Nembrini: non “com’è andata oggi a scuola?” ma “sono contenta che sei qui”

Come sarebbe bello se per prima cosa la mamma, al rientro a casa del figlio, gli dicesse che è felice che ci sia e gli chiedesse se anche lui è contento. Dopo sì, si può parlare anche di scuola
 
L’espressione immortalata nell’immagine sopra l’articolo è quella che Franco Nembrini usa per inscenare la risposta del figlio. Per rendere anche plasticamente il senso di tormento che la solita domanda gli infligge.

Sempre la stessa, ripetuta ogni santo giorno, quasi nello stesso istante, proprio mentre sta per addentare il primo agognato boccone del pranzo da lungi desiderato. Parecchio lungi: dice che già alla campanella della seconda ora il ragazzone vede librarsi in aria, sotto il soffitto diventato greve dell’aula scolastica, una generosa porzione di lasagne fumanti.

“Tutto bene, mamma”. Prova a chiudere la questione il ragazzo e a riaprire la bocca sulla forchetta. Ma la mamma non desiste: “sarà pur successo qualcosa, no?”

“Niente. Non è successo niente“. O almeno, penserà il figliolo, non ho voglia, non ho l’energia per raccontartelo ora. E poi mi viene pure il sospetto che ti interessi solo quello…

In effetti è un’abitudine non così salubre e piuttosto diffusa nelle famiglie italiane quella di mettere tanta enfasi sul rendimento scolastico e non solo nei momenti topici (verifica, interrogazione, fine quadrimestre), ma ogni benedetto giorno. Continua a leggere

Fertilità, è l’aborto la via alternativa?

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di Massimo Calvi
 
La contro-campagna della Cgil al Fertility day lascia intendere che l’aborto sia lo strumento per poter avere una vita lavorativa gratificante e controllare le nascite.
 
Siamo tutti d’accordo: la campagna del Fertility day è stata un fallimento. Ma solo la campagna, non l’iniziativa in sé, che non nasce affatto con lo scopo di spingere gli italiani a fare più figli, e di farli per la Patria, ma per informare sui rischi sanitari che determinati comportamenti possono avere in relazione alla fertilità. Un tema nobilissimo e decisivo. Troppe coppie sperimentano il dolore dell’infertilità anche per una scarsa conoscenza delle cause che possono favorirla.

Per questo le persone in buona fede dovrebbero saper distinguere tra le critiche legittime a una campagna che ha avuto l’effetto di offuscare il senso del Fertility day, fino a offrire il fianco agli oppositori politici del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e il valore del reale messaggio di cui l’iniziativa è portatrice. Solo per fare un esempio, in queste ore in rete circolano a mo’ di sberleffo decine di fotomontaggi di persone famose che nonostante una vita tra droga, alcool e tutto il resto hanno avuto 5, 6 o più figli a ciascuno. Continua a leggere

Un dono (bistrattato) per i disabili e per i loro cari

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Il P.E.I. – Piano Educativo Individualizzato – è uno dei doni della sapienza legislativa di questo paese. Ratificato dalla Legge 104 e da sentenze successive è, purtroppo, vittima del male tutto italiano: ottime leggi, pessima attuazione, grande burocrazia e servizi al minimo. Prima che al “dopo di noi” dei genitori di persone portatrici di handicap occorre pensare al “durante noi”, sconfiggendo l’handicap peggiore – quello della sclerocardia
 
di Paul Freeman
 
L’Italia è un paese straordinario. Ha peso e radici; storia. Ma anche tanta “zizzania” di “mala-amministrazione”.Una Carta Costituzionale straordinaria che, certo può essere criticata e migliorata, ma che proprio nei suoi aspetti “antropologici” e poi “sociali”, è veramente feconda e, tutto sommato, poco compresa, poco “internalizzata”, malamente attualizzata.

