Maria Maddalena. La recensione del film con Rooney Mara e Joaquin Phoenix

di Luisa Cotta Ramosino

(dal sito Sentieri del Cinema)
 
Maria vive nella cittadina di Magdala, con la sua numerosa famiglia, e dimostra un talento di guaritrice che, nella migliore tradizione cinematografica, suscita invece sospetto dei maschi di casa che la vorrebbero sistemare. La sua vita cambia quando incontra un predicatore dallo straordinario fascino, che parla del Regno di Dio ed è disposto ad accoglierla tra i suoi seguaci anche se è una donna. Sulla strada per Gerusalemme, però, in molti rifiutano questa straordinaria elezione da parte di Gesù…

Rifiutando le interpretazioni più note della figura di Maria Maddalena (che qui non è né la prostituta salvata da Gesù né una delle sorelle di Lazzaro), il film si ispira – in realtà fraintendendolo in modo un po’ ingenuo – al titolo di “Apostola degli Apostoli” conferito alla prima testimone della resurrezione, per costruire un racconto “al femminile” . Una scelta che, tuttavia, alla fine si rivela abbastanza inconsistente, destinato a scontentare sia un pubblico di credenti (che faticheranno ad accettare le forzature degli autori: prima, ma non unica, la chiusura che ci lascia con gli Apostoli ben convinti di essere gli unici con “la verità in tasca”) che quello dei non credenti (a cui la pellicola non sembrerà altro che un’ennesima e poco appassionante divagazione evangelica). La pretesa autenticità rivendicata con le scritte in apertura (sui soliti Romani cattivi) e quelle in chiusura (che imputano a un preciso disegno della Chiesa ufficiale l’aver voluto fare passare alla storia Maddalena come una prostituta) non aggiunge nulla all’insieme. Continua a leggere

“Cura Brochero, la pelìcula”: il film sul primo Santo argentino

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 Presentata dall’Ambasciata d’Argentina, l’opera diretta da Lorena Chuscoff racconta l’esempio di vita cristiana del sacerdote canonizzato da Francesco domenica
 
Raccontare l’altissimo modello di vita cristiana di Josè Gabriel Brochero, sacerdote argentino vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento, e dimostrare come il suo esempio positivo possa cambiare in meglio le nostre vite anche oggi. Questo l’obiettivo del film argentino Cura Brochero, la pelìcula, presentato a Roma presso Casa Argentina, centro culturale collegato all’Ambasciata d’Argentina. Un’opera che assume un significato ancora maggiore alla luce della canonizzazione di Brochero, avvenuta domenica scorsa: il primo santo argentino proclamato dal primo Pontefice argentino. Quando i segni della provvidenza sono così evidenti…

Il film, diretto da Lorena Chuscoff, con sceneggiatura della stessa Chuscoff e di Pablo Gomez, è una produzione indipendente della Maranatha Asociaciòn Civil, che ha riunito uomini dello spettacolo e volontari dell’associazionismo sociale cattolico, tutti profondamente legati alla figura del sacerdote originario di Cordoba, conosciuto anche come il Cura (curato in lingua spagnola) Brochero e il Cura Gaucho (mandriano o cowboy in spagnolo). Continua a leggere

“Bridget Jones’s baby” e le solitudini contemporanee

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di Giacomo Bertoni

(dal blog di Costanza Miriano)

Lo ammetto, non ho resistito: sono andato al cinema a vedere “Bridget Jones’s baby”. Parliamoci chiaro, in questi tempi di incertezza e spaesamento, l’immagine di noi soli su un divano, con la musica alta e una confezione di gelato (personalmente preferisco la pizza surgelata), è molto reale. Sì, siamo divisi fra scuola o università, lavoro, volontariato, sport… Ma il momento “chi sono?” “dove vado?” “cosa sto combinando?” è spesso presente, e il gelato è una compagnia ottima. Il terzo capitolo delle disavventure di Bridget Jones si apre con questa immagine storica, nella quale è facile identificarsi. Ma l’evoluzione (che, prometto, farò di tutto per non spoilerare) è un limpido specchio dei nostri tempi.

