Se il Vangelo non entra in famiglia

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Con la Genesi e le prime parole dell’uomo prende avvio quella grande avventura che si chiama amore coniugale. Qual è il compito della comunità ecclesiale per accompagnare il cammino degli sposi?

di don Silvio Longobardi

L’uomo e la donna non sempre sanno raccontare l’amore nella sua originaria e luminosa bellezza, anzi spesso danno una versione riduttiva o addirittura sfigurano questo ideale. Dobbiamo ritornare alle origini, a quel mattino della creazione, quando tutto era soffuso di bellezza. Nella Genesi troviamo una pagina impregnata di pathos, una pagina commovente e drammatica; e troviamo una parola che squarcia le tenebre della solitudine: “Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda” (2,18). Queste parole, che la Genesi attribuisce a Dio, fanno intravedere il disagio, anzi direi la tristezza dell’uomo. Ha tutto eppure gli manca qualcosa. Anzi, gli manca qualcuno. Lo sviluppo tecnologico e il benessere economico non potranno vestire di gioia l’umana esistenza. Solo l’amore può farlo. Continua a leggere