Inventare, spiegare, risolvere problemi: essere genitori è una risorsa, anche per le aziende

Inventare, spiegare, risolvere problemi: essere genitori è una risorsa, anche per le aziende

MAAM, un programma di formazione basato sulla genitorialità, e l’associazione Valore D lanciano un Osservatorio dedicato. Lo studio dimostra come si sovrappongano il profilo di madri, padri e talenti innovatori: proprio quel che cercano oggi i cacciatori di teste
 
di Raffaele Ricciardi

(Repubblica, 10 Giugno 2019)
 
MILANO – Fare figli taglia di un terzo le prospettive di busta paga delle donne. Trasforma la vita in una gimkana tra lavoro, asili e baby sitter (per chi se li può permettere). Distoglie energie e da ultimo pone la scelta tra affermazione professionale e famiglia. Il cahier de doleance è noto. E allora perché non ribaltare la prospettiva? Perché non mostrare quanto, in realtà, diventando madri e padri si acquisiscono miriadi di competenze vicine a quelle soft skills – capacità relazionali, di risolvere problemi, inventiva – che sono l’Eldorado dei cacciatori di teste, che pare badino molto più a trovare queste qualità che non alle competenze tecniche, quando cercano un collaboratore per le aziende? A queste voci va ormai il 40% della spesa per la formazione dei dipendenti, che in Italia ha raggiunto un valore di quattro miliardi e mezzo.

Da qualche tempo ci prova MAAM, una programma di formazione aziendale che ha fatto della genitorialità un vero e proprio master in competenze-chiave per la crescita professionale e, di rimando, per la produttività aziendale. Da MAAM, iniziato da Riccarda Zezza come progetto di lezioni in aula, è nata Life Based Value, una tech company che ha portato il master su una piattaforma digitale. Una cinquantina di grandi aziende l’ha già sperimentata come forma di welfare interno: ai dipendenti-genitori arrivano le credenziali per accedere al programma, che può durare fino a sei mesi. In vari moduli, come una sorta di Socrate 2.0, MAAM porta i genitori a riflettere sul loro quotidiano, per individuare che riserva di risorse sia la crescita di un infante. E scoprire che i figli sono un esercizio permanente di problem solving; che l’inventiva per trasformare due sassi in riva al mare in un castello fantastico è una capacità non da tutti; che rispondere a una raffica di “perché?” con un linguaggio semplice e appropriato – rigirando le frasi come un calzino per soddisfare la curiosità di un bimbo o una bimba – sviluppa processi mentali utili anche in una riunione di altissimi dirigenti. Continua a leggere

Vicenza, bonus ai dipendenti per pagare le scuole ai figli. «Così evitiamo lo spopolamento del paese»

Vinicio Bulla, titolare dell’azienda produttrice di tubi in acciaio (Mattia Comberlato)

di Benedetta Centin

(Corriere della Sera, 2.02.19)
 
CALTRANO (Vicenza) I suoi risparmi personali «congelati» in banca per sette anni, per contribuire a pagare le scuole dei figli dei propri dipendenti, dal nido alla materna fino alla prima elementare, ben oltre il bonus bebè statale. Un «incoraggiamento ai miei dipendenti a mettere su famiglia o ad allargarla» spiega l’imprenditore Vinicio Bulla, ma anche un contributo al territorio, un piccolo Comune ai piedi dell’Altopiano di Asiago «dove c’è grande decadenza, dove vedo tante carrozzelle con gente della mia età ma ben poche carrozzine con bambini» racconta il fondatore della Rivit Spa. Perché senza bambini, senza le nuove generazioni, i paesi come Caltrano, 2.500 abitanti appena, dieci, massimo quindici nuovi nati all’anno, sono destinati a morire, e così forse anche le stesse attività produttive insediate, una volta rimaste senza manodopera locale.
 
Mai un giorno di cassa integrazione

Ancora nessuno gli ha chiesto perché quel corposo gruzzoletto racimolato in mezzo secolo non lo spenda per sé, per una vacanza a cinque stelle, quanto mai meritata alla soglia dei suoi ottant’anni, ma chi conosce Bulla non si stupisce affatto che pensi ai suoi collaboratori prima che a se stesso. Lui che ha fatto in modo che non avessero mai un giorno di cassa integrazione, nemmeno nei periodi in cui il calo delle commesse non lasciava altra scelta. Lui che ha declinato le diverse offerte di acquisto da parte di fondi esteri. Imprenditore vecchio stampo, il vicentino (di Schio) ha speso una vita per far crescere la propria azienda, la Rivit Spa di Caltrano – un grande stabilimento immerso nel verde – per farla diventare il colosso mondiale che oggi è, impegnata nella produzione di tubi in acciaio inox e leghe speciali di grandi dimensioni destinati per lo più a piattaforme petrolifere. E, instancabile, in sede anche di sabato pomeriggio, nemmeno agli sgoccioli della sua carriera – in azienda ci sono oggi i suoi tre figli – non smette di pensare a chi ha contribuito a fargli raggiungere questi risultati, e cioè i suoi, ad oggi, 150 dipendenti (in gran parte uomini) «che meritano di essere gratificati». Non senza trascurare però il futuro della popolazione locale e italiana, «destinata all’estinzione visto il declino demografico e le previsioni dell’Istat». Continua a leggere

Fai un figlio? Una mensilità in più! La scommessa di un’azienda padovana

Se lo Stato non si attiva, al bonus bebé ci pensa l’azienda. Un caso virtuoso, limitato al momento alla padovana Eurointerim, che – c’è da augurarselo – potrebbe diventare un modello da seguire a livello nazionale.
 