Tutto parte da un profondo senso di solitudine, misto al rimpianto di non aver avuto figli. Nonostante una carriera brillante, Bridget Jones sente che le manca qualcosa. E si sente profondamente sola. I suoi grandi amori sono irraggiungibili: uno si è sposato, l’altro è morto. Alcune amiche care hanno formato le loro famiglie (delle quali emerge un’immagine decisamente poco accattivante), mentre altre rincorrono il tempo che passa lanciandosi in divertimenti sfrenati (e non è retorica). Per un attimo, ci casca anche la nostra Bridget, ma basta una notte per cambiare definitivamente la sua vita. Continua a leggere

IL MISSIONARIO – la preghiera come unica arma

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Nuovo film della Dominus Production in uscita nelle sale cinematografiche italiane il 18, 19 e 20 Ottobre 2016
 
È difficile essere un adolescente, specialmente nel mondo d’oggi. Gli stimoli esterni sono numerosissimi, spesso contrastanti ed esercitano la loro influenza sul carattere non ancora formato del ragazzo.
Altrettanto arduo è essere genitore: agli occhi del figlio la figura paterna o materna incarna il senso del dovere e rappresenta direttive comportamentali la cui importanza non è sempre compresa; ne consegue un fortissimo desiderio di evasione, infrangendo le regole per trovare la propria identità.

Quale ruolo può svolgere la famiglia durante il raggiungimento della maturità da parte dell’adolescente? Come tutelare un giovane dai pericoli della società, dalle compagnie sbagliate, dalle false promesse di un facile successo? C’è ancora spazio per il raccoglimento interiore, per la preghiera e per il dialogo nella quotidianità familiare? Continua a leggere

“Chef”: un’amicizia può cambiare la vita

di Susanna Manzin

(dal blog Pane & Focolare)
 
“Chef” è un film francese del 2012 diretto da Daniel Cohen, o meglio, come scritto nei titoli di testa, “cucinato a modo suo da Daniel Cohen, rosolato dal direttore di produzione, infornato dal produttore esecutivo”. La sceneggiatura e i dialoghi sono stati “decantati” dallo stesso Daniel Cohen, il suono è stato impastato e amalgamato, il montaggio è stato tritato … insomma, già nei titoli di testa si capisce che il film strizza l’occhio al cibo come metafora della vita.

La colonna sonora è del nostro Nicola Piovani, premio Oscar per le musiche del film “La vita è bella”, di Roberto Benigni.

Protagonisti sono due cuochi, entrambi in crisi sia professionale che familiare, ma il loro incontro cambierà in meglio la vita di tutti e due. Continua a leggere

“Sant’Antonio di Padova” (Film)

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Ieri sera su Tv2000 è stato trasmesso il film della Lux Vide “Sant’Antonio di Padova”, sulla vita del Santo di origine portoghese. Tra gli interpreti Daniele Lotti, Enrico Brignano, Vittoria Puccini.
Antonio è uno dei santi più popolari della Cristianità, infatti la Basilica di Sant’Antonio di Padova è uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati nel mondo cattolico, ma la storia dell’uomo, avventurosa e intensa, non è molto nota. Il film tv è stato prodotto proprio con l’intento di far conoscere la sua vita.

Un film molto bello, che consiglio. Oggi, tra l’altro, è la sua festa. Sant’Antonio da Padova prega per noi!

***

Sicilia, 1221. Il francescano Antonio, naufragato sull’isola con il confratello Giulietto, racconta al vescovo del luogo la sua storia. Fernando, così si chiamava Antonio prima di vestire il saio, era un nobile portoghese destinato a diventare cavaliere. Continua a leggere

‘Poveri ma belli’ nella New York anni ‘50

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“Brooklyn”: una storia d’altri tempi narrata con delicata intensità

di Luca Marcolivio

Tra i film di maggior pregio passati nelle sale in questi mesi, spicca un’opera discreta, che colpisce per la sua straordinaria delicatezza, davvero insolita per il cinema d’oggi.

Ispirato al romanzo di Colm Tóibín e diretto da John Crowley, Brooklyn va a rovistare nel bauletto dei ricordi di una generazione ancora in vita, quella che fu testimone dell’ultima grande ondata migratoria dall’Europa agli Stati Uniti.