La mancata attuazione di questi aspetti fondativi sia di carattere antropologico, che di carattere sociale e di carattere educativo, sono l’evidente “zizzania” che, probabilmente a partire dal Benessere della seconda era del Boom economico ha portato ad una china continua in cui la realtà si è via via scollegata dalla vita politica. Di fatto i governi che si sono succeduti a partire da almeno 40 anni hanno penalizzato i cardini sociali effettivi della Famiglia, del Welfare, del Lavoro. Continua a leggere

Le 7 frasi che distruggono i figli

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 Leggete con attenzione e pensateci bene prima di pronunciare frasi come queste
 
La rabbia, la stanchezza e la frustrazione che derivano dai problemi quotidiani possono esasperarci e farci dire cose che in realtà non pensiamo. Quelle che riportiamo sono alcune delle combinazioni peggiori di parole che possiamo dire ai nostri figli,  indipendentemente dalla loro età, ma soprattutto ai bambini piccoli. Gli effetti di queste parole possono andare al di là di quello che immaginate e di ciò che i vostri figli possono controllare.

Leggete con attenzione e pensate molte volte prima di dire frasi come queste…
 
1. “Non fai mai niente di giusto”

A nessuno piacerebbe sentirsi dire una cosa del genere. Se vostro figlio ha commesso un errore o ha rotto qualcosa, respirate profondamente e pensate a ciò che è più importante. La risposta sarà sempre la stessa: i vostri figli sono più importanti di qualsiasi altra cosa. Continua a leggere

«Famiglie con figli scippate di un miliardo»

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«È uno scippo. Un vero e proprio scippo ai danni delle famiglie ». I deputati Mario Sberna e Gian Luigi Gigli (gruppo parlamentare Democrazia solidale- Centro democratico), durante il Question time in Aula rivolto al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, hanno denunciato e chiesto il motivo della «mancata distribuzione di un miliardo di euro l’anno per gli assegni familiari». Pochi euro vengono infatti prelevati ogni mese dalla busta paga dei lavoratori e destinati a un Fondo nazionale (per un totale di 6,4 miliardi di euro), ma gli stessi dati Inps 2013-2014 confermano che un miliardo non è stato ancora distribuito.

Sberna e Gigli hanno chiesto al ministro Poletti la restituzione di «quanto impropriamente trattenuto a danno dei bambini, senza aspettare la prossima legge di Stabilità: pure la mancata fruizione degli assegni a danno dei figli dei lavoratori autonomi è iniqua e assurda tanto quanto la sospensione della loro corresponsione al compimento del diciottesimo anno d’età». Continua a leggere

I figli vanno, i figli tornano

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di Costanza Miriano
 
Ricevo a volte lettere di genitori che mi chiedono consigli rispetto ai figli che stanno diventando grandi. È giunto il momento di applicarmi sulla schiena la targa “non seguitemi, mi sono persa anch’io” che mi tenevo pronta da quando sono uscita dalla sala parto. Ero certa che prima o poi sarebbe successo, sarebbe arrivata l’adolescenza, e io mi sarei trovata impreparata. A quello che sto vivendo e, tanto più, a consigliare qualcun altro.

C’è però qualcosa che a noi credenti non può mai essere tolto, ed è lo sguardo carico di speranza con cui guardare al futuro nostro e di quelli che ci sono affidati. Io non so come si faccia a educare un adolescente, quale sia l’equilibrio tra l’indirizzarlo e il lasciarlo libero. Tra l’accompagnarlo passo passo e il sedersi in panchina a guardarlo sbagliare, resistendo alla tentazione di alzarsi gridandogli: «Si fa così!». Continua a leggere

Bomba demografica? Una bufala, ora lo dice anche l’Onu

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(dal sito uccronline.it)
 
Gli ultimi dati pubblicati dall’ONU sono chiari: la  bomba demografica è una bufala. Si tratta di una leggenda secondo la quale l’alta densità di popolazione inibirebbe la prosperità umana per cui, secondo radicali/ecologisti/abortisti pratiche come la sterilizzazione, la contraccezione e l’aborto sarebbero indispensabili per controllare l’aumento demografico.