L’idea nasce dalla lungimiranza del presidente e fondatore di Eurointerim, Luigi Sposato, che ha stanziato un fondo di 50mila euro per le famiglie dei dipendenti. Non un semplice atto di generosità il suo, ma una vera e propria strategia manageriale, capace di guardare oltre i confini dell’azienda.

Quest’anno e l’anno prossimo, fino ad esaurimento delle risorse stanziate, Eurointerim distribuirà una mensilità in più per ciascun lavoratore in attesa di un figlio, sia esso uomo o donna, dipendente o titolare di contratto di somministrazione. Non è l’unico aspetto “family friendly” per l’azienda di Sposato. “Nella nostra azienda – ha spiegato l’imprenditore al Mattino di Padova – non si chiedono permessi per arrivare più tardi o per assentarsi, ma basta avvisarsi tra noi. Molte neomamme lavorano da casa ed è in questa maniera che rendiamo sereni i nostri dipendenti”.

L’opzione a favore delle lavoratrici mamme (ma anche dei papà) è favorita dal fatto che, ad Eurointerim, otto dipendenti su dieci sono donne e, per lo più, in giovane età. “Tutte le volte che tornano dalla maternità, io le vedo lavorare meglio, più felici e sicure. Fare figli fa bene al lavoro”, ha detto Sposato in un’intervista alla Stampa. Continua a leggere

Omogenitorialità e diritti di ogni figlio. Nascere orfani?

di Mariolina Ceriotti Migliarese
(Avvenire, 25 giugno 2018)
 
Certamente non sono rari nella storia umana i casi di bambini cresciuti solo dalle donne; nei tempi di guerra come nei tempi di pace è successo spesso che i padri fossero assenti: morti in guerra, lontani per lavoro, oppure semplicemente latitanti, magari dopo aver messo incinta la donna madre del bambino. Tante donne coraggiose si sono rimboccate le maniche, si sono aiutate tra loro, hanno amato, accudito e fatto crescere figli che l’assenza del padre non ha necessariamente reso patologici o incapaci di vivere.

Perché dunque ci sconcerta e ci interroga la notizia che diversi sindaci, a Milano, a Torino e in altre città italiane, hanno voluto riconoscere bambini “figli di due madri”?

Pensiamo forse che queste donne non possano essere capaci, in quanto omosessuali, di dare ai bambini l’amore di cui hanno bisogno? Pensiamo forse di negare a questi bambini, in nome di qualche astratto principio, l’amore a cui hanno diritto? Che differenza c’è, dunque, tra l’essere cresciuti da due donne perché il padre è scomparso, ed essere cresciuti da due donne che hanno scelto di mettere al mondo un figlio senza il padre? Malgrado le apparenze, la differenza c’è ed è molto importante: solo nel secondo caso, infatti, gli adulti decidono consapevolmente che il bambino nasca orfano di padre.

Orfano è una parola che significa “privo di un genitore” e genitore significa “colui che ha generato”. Comunque si considerino le cose, ognuno di noi è generato senza possibilità di eccezione dai gameti di un uomo e di una donna, che sono dunque biologicamente nostro padre e nostra madre: il legame con loro è innegabile e ineludibile, perché impresso nel nostro corpo attraverso un patrimonio genetico fatto sia di caratteristiche fisiche che di inclinazioni temperamentali, che ci accompagneranno per sempre. Il legame biologico da solo è certamente insufficiente a fondare la genitorialità, ma rimane un legame potente; chi si occupa di adozioni sa bene ad esempio che qualsiasi adottivo, anche se accolto fin dai primi giorni di vita in una famiglia che ama e che lo ha amato, porta in sé una forte domanda sulle sue origini, che lo spinge sempre a cercare di scoprire chi erano i suoi genitori biologici.  Continua a leggere

Nembrini: non “com’è andata oggi a scuola?” ma “sono contenta che sei qui”

Come sarebbe bello se per prima cosa la mamma, al rientro a casa del figlio, gli dicesse che è felice che ci sia e gli chiedesse se anche lui è contento. Dopo sì, si può parlare anche di scuola
 
L’espressione immortalata nell’immagine sopra l’articolo è quella che Franco Nembrini usa per inscenare la risposta del figlio. Per rendere anche plasticamente il senso di tormento che la solita domanda gli infligge.

Sempre la stessa, ripetuta ogni santo giorno, quasi nello stesso istante, proprio mentre sta per addentare il primo agognato boccone del pranzo da lungi desiderato. Parecchio lungi: dice che già alla campanella della seconda ora il ragazzone vede librarsi in aria, sotto il soffitto diventato greve dell’aula scolastica, una generosa porzione di lasagne fumanti.

