Il microchierismo: le cellule fetali che vivono per sempre nel corpo della madre

È proprio vero che le madri portano il proprio figlio dentro di sé per tutta la vita ma non solo dal punto di vista affettivo, anche in senso puramente biologico. A dirlo non sono i “bacchettoni” pro life ma la scienza!

Stiamo parlando di un fenomeno su cui la comunità scientifica internazionale si va interrogando da tempo ovvero il “microchimerismo” che altro non è che la migrazione di alcune cellule fetali, nel corso della gravidanza, nei tessuti materni. Un fenomeno sorprendente emerso anche da un recente studio dell’Arizona State University, nel corso del quale si è analizzato il cervello di donne decedute, riscontrando che, nel 60% dei casi, esso presentava cellule maschili.

La migrazione delle microchimere fetali avverrebbe attraverso la placenta ma probabilmente anche tramite l’allattamento. Gli scienziati, inoltre, non escludono nemmeno un altro fenomeno sorprendente e cioè che le cellule del bambino possano essere trasmesse ai suoi fratelli più piccoli, sempre tramite la placenta, per via di gravidanze successive. E ancora più incredibile sarebbe la scoperta che riguarda non solo le madri, ma anche le madri delle madri: ogni donna conserverebbe le cellule della propria madre nel proprio organismo, questo andrebbe a creare, di conseguenza, uno stretto legame biologico anche tra le nonne materne e i nipoti. Si ipotizza, per di più, che le cellule della nonna materna abbiano un ruolo chiave nella rigenerazione delle cellule staminali e del sistema immunitario, in quanto una maggiore quantità di queste cellule è stata riscontrata nel sangue di donne sane, rispetto a quello di donne che si erano ammalate di cancro al seno.

Tutto questo dimostra come l’essere umano non sia un’isola senza identità e senza storia, ma è al contrario frutto di importanti legami, innanzitutto biologici: a partire dalla profonda connessione madre-figlio che arriva a determinarlo nel profondo, nelle sue stesse “ossa”, potremmo dire. Continua a leggere

Surrogata o adozione cambia la garanzia?

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Desiderio e dimenticanze, risposta a Marzano

di Mariolina Ceriotti Migliarese*

(da Avvenire, 1 aprile 2016)

Michela Marzano ha condiviso il 16 marzo (attraverso il ‘Corriere della sera’) un articolo bello e ricco di spunti e suggestioni: come non condividere molte delle cose che afferma? Essere madre non è solo partorire un figlio, ma anche assumersi la responsabilità di occuparsi di lui con generosità e amore. E ancora, è assolutamente vero che «non si cresce e non si ha accesso alla propria umanità senza il desiderio profondo di chi, diventato padre o madre, cerca di trasmetterci il senso dell’esistenza», ed è vero anche che della maternità (e paternità) buona è parte integrante il riconoscere e accettare il figlio per quello che è, e trattarlo come soggetto portatore dei suoi propri desideri (dice Marzano: «Che gli si permetta di essere sempre ‘altro’ rispetto alle nostre aspettative e alle nostre domande»). Continua a leggere

La luna spiega alle mamme come e perché accogliere un figlio (Video)

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(da Si alla vita)
 
Roma 14ago2015 – Una giovane madre single sta lottando con se stessa perché non sa se accogliere il suo bambino o no. Mentre è totalmente immersa nell’indecisione, la luna scende su di lei e le mostra le due facce della moneta. È questa la descrizione del cortometraggio “La caduta della luna”, di Wei-Xiu Wang, laureato presso la National Taiwan University of Arts.

