mia madre è uscita di bocca una frase incauta. “Ma perché non me li mandi tutti, i ragazzi, qualche giorno a Perugia?” L’ha detto. L’ho sentita. Non so quanto poi ci abbia messo a pentirsene, ma l’ha detto.  Segue una lunga contrattazione: la mamma dei quattro in oggetto – che sarei io – è riluttante, il babbo pure: ci dispiace separarci dai figli, ma fa caldo, non c’è scuola, noi dobbiamo lavorare, e così si incastrano impegni e turni e si raggiunge l’accordo. Due giorni e mezzo dai nonni. Porta il babbo, riprendo io così sbaciucchio qualche nipote a caso.

Nella fervida fantasia di una madre lavoratrice stremata dalla stanchezza due giorni e mezzo senza figli assumono istantaneamente proporzioni fantasmagoriche: superato il dispiacere della separazione comincio a fare progetti. Riordinerò ricevute, credenze, cassetti, leggerò libri arretrati, andrò dall’estetistaparrucchierepodologo, farò ore e ore di meditazione, anzi, credo che diventerò una suora di clausura ma anche un po’ una maratoneta da due e cinquanta, una donna meravigliosa dallo spirito saldo, il corpo efficiente, la mensola delle spezie senza barattolini scaduti, il marito ascoltato come merita. Continua a leggere

Auguri, Dante! Ma ora prendiamolo sul serio

Dante Alighieri

di Giovanni Fighera
 
Che ci sia un plauso generale a Dante nel giorno che a Palazzo Madama il Senato dà avvio alle celebrazioni per il settecentocinquantesimo anniversario della nascita del Fiorentino non sorprende affatto.

Non sorprende l’entusiasmo per la declamazione da parte di Benigni del canto conclusivo del Paradiso e per l’esecuzione del «Canto della Vita nuova» (composizione di N. Piovani) da parte di Piovani (al pianoforte), R. Baldini  (alle tastiere) e del soprano R. Feola. Allo stesso modo non sorprende neppure il fatto che molti si uniscano alle parole di Papa Francesco che addita in Dante un «profeta di speranza, annunciatore della possibilità del riscatto, della liberazione, del cambiamento profondo di ogni uomo e donna, di tutta  l’umanità». Abbiamo tutti bisogno di speranza, di parole che possano confortare e infondere entusiasmo. Continua a leggere

Francesco ai giovani: “andate controcorrente, non banalizzate l’amore!”

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Un Messaggio bellissimo del Papa ai giovani in preparazione della prossima Giornata mondiale della Gioventù. Da ignorare, come sempre, titoloni fuorvianti che già circolano su web e giornali. Il Papa richiama ancora una volta l’insegnamento della Chiesa, il che basta a smentire le parole (mai pronunciate) attribuitegli in queste ore dai media.
 
Nel 2015 Papa Francesco aveva annunciato che avrebbe preparato la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia del luglio 2016 attraverso tre messaggi sulle beatitudini evangeliche, diffondendo il primo sui poveri in spirito (clicca qui). Il 17 febbraio 2015 ha pubblicato il secondo messaggio, sul tema: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8), con un forte richiamo ai giovani a riscoprire la purezza in un’epoca in cui l’amore è «banalizzato» e ridotto alla sola sessualità.

Il Pontefice ha ricordato che la parola “beati”, cioè “felici”, compare nove volte in questo discorso di Gesù: è «come un ritornello che ci ricorda la chiamata del Signore a percorrere insieme a Lui una strada che, nonostante tutte le sfide, è la via della vera felicità». Questo i giovani lo capiscono facilmente. Vogliono essere felici. Continua a leggere

Donarsi è la sola strada per la felicità

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(Di Antonio Gaspari, da “Zenit. Il mondo visto da Roma”, 17 gennaio 2015, www.zenit.org)
 
Secondo Claudio Risé, noto terapeuta e docente di Scienze sociali, l’essere umano è naturalmente vocato alla cultura del dono

“Donarsi è la sola strada per trovare la felicità, fuori e dentro di noi”, perché la cultura del dono è “l’unica cura per il narcisismo che ci fa ammalare”. Ne è convinto Claudio Risé, noto psicanalista, già docente di Scienze sociali, autore di un notevole numero di libri di successo, l’ultimo dei quali si intitola appunto: Felicità è donarsi. Contro la cultura del narcisismo, pubblicato dalle Edizioni San Paolo.