“Tutto bene, mamma”. Prova a chiudere la questione il ragazzo e a riaprire la bocca sulla forchetta. Ma la mamma non desiste: “sarà pur successo qualcosa, no?”

“Niente. Non è successo niente“. O almeno, penserà il figliolo, non ho voglia, non ho l’energia per raccontartelo ora. E poi mi viene pure il sospetto che ti interessi solo quello…

In effetti è un’abitudine non così salubre e piuttosto diffusa nelle famiglie italiane quella di mettere tanta enfasi sul rendimento scolastico e non solo nei momenti topici (verifica, interrogazione, fine quadrimestre), ma ogni benedetto giorno. Continua a leggere

Fertilità, è l’aborto la via alternativa?

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di Massimo Calvi
 
La contro-campagna della Cgil al Fertility day lascia intendere che l’aborto sia lo strumento per poter avere una vita lavorativa gratificante e controllare le nascite.
 
Siamo tutti d’accordo: la campagna del Fertility day è stata un fallimento. Ma solo la campagna, non l’iniziativa in sé, che non nasce affatto con lo scopo di spingere gli italiani a fare più figli, e di farli per la Patria, ma per informare sui rischi sanitari che determinati comportamenti possono avere in relazione alla fertilità. Un tema nobilissimo e decisivo. Troppe coppie sperimentano il dolore dell’infertilità anche per una scarsa conoscenza delle cause che possono favorirla.

Per questo le persone in buona fede dovrebbero saper distinguere tra le critiche legittime a una campagna che ha avuto l’effetto di offuscare il senso del Fertility day, fino a offrire il fianco agli oppositori politici del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e il valore del reale messaggio di cui l’iniziativa è portatrice. Solo per fare un esempio, in queste ore in rete circolano a mo’ di sberleffo decine di fotomontaggi di persone famose che nonostante una vita tra droga, alcool e tutto il resto hanno avuto 5, 6 o più figli a ciascuno. Continua a leggere

Un dono (bistrattato) per i disabili e per i loro cari

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Il P.E.I. – Piano Educativo Individualizzato – è uno dei doni della sapienza legislativa di questo paese. Ratificato dalla Legge 104 e da sentenze successive è, purtroppo, vittima del male tutto italiano: ottime leggi, pessima attuazione, grande burocrazia e servizi al minimo. Prima che al “dopo di noi” dei genitori di persone portatrici di handicap occorre pensare al “durante noi”, sconfiggendo l’handicap peggiore – quello della sclerocardia
 
di Paul Freeman
 
L’Italia è un paese straordinario. Ha peso e radici; storia. Ma anche tanta “zizzania” di “mala-amministrazione”.Una Carta Costituzionale straordinaria che, certo può essere criticata e migliorata, ma che proprio nei suoi aspetti “antropologici” e poi “sociali”, è veramente feconda e, tutto sommato, poco compresa, poco “internalizzata”, malamente attualizzata.

La mancata attuazione di questi aspetti fondativi sia di carattere antropologico, che di carattere sociale e di carattere educativo, sono l’evidente “zizzania” che, probabilmente a partire dal Benessere della seconda era del Boom economico ha portato ad una china continua in cui la realtà si è via via scollegata dalla vita politica. Di fatto i governi che si sono succeduti a partire da almeno 40 anni hanno penalizzato i cardini sociali effettivi della Famiglia, del Welfare, del Lavoro. Continua a leggere

Le 7 frasi che distruggono i figli

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 Leggete con attenzione e pensateci bene prima di pronunciare frasi come queste
 
La rabbia, la stanchezza e la frustrazione che derivano dai problemi quotidiani possono esasperarci e farci dire cose che in realtà non pensiamo. Quelle che riportiamo sono alcune delle combinazioni peggiori di parole che possiamo dire ai nostri figli,  indipendentemente dalla loro età, ma soprattutto ai bambini piccoli. Gli effetti di queste parole possono andare al di là di quello che immaginate e di ciò che i vostri figli possono controllare.

Leggete con attenzione e pensate molte volte prima di dire frasi come queste…
 
1. “Non fai mai niente di giusto”

A nessuno piacerebbe sentirsi dire una cosa del genere. Se vostro figlio ha commesso un errore o ha rotto qualcosa, respirate profondamente e pensate a ciò che è più importante. La risposta sarà sempre la stessa: i vostri figli sono più importanti di qualsiasi altra cosa. Continua a leggere

«Famiglie con figli scippate di un miliardo»

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«È uno scippo. Un vero e proprio scippo ai danni delle famiglie ». I deputati Mario Sberna e Gian Luigi Gigli (gruppo parlamentare Democrazia solidale- Centro democratico), durante il Question time in Aula rivolto al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, hanno denunciato e chiesto il motivo della «mancata distribuzione di un miliardo di euro l’anno per gli assegni familiari». Pochi euro vengono infatti prelevati ogni mese dalla busta paga dei lavoratori e destinati a un Fondo nazionale (per un totale di 6,4 miliardi di euro), ma gli stessi dati Inps 2013-2014 confermano che un miliardo non è stato ancora distribuito.