Ricordiamo tutti quando Marco Cappato, leader dei radicali italiani, nel 2009 invitava a «superare i veti ideologici del fondamentalismo clericale e natalista» e attuare la «strategia di “Rientro dolce” della popolazione mondiale che il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito già da tempo indica come scelta vitale per il futuro del pianeta». I Radicali sono gli unici (assieme all’opinionista Giovanni Sartori) a credere ancora in Italia alle sciocchezze del Club di Roma il think-tank che negli anni ’60 profetizzava cataclismi entro 40 anni. Continua a leggere

Miracolo alla fermata dell’autobus

 di Andrea Monda

Arrivo alla fermata dell’autobus per andare a scuola, il freddo mi intorpidisce e sono anche un po’ di malumore (la scuola è occupata) e mentre sto per chiudermi definitivamente al resto del mondo, inserendo anche il secondo auricolare della cuffia del mio Iphone qualcosa, anzi qualcuno attira la mia attenzione: due bambini stanno lì, girellando intorno al palo della fermata e schiamazzano, già ora, alle sette del mattino. Sono evidentemente due fratellini, devono avere 7 ed 8 al massimo, uno, il più piccolo, gioca con il suo smartphone mentre l’altro canticchia e gira tenendosi con una mano al palo. Ecco che da lontano, si vede il bus che sta curvando per dirigersi a prenderci; “Urrà!” grida il più grande e aggiunge: “Un miracolo! Un miracolo di Gesù!”. Mentre grida al miracolo saltella alzando le mani in senso di giubilo. Il fratello più piccolo si incammina verso l’autobus che sta frenando e aprendo le porte e gli dice con un pizzico di stizza: “Io lo sapevo, già lo sapevo…” e gli mostra il suo smartphone: non ci stava giocando, ma indagando sull’App dell’Atac le notizie relative all’arrivo degli autobus di quella fermata. Continua a leggere

L’amore coniugale, come progetto e impegno comune

Opus Dei - L’amore coniugale, come progetto e impegno comune

Il segreto dell’amore è volere che l’altro sia felice. In tal modo la relazione coniugale e l’educazione dei figli si edifica sulla solida base della donazione.
 
L’unità è il segreto della vitalità e della fecondità a tutti i livelli della vita. La disgregazione è, per eccellenza, il segno della morte fisica.

Quando si tratta dell’unità tra un uomo e una donna per formare una famiglia, l’unità deve esserci non soltanto sul piano biologico ma su quello spirituale. L’amore coniugale, anche se ha inizio con il sentimento, si consolida grazie all’unità degli obiettivi, dei desideri e delle aspirazioni nel progetto comune di vita. “La donazione fisica totale sarebbe menzogna, se non fosse segno e frutto della donazione personale totale, nella quale tutta la persona, anche nella sua dimensione temporale, è presente: se la persona si riservasse qualcosa o la possibilità di decidere altrimenti per il futuro, già per questo essa non si donerebbe totalmente”1. Continua a leggere

“Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e la stima che voi avete di loro”

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“L’educazione dei figli è impresa per adulti disposti ad una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l’affetto necessario.

Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.

Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro; siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio anche quando sembrerà che si dimentichino di voi. Continua a leggere

La fede dei figli

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di Costanza Miriano
 
Se sapessi davvero scrivere questo articolo che ho incautamente accettato di scrivere, tutti i miei problemi esistenziali sarebbero risolti. Se sapessi come si fa a trasmettere la fede ai figli sarei salva: significherebbe che sono così credibile come cristiana che riesco addirittura a convincere chi mi vede sempre, giorno e notte, chi vede tutti i lati di me, non solo quelli pubblici, ma anche le mie debolezze e i momenti di caduta, le crisi di nervosismo e gli attacchi di pigrizia e di sonnolenza inconsulta.

Significherebbe inoltre che avrei già trasmesso la fede ai miei figli, garantendo loro la salvezza eterna, per cui potrei anche morire in pace, anzi, sarebbe meglio che morissi, perché ci sono anche persone che passano la parte finale della loro vita a distruggere o  a indebolire il buono che hanno costruito nella prima parte. Continua a leggere

Apertura alla vita e paternità resposnabile

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Una delle esigenze del Sacramento delle nozze è di essere aperti alla vita, cioè di lasciare a Dio spazio e fiducia, perchè il futuro della nostra coppia sia nelle Sue mani.