Nella New York dei primi anni ‘50 si intrecciano le vicende dell’irlandese Ellis (Saoirse Ronan) e dell’italiano Tony (Emory Cohen). Due ragazzi poveri ma dal cuore enorme, tra i quali scoppia un grande amore, quasi subito ostacolato dalle intemperie del destino. Continua a leggere

Storia di Paul Ponce, “il giocoliere di Dio”

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Famoso in tutto il mondo, il divo argentino aveva successo, donne, tutto. Tranne la felicità. La sua conversione è ora raccontata in un film-documentario
 
Il giocoliere di Dio racconta la conversione di Paul Ponce, giocoliere argentino famoso in tutto il mondo, una storia sconosciuta che descrive l’attualità del matrimonio cristiano e comunica la pace generata da un’esistenza spesa tutta accanto a Dio. Il documentario, tradotto e doppiato in italiano da Infinito+1, in uscita in dvd il prossimo 19 marzo, fa parte della serie “Può toccare anche a te”, del regista spagnolo Juan Manuel Cotelo, autore di L’ultima cima (il documentario più visto nella storia del cinema spagnolo), Terra di Maria e di Dio esce allo scoperto. Continua a leggere

“In Fondo Alla Salita”. In Arrivo Un Film Su Medjugorje. Intervista Al Regista Simone Visentini

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(dal sito cristianitoday.it)
 
In arrivo sugli schermi cinematografici e televisivi, un film su Medjugorje dal titolo “In fondo alla salita”, che parlerà di un giovane ragazzo (interpretato dall’attore Emanuele Marzani) che dopo una vita di sesso, droga e musica satanica, si avvicina all’amore di Dio, grazie ad un pellegrinaggio a Medjugorje.

Per saperne di più, abbiamo intervistato il regista Simone Visentini

Simone anche la tua conversione comincia a Medjugorje nel 2010. Puoi raccontarci?
La mia è stata la classica vita di: sesso, droga e rock roll ed il tutto è stato complicato anche da un matrimonio finito, dal quale è nato mio figlio che oggi ha 17 anni.
Poi ho incontrato la mia attuale moglie e per grazia di Dio ci siamo sposati con la Sua Benedizione.
Così a Medjugorje nel 2010, ho scoperto che la mia vita stava andando nella direzione sbagliata, perché prima di allora, non avevo messo al centro di essa, Maria e Gesù. Continua a leggere

L’essere umano è fatto per alte mete e grandi ideali

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GOD’s NOT DEAD
 
dal 25 Febbraio nei migliori cinema!
 
Ispirato ad una storia vera, GOD’S NOT DEAD, racconta di una matricola universitaria che sfida un prestigioso professore di filosofia, rischiando ben più del proprio futuro accademico, semplicemente per difendere ciò in cui crede: l’esistenza di Dio.

…e noi quanto siamo disposti a rischiare per difendere quello in cui crediamo? Continua a leggere

La famiglia si costruisce anche a tavola

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(dal blog: Pane & Focolare)
 
Oggi vi voglio mostrare una scena tratta da un film, The Blind Side, con il quale Sandra Bullock ha vinto l’Oscar nel 2010 come miglior attrice protagonista. Narra la storia vera di Michael Oher, un ragazzo abbandonato dalla madre, che viene accolto da una famiglia che saprà dargli calore, affetto e saprà aiutarlo a mettere a frutto i suoi grandi talenti. Perché un film così può interessare ad un blog sulla cultura della tavola? Ora ve lo spiego.

La famiglia si può costruire anche attraverso i pasti: perché a tavola è possibile creare un’empatia che consolida e conferma il fatto di essere una vera famiglia. Bisogna però rispettare alcune regole: apparecchiare con cura, sedersi tutti intorno al tavolo allo stesso orario, spegnere la televisione, conversare, ascoltarsi. Si realizza così un rito che produce effetti benefici sulle persone che lo vivono. Continua a leggere

Vita, Famiglia e Natale: c’è tutto nel film “Yellow Day”

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Il film di Natale che stimola il dialogo tra genitori e figli su molti dei temi più spinosi dell’esistenza ma che soprattutto promuove la cultura della vita, così come la intendeva Giovanni Paolo II.