Sberna e Gigli hanno chiesto al ministro Poletti la restituzione di «quanto impropriamente trattenuto a danno dei bambini, senza aspettare la prossima legge di Stabilità: pure la mancata fruizione degli assegni a danno dei figli dei lavoratori autonomi è iniqua e assurda tanto quanto la sospensione della loro corresponsione al compimento del diciottesimo anno d’età». Continua a leggere

I figli vanno, i figli tornano

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di Costanza Miriano
 
Ricevo a volte lettere di genitori che mi chiedono consigli rispetto ai figli che stanno diventando grandi. È giunto il momento di applicarmi sulla schiena la targa “non seguitemi, mi sono persa anch’io” che mi tenevo pronta da quando sono uscita dalla sala parto. Ero certa che prima o poi sarebbe successo, sarebbe arrivata l’adolescenza, e io mi sarei trovata impreparata. A quello che sto vivendo e, tanto più, a consigliare qualcun altro.

C’è però qualcosa che a noi credenti non può mai essere tolto, ed è lo sguardo carico di speranza con cui guardare al futuro nostro e di quelli che ci sono affidati. Io non so come si faccia a educare un adolescente, quale sia l’equilibrio tra l’indirizzarlo e il lasciarlo libero. Tra l’accompagnarlo passo passo e il sedersi in panchina a guardarlo sbagliare, resistendo alla tentazione di alzarsi gridandogli: «Si fa così!». Continua a leggere

Bomba demografica? Una bufala, ora lo dice anche l’Onu

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(dal sito uccronline.it)
 
Gli ultimi dati pubblicati dall’ONU sono chiari: la  bomba demografica è una bufala. Si tratta di una leggenda secondo la quale l’alta densità di popolazione inibirebbe la prosperità umana per cui, secondo radicali/ecologisti/abortisti pratiche come la sterilizzazione, la contraccezione e l’aborto sarebbero indispensabili per controllare l’aumento demografico.

Ricordiamo tutti quando Marco Cappato, leader dei radicali italiani, nel 2009 invitava a «superare i veti ideologici del fondamentalismo clericale e natalista» e attuare la «strategia di “Rientro dolce” della popolazione mondiale che il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito già da tempo indica come scelta vitale per il futuro del pianeta». I Radicali sono gli unici (assieme all’opinionista Giovanni Sartori) a credere ancora in Italia alle sciocchezze del Club di Roma il think-tank che negli anni ’60 profetizzava cataclismi entro 40 anni. Continua a leggere

Miracolo alla fermata dell’autobus

 di Andrea Monda

Arrivo alla fermata dell’autobus per andare a scuola, il freddo mi intorpidisce e sono anche un po’ di malumore (la scuola è occupata) e mentre sto per chiudermi definitivamente al resto del mondo, inserendo anche il secondo auricolare della cuffia del mio Iphone qualcosa, anzi qualcuno attira la mia attenzione: due bambini stanno lì, girellando intorno al palo della fermata e schiamazzano, già ora, alle sette del mattino. Sono evidentemente due fratellini, devono avere 7 ed 8 al massimo, uno, il più piccolo, gioca con il suo smartphone mentre l’altro canticchia e gira tenendosi con una mano al palo. Ecco che da lontano, si vede il bus che sta curvando per dirigersi a prenderci; “Urrà!” grida il più grande e aggiunge: “Un miracolo! Un miracolo di Gesù!”. Mentre grida al miracolo saltella alzando le mani in senso di giubilo. Il fratello più piccolo si incammina verso l’autobus che sta frenando e aprendo le porte e gli dice con un pizzico di stizza: “Io lo sapevo, già lo sapevo…” e gli mostra il suo smartphone: non ci stava giocando, ma indagando sull’App dell’Atac le notizie relative all’arrivo degli autobus di quella fermata. Continua a leggere

“Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e la stima che voi avete di loro”

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“L’educazione dei figli è impresa per adulti disposti ad una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l’affetto necessario.

Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.

Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro; siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio anche quando sembrerà che si dimentichino di voi. Continua a leggere

La fede dei figli

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di Costanza Miriano
 
Se sapessi davvero scrivere questo articolo che ho incautamente accettato di scrivere, tutti i miei problemi esistenziali sarebbero risolti. Se sapessi come si fa a trasmettere la fede ai figli sarei salva: significherebbe che sono così credibile come cristiana che riesco addirittura a convincere chi mi vede sempre, giorno e notte, chi vede tutti i lati di me, non solo quelli pubblici, ma anche le mie debolezze e i momenti di caduta, le crisi di nervosismo e gli attacchi di pigrizia e di sonnolenza inconsulta.

Significherebbe inoltre che avrei già trasmesso la fede ai miei figli, garantendo loro la salvezza eterna, per cui potrei anche morire in pace, anzi, sarebbe meglio che morissi, perché ci sono anche persone che passano la parte finale della loro vita a distruggere o  a indebolire il buono che hanno costruito nella prima parte. Continua a leggere

“Dio ci accompagna nella strada della vita”

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“Non è impressionante che Dio ci accarezzi con amore di Padre? È tanto bello, tanto bello! Poteva semplicemente farsi riconoscere come l’Essere supremo, dare i suoi comandamenti e aspettare i risultati. Invece Dio ha fatto e fa infinitamente di più di questo. Ci accompagna nella strada della vita, ci protegge, ci ama”.