Ma questo, concretamente, cosa significa?

La Chiesa ci illumina, con gli scritti di tanti ispirati pontefici, e ci fa comprendere il senso della paternità e maternità responsabile. La fiducia in Dio non elimina la nostra ragione, anzi la eleva, perchè diventi sapiente e responsabile discernimento.

I testi della Chiesa che più ci aiutano e ci accompagnano in questa riflessione sono la Costituzione conciliare Gaudium et Spes (GS) e l’Enciclica Humanae Vitae (HV), entrambe mirabilmente commentate ed illuminate da Giovanni Paolo II nelle sue catechesi sullaTeologia del corpo, in particolare quella del 1 agosto 1984 (GP). Continua a leggere

“Dio ci accompagna nella strada della vita”

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“Non è impressionante che Dio ci accarezzi con amore di Padre? È tanto bello, tanto bello! Poteva semplicemente farsi riconoscere come l’Essere supremo, dare i suoi comandamenti e aspettare i risultati. Invece Dio ha fatto e fa infinitamente di più di questo. Ci accompagna nella strada della vita, ci protegge, ci ama”.

Nell’Udienza Generale di oggi, 26 agosto 2015, tornata a svolgersi in piazza San Pietro, Papa Francesco ha continuato le sue catechesi sulla famiglia, parlando del tempo della preghiera. Di seguito il testo dell’udienza:

 
La Famiglia – 24. Preghiera

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Dopo aver riflettuto su come la famiglia vive i tempi della festa e del lavoro, consideriamo ora il tempo della preghiera. Continua a leggere

Questa è la mia vita

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di Costanza Miriano
 
Qualche giorno fa a mia madre è uscita di bocca una frase incauta. “Ma perché non me li mandi tutti, i ragazzi, qualche giorno a Perugia?” L’ha detto. L’ho sentita. Non so quanto poi ci abbia messo a pentirsene, ma l’ha detto.  Segue una lunga contrattazione: la mamma dei quattro in oggetto – che sarei io – è riluttante, il babbo pure: ci dispiace separarci dai figli, ma fa caldo, non c’è scuola, noi dobbiamo lavorare, e così si incastrano impegni e turni e si raggiunge l’accordo. Due giorni e mezzo dai nonni. Porta il babbo, riprendo io così sbaciucchio qualche nipote a caso.

Nella fervida fantasia di una madre lavoratrice stremata dalla stanchezza due giorni e mezzo senza figli assumono istantaneamente proporzioni fantasmagoriche: superato il dispiacere della separazione comincio a fare progetti. Riordinerò ricevute, credenze, cassetti, leggerò libri arretrati, andrò dall’estetistaparrucchierepodologo, farò ore e ore di meditazione, anzi, credo che diventerò una suora di clausura ma anche un po’ una maratoneta da due e cinquanta, una donna meravigliosa dallo spirito saldo, il corpo efficiente, la mensola delle spezie senza barattolini scaduti, il marito ascoltato come merita. Continua a leggere

Papa Francesco: «Quando mamma e papà non sono più “una sola carne”, i figli soffrono»

«Sentiamo il peso della montagna che schiaccia l’anima di un bambino, nelle famiglie in cui ci si tratta male e ci si fa del male, fino a spezzare il legame della fedeltà coniugale?»
 