È Yellow Day, un lungometraggio che sarà nelle sale americane durante le feste di Natale, scritto e prodotto da Jeff Galle.

Secondo quanto riportato da LifeSiteNews, lo stesso Jeff Galle ha dichiarato, infatti, che il film rispecchia proprio la visione di Giovanni Paolo II sul tema della dignità e del valore della vita umana, la quale ha avuto, parola degli autori, un importante impatto sul film. Continua a leggere

“La vita è meravigliosa” (di Frank Capra)

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In questi giorni (esattamente il 20 dicembre), nel 1946, usciva negli Stati Uniti il film “La vita è meravigliosa” diretto da Frank Capra e tratto dal racconto “The Greatest Gift” di Philip Van Doren Stern. L’American Film Institute ha inserito “La vita è meravigliosa” al primo posto della classifica dei cento film statunitensi più commoventi e ispiratori di sempre.
Di seguito ripropongo una breve recensione seguita dal link al video integrale del film.

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In questo periodo è bello rivedere – o scoprire, per chi non lo avesse ancora visto – il film capolavoro di Frank Capra, La vita è meravigliosa. Una pellicola del 1946, che narra una storia semplice, fiabesca ma avvincente.. Continua a leggere…
 

“Il sapore del successo”: anche a tavola, la bellezza salverà il mondo

di Francesco Arnaldi

(da:  paneefocolare.com)
 
Il film diretto da John Wells “Il sapore del successo” vede un eccellente Bradley Cooper interpretare il ruolo di uno chef stellato, Adam Jones, all’inseguimento di un sogno: la terza stella Michelin. L’inizio della pellicola non potrebbe essere dei più classici: un uomo allo sbando, che ha consumato la sua giovinezza in droghe, alcool e donne, che ha deciso di rimettersi in carreggiata e che trova la forza necessaria nei propri talenti. Abbiamo visto tante volte questa rinascita messa a tema nei film: il ragazzo di periferia salvato dalla musica, lo scapestrato salvato dalla danza. Il film è interessante e ingegnoso perché questa volta la forma d’arte che salva il protagonista dall’autodistruzione è il cibo. Sì, perché Adam Jones è uno chef due stelle Michelin, il migliore sulla piazza, ed è tra i fornelli che combatte i suoi demoni e le sue insicurezze. Continua a leggere

Andiamo al cinema? Ecco come “Scegliere un film”

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In uno scenario in cui vi è sovrabbondanza di recensioni sui film in uscita nelle sale, diventa sempre più difficile orientarsi e fare una scelta consapevole, puntando lo sguardo soprattutto sui quei titoli che siano in grado di divertire e arricchire l’animo sia dal punto di vista umano che culturale. È per questo che anche quest’anno è stato pubblicato Scegliere un film, un volume ormai storico, curato nel corso di oltre dieci anni da  in collaborazione prima con Luisa Cotta Ramosino, e negli ultimi due anni con Raffaele Chiarulli. Proprio come le precedenti edizioni, Scegliere un film 2015 si presenta come una guida utile per gli spettatori appassionati di cinema, per i docenti, i cultori della materia, i critici in cerca di informazioni sui film della stagione cinematografica passata. Selezionati attraverso una duplice prospettiva in grado di sottolineare il valore della narrazione senza tralasciare l’importanza di un punto di vista radicato nell’antropologia cristiana, i film scelti sono preziosa occasione di divertimento, dialogo, dibattito e riflessione. Abbiamo chiesto al Professor Armando Fumagalli di parlarci di questo libro, della sua nascita, del suo valore e degli obiettivi e desideri che hanno motivato un progetto così importante. Continua a leggere

Aborto, October Baby contro Planned Parenthood

Mentre prosegue la video inchiesta undercover che sta facendo traballare il colosso americano delle cliniche abortive Planned Parenthood, denunciando l’esistenza di un enorme mercato illegale di organi di bambini abortiti (ieri il Center for Medical Progress ha pubblicato su internet la decima puntata), Gianna Jessen, sopravvissuta a un aborto, è stata invitata a parlare di fronte al Congresso di Washington proprio nell’ambito dell’inchiesta su Planned Parenthood avviata dalla commissione Giustizia della Camera. La testimonianza, pronunciata dalla Jessen il 9 settembre e disponibile in molte versioni sul web, è diventata «virale». Continua a leggere