Nell’Udienza Generale di oggi, 26 agosto 2015, tornata a svolgersi in piazza San Pietro, Papa Francesco ha continuato le sue catechesi sulla famiglia, parlando del tempo della preghiera. Di seguito il testo dell’udienza:

 
La Famiglia – 24. Preghiera

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Dopo aver riflettuto su come la famiglia vive i tempi della festa e del lavoro, consideriamo ora il tempo della preghiera. Continua a leggere

Questa è la mia vita

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di Costanza Miriano
 
Qualche giorno fa a mia madre è uscita di bocca una frase incauta. “Ma perché non me li mandi tutti, i ragazzi, qualche giorno a Perugia?” L’ha detto. L’ho sentita. Non so quanto poi ci abbia messo a pentirsene, ma l’ha detto.  Segue una lunga contrattazione: la mamma dei quattro in oggetto – che sarei io – è riluttante, il babbo pure: ci dispiace separarci dai figli, ma fa caldo, non c’è scuola, noi dobbiamo lavorare, e così si incastrano impegni e turni e si raggiunge l’accordo. Due giorni e mezzo dai nonni. Porta il babbo, riprendo io così sbaciucchio qualche nipote a caso.

Nella fervida fantasia di una madre lavoratrice stremata dalla stanchezza due giorni e mezzo senza figli assumono istantaneamente proporzioni fantasmagoriche: superato il dispiacere della separazione comincio a fare progetti. Riordinerò ricevute, credenze, cassetti, leggerò libri arretrati, andrò dall’estetistaparrucchierepodologo, farò ore e ore di meditazione, anzi, credo che diventerò una suora di clausura ma anche un po’ una maratoneta da due e cinquanta, una donna meravigliosa dallo spirito saldo, il corpo efficiente, la mensola delle spezie senza barattolini scaduti, il marito ascoltato come merita. Continua a leggere

Papa Francesco: «Quando mamma e papà non sono più “una sola carne”, i figli soffrono»

«Sentiamo il peso della montagna che schiaccia l’anima di un bambino, nelle famiglie in cui ci si tratta male e ci si fa del male, fino a spezzare il legame della fedeltà coniugale?»
 
Papa Francesco ha proseguito oggi in piazza San Pietro a Roma la sua catechesi sulla famiglia. Questa volta, il Pontefice ha incentrato le sue riflessioni sulle separazioni e sulle «ferite» che si aprono talvolta nel contesto familiare dove a pagarne per primi le conseguenze sono i figli. «Ci si fa del male. La cosa più brutta!», ha esclamato Bergoglio. «Sappiamo bene che in nessuna storia famigliare mancano i momenti in cui l’intimità degli affetti più cari viene offesa dal comportamento dei suoi membri. Parole e azioni (e omissioni!) che, invece di esprimere amore, lo sottraggono o, peggio ancora, lo mortificano. Quando queste ferite, che sono ancora rimediabili, vengono trascurate, si aggravano: si trasformano in prepotenza, ostilità, disprezzo. E a quel punto possono diventare lacerazioni profonde, che dividono marito e moglie, e inducono a cercare altrove comprensione, sostegno e consolazione. Ma spesso questi “sostegni” non pensano al bene della famiglia!». Continua a leggere

In Italia non si nasce più. Mai così male dal 1918

crescita_300 Un’Italia sempre più vecchia vede cadere l’ultimo tabù: il saldo tra nati e morti nel 2014 è stato negativo per oltre 95mila unità, il dato peggiore dai tempi della prima guerra mondiale. La crescita (sotto)zero è dunque parte del passato, siamo già dentro uno scenario bellico, con pochissime note liete (la tenuta della popolazione immigrata, comunque in calo) e molti aspetti in chiaroscuro.

Nel corso del 2014, a fronte di 502.596 nascite sono avvenuti 598.364 decessi. C’è dunque uno squilibrio di 95.768 unità, «che rappresenta – ha sottolineato l’Istat – un picco negativo mai raggiunto dal biennio 1917-18 (ultimi due anni del primo conflitto mondiale) e ancora più elevato di quello del 2012, quando la mortalità fece registrare valori particolarmente elevati nei mesi invernali». Secondo l’istituto statistico, l’anno scorso sono stati stati registrati quasi 12mila nati in meno rispetto al 2013. Anche i bimbi stranieri venuti alla luce continuano a diminuire (-2.638 rispetto ai dodici mesi precedenti), pur rappresentando il 14,9% del totale dei nati. Continua a leggere

Dolci Memorie

Dolci Memorie

dal blogit.apostlesofil.com
 
«Come posso sapere di non aver fallito come genitore? I miei figli hanno lasciato la Chiesa, e sembrano allontanarsi da tutto ciò che come genitori gli avevamo insegnato».
 
Quante volte ho sentito questa lamentela, questo grido ansioso da parte di uomini e donne di profonda fede, che non riescono a darsi pace perché i loro figli hanno abbandonato la pratica dei sacramenti.