Papa Francesco ha proseguito oggi in piazza San Pietro a Roma la sua catechesi sulla famiglia. Questa volta, il Pontefice ha incentrato le sue riflessioni sulle separazioni e sulle «ferite» che si aprono talvolta nel contesto familiare dove a pagarne per primi le conseguenze sono i figli. «Ci si fa del male. La cosa più brutta!», ha esclamato Bergoglio. «Sappiamo bene che in nessuna storia famigliare mancano i momenti in cui l’intimità degli affetti più cari viene offesa dal comportamento dei suoi membri. Parole e azioni (e omissioni!) che, invece di esprimere amore, lo sottraggono o, peggio ancora, lo mortificano. Quando queste ferite, che sono ancora rimediabili, vengono trascurate, si aggravano: si trasformano in prepotenza, ostilità, disprezzo. E a quel punto possono diventare lacerazioni profonde, che dividono marito e moglie, e inducono a cercare altrove comprensione, sostegno e consolazione. Ma spesso questi “sostegni” non pensano al bene della famiglia!». Continua a leggere

Giacomo Celentano: «Anch’io a Roma per la famiglia. Non ho paura di essere impopolare»

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Il figlio di Adriano racconta la sua conversione e spiega perché sabato scenderà in piazza. «Le mie sorelle? Abbiamo percorsi diversi, ma questo non ci divide»
 
Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola
 
 Taglio di capelli giovanile, calzoncini, t-shirt, crocifisso e madonnina al collo. Giacomo Celentano porta il suoi 48 anni con l’aria di un ragazzo che potresti incontrare alla Gmg. Vicino alla chitarra e alle foto di papà Adriano e di mamma Claudia ci sono volumi con la Madonna in copertina e sulle pareti immagini cristiane. Giacomo alla Chiesa si è avvicinato dopo «anni di buio», come li chiama lui. Anni in cui di Dio non voleva sapere, ma che lo hanno portato ad essere un cristiano convinto, disposto, «anche se è impopolare», a testimoniare la sua fede di fronte al mondo. Per questo «sono contento che il 20 giugno si andrà in piazza a difendere la famiglia». Continua a leggere

In Italia non si nasce più. Mai così male dal 1918

crescita_300 Un’Italia sempre più vecchia vede cadere l’ultimo tabù: il saldo tra nati e morti nel 2014 è stato negativo per oltre 95mila unità, il dato peggiore dai tempi della prima guerra mondiale. La crescita (sotto)zero è dunque parte del passato, siamo già dentro uno scenario bellico, con pochissime note liete (la tenuta della popolazione immigrata, comunque in calo) e molti aspetti in chiaroscuro.

Nel corso del 2014, a fronte di 502.596 nascite sono avvenuti 598.364 decessi. C’è dunque uno squilibrio di 95.768 unità, «che rappresenta – ha sottolineato l’Istat – un picco negativo mai raggiunto dal biennio 1917-18 (ultimi due anni del primo conflitto mondiale) e ancora più elevato di quello del 2012, quando la mortalità fece registrare valori particolarmente elevati nei mesi invernali». Secondo l’istituto statistico, l’anno scorso sono stati stati registrati quasi 12mila nati in meno rispetto al 2013. Anche i bimbi stranieri venuti alla luce continuano a diminuire (-2.638 rispetto ai dodici mesi precedenti), pur rappresentando il 14,9% del totale dei nati. Continua a leggere

Dolci Memorie

Dolci Memorie

dal blogit.apostlesofil.com
 
«Come posso sapere di non aver fallito come genitore? I miei figli hanno lasciato la Chiesa, e sembrano allontanarsi da tutto ciò che come genitori gli avevamo insegnato».
 
Quante volte ho sentito questa lamentela, questo grido ansioso da parte di uomini e donne di profonda fede, che non riescono a darsi pace perché i loro figli hanno abbandonato la pratica dei sacramenti.

Certamente si tratta di una preoccupazione legittima, una di quelle che ci riguarda un po’ tutti, o perché i nostri stessi figli hanno abbandonato la pratica di una vita Cristiana, o perché abbiamo amici o familiari che lo hanno fatto. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: società senza bambini è triste e grigia

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All’udienza generale di oggi in Piazza San Pietro, Papa Francesco dopo le catechesi sulle diverse figure della vita familiare (madre, padre, figli, fratelli, nonni) ha svolto la sua riflessione sui bambini che sono – ha detto – un “grande dono per l’umanità … ma sono anche i grandi esclusi perché neppure li lasciano nascere”. La prossima settimana – ha annunciato – si soffermerà “su alcune ferite che purtroppo fanno male all’infanzia. Mi vengono in mente i tanti bambini che ho incontrato durante il mio ultimo viaggio in Asia: pieni di vita, di entusiasmo, e, d’altra parte, vedo che nel mondo molti di loro vivono in condizioni non degne… In effetti, da come sono trattati i bambini si può giudicare la società, ma non solo moralmente, anche sociologicamente, se è una società libera o una società schiava di interessi internazionali”.