“Nel mio lavoro di terapeuta ho visto con precisione un fenomeno: l’egoismo fa male”, afferma Risé nella sua opera, già edita nel 2004 con Sperling & Kupfer. “Tutto questo vivere ‘per sé’ e mai con e soprattutto per gli altri, fa ammalare”. Perché – sostiene l’autore – la parte costitutiva degli umani è proprio quella di donarsi: “A partire dalla sua biologia, e con la sua psiche, l’uomo e la donna sono fatti per donarsi perché la vita continui e tutti ne godano. Anche il sapere viene accumulato per poter poi essere trasmesso e donato”. Continua a leggere

Paternità responsabile. Humanae Vitae: quello che dice davvero

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Nel 1968, anno in cui fu pubblicata l’enciclica di Paolo VI “Humanae vitae” (firmata il 25 luglio), il mondo stava attraversando profonde trasformazioni e la scienza stava cominciando a “mettere le mani” sui meccanismi della procreazione. Papa Montini volle rispondere alle nuove sfide nella consapevolezza che la questione non riguardava solo il “costume” ma tirava in ballo il futuro dei popoli.

Nel 1963 Giovanni XXIII aveva istituito una Commissione che si occupasse delle “nuove questioni riguardanti la vita coniugale, e in particolare una retta regolazione della natalità”: Paolo VI raccolse i risultati del lavoro di quegli esperti e diede le sue risposte definitive a queste “gravi questioni” proprio nell’Humane vitae, un documento di 31 paragrafi, divisi in tre parti Continua a leggere

La Chiesa, pellegrina verso il Regno

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

Un po’ bruttina la giornata, ma voi siete coraggiosi, complimenti! Speriamo di pregare insieme oggi.

Nel presentare la Chiesa agli uomini del nostro tempo, il Concilio Vaticano II aveva ben presente una verità fondamentale, che non bisogna mai dimenticare: la Chiesa non è una realtà statica, ferma, fine a se stessa, ma è continuamente in cammino nella storia, verso la meta ultima e meravigliosa che è il Regno dei cieli, di cui la Chiesa in terra è il germe e l’inizio (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen gentium, 5). Quando ci rivolgiamo verso questo orizzonte, ci accorgiamo che la nostra immaginazione si arresta, rivelandosi capace appena di intuire lo splendore del mistero che sovrasta i nostri sensi. Continua a leggere

L’outing (tosto) di Luiz: voler arrivare vergine alle nozze

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di Giuliano Guzzo
 
E’ possibile essere calciatori famosi e rimanere fedeli ai valori di una volta? David Luiz, classe 1987, il Telespalla Bob brasiliano che non ha trattenuto le lacrime dopo la batostissima rifilata dalla Germania alla Seleção, è convinto di sì. Al punto da essersi reso protagonista, nei giorni scorsi, di un outing coi fiocchi, di livello ben diverso dall’oramai scontatissima dichiarazione di nuova sessualità, vale a dire la volontà d’arrivare vergine al matrimonio. Scelta che la sua fidanzata, la bella Sara Madeira, pare proprio condivida e che impone a tutti noi una riflessione; non tanto e non solo su David Luiz – il quale, essendo molto religioso (ringrazia sempre l’Onnipotente prima, dopo e pure durante ogni partita incurante, da ganzo quale è, di chi lo piglia per i fondelli), in fondo non stupisce la pensi così – ma sul fatto in sé. Continua a leggere

Arriva la contraccezione “wireless”. Ma il vero Amore rimane rischio

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di Giuliano Guzzo

Non sarà disponibile prima del 2018, ma fa già discutere. E’ il primo contraccettivowireless, un microchip da impiantarsi sottopelle che proteggerebbe da gravidanze indesiderate per un periodo fino a 16 anni, all’incirca quasi la metà della vita riproduttiva media di una donna. Comodo (non sarà necessario recarsi in ospedale per toglierlo), minuscolo (20 x 20 x 7 millimetri) [1] ed attivabile e disattivabile a distanza con un telecomando, il meccanismo funzionerà attraverso il rilascio giornaliero di microgrammi di Levonorgestrel, principio attivo di molti contraccettivi ormonali, si annuncia come una svolta epocale.