Certamente si tratta di una preoccupazione legittima, una di quelle che ci riguarda un po’ tutti, o perché i nostri stessi figli hanno abbandonato la pratica di una vita Cristiana, o perché abbiamo amici o familiari che lo hanno fatto. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: società senza bambini è triste e grigia

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All’udienza generale di oggi in Piazza San Pietro, Papa Francesco dopo le catechesi sulle diverse figure della vita familiare (madre, padre, figli, fratelli, nonni) ha svolto la sua riflessione sui bambini che sono – ha detto – un “grande dono per l’umanità … ma sono anche i grandi esclusi perché neppure li lasciano nascere”. La prossima settimana – ha annunciato – si soffermerà “su alcune ferite che purtroppo fanno male all’infanzia. Mi vengono in mente i tanti bambini che ho incontrato durante il mio ultimo viaggio in Asia: pieni di vita, di entusiasmo, e, d’altra parte, vedo che nel mondo molti di loro vivono in condizioni non degne… In effetti, da come sono trattati i bambini si può giudicare la società, ma non solo moralmente, anche sociologicamente, se è una società libera o una società schiava di interessi internazionali”.

I bambini non hanno problemi a capire Dio
“Per prima cosa i bambini – ha detto – ci ricordano che tutti, nei primi anni della vita, siamo stati totalmente dipendenti dalle cure e dalla benevolenza degli altri. E il Figlio di Dio non si è risparmiato questo passaggio. Continua a leggere

Educare nella fede

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Gli abitanti della città dissero a Eliseo: “Ecco è bello soggiornare in questa città, come tu stesso puoi constatare, signore, ma l’acqua è cattiva e la terra è sterile”.
Ed egli disse: “Prendetemi una pentola nuova e mettetevi del sale”. Gliela portarono.
Eliseo si recò alla sorgente dell’acqua e vi versò il sale, pronunziando queste parole: “Dice il Signore: Rendo sane queste acque; da esse non si diffonderanno più morte e sterilità”.
Le acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola pronunziata da Eliseo.

2Re 2,19-22

Se è vero che è il Signore a sanare e purificare le acque, è altrettanto vero che senza Eliseo, che si presta alla volontà del Signore, nulla sarebbe successo. Secondo una meravigliosa costante della Storia della Salvezza, Dio non può nulla senza la collaborazione dell’uomo. Continua a leggere

Genitori, se potete, adottate i figli che si vogliono sposare

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di Costanza Miriano
 
Diceva Longanesi che lui non si appoggiava ai princìpi, che dopo un po’ si piegano. Anche io preferisco piuttosto appoggiarmi agli amici, che sono un po’ più solidi e robusti, soprattutto se a loro volta si appoggiano all’unico vero amico che non delude mai, Cristo. Con questo gruppo di amici in Cristo ogni tanto ci vediamo davanti a qualche buon piatto e del vino (che mi dicono ottimo, ma io bevo solo Coca light e non saprei dire: in compenso per la Coca ho un palato sopraffino, e saprei distinguerne la data di scadenza a occhi chiusi). Quando parliamo e mangiamo insieme vengono sempre fuori nuove idee per la “buona battaglia”, e l’altro giorno Ivan Quintavalle, futuro sacerdote della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, mi ha folgorata con una proposta che secondo me ha del geniale. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: Ogni figlio è un dono irripetibile

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“I figli sono la gioia della famiglia e della società. Non sono un problema di biologia riproduttiva, né uno dei tanti modi di realizzarsi. E tanto meno sono un possesso dei genitori … No, no. I figli sono un dono, sono un regalo: capito? I figli sono un dono. Ciascuno è unico e irripetibile; e al tempo stesso inconfondibilmente legato alle sue radici. Essere figlio e figlia, infatti, secondo il disegno di Dio, significa portare in sé la memoria e la speranza di un amore che ha realizzato se stesso proprio accendendo la vita di un altro essere umano, originale e nuovo. (…)

I figli sono amati prima che arrivino. E questa è gratuità, questo è amore; sono amati prima della nascita, come l’amore di Dio che ci ama sempre prima. Sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarlo, prima di saper parlare o pensare, addirittura prima di venire al mondo! Essere figli è la condizione fondamentale per conoscere l’amore di Dio, che è la fonte ultima di questo autentico miracolo. Nell’anima di ogni figlio, per quanto vulnerabile, Dio pone il sigillo di questo amore, che è alla base della sua dignità personale, una dignità che niente e nessuno potrà distruggere”.

Così Papa Francesco all’Udienza generale di oggi. Di seguito l’ampia sintesi di Radio Vaticana: Continua a leggere

Uscire dalla crisi? Fare figli.

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Molto attuale (e “sul pezzo” , visto che in questi giorni se ne parla tanto) questa intervista del maggio 2013 di Costanza Miriano all’economista Ettore Gotti Tedeschi, sul tema della denatalità in relazione alla crisi economica.

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Costanza Miriano intervista Ettore Gotti Tedeschi
 
A Bruxelles si discute, nel Forum sulla demografia, di “Investire sul futuro demografico in Europa”. Si parla di lotta alla denatalità, e non in un oratorio parrocchiale, ma in una sede internazionale tra le più laiche e prestigiose. Finalmente le sue teorie, quelle che lei da anni va ribadendo in ogni sede possibile, stanno diventando di moda? Che succede?