Molte volte la notizia dell’arrivo di un bambino può sembrare inopportuna in una situazione o in un momento specifico. E questo è proprio quello che rappresenta il video – una madre spaventata, con la paura di non riuscire ad allevare suo figlio e di non farlo bene. Ma la luna scende per dimostrarle il contrario, per farle sentire che con l’amore si può fare tutto e che ogni donna è preparata a prendersi cura dell’essere che ha portato dentro di sé per nove mesi. Continua a leggere

Papa Francesco: “La politica sostenga le famiglie numerose”

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Ricevendo in udienza l’Associazione Nazionale delle Famiglie Numerose, papa Francesco definisce ogni figlio come “un miracolo che cambia la vita”

Citta’ del Vaticano, 28 Dicembre 2014 (Zenit.org) Luca Marcolivio

La presentazione di Gesù al Tempio, con Simeone e Anna che profetizzano sul Bambino, secondo papa Francesco, è l’immagine di una famiglia “larga”, come le famiglie numerose da lui ricevute stamattina in udienza in Aula Paolo VI.

Al termine della Santa Messa presieduta da monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, il Pontefice ha rivolto il suo discorso ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, sorta a Brescia, città natale del beato Paolo VI, con la collaborazione di monsignor Francesco Beschi, vescovo di Bergamo. Continua a leggere

68 maratone spingendo una carrozzina. Perché l’amore di un padre per un figlio muove le montagne

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Rick Hoyt nasce nel 1962 da Dick e Judy Hoyt. Mentre sta venendo al mondo il cordone ombelicale gli si attorciglia intorno al collo bloccando l’afflusso di sangue al cervello e causandogli una paralisi cerebrale associata a quadriplegia spastica. I medici consigliano i genitori di metterlo in un istituto, perché avrebbe avuto bisogno di assistenza 24 ore su 24. Ma loro rifiutano.
La passione di Rick diventa lo sport, a partire dall’Hockey e dalla sua squadra del cuore, i Bruins di Boston. Un giorno chiede a suo padre: “Partecipi alla maratona con me?”. La mitica maratona di Boston. Dick dice di sì e i due gareggiano insieme: uno corre spingendo l’altro su una carrozzina “da competizione”. E’ la prima di una lunga lista imprese firmate dal “Team Hoyt”, sempre padre e figlio: numerosissime gare di resistenza, fra cui 68 maratone e tre gare di triathlon nella versione Ironman. Nelle prove di nuoto Dick nuota con Rick attaccato attaccato a una fune e seduto in un canotto. In quella ciclistiche Dick pedala e Rick davanti fa da aprista… di speranza. Continua a leggere

Il figlio della suora e il gossip dei cretini. Una grande lezione su cosa sia la Chiesa

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C’è qualcosa di fastidiosamente malizioso nel modo in cui i media hanno dato notizia della suora di 32 anni, originaria di El Salvador, che all’ospedale di Rieti ha dato alla luce un bambino che chiamerà Francesco.

E’ un peccato che ci si soffermi sempre sui pettegolezzi (chi sarà il padre? davvero non sapeva di essere incinta? Cosa mormora la gente del paese? Quali sono le battute più salaci che girano sul web?), senza mai riuscire a vedere che la notizia nasconde tra le sue pieghe un segnale di quello che, ancora una volta, si dimostra essere l’attenzione della Chiesa verso tutti i suoi figli e le sue figlie. Come sempre: giudizio chiaro sul peccato, ma grande accoglienza per il peccatore. Continua a leggere

Come corrompere un bambino, e farla sembrare una cosa buona

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Si chiama Standard di Educazione Sessuale in Europa ed è una guida per i governi, sviluppata dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in collaborazione con l’agenzia governativa tedesca per l’Educazione Sanitaria.

Il documento ha iniziato a essere diffuso presso i ministeri dell’Istruzione e della Salute d’Europa, ed è indistinguibile da un manuale di corruzione dei minori, ispirato però dai dogmi dell’ideologia di genere.