I bambini non hanno problemi a capire Dio
“Per prima cosa i bambini – ha detto – ci ricordano che tutti, nei primi anni della vita, siamo stati totalmente dipendenti dalle cure e dalla benevolenza degli altri. E il Figlio di Dio non si è risparmiato questo passaggio. Continua a leggere

Educare nella fede

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Gli abitanti della città dissero a Eliseo: “Ecco è bello soggiornare in questa città, come tu stesso puoi constatare, signore, ma l’acqua è cattiva e la terra è sterile”.
Ed egli disse: “Prendetemi una pentola nuova e mettetevi del sale”. Gliela portarono.
Eliseo si recò alla sorgente dell’acqua e vi versò il sale, pronunziando queste parole: “Dice il Signore: Rendo sane queste acque; da esse non si diffonderanno più morte e sterilità”.
Le acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola pronunziata da Eliseo.

2Re 2,19-22

Se è vero che è il Signore a sanare e purificare le acque, è altrettanto vero che senza Eliseo, che si presta alla volontà del Signore, nulla sarebbe successo. Secondo una meravigliosa costante della Storia della Salvezza, Dio non può nulla senza la collaborazione dell’uomo. Continua a leggere

Genitori, se potete, adottate i figli che si vogliono sposare

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di Costanza Miriano
 
Diceva Longanesi che lui non si appoggiava ai princìpi, che dopo un po’ si piegano. Anche io preferisco piuttosto appoggiarmi agli amici, che sono un po’ più solidi e robusti, soprattutto se a loro volta si appoggiano all’unico vero amico che non delude mai, Cristo. Con questo gruppo di amici in Cristo ogni tanto ci vediamo davanti a qualche buon piatto e del vino (che mi dicono ottimo, ma io bevo solo Coca light e non saprei dire: in compenso per la Coca ho un palato sopraffino, e saprei distinguerne la data di scadenza a occhi chiusi). Quando parliamo e mangiamo insieme vengono sempre fuori nuove idee per la “buona battaglia”, e l’altro giorno Ivan Quintavalle, futuro sacerdote della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, mi ha folgorata con una proposta che secondo me ha del geniale. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: Ogni figlio è un dono irripetibile

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“I figli sono la gioia della famiglia e della società. Non sono un problema di biologia riproduttiva, né uno dei tanti modi di realizzarsi. E tanto meno sono un possesso dei genitori … No, no. I figli sono un dono, sono un regalo: capito? I figli sono un dono. Ciascuno è unico e irripetibile; e al tempo stesso inconfondibilmente legato alle sue radici. Essere figlio e figlia, infatti, secondo il disegno di Dio, significa portare in sé la memoria e la speranza di un amore che ha realizzato se stesso proprio accendendo la vita di un altro essere umano, originale e nuovo. (…)

I figli sono amati prima che arrivino. E questa è gratuità, questo è amore; sono amati prima della nascita, come l’amore di Dio che ci ama sempre prima. Sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarlo, prima di saper parlare o pensare, addirittura prima di venire al mondo! Essere figli è la condizione fondamentale per conoscere l’amore di Dio, che è la fonte ultima di questo autentico miracolo. Nell’anima di ogni figlio, per quanto vulnerabile, Dio pone il sigillo di questo amore, che è alla base della sua dignità personale, una dignità che niente e nessuno potrà distruggere”.

Così Papa Francesco all’Udienza generale di oggi. Di seguito l’ampia sintesi di Radio Vaticana: Continua a leggere