Credo che a Bruxelles si difenda keynesinianamente le nascite per difendere la necessità di domanda ,non tanto la vita.  Quando Papa Paolo VI  nel 1968 scrisse l’Enciclica Humanae Vitae , ad avversarlo non furono solo gli ambienti laici ,ma anche alcuni  teologi cattolici. Se ricordo bene  si rischiò una specie di “scisma” in casa cattolica sul tema della dignità della vita umana , sul tema natalità e così via. Continua a leggere

Papa Francesco: «Un buon padre sa correggere senza avvilire, proteggere senza risparmiarsi»

Udienza generale del mercoledì di Papa Francesco

Il padre di famiglia deve essere “presente” con i figli, con “vicinanza”, “dolcezza” e “fermezza”, deve “correggere senza avvilire”, ma anche “attendere e perdonare”. Così Papa Francesco all’udienza generale in aula Paolo VI.

Di seguito il testo integrale:
 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei svolgere la seconda parte della riflessione sulla figura del padre nella famiglia. La volta scorsa ho parlato del pericolo dei padri “assenti”, oggi voglio guardare piuttosto all’aspetto positivo. Anche san Giuseppe fu tentato di lasciare Maria, quando scoprì che era incinta; ma intervenne l’angelo del Signore che gli rivelò il disegno di Dio e la sua missione di padre putativo; e Giuseppe, uomo giusto, «prese con sé la sua sposa» (Mt 1,24) e divenne il padre della famiglia di Nazaret.

Ogni famiglia ha bisogno del padre. Oggi ci soffermiamo sul valore del suo ruolo, e vorrei partire da alcune espressioni che si trovano nel Libro dei Proverbi, parole che un padre rivolge al proprio figlio, e dice così: «Figlio mio, se il tuo cuore sarà saggio, anche il mio sarà colmo di gioia. Esulterò dentro di me, quando le tue labbra diranno parole rette» (Pr 23,15-16). Non si potrebbe esprimere meglio l’orgoglio e la commozione di un padre che riconosce di avere trasmesso al figlio quel che conta davvero nella vita, ossia un cuore saggio. Continua a leggere

I media e le parole

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(da La Croce Quotidiano, 28.01.15)
 
In un bello quanto antico telefilm –si chiamavano così all’epoca quelli che oggi sono più nobilmente serial tv- della serie Ai confini della realtà (Parole in libertà 1985) un uomo perdeva progressivamente il significato dei vocaboli. Non era più in grado di chiamare gli oggetti per nome e privo così del terreno comune finiva per non riuscire più a comunicare con chi gli stava intorno.

Questa stessa idea, un incubo per chiunque oggi disegnato sulla nebbia dell’Alzheimer (il delizioso mestolo di Barney) fu ripresa qualche hanno dopo dal fumetto Dylan Dog (dicembre 1995 albo gigante 4) in una vicenda nella quale il personaggio che perde il senso del linguaggio finisce suicida, rivelando l’importanza del comunicare per vivere. Senza senso si diventa pazzi. Continua a leggere

Pugni, conigli e code di paglia

Papa

La risposta un po’ spazientita di un sacerdote alle domande di giovani parrocchiani troppo insistenti…

Citta’ del Vaticano, 24 Gennaio 2015 (Zenit.org) Don Antonio Grappone

Prima ve ne venite col pugno. Il gruppetto ‘pacifista ed evangelico’ è scandalizzato: “Noi siamo quelli che l’altra guancia sempre e comunque”. Fosse vero… Poi la storia dei figli come conigli. I ragazzotti tutta tradizione (ma lo sai di che parli?), con la medaglia del cattolico perfetto, sono feriti ed indignati. Mah…

Queste reazioni dimostrano solo ignoranza, ragazzi. Avete letto quel che il Papa ha detto? Avete cercato di capire? O solo i titoloni dei giornali su internet? Cioè squallidi e per niente innocenti pettegolezzi? Qualche “illustre” giornalista, un sedicente “teologo”? Continua a leggere

Il Papa, la «paternità responsabile» e il rischio di tradirne il pensiero

Schermata-2015-01-20-alle-08.38.01 ​La frase ha fatto il giro del mondo in poche ore. «Alcuni credono che – scusatemi la parola – per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli». Frase che il Papa ha pronunciato nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Manila e di cui Avvenire ha dato ampio conto ieri. Solo che a citarla così – estrapolandola come hanno fatto in molti dal contesto complessivo del ragionamento di Francesco, o al massimo collegandola al numero di tre figli a coppia, presentato coma una indicazione “normativa” del Pontefice – si corre il rischio di tradirne il pensiero.

Specie in riferimento all’Italia, affetta ormai da anni da un “inverno demografico” senza precedenti. Sarà utile perciò ricostruire che cosa ha detto effettivamente papa Bergoglio in risposta alle domande che gli sono state poste, a partire da quella di un giornalista tedesco che chiedeva se egli avesse in mente di rivedere, anche solo parzialmente, il divieto dell’uso degli anticoncezionali stabilito da Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae. Continua a leggere

I nostri figli non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di adulti affamati di verità e bellezza

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(da Tempi.it)

Di seguito pubblichiamo il “discorso alla città” pronunciato da Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, il 24 novembre in occasione della festa del patrono san Prospero. È un discorso lungo e meraviglioso, con alcuni passaggi spettacolari. 