“Inside Out”, film in formato famiglia

(da La Croce Quotidiano 23.09.15)
 
Pare che i produttori del film “Inside out”, cartone animato della Pixar uscito nelle sale italiane mercoledì scorso, abbiano scopiazzato dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Eh sì, perché gli stravolgimenti psicologici della protagonista, la piccola Riley, causati da una serie di disagi legati al trasloco della famiglia della bambina dal Minnesota a San Francisco, richiamano senza ombra di dubbio l’antropologia cristiana delle passioni (e delle virtù).

Le dinamiche psicologiche sopra accennate si svolgono nella mente della ragazzina (il Quartier Generale), e derivano dall’interazione di cinque emozioni, Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, che, guidate da Gioia, cercano di suggerire a Riley come reagire agli stimoli della realtà che la circonda. Continua a leggere

Helen e il suo diciannovesimo figlio

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Avete mai guardato, quando eravate bambini, Appuntamento sotto il letto? È un film, datato 1968, in cui si mescolano amore e avventura, divertimento e commozione, nel narrare la storia di un vedovo, padre di 10 figli, che si sposa con una vedova, madre di 8, creando una famiglia con diciotto figli!

Quello che non molti sanno è che il film è tratto da una storia vera, raccontata nel libro autobiografico Who gets the drumstick, scritto da Helen E. Brandmeier. Una storia avvincente, coinvolgente e … profondamente cattolica!

La storia inizia con il racconto di Helen che, incinta dell’ottavo figlio, appena trentenne rimane vedova. Il marito Dick muore in un incidente aereo.

Trasferitasi con la sua numerosa famiglia in California, iscrive i suoi figli a una scuola cattolica dove la preside, Suor Mary Eleanor, le parla di suo fratello Frank Beardsley, maresciallo di Marina, recentemente rimasto vedovo. Frank ha 10 figli. Continua a leggere

“Ti auguro di avere gli occhi di Marcellino…”

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“Ti auguro di avere gli occhi di Marcellino… e dei dodici Frati!
Perchè in fondo i dodici frati hanno gli stessi occhi di Marcellino.
Questo film è proprio l’inno alla morale cattolica, che è guardare lasciandosi attrarre.
Perchè Marcellino, tra l’altro, faceva tutte le corbellerie: tirava via le mele, eccetera. È come Simone, che ne faceva di tutti i colori, però diceva: ‘Signore, ti amo. Tu lo sai che ti amo’. Così Marcellino e i dodici frati (specialmente fra Pappina!)”.

“Marcellino ne faceva di tutti i colori, ma l’ultimo pensiero era guardare a quel che faceva! Guardava Cristo. Allora questo, col tempo, si matura a sentire gli errori, a percepire le direzioni false, a scegliere le cose vere, gli aspetti veri, le posizioni vere. …
L’accanimento del guardare Cristo vince sull’accanimento del fare quel che si vuole”. Continua a leggere

Rifiuta di staccare la spina al marito in coma, lui si risveglia senza memoria e si innamora di nuovo di lei. Storia di Matt e Danielle

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Così due giovani sposi americani si sono “ritrovati” grazie alla fedeltà a una promessa. «Sapevo che Dio mi avrebbe aiutata, non ho pensato che fosse troppo per me»
 
Di «esserti fedele sempre nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita», Danielle lo aveva promesso a Matt il giorno del loro matrimonio, e non ha mai avuto intenzione di tornare indietro. E la sua fedeltà è stata ripagata.
 