Se rispetterà le attese, in effetti lo sarà. Ma una svolta di che tipo? Anche sorvolando su considerazioni scientifiche e sul potenziale abortivo del Levonorgestrel – si dice agisca solo bloccando o ritardando l’ovulazione, eppure vi sono studi dai quali per esempio emerge, come fra le donne che hanno assunto il Levonorgestrel prima dell’ovulazione, non si è verificata alcuna gravidanza pur ovulando nell’80% dei casi [2] –, non possiamo sottrarci all’impressione che si tratti dell’ennesimo passo avanti verso quella che, con espressione forte ma non troppo lontana dal vero, potremmo quasi definire una sterilizzazione volontaria di massa. Continua a leggere

Sai ringraziare? La tua felicità dipende da quello

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Smettiamo di apprezzare l’amore ricevuto come un dono e lo esigiamo come diritto
 
Le vacanze non sono un periodo per non far niente, ma un momento che Dio ci dà per fare altre cose. Per prenderci cura di altri aspetti della nostra vita. Per leggere, passeggiare, fare visite, stare con le persone che amiamo, curare i momenti di dialogo e riposo con gli altri.

Le vacanze sono un momento privilegiato per crescere, per imparare cose nuove, per progredire nel cammino spirituale. Questo periodo deve anche portarci a rallegrarci per i doni ricevuti.

Dio mi parla in molti modi e mi dona la sua presenza. A volte il rumore di un albero che cade non ci lascia ascoltare il rumore silenzioso dei cento alberi che crescono. Continua a leggere

Il gioco di Dio, il calcio secondo Papa Ratzinger

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di Antonio Socci

(da Libero, 15.06.14)

La febbre planetaria dei Mondiali di calcio è un fenomeno che nessuno sa spiegare.
Il banale conformista celebrerà l’evento come la solita festa della fraternità, con la retorica dell’agonismo leale, del dialogo fra i popoli, contro il razzismo e la guerra (tutti gli slogan grigi del politically correct). Il moralista col birignao – che è l’altra faccia del banale conformista e a volte pure la stessa persona – lamenterà la superficialità di un mondo che – con tutti i problemi che ha – impazzisce per il calcio, poi dirà che il calcio è l’oppio dei popoli e s’indignerà per tutti i miliardi spesi mentre la gente (pure in Brasile) muore di fame.

Tutto vero, ma anche tutto ovvio, noioso e superficiale.

Però, grazie al Cielo, nel mondo accade a volte il miracolo, accade che ci sia qualche vero poeta o perfino un profeta, un genio di quelli che vedono la profondità delle cose e colgono l’oceano nella goccia d’acqua e l’eterno nell’istante. Continua a leggere

Vite “inutili”

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Una volta un uomo ad un convegno mi chiese se non mi sentissi in colpa al pensiero che mio figlio invalido civile, “costasse” così tanti soldi alla Regione Lazio, già così duramente provata dalle spese sanitarie (e pure qui, ci sarebbe da aprire un capitolo a parte….), per via della pensione, dei farmaci in esenzione, delle continue visite, e delle protesi sanitarie, nonché tutti i ricoveri e gli interventi effettuati. Risposi con molta tranquillità, che la vita “inutile” di mio figlio, grazie alla fondazione della Quercia, da noi creata (e che senza di lui non sarebbe certo stata creata da me, che sarei stata a leccarmi le ferite di un aborto dallo psicologo per tutta la vita), ha salvato la vita a 200 bambini, che oggi sono sani. E che probabilmente lavoreranno molto felicemente per permettere a lui di avere una pensione. E quel “signore” si è seduto, e non ha più parlato. Continua a leggere

Avete mai pensato: “Meglio morto che disabile”? Un sociologo paralizzato spiega alla Bbc perché sarebbe un colossale errore

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Le indagini condotte fra le persone portatrici di handicap rivelano il “paradosso della disabilità”: questi, infatti, sono più felici della media dei “normali”: sanno «dare valore alle cose».

«Hai mai pensato fra te e te: “Preferirei essere morto che disabile”? Non è una riflessione insolita. La disabilità, nel pensiero corrente, è associata con il fallimento, la dipendenza e l’incapacità di realizzare le cose. Ci dispiace per i disabili, perché ci immaginiamo che sia triste esserlo. Ma ci sbagliamo». È l’incipit dell’intervento fatto da Tom Shakespeare, sociologo inglese affetto da acondroplasia, malattia che dal 2008 l’ha costretto alla paralisi, alla trasmissione “A point of view”, poi pubblicato dalla Bbc.