Cari Amici, cari Fratelli e Sorelle, illustri Autorità,

papa Francesco, con il Sinodo straordinario dei Vescovi che si è da poco concluso, ha posto all’attenzione della Chiesa e del mondo la realtà della famiglia. Egli ritiene, come tutti noi, che la famiglia sia il cuore della Chiesa e della società. È nella famiglia, infatti, che si imparano e si vivono le dimensioni fondamentali della vita. Si impara che l’amore ci precede, entra a trasformare la nostra esistenza creando dei legami che diventano fondamentali. Nella famiglia si impara l’apertura agli altri, alla nuova vita dei figli, si impara l’importanza dell’educazione, il rispetto delle altre persone, soprattutto attraverso la scoperta che i figli non ci appartengono e che, in definitiva, noi non apparteniamo a noi stessi.  Continua a leggere

Papà, assicurami che valeva la pena venire al mondo

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(dal blog di Costanza Miriano)
 
Continuano le anteprime de La Croce – Quotidiano che sarà in edicola e online dal 13 gennaio 2015. QUI tutte le informazioni per abbonarsi
 

di Franco Nembrini  per La Croce
 
“ai miei genitori, Dario e Clementina
che mi hanno dato la vita, e con essa il sentimento
della sua grandezza e positività
a Clementina Mazzoleni, mia professoressa di italiano
cui devo la passione
per la letteratura e per l’insegnamento
a don Luigi Giussani,
che a quel sentimento e a quella passione
ha dato la stabilità e la certezza della fede”. Continua a leggere

«Il governo offre alle coppie l’eterologa gratis mentre l’adozione diventa uno sfizio per ricchi». L’Aibi sospende le attività

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 Adozione internazionale: richieste in aumento, stallo sulle pratiche. Clamoroso gesto di protesta di uno dei principali enti accreditati. Intervista al presidente 
 
La decisione non ha precedenti. Aibi (Amici dei Bambini), uno dei principali enti italiani autorizzati a svolgere le pratiche per le adozioni internazionali, ha deciso di sospendere l’accettazione di nuovi incarichi. Una delle ragioni dietro questa decisione la si può cogliere osservando i dati dell’attività anche della sola Aibi per il 2014: 446 conferimenti dalle coppie all’associazione già attivati, altri 50 mandati in arrivo nei prossimi giorni, più altri 41 in stand by; ci sono già 500 coppie in lista d’attesa, ma quelle che adotteranno da qui a dieci mesi saranno 91. Malgrado le richieste da parte delle coppie italiane siano in crescita (il 20 per cento di conferimenti in più ad Aibi rispetto al 2013), i percorsi di adozione portati a termine in Italia scendono del 45 per cento in un anno. Marco Griffini, presidente dell’associazione, precisa a tempi.it: «Il nostro non vuole essere un atto di protesta, ma è un atto dovuto nei confronti delle famiglie». Continua a leggere

Cari padri sinodali siate padri per noi

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Le attese di una madre cristiana
 
di Costanza Miriano

(da Avvenire.it)
 
Cari Padri sinodali, sono una figlia della Chiesa e già vi dico che qualunque cosa farete per me sarà fatta bene, per principio. Sono anche una mamma, di quattro figli che stanno crescendo in un mondo entusiasmante – perché vivo e alla ricerca di Dio –, ma sempre più lontano dalla visione cristiana dell’uomo e della storia. Per questo, cari Padri, pensando ai figli miei e a tutti gli altri che crescono in questo tempo, vengo in ginocchio a dirvi che noi, mio marito, io, e tutti quelli che hanno a che fare con questa materia prima grezza e preziosissima che è la vita umana nei suoi primi anni, abbiamo disperato e urgente bisogno di voi. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a dire ai nostri figli che la via proposta da Cristo, quello che noi e tanti altri genitori cristiani cerchiamo di vivere – a fatica, con mille contraddizioni, con la povertà e il limite, ma ci proviamo –, è una cosa buona, e non è un parto della nostra fantasia ma viene da una tradizione di duemila anni, e che, anche se a volte richiede eroismo, è possibile, e il fatto che sia faticoso non è segno che abbiamo sbagliato, perché la croce abbracciata per amore è la via del cristiano alla felicità. Continua a leggere

Le vere cause della denatalità

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di Giuliano Guzzo
 
Il progressivo rallentamento delle nascite in Italia, quantificato dal Censis in qualcosa come 62.000 nati in meno all’anno dall’inizio della crisi, inizia ad allarmare ed il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, assicura di voler «studiare il declino della fertilità e le sue cause». Pur consapevoli della complessità del problema – e certi che il Ministro potrà avvalersi della consulenza di esperti ben più autorevoli – ci permettiamo, nella speranza di offrire un contributo utile e ricorrendo ad una sintesi estrema, di svolgere alcune considerazioni di carattere generale rispetto ad un argomento decisivo per il futuro anche se sovente affrontato con una superficialità che impedisce di spingersi oltre ad una mera lettura dei dati delle statistiche. Continua a leggere