LA DECISIONE. Quando Matt Davis nel 2011, dopo soli due mesi di fidanzamento e sette di matrimonio con Danielle, entrò in coma a causa di un incidente stradale, i medici lo diedero per spacciato, invitando la moglie a non ostinarsi e a “lasciarlo andare”. «Dicevano che se fosse stato per loro avrebbero staccato la spina», ha spiegato la ragazza all’emittente Wtoc. Ma Danielle non aveva dubbi: suo marito non sarebbe morto né di fame e di sete né per mancanza d’ossigeno, ma sarebbe tornato a casa dove lei lo avrebbe curato. Matt aveva appena 26 anni e lei 27, ma era assolutamente certa che «Dio mi avrebbe aiutata ad attraversare questa situazione, non ho pensato che fosse troppo per me». Disse alla madre che anche se Matt fosse rimasto per sempre incosciente avrebbe voluto sistemarlo in una stanza da cui si poteva vedere il panorama: «Se dobbiamo portarlo a casa, almeno facciamo in modo che goda della vista migliore del mondo». Continua a leggere

“Io sono Mateusz”, la vita accolta e amata

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Quando si lotta contro chi considera un figlio poco più che “un vegetale”
 
Uscirà nella sale italiane il 12 marzo Io sono Mateusz, film polacco scritto e diretto da Maciej Pieprzyca, trionfatore nei maggiori Festival in giro per il mondo. La pellicola, basata su una storia vera, ha vinto infatti tutti i principali riconoscimenti ai Polish Film Awards 2014, e diversi premi al 36° Festival des Films du Monde di Montreal e al 49° International Film Festival di Chicago.

Racconta la storia sorprendente di Mateusz, affetto da una grave paralisi cerebrale, diagnosticata come ritardo mentale, quindi ostacolo insormontabile alla comunicazione del bambino con il resto del mondo. Dopo 25 anni si scoprirà che Mateusz è perfettamente in grado di intendere e di volere. E lo si scopre solo grazie alla caparbia tenacia dei genitori del ragazzo, che non si arrendono affatto all'”ineluttabile scientifico” che pure una parte della verità sulla condizione di Mateuzs la dice, e che combattono sino in fondo la buona battaglia dell’amore genitoriale puro, sincero, disinteressato e testardo. Continua a leggere

Dove andiamo al cinema? Guide per sapere e scegliere

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Tagliato il traguardo delle dieci pubblicazioni, Scegliere un film 2014 (Edizione Ares) si presenta, ancora una volta come un volume completo, intuitivo e di immediata lettura. Curato da esperti del settore cinematografico – story editor, sceneggiatori, studiosi del campo – insieme con Armando Fumagalli e Raffaele Chiarulli, il libro è uno strumento prezioso che invita gli appassionati di cinema a una scelta consapevole e ragionata di film da utilizzare all’interno di progetti scolastici, cineforum o semplicemente da guardare in famiglia.

La scelta delle pellicole inserite nel volume, selezionate tra quelle arrivate in sala da settembre a maggio dello scorso anno, si regge soprattutto su due criteri fondamentali. In primo luogo la storia del film, il ruolo del personaggio all’interno di un universo precostituito e i valori che sottendono l’intero impianto narrativo cui si aggiunge un secondo aspetto fondamentale, direttamente legato al primo. Ciascuna analisi del film viene fatta attraverso un punto di vista che è «radicato in un‘antropologia cristiana», linea condivisa da tutti gli esperti che firmano le recensioni contenute nel libro. Continua a leggere

Un po’ timido, ma «Still Alice» è il secondo film di Hollywood anti-eutanasia in pochi giorni

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Alice ha 50 anni, svolge una professione che le dà piena soddisfazione (è professoressa di Linguistica presso la Columbia University) e vive in una famiglia a cui dà e riceve molto affetto (è sposata con tre figli ormai grandi). Dopo alcune analisi le viene diagnosticato il morbo di Alzheimer. I suoi familiari la colmano di attenzioni ma Alice ha davanti a se un lungo cammino in discesa: dovrà abbandonare la sua professione e alla fine non sarà più in grado di riconoscere chi le sta davanti…

È un film Still Alice, in programmazione ora, per la regia di Richard Glatzer e interpretato da Julianne Moore e da Alec Baldwin. Il film è quel che è, ma, davanti allo sconforto inevitabile, così come l’eutanasia viene presa in considerazione, l’idea dell’eutanasia viene pure abbandonata. Continua a leggere