Pupi Avati: «Il mio matrimonio dura da 49 anni. Se ti capita una cosa bella non la racconti a nessuno?»

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Intervista al regista che porta in tv un’alternativa «alla negatività e alla propaganda dei media». «Trascorrere tanti anni con una persona è un’opportunità, non una penalizzazione»

È difficile definire Pupi Avati. Il regista bolognese, amante del jazz, cattolico praticante, ex dipendente della Findus, va a messa tutti i giorni ed è sposato da quasi mezzo secolo. Non ha il profilo dell’intellettuale, tanto meno quello di sinistra. «Qualcuno mi considera un conservatore rimbambito», scherza lui con tempi.it, «io mi impegno soltanto a non essere anticonformista». Sicuramente non è conforme a chi si pretende anticonformista. Dal suo esordio al cinema sul finire degli anni ‘60 a oggi ha girato decine di film. Di ogni genere. Continua a leggere

“Un matrimonio”: un film molto apprezzato e che rivela l’attaccamento degli italiani alla famiglia tradizionale

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di Antonio Righi

Si conclude questa sera la messa in onda di Un matrimonio, un lungometraggio del regista bolognese Pupi Avati che Rai 1 ha mandato in onda in sei puntate. Recentemente Marianna Ninni – su La Nuova Bussola Quotidiana – ne riassumeva la trama con queste parole: “È il giorno delle nozze d’oro per Francesca e Carlo Dagnini e mentre i due ripercorrono la navata sulle note della marcia nuziale e sotto gli occhi commossi di tutti i figli, Anna Paola Dagnini comincia a raccontare la loro storia. Catapultati a Sasso Marconi nel 1948 facciamo subito la conoscenza della giovanissima Francesca (Micaela Ramazzotti) che in una gita al fiume si innamora a prima vista di Carlo (Flavio Parenti). Inizia così la travagliata avventura di due ragazzi che, pur appartenendo a due mondi sociali diversi, sono in cerca delle stesse cose. Continua a leggere

Apologia di don Matteo

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A proposito della fiction di “Don Matteo” (ne avevo trattato qui), rilancio anche questo bell’articolo dell’amico Giuliano Guzzo di cui condivido pienamente l’analisi. 🙂

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Che in televisione ci sia parecchia spazzatura, è indiscutibile. Che non ci sia che quello, tuttavia, è discutibilissimo. E la conferma è venuta l’altro giorno in prima serata, con l’inizio della nona serie di Don Matteo, l’ormai celebre prete-detective interpretato da Terence Hill. Le prime due puntate hanno ripreso – com’era prevedibile – il copione classico: avviene un omicidio o un’aggressione, i Carabinieri iniziano ad indagare ma poi è sempre lui, don Matteo, a togliere dai guai il presunto colpevole, nel frattempo già spedito in cella, e ad individuare il vero responsabile, un personaggio solitamente trascurato dall’inchiesta. Continua a leggere

Il segreto di don Matteo

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Questa sera inizia la nona serie di Don Matteo, con Terence Hill. In attesa di vedere la prima puntata, riporto questo articolo di Armando Fumagalli pubblicato sul Timone di Maggio 2013.

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Quali sono gli ingredienti di una serie televisiva che da 13 anni stupisce tutti gli osservatori? E che cerca sempre di dare un insegnamento morale? Eccoli

Da alcuni anni un dato che stupisce gli osservatori della televisione è il costante e sempre rinnovato successo di una serie che ha esordito ormai 13 anni fa, nel gennaio del 2000. L’ottava stagione di Don Matteo, non solo nell’autunno 2011, è stata la serie di maggior successo del periodo, ma anche in replica ha avuto ascolti notevoli, più alti di moltissime altre fiction in prima visione. L’ultima puntata dell’ottava stagione, replicata il 31 gennaio 2013, arrivava a poco meno di 7 milioni di spettatori, con uno share (percentuale degli spettatori sul totale di coloro che hanno la televisione accesa in quel momento) di circa il 25%. Continua a leggere

Avati: in tv un matrimonio che dura per sempre

Il salotto della casa romana di Pupi Avati è un luogo caldo, accogliente, dove si respira la storia nei numerosi quadri del settecento e bronzetti risorgimentali, fra i quali campeggia un’unica foto in cornice d’argento: una giovane e bella ragazza bruna all’altare col suo sposo. «Ho voluto ricostruire la casa della mia infanzia a Bologna – ci accoglie sorridente il maestro Avati –. Quella lì nella foto è mia figlia Maria Antonia. Ho anche due maschi, sposati pure loro, più un bel po’ di nipotini. Il mio matrimonio è anche tutto questo». Ed è proprio ispirandosi al suo matrimonio che dura da ben 48 anni con la moglie Nicola e a quello dei suoi genitori che il grande regista ha scritto, prodotto e diretto la fiction Un matrimonio, coprodotta da Rai Fiction che dovrebbe essere trasmessa a inizio anno su Raiuno. Continua a leggere

Mass media e famiglia

di Costanza Miriano.

Qualche tempo fa la mamma di un amichetto dei miei figli mi ha incautamente detto della sua decisione di separarsi. Non sapeva che non sono capace di farmi i fatti miei, e che le missioni impossibili mi conquistano immediatamente alla loro causa. Non sapeva che da allora in poi avrei cominciato a tormentarla. Continua a leggere