Delle specifiche competenze che la guida consiglia di trasmettere ai bambini dai 0 ai 16 anni, questi sono alcuni esempi citati testualmente nel documento: Continua a leggere

Meglio sani per scelta che malati per caso? «A trattare così gli embrioni ci perdiamo tutti»

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di Benedetta Frigerio

«Manipolando la vita ci perdiamo tutti: abituandoci a guardare l’altro come oggetto uccidiamo l’imprevedibile e ci chiudiamo in un bunker». Intervista a padre Giorgio Maria Carbone, docente di bioetica e teologia morale

Un figlio sano o su misura?“. A padre Giorgio Maria Carbone, docente di bioetica e teologia morale alla facoltà di teologia dell’Emilia-Romagna, e autore di diversi libri sulla fecondazione extracorporea, manca l’aria a leggere il titolo dell’articolo apparso lunedì sul Corriere della Sera a firma del genetista Edoardo Bonicelli. Per prevedere se il bambino crescerà sano, si legge, «si preleva da un abbozzo di embrione umano di cinque giorni, ottenuto tramite una fecondazione in vitro, una delle pochissime cellule che lo compongono. Ci si conduce sopra un’approfondita analisi genetica e, se tutto è a posto, si impianta il resto delle cellule dell’abbozzo in un utero e gli si lascia completare la sua gestazione». Continua a leggere

Il Papa: non possiamo pregare il Padre, se abbiamo nemici nel nostro cuore

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Per pregare il Padre Nostro dobbiamo avere il cuore in pace con i nostri fratelli. E’ quanto affermato, stamani, da Papa Francesco nella Messa alla Casa Santa Marta. Il Papa ha sottolineato che noi crediamo in un Dio che è Padre, è “vicinissimo” a noi, non è anonimo, non è “un Dio cosmico”. La preghiera non è magia, ma affidarsi all’abbraccio del Padre. Papa Francesco ha incentrato la sua omelia sulla preghiera del “Padre Nostro” insegnata da Gesù ai discepoli, di cui narra il Vangelo odierno. Gesù, ha detto, ci dà subito un consiglio nella preghiera: “non sprecare parole, non fare rumore”, “il rumore della mondanità, i rumori della vanità”. Ed ha avvertito che la “preghiera non è una cosa magica, non si fa magia con la preghiera”. Continua a leggere

Figlio

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di Angelo Busetto
20-06-2013

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano…» (Mt 6,7-11)

La preghiera non è una macchinetta di parole, ma l’espressione di una figliolanza. Gesù ci instrada a vivere lo stesso rapporto che Egli ha con il Padre. Continua a leggere

Aborto, l’eterno tabù che lacera la coscienza cattolica

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NDR: Sul Corriere della Sera e sul web è stato segnalato il caso pietoso della giovane che in Salvador rischia di morire perché la legge e i preti le vietano l’aborto. Viste le sfacciate bugie che sono state divulgate in occasione della morte di Savita, in Irlanda, qualche mese fa, ci riserviamo di indagare per i nostri lettori e sapere come stanno veramente le cose dal punto di vista medico. Intanto vi segnaliamo il pezzo che segue, pubblicato dalla Stampa, che spiega chiaramente la posizione della Chiesa: non si può considerare – tra due vite – una più degna di essere tutelata rispetto ad un’altra. I medici devono prodigarsi per salvarle entrambe, finché è possibile. Quindi se il caso fosse veramente quello indicato dai media, nessun “prete” condannerebbe l’eventuale uccisione del bambino nel tentativo di salvare la vita della madre. Continua a leggere

La difesa della vita comincia dalla difesa del significato delle parole

Sul sito della Stampa è comparso questo titolo: “I primi figli con due mamme saranno pronti entro tre anni”. Segue la spiegazione sommaria di una nuova tecnica di combinazione di DNA mitocondriali diversi che, manco a dirlo, guarirà terribili malattie ereditare.

Come saranno pronti? Saranno pronti si dice delle cose. Vai dall’ottico, scegli la montatura e poi chiedi: “Quando saranno pronti i miei occhiali?”. Porti l’auto dal meccanico, gli spieghi il problema e poi domandi: “Quando sarà pronta? Sa, devo organizzarmi con mia moglie per venirla a ritirare”. Continua a leggere