«BUONA QUALITÀ DI VITA» Shakespeare mette in luce quello che «a volte viene definito come “il paradosso della disabilità”». Infatti, se si guarda alla percezione che le persone portatrici di handicap hanno di sé, emerge che sono più felici della media dei “normali”. Continua a leggere

Senza morale l’annuncio è astratto

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di Enrico Cattaneo*

In tutto il grande dibattito che si sta facendo sui “temi etici”, mi pare che – paradossalmente – sia dato poco spazio alla morale. Eppure dovrebbe essere compito dei pastori indicare dove c’è “peccato”, cioè offesa a Dio, attraverso una violazione consapevole della sua Legge (o Parola).

Se non se ne parla mai, la gente finisce per pensare che “non c’è peccato”. Per venire al concreto e a questioni all’ordine del giorno, fare una ‘donazione’ di sperma è o non è contro la morale? Se è una buona azione, incoraggiamola; ma se è peccato, perché non lo si dice? Così dare gli ovuli. La fecondazione in provetta (omologa o eterologa) è o non è contro la morale? Mi pare di aver letto di recente da parte di un esponente cattolico che la fecondazione omologa “non pone problemi etici”. Forse è questo quello che ormai pensa la maggioranza dei cattolici. Lo stesso vale per tanti altri temi (vedi contraccezione, rapporti sessuali fuori del matrimonio, ecc.), dove il silenzio dei pastori induce la gente a pensare che al massimo ci siano controindicazioni per la salute, ma non problemi morali. Continua a leggere

“Sono rimasta imbrigliata nella rete della Provvidenza”

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L’imprenditrice umbra, romana di adozione, Giorgia Petrini racconta la sua conversione da donna in carriera miscredente all’abbandono alla volontà di Dio

04 Aprile 2014 (Zenit.org) Luca Marcolivio

Un “ex” donna in carriera, oggi con un’unica ambizione: fare la volontà di Dio. La 39enne imprenditrice romana di origine umbra Giorgia Petrini era un personaggio già affermato nel suo ambiente ed anche in campo editoriale, quando nella sua vita è avvenuto un cambiamento a trecentosessanta gradi, che ha sorpreso i suoi amici di sempre.

Nel suo secondo libro, intitolato Il Dio che non sono, di cui è anche editrice, la Petrini racconta la sua vita “Avanti Cristo” e “Dopo Cristo”, spiegando i perché di una scelta fatta in piena libertà. 

Non si è trattato di una folgorazione improvvisa come quella di André Frossard, il figlio del fondatore del Partito Comunista Francese, che, educato al più inflessibile ateismo marxista, un giorno, da non credente, entrò in una chiesa e ne uscì dicendo: “Dio esiste e io l’ho incontrato”. Continua a leggere

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”

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«Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli;
conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».
Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?».
Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero». (Giovanni 8, 31-36)
 
Meditazione

La libertà non è un dato fisso. Essa è un organismo che segue la vita. Se essa è correttamente nutrita, rallegra la vita, se non lo è conduce verso l’autodistruzione. Continua a leggere

Mara Santangelo: «Avevo tutto ma non ero felice»

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Campionessa del mondo di tennis nel 2006, racconta quel viaggio a Medjugorje che oggi le ha ridato la serenità.

Ha raggiunto le vette del tennis mondiale sia nel singolare che nel doppio. Nel 2006 è diventata “campione del mondo” vincendo la Fed Cup con la nazionale femminile. Sembrava che la carriera e la vita di Mara Santangelo fossero perfette. Successi sportivi, popolarità, denaro. E invece la tennista italiana non era felice. Una malformazione ai piedi che si portava dietro fin dalla nascita l’ha costretta, in dodici anni di professionismo, a convivere con dolori lancinanti. Sofferenze che lei ha sopportato per mantenere una promessa fatta, anni prima, alla persona più importante della sua vita: sua madre, scomparsa quando lei era ancora adolescente. Mara ne ha parlato nel libro “Te lo prometto” (Ed. Piemme), un racconto commovente e sferzante al tempo stesso. Da quando ha lasciato il professionismo, agli inizi del 2011, per la Santangelo è iniziata una nuova vita alla luce della fede. Siamo andati a scoprire cosa l’ha aiutata a trovare la serenità. Continua